mercoledì 7 ottobre 2009

I costi troppo elevati necessari per sanare il territorio non devono costituire l'alibi per non intervenire

I punti cardine di Legambiente per evitare altre tragedie


“Non vorremmo che si trovasse un nuovo alibi per perseverare nella devastazione del territorio e nella totale assenza di politiche di prevenzione dei rischi. I costi stimati per la messa in sicurezza sono talmente elevati che per molti costituiscono una ragione sufficiente per continuare a non far nulla - lo sottolinea Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia -. Passati i primi momenti di emozione del dopo tragedia, adesso si cominciano a fare i conti degli interventi necessari per sanare il territorio. Numeri e cifre che si assestano su i miliardi di euro. La risposta, però, è unanime: non ci sono i soldi nemmeno per gli interventi urgenti. La soluzione, invece, c'è. E Legambiente ha indicato da oltre un decennio i punti cardine per evitare che si ripetano tragedie come queste. L'obiettivo più urgente - continua Fontana - non deve essere quello di realizzare grandi e costosissimi manufatti e opere, spesso inutili se non dannosi, ma quello di puntare su politiche di gestione territoriale realmente sostenibili. Facendo prevalere questa logica molti interventi indispensabili potranno essere realizzati senza costi aggiuntivi. Facciamo due esempi:
1) avviare una nuova stagione di pianificazione dove i piani rispondano a reali fabbisogni dei cittadini e non agli interessi speculativi. Piani che dovranno, in ogni caso, ridurre il consumo di suolo soprattutto nelle tantissime aree a rischio idrogeologico medio e grave,
2) una nuova stagione di politiche forestali in cui i finanziamenti europei nazionali e regionali, spesso utilizzati in Sicilia solo per alimentare una enorme sacca di precariato, servano invece alla rinaturalizzazione e al rimboschimento delle aree realmente a rischio idrogeologico che interessano abitazioni e infrastrutture pubbliche.
E' evidente che due scelte come queste costituirebbero il cuore di quelle politiche di prevenzioni delle quali, in questi giorni, tutti parlano. Serviranno inoltre anche grandi finanziamenti per l'adeguamento di infrastrutture viarie o per la delocalizzazione dei troppi manufatti che si trovano in aree a rischio. Ecco perché sarebbe necessario redigere un piano decennale, da finanziare di anno in anno, con il quale sostenere una grande opera di manutenzione straordinaria del territorio, indispensabile per garantire la sicurezza a quei troppi cittadini che oggi nel nostro paese sono messi a rischio”.

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