venerdì 22 settembre 2017

Puliamo il mondo a Piazza Armerina - 23 settembre 2017

Domani, 23 settembre, ritorna Puliamo il mondo a Piazza Armerina. La più grande campagna di volontariato ambientale quest'anno compie 25 anni e, come consuetudine, i volontari del circolo Legambiente di Piazza Armerina, si preparano ad armarsi di sacchi e rastrelli per "dare l'esempio" e ripulire un angolo del territorio. La manifestazione di quest'anno vede la collaborazione dell'Istituto d'Istruzione Superiore L. da Vinci, nell'ambito di un programma integrato con le attività del Centro di Educazione Ambientale gestito dal Circolo Piazzambiente. L'appuntamento di domani è fissato alle ore 10.00 accanto l'area attrezzata del bosco Bellia, così duramente martoriato dagli incendi dell'ultima estate. Preliminarmente i responsabili di Legambiente incontreranno gli studenti, a scuola, per introdurli alla giornata, anche con la presentazione di un video sul rischio incendio. Alla manifestazione hanno già confermato la partecipazione anche cittadini e rappresentanti del comitato Difendiamo i nostri boschi.

mercoledì 20 settembre 2017

Puliamo il Mondo 2017 compie 25 anni la grande iniziativa di volontariato ambientale organizzata da Legambiente

Puliamo il Mondo 2017 compie 25 anni la grande iniziativa di volontariato ambientale organizzata da Legambiente

Sono i 25 anni di Puliamo il mondo. Da un quarto di secolo, ogni anno volontari di tutta Italia coordinati da Legambiente si danno appuntamento l’ultimo fine settimana di settembre per ripulire spazi pubblici dai rifiuti abbandonati. Con guanti, rastrelli, ramazze e sacconi ci si ritrova in piazze, strade, parchi urbani, lungo gli argini dei fiumi o delle strade statali, negli spazi “di nessuno” delle periferie. Giovani, anziani, italiani e non, amministrazioni locali, imprese, scuole, uniti da un unico obiettivo: rendere più vivibile e più bello il territorio in cui viviamo.

Appuntamento dal 22 al 24 settembre. Puliamo il mondo 2017 è realizzato con il patrocinio del ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, di UPI (Unione Province Italiane), Federparchi, Borghi Autentici d’Italia e UNEP (Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite). È l’edizione italiana di Clean up the world, il più grande appuntamento internazionale di volontariato ambientale che, nato a Sydney nel 1989, coinvolge ogni anno oltre 35 milioni di persone in circa 120 Paesi. Dal 1993 Legambiente ha assunto il ruolo di comitato organizzatore in Italia e dal 1995 si avvale della preziosa collaborazione della Rai. La Tgr dedica alle giornate di Puliamo il Mondo una diretta la domenica mattina e strisce quotidiane dal lunedì al sabato precedenti, mentre la Direzione Promozione e Immagine produce, realizza e trasmette uno spot promozionale della campagna, che viene anche presentata all’interno di alcuni dei programmi di maggiore ascolto delle reti sia televisive che radiofoniche.

Puliamo il mondo è soprattutto un gesto semplice da fare insieme per rinsaldare il rapporto tra ambiente e cittadini, comunità ed enti pubblici. Negli anni abbiamo utilizzato questo momento anche per parlare di periferie, di abusivismo edilizio, di città, di condivisione, di protagonismo dei cittadini, di disagio sociale, di virtù civica, di spreco alimentare, di pace, di legalità e per dire no al terrorismo e alle barriere di qualsiasi tipo.

“Queste 25 candeline le dedichiamo ora all’economia circolare - dichiara Rossella Muroni, presidente di Legambiente - Per sottolineare l’urgenza di intraprendere la strada di una politica europea finalmente in grado di trasformare l’emergenza rifiuti in una grande opportunità economica e occupazionale. E perché esistono in Italia, tra aziende, cooperative, start-up, associazioni, realtà territoriali e Comuni, tante esperienze che hanno già investito su un nuovo modello produttivo e riciclano materie prime seconde che fino a oggi finivano in discarica. Storie che dimostrano come il nostro Paese abbia tutte le carte in regola per fare da capofila nell’Europa dell’economia circolare, se vorremo rivedere la nostra legislazione in merito, ancora inadeguata e contraddittoria”.

Saranno tante le iniziative, in programma nei tre giorni di pulizia straordinaria in tutta Italia, che vedranno impegnati migliaia di volontari per liberare insieme dai rifiuti il territorio, raccontare l’economia circolare e promuovere, attraverso il dialogo, la creazione di reti tra cittadini di ogni età e provenienza.

L’ufficio stampa Legambiente 06 86268399

mercoledì 30 agosto 2017

Festambiente 2017 - grazie a ....

... e come per tutte le cose che finiscono è arrivato il tempo dei ringraziamenti. il nostro grazie, per aver reso speciale questa XV edizione della Festambiente, va a Giuseppe Liguori per averci regalato un manifesto che racconta noi e la città, ai ragazzi affidati alla Cooperativa Gest social service onlus, ospiti discreti e simpatici che ci hanno permesso di accogliervi in una villa splendente, alle mamme e ai ragazzi del 3F Basilica Cattedrale per averci mostrato con quale attenzione vengono seguiti i bambini e come si può fare del rifiuto un'arte, a Giovanni Mirabella che con l'@Associazione Aleramica Piazzese ci ha riportato indietro nel tempo con I giochi di una volta coinvolgendo grandi e piccini, bianchi e neri, a Giuseppe Stimolo della condotta Sloow Food Terre del Maroglio per averci condotto per mano attraverso i sentieri del gusto, a Sabrina Roccaforte dell'Azienda Agricola Marchese sponsor del laboratorio di degustazione dell'olio, adAngelo Scroppo e all'A.GE.DI. per averci fatto capire che nessuno è diverso e che ognuno di noi è un'opera d'arte, a Salvatore Giordano,Massimiliano Giordano e Antonella Santarelli che con gli autori (e non solo) della casa editrice Nulla Die hanno dato vita ad una jam session letteraria di rara intensità, al comitato cittadino @difendiamo i nostri boschi che ha messo in luce quanto forte è l'amore dei piazzesi per il nostro polmone verde, alle associazioni di protezione civile presenti Sicilia Soccorso eProtezione Civile Armerina Emergenza instancabili (insieme alle altre associazioni) nell'opera di spegnimento del disastroso incendio del 4 agosto e giorni seguenti, alla @Fondazione Vita e Salute di Vincenzo Agròche ha fatto riflettere i nostri concittadini sul benessere e sugli stili di vita corretti, all'@enpa piazza armerina, a tutti gli espositori del Comitato per il mercatino 'A Cas'varìa e ai nuovi amici artigiani venuti da lontano, a tutti gli artisti che si sono esibiti Compagnia Joculares - Artisti di StradaI Figli dell'OfficinaLa sciara del fuoco, la @Swing Cult Band e, in ultimo ma non per ultimi, all'amministrazione comunale per aver scelto ancora una volta di puntare sul programma della Festambiente e ... proprio per chiudere a tutti quei fantastici e instancabili cigni volontari che hanno reso possibile la Festambiente. E in attesa dell'edizione 2018 sfogliate i nostri album di foto e video sulla pagina facebbok festambienteinpiazza. Arrivederci

mercoledì 23 agosto 2017

Festambiente Piazza Armerina - al via la XV edizione


Caccia. Legambiente Sicilia, WWF e LIPU hanno presentato al TAR la richiesta di revoca e di sospensiva del calendario venatorio 2017/2018.


Legambiente Sicilia, WWF e LIPU hanno presentato al TAR la richiesta di revoca e di sospensiva del calendario venatorio 2017/2018 emanato nei giorni scorsi dall'Assessore regionale all'Agricoltura, perché non vengono rispettate diverse norme nazionali e i pareri espressi dall'ISPRA. Nei giorni scorsi, inoltre, WWF, LEGAMBIENTE, ITALIA NOSTRA, LIPU e MAN avevano inviato una diffida per chiedere che, quantomeno, il Calendario si uniformasse al parere dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), autorevole organo scientifico cui è attribuita la valutazione tecnica della sostenibilità delle modalità e dei tempi del prelievo venatorio su tutto il territorio nazionale. Ed invece le scelte della Regione vanno nella direzione opposta: il parere ISPRA è stato largamente e gravemente disatteso proprio in materia di specie e periodi. Ad esempio, ISPRA aveva chiesto di diminuire l'elenco delle specie cacciabili e di aprire la caccia solo a ottobre. Invece sono state inserite ben 13 specie di uccelli che censimenti e studi scientifici internazionali indicano come minacciate, rare o in declino preoccupante e dunque necessitanti di tutela anziché di caccia smodata.
Inoltre, nel ricorso si sottolinea la grave situazione che persiste nella nostra regione a causa degli incendi, che hanno devastato oltre 20mila ettari (la Sicilia ha il triste primato di essere la regione più colpita), e dalla lunga siccità.
Ancora una volta la Regione Siciliana è in prima linea nello scrivere una brutta pagina di convivenza civile e di civiltà, non avendo rispetto non solo delle leggi ma neppure del buon senso.
"Malgrado la nostra diffida – dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia - e l'invito che abbiamo rivolto al Governo nazionale e a quasi tutti i presidenti di quelle regioni colpite, come non mai, da incendi e siccità di posticipate l'apertura della caccia all'1 ottobre, l'assessore Cracolici, piegandosi ancora una volta alla lobby dei cacciatori, ha emanato un calendario venatorio che anticipa vergognosamente l'avvio della caccia in Sicilia, non rispettando neppure le precise indicazioni dell'Ispra. D'altronde, lo sappiamo, i conigli e le tortore non votano, i cacciatori, se pur sempre meno numerosi, sì! E chi se ne importa se abbiamo nel contempo chiesto lo stato di calamità per l'agricoltura assettata e i boschi incendiati  e facciamo pure finta di emozionarci davanti alla riserva dello Zingaro incenerita.....tanto i cittadini elettori hanno la memoria corta e non se ne accorgeranno. Forse!"

23 agosto 2017

L’ufficio stampa
Teresa Campagna 338 2116468

mercoledì 9 agosto 2017

Caccia, assessore Cracolici firma calendario: caccia anticipata di un mese nonostante incendi e siccità. WWF, LEGAMBIENTE, MAN e LIPU: dichiarazione di guerra alla fauna, doppiette contro specie rare e in declino

Caccia, assessore Cracolici firma calendario: caccia anticipata di un mese nonostante incendi e siccità. WWF, LEGAMBIENTE, MAN e LIPU: dichiarazione di guerra alla fauna, doppiette contro specie rare e in declino.
L'Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) aveva chiesto alla Regione di diminuire le specie cacciabili e di aprire la caccia a ottobre.

 L'altro ieri l'on. Antonello Cracolici, Assessore regionale all'Agricoltura, ha emanato il Calendario Venatorio 2017/2018, anticipando incredibilmente l’apertura della caccia al 2 settembre. In una Sicilia devastata dagli incendi che ancora in questi giorni stanno devastando boschi, parchi, riserve ed estesissime aree rurali di particolare interesse per la fauna selvatica, con un caldo torrido ed una siccità impietosa che stanno decimando gli animali selvatici sopravvissuti, questo Calendario venatorio rappresenta una incredibile e sciagurata dichiarazione di guerra contro la fauna. A livello nazionale il mondo ambientalista aveva già avanzato la richiesta di sospendere la stagione di caccia, proprio per questa situazione di vera e propria calamità ambientale e climatica! Nei giorni scorsi, inoltre, WWF, LEGAMBIENTE, ITALIA NOSTRA, LIPU e MAN avevano inviato una diffida per chiedere che, quantomeno, il Calendario si uniformasse al parere dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), autorevole organo scientifico cui è attribuita la valutazione tecnica della sostenibilità delle modalità e dei tempi del prelievo venatorio su tutto il territorio nazionale. Ed invece le scelte della Regione vanno nella direzione opposta: il parere ISPRA è stato largamente e gravemente disatteso proprio in materia di specie e periodi. Ad esempio, ISPRA aveva chiesto di diminuire l'elenco delle specie cacciabili e di aprire la caccia solo a ottobre. Invece sono state inserite ben 13 specie di uccelli - Canapiglia, Codone, Mestolone, Moriglione, Moretta, Starna, Quaglia, Pavoncella, Beccaccia, Beccaccino, Tortora, Allodola e Tordo sassello - che censimenti e studi scientifici internazionali indicano come minacciate, rare o in declino preoccupante e dunque necessitanti di tutela anziché di caccia smodata. Prevista anche la “pre-apertura” sin dal 2 settembre, una deroga “eccezionale” per sparare anticipatamente (sic!) a Conigli (in fortissima diminuzione...), Colombacci, Tortore, Merli, Gazze e Ghiandaie. Una iattura per la fauna, poiché la caccia a settembre comporta un gravissimo impatto sulle popolazioni selvatiche: la tarda estate è un momento particolarmente delicato nel ciclo biologico di varie specie e molti giovani esemplari non sono ancora autonomi. Proprio questo insensato allargamento della stagione di caccia è stato fortemente criticato da ISPRA: “si ritiene che i tempi e le modalità indicate nella proposta di calendario venatorio... non sono condivisibili da parte di questo Istituto che, pertanto, esprime parere sfavorevole”.
WWF, LEGAMBIENTE, MAN e LIPU biasimano la scelta dell'Assessore Cracolici di emanare un calendario in aperto contrasto con le Direttive UE e con i principi scientifici per la conservazione della fauna, dimostrando di non voler neppure assicurare quel minimo di doverosa attenzione alle esigenze di tutela del patrimonio faunistico. Secondo le Associazioni, in Sicilia si continua a gestire la caccia non sulla base delle esigenze e criticità faunistiche ma sulla base delle richieste ed aspettative del mondo venatorio. Questo tipo di gestione venatoria si basa su una visione dell’interesse dell’intera collettività. E quella fauna sopravvissuta ai disastri ambientali di queste settimane, viene ora decimata con conseguenze irreversibili.
9 agosto 2017
WWF-LEGAMBIENTE-MAN-LIPU

sabato 5 agosto 2017

Legambiente lancia un appello e invita alla mobilitazione i siciliani per fermare gli incendi: “Adesso bruciate anche noi!"

Legambiente  lancia un appello e invita alla mobilitazione i siciliani per fermare gli incendi: “Adesso bruciate anche noi!"


Con questo slogan provocatorio e di forte denuncia la Legambiente invita tutti i siciliani onesti, amanti della propria terra, a mobilitarsi.
“La Sicilia – dichiara Gianfranco Zanna,. Presidente di Legambiente Sicilia - continua a bruciare, giorno dopo giorno, e noi tutti non possiamo più stare con le mani in mano. Non possiamo stare fermi, inermi e vedere il nostro futuro distrutto,  incenerito.
Non basta più denunciare, criticare i gravi ritardi della Regione che hanno contribuito non poco a questa situazione drammatica. Dobbiamo schierarci, prendere posizione contro questi criminali, questi assassini delle nostre bellezze.
Chiediamo a tutti i siciliani, di qualsiasi orientamento politico, organizzati o meno in associazioni o comitati, semplici cittadini, di organizzare in tutto il territorio siciliano delle manifestazioni, dei sit in, dei flash mob, dei presidi, per opporsi e fermare questa gravissima situazione creatasi dagli innumerevoli incendi, per isolare questi delinquenti dagli oscuri interessi che continuano ad appiccare il fuoco.
Allora diciamo a questi vigliacchi, che stanno distruggendo il nostro paesaggio e le nostre aree naturali: "Adesso bruciate anche noi!". Con questo slogan si organizzino nei prossimi giorni in tutta la Sicilia manifestazioni per la difesa del paesaggio, del territorio e delle natura. In gioco c'è il nostro futuro”.


5 agosto 2017

L’ufficio stampa
Teresa Campagna 338 2116468


venerdì 28 luglio 2017

Incendi boschivi è record: 74.965 ettari bruciati nei primi sette mesi del 2017

Incendi boschivi è record: 74.965 ettari bruciati nei primi sette mesi del 2017
Ecco l’aggiornamento di Legambiente su numeri e misure di prevenzione
Sicilia, Calabria, Campania, Lazio, Sardegna e Puglia le più colpite dal fuoco
Gravissimi ritardi delle Regioni nell’approvazione delle misure di prevenzione e contrasto
Governo in ritardo su decreti attuativi necessari e l’Italia brucia per mano criminale
L’azione di vigilanza rafforzata in sole 10 province avrebbe salvato 47.559 ettari
1.144 richieste d’intervento dalle Regioni al Centro operativo della Protezione civile
“Troppi ritardi, Governo, Regioni e Comuni si assumano le proprie responsabilità”
Ogni estate l’Italia brucia. Quest’anno brucia di più. Tra il mese di maggio e il 26 luglio sono andati in fumo 72.039 ettari di superfici boschive, il 96,1% della superficie bruciata quest’anno. Sommati ai 2.926 ettari (3,9% del totale) bruciati nel periodo invernale, in questi sette mesi del 2017 le fiamme hanno divorato 74.965 ettari di superfici boschive. Siamo al 156,41% del totale della superficie bruciata in tutto il 2016 (47.926 ettari). E caldo e siccità non sono ancora finiti.
È l’aggiornamento al 26 luglio dei dati elaborati da Legambiente e raccolti dalla Commissione europea nell’ambito del progetto Copernico per monitorare e mappare uno dei fenomeni più devastanti in Italia e nel resto d’Europa.
Secondo la banca dati, le regioni italiane più colpite sono la Sicilia con 25.071 ettari distrutti dal fuoco – con roghi in quasi tutte le province – la Calabria con 19.224 ettari e ancora la Campania 13.037, il Lazio 4.859, la Sardegna 3.512, la Puglia 3.049, la Liguria 2.848 (di cui 2.455 ettari in periodo “invernale”), la Toscana 1.521, la Basilicata 572, l’Abruzzo 366, la Lombardia 270, le Marche 264, l’Umbria 221 e il Piemonte con 151 ettari. Il fuoco colpisce ogni anno non solo le stesse regioni ma addirittura le stesse province. Quest’anno, per esempio, con un’azione preventiva di vigilanza e controllo rafforzato in sole 10 province (Cosenza, Salerno, Trapani, Reggio Calabria, Messina, Siracusa, Latina, Napoli, Palermo, Caserta) si sarebbero potuti salvare fino a 47.559 ettari, ossia il 63,44% di quanto bruciato finora.
L’Italia ha un patrimonio boschivo unico che copre attualmente circa il 36% della superficie territoriale nazionale. La Protezione Civile stima che negli ultimi 30 anni sia andato perso addirittura il 12% del patrimonio forestale del Paese. Con inestimabili danni agli ecosistemi colpiti ed effetti sulla già precaria tenuta idrogeologica del territorio e sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici. Le stime complessive fatte dall’ex Corpo forestale dello Stato – oggi confluito nell’Arma dei carabinieri – sui danni ambientali cagionati dai roghi nel 2016 ruotano intorno ai 14 milioni di euro, mentre i soli costi per l’estinzione sono stati quantificati in quasi 8 milioni, per un totale di quasi 22 milioni.
E se le temperature torride e la scarsa manutenzione dei boschi rappresentano un mix esplosivo per l’innesco, l’Italia, però, salvo eccezioni, brucia per colpa della mano criminale dell’uomo, mafiosa e non mafiosa per il perseguimento di interessi economici. Il trend è in crescita. Già nel 2016, secondo il nostro rapporto Ecomafia, gli incendi di origine dolosa o colposa erano quasi raddoppiati rispetto al 2015: 4.635 incendi (con dolo o colpa accertati) contro i 2.250 del 2015. Le mafie svolgono un ruolo determinante nel controllare i rispettivi territori di pertinenza, usando alla bisogna gli incendi per i più disparati motivi criminali. Appalti per manutenzione e rimboschimenti, assunzioni clientelari del personale forestale (addetto agli spegnimenti e alla manutenzione), guardianie imposte, estensione delle superfici destinati al pascolo, e ancora per ritorsione nei confronti di chiunque gli sbarra la strada o come mero strumento di ricatto politico. Quest’anno Sicilia, Calabria e Campania hanno mandato in fumo 57.332 ettari (pari al 76,47% del totale).
Numero da record (del decennio) quest’anno anche per le chiamate ricevute dal Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento della Protezione Civile da parte delle Regioni. Tra il 1 gennaio e il 26 luglio sono arrivate 1.144 richieste per l’intervento dei mezzi della flotta aerea dello Stato (composta da 14 Canadair, 3 elicotteri del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco e 3 elicotteri della Difesa).
“I ritardi nella pianificazione territoriale sono decisamente troppi – dichiara Rossella Muroni, presidente di Legambiente – La Protezione civile ha messo in campo nei giorni scorsi un notevole impegno. Ma la questione degli incendi richiede che si faccia di più, per prevenire e per punire, e in questo senso la legge 68 che ha inserito gli ecoreati nel codice penale oggi è uno strumento in più. L’Italia non può essere lasciata in mano a piromani e criminali che speculano sempre di più di anno in anno. È fondamentale che vi sia una concreta assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti nel controllo, la prevenzione e la mitigazione del fenomeno, a cominciare da Regioni e Governo. È inaccettabile continuare a lasciare andare in fumo il capitale naturale del Paese”.
È a livello territoriale che si registrano i ritardi più gravi. È alle Regioni che spetta, infatti, redigere e approvare annualmente il Piano regionale AIB (antincendi boschivi) per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi. Devono, inoltre, coordinare e gestire tutte le operazioni e gli enti coinvolti nella azioni di prevenzione e contrasto agli incendi, con mezzi di terra e aerei, attivare la Sala Operativa Unificata Permanente per tutto il periodo di maggiore criticità e i Centri Operativi Provinciali per gestire il servizio di prevenzione e spegnimento degli incendi boschivi in ambito provinciale, oltre a raccordarsi con la stessa SOUP per gli eventi che richiedono un supporto interprovinciale.
Ai ritardi, va aggiunto il numero insufficiente delle squadre di operai forestali e il processo di riorganizzazione delle funzioni dell’ex Corpo Forestale ora assorbito nell’Arma dei Carabinieri; i Vigili del fuoco a cui sono state assegnate nuove funzioni sono sotto organico di 3.314 unità. In questo quadro si inseriscono anche l’assenza di strategie e di misure di adattamento al clima e i ritardi nazionali dovuti al fatto che il Governo e i Ministeri competenti non abbiano ancora approvato i decreti attuativi necessari al completamento del passaggio di competenze, personale, strumenti e mezzi per quanto riguarda l’antincendio boschivo, in modo da garantire su tutto il territorio squadre operative per gestire l’emergenza e svolgere le attività di prevenzione.
Nelle sei Regioni maggiormente colpite dagli incendi di questa stagione estiva, al 26 luglio, il quadro è disarmante. Fortissimi ritardi nell’approvazione dei piani di AIB (antincendi boschivi), mancato trasferimento di personale e mezzi, mancata firma delle apposite convenzioni, specialmente in Sicilia, Campania e Calabria, un numero elevato di operatori antincendio di età superiore ai 55 anni e senza le certificazioni sanitarie di idoneità fisica. Ritardi che ad oggi non consentono di mettere in campo un’azione tempestiva ed efficace di prevenzione e gestione attiva delle emergenze sul fronte degli incendi boschivi.
La Sicilia (che ha 338.171 ettari di foreste e boschi, il 13,1% della superficie regionale) ha visto bruciare nelle ultime settimane circa 25.071 ettari. La Regione ha approvato lo scorso 10 maggio il Piano AIB 2017 e le relative modalità attuative, ma non ha ancora messo in campo tutte le misure previste. Non ha ancora definito e sottoscritto la convenzione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco per l’implementazione dello svolgimento delle funzioni ad esso delegate. Né ha indicato il numero effettivo degli operatori impegnati nella lotta attiva agli incendi boschivi con relative fasce di età e in regola con la certificazione di idoneità fisica, pur potendo contare su circa 23.000 operai forestali, teoricamente quasi 6 operai per kmq di superficie boscata, di cui solo un migliaio, però, sono assunti a tempo indeterminato, mentre gli altri sono impiegati per 78, 101 o 151 giornate all’anno. A questi operai vanno aggiunti 993 uomini del Corpo forestale della Regione siciliana, tra 163 commissari e funzionari, 804 ispettori e revisori forestali e 26 agenti assistenti e collaboratori forestali). Non si hanno notizie sull’attivazione dei Centri Operativi Provinciali (COP) per aumentare efficacia ed efficienza nel coordinamento degli interventi a scala territoriale locale.
La Calabria ha circa 613.000 ettari di boschi e foreste, il 40,6% della sua superficie regionale. Tra metà giugno e luglio ne sono bruciati 19.224 ettari. Il 12 giugno 2017 ha approvato il Piano AIB 2017 e le relative modalità attuative. Ma solo il 4 luglio scorso ha definito e sottoscritto l’apposita convenzione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, per lo svolgimento delle essenziali funzioni ad esso delegate, destinando la somma complessiva di circa 700.000 euro. Inoltre, ad oggi, risulta attivato solo il Centro Operativo Provinciale (COP) per la provincia di Vibo Valentia. Infine non ha ancora indicato il numero degli operatori impegnati nella lotta attiva agli incendi boschivi con relative fasce di età e in regola con la certificazione di idoneità fisica, pur potendo contare sugli 8.076 dipendenti dall’Azienda regionale Calabria Verde che gestisce gli oltre 6.000 operai forestali. Un esempio di immobilismo, dove l’unica cosa che pare si muova, oltre ai piromani, sono i mezzi aerei noleggiati dalla Regione che, pur pesando tantissimo alle tasche dei contribuenti, non possono fermare gli incendi risultando insufficiente il numero delle squadre di operai forestali per lo spegnimento a terra degli incendi.
La Campania ha il 32,7% della superficie regionale coperta da boschi e foreste, per un’estensione di 445.274 ettari. Al 26 luglio gli ettari percorsi dal fuoco sono 13.037. La regione si trova in fortissimo ritardo con le attività di prevenzione e gestione delle emergenze. Ha approvato solo il 21 luglio il Piano AIB 2017 e le relative modalità attuative e ha definito e sottoscritto solo il 15 luglio la convenzione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, per lo svolgimento delle essenziali funzioni ad esso delegate, destinando la somma complessiva di circa 600.000 euro. Ha emanato solo il 4 luglio le ordinanze sugli incendi boschivi, trasferendo le competenze dall’assessorato all’Agricoltura a quello alla Protezione Civile, senza però accompagnare il passaggio con un trasferimento di uomini e mezzi. Ad oggi, inoltre, non risulta il passaggio in cui avrebbe dovuto indicare il numero degli operatori impegnati nella lotta attiva agli incendi boschivi con relative fasce di età e in regola con la certificazione di idoneità fisica. Non si hanno notizie sull’attivazione dei Centri Operativi Provinciali (COP) per aumentare efficacia ed efficienza nel coordinamento degli interventi a scala territoriale locale.
Il Lazio, con il 35,2% (605.859 ettari) di superficie regionale forestale, ad oggi è la quarta regione per estensione dell’area interessata da incendi (4.859 ettari). Ha approvato solo il 17 luglio il Piano AIB 2017 e le relative modalità attuative. A giugno scorso ha invece definito e sottoscritto l’apposita convenzione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, per lo svolgimento delle essenziali funzioni ad esso delegate, per una somma complessiva circa 2.300.000 euro. Sono in corso le visite mediche per gli operatori impegnati nella lotta attiva agli incendi boschivi, per relative fasce di età; il 3 luglio ha abolito il limite di 65 anni di età per i volontari che possono intervenire in attività di spegnimento.
La quinta regione per estensione di aree finora colpite da incendi nella stagione 2017 è la Sardegna con 3.512 ettari andati in fumo. Con 1.213.250 ettari di superficie forestale ha il 50,36% delle superficie regionale coperta da boschi e foreste. Ha approvato il 9 maggio 2017 le prescrizioni regionali antincendio boschivo e il 23 maggio 2017 il Piano AIB e le relative modalità attuative, pubblicati entrambi sul Buras del 20 luglio scorso. In questi atti la regione prevede ancora il coinvolgimento del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco solo per i cosiddetti incendi di interfaccia, a dispetto del fatto che la normativa attuale assegni al Corpo la competenza anche per gli incendi boschivi.
In Puglia (3.049 ettari bruciati su 179.040 di superficie regionale coperto da boschi e foreste, il 9,2%) il Piano AIB 2017 e le relative modalità attuative sono state approvati lo scorso 24 febbraio 2017 e il 30 maggio la Regione ha definito e sottoscritto l’apposita convenzione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, per lo svolgimento delle essenziali funzioni ad esso delegate, stanziando la somma complessiva circa 2.000.000 euro. Ancora non risulta indicato il numero degli operatori impegnati nella lotta attiva agli incendi boschivi con relative fasce di età e in regola con la certificazione di idoneità fisica. È utile ricordare che quest’anno ricorre il decennale del devastante incendio di Peschici (FG) che ha mietuto danni e vittime tra i turisti nel Parco nazionale del Gargano.
L’ufficio stampa Legambiente 06 86268399 – 53

martedì 11 luglio 2017

Incendi. “La Regione complice di questo disastro. Avanziamo tre proposte/richieste ineluttabili e non più rinviabili”.

Incendi. “La Regione complice di questo disastro. Avanziamo tre proposte/richieste ineluttabili e non più rinviabili”.


“La Sicilia continua a bruciare. Il governo regionale non riesce a fare nulla, ha fallito anche su questo fronte e riesce solo a versare lacrime di coccodrillo, cercando di fuggire dalle sue responsabilità e gravi colpe.
Lo ripetiamo, sono solo complici di questo disastro e siamo stufi di questo scaricabarile tra la Sicilia e Roma.
Avanziamo tre proposte/richieste ineluttabili e non più rinviabili:
-          al governo nazionale di intervenire celermente commissariando la Regione, così come ha fatto sui depuratori;
-          al Comando centrale dei Carabinieri di rinforzare, inviando in Sicilia altre unità, il Corpo dei Carabinieri forestali - nato dopo la fusione con il Corpo Forestale dello Stato - per avere così più uomini e mezzi nel controllo del territorio;
-          e alle Procure di applicare ai piromani anche le norme previste dalla legge sugli ecoreati, per inasprire le pene per chi è colto in flagrante mentre appicca gli incendi.
Basta chiacchiere, bisogna agire e subito per salvare la Sicilia da questi assassini di bellezza”.

Lo dichiara Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia.



11 luglio 2017


L’ufficio stampa

Teresa Campagna 338 2116468

giovedì 8 giugno 2017

L' ECOSTAZIONE spegne la seconda candelina e fa i conti

8 giugno 2017. Sono passati 2 anni dall'apertura al pubblico dell'ecostazione. Sono stati 2 anni che hanno visto l'ecostazione alla ribalta in tante occasioni: da Rai 2 al Parlamento Europeo, tanto per citare le più importanti. 2 anni in cui la "raccolta differenziata di qualità" attivata a Piazza Armerina da Legambiente in collaborazione con il comune, si è imposta come circuito virtuoso nel mondo dell'economia circolare. E ci sembra giusto cominciare a darvi un pò di numeri.
Quasi 300 tonnellate di materiali valorizzabili in fascia d'eccellenza per qualità, conferiti da quasi 2000 utenti, molti dei quali collegati a tessere collettive solidali. 
E ricordiamo che è stato possibile conferire il vetro solo per 2 mesi e che quindi avremo superato le 500 tonnellate se l'ecostazione avesse potuto continuare ad accettare il vetro.
Decine di ore di educazione ambientale sia in classe che in ecostazione, per gli studenti di Piazza Armerina ma anche per quelli dei paesi vicini che hanno voluto visitare l'ecostazione.
Tonnellate di prodotti barattati e migliaia di litri d'acqua erogati. 
Un bilancio ampiamente positivo per il quale ringraziamo tutti coloro che si sono spesi per il successo di questa iniziativa.


mercoledì 10 maggio 2017

CLASSE RICICLONA 2017: concluso il concorso

Si è conclusa, sabato 6 maggio, l'edizione 2017 del concorso "Classe riciclona", organizzato dal circolo Piazzambiente nell'ambito delle iniziative collegate al Centro di Educazione Ambientale e al progetto Piazza Verso Rifiuti zero. L'edizione 2017 ha visto in gara 20 squadre per un totale di circa 800 bambini che, da ottobre a maggio, si sono trasformati in ambasciatori della raccolta differenziata.
In ecostazione si è susseguito un via via di genitori, nonni e supporter che hanno collaborato con i bambini in gara. In totale sono state conferite quasi 5 tonn. di plastica "C" Corepla.
Fin dall'inizio si sono distinti, per costanza, i bambini delle classi seconde (2A e 2B) del plesso Costantino superando, complessivamente, i 1300 kg di plastica. Durante l'ultimo mese del concorso però le classi che erano rimaste indietro hanno dato vita ad una vera e propria gara all'inseguimento della testa della classifica.
E il risultato è stato che le classi seconde del plesso Costantino e le classi quarte (4A e 4B) del plesso Trinità hanno ambedue superato i 1300 kg. di plastica con una differenza finale di soli 4 Kg.
"Il concorso prevedeva un solo premio - dichiarano i responsabili di Legambiente - ma considerato l'impegno e la corsa finale abbiamo deciso di fare un sacrificio e assegnare un premio ex aequo. Del resto 4 kg su 1300 sono veramente un'inezia e non ce la siamo sentita di deludere i bambini". saranno quindi 2 le gite premio: la prima, per i bambini del plesso Trinità, il 30 maggio con meta Troina, dove i bambini saranno ospiti del CEA "Angelo Vassallo" e potranno visitare la mostra di Rubens; la seconda, per i bambini del plesso Costantino, a settembre presso una fattoria didattica.
Concludono i responsabili di Legambiente: "lo scopo vero del concorso, più che la gara, era sensibilizzare il maggior numero di persone possibile alla raccolta differenziata; ci auguriamo quindi che tutti i genitori e gli insegnanti che hanno sostenuto i bambini iscritti al concorso continuino a fare la raccolta differenziata di qualità in ecostazione".

Collegato alla finanziaria. Legambiente Sicilia dice no al trasferimento delle 17 riserve naturali, in atto affidate alle ex Province regionali, al Corpo Forestale.

Collegato alla finanziaria. Legambiente Sicilia dice no al trasferimento delle 17 riserve naturali, in atto affidate alle ex Province regionali, al Corpo Forestale.
Inviata lettera al Presidente dell’Ars,  al Presidente e ai Componenti della IV Commissione Ambiente dell’ARS, al Presidente della Regione, agli Assessori regionali al Territorio ed Ambiente e all’Economia


Nei prossimi giorni l’Assemblea Regionale Siciliana è chiamata a discutere del collegato alla finanziaria regionale che all’art. 16 (intitolato “rafforzamento del Corpo Forestale regionale”) prevede che le 17 riserve naturali in atto affidate alle ex Province regionali vengano trasferite al Corpo Forestale unitamente al personale dipendente.
Legambiente Sicilia esprime una netta contrarietà a tale previsione per ragioni di metodo e di merito, chiede ed auspica che l’ARS bocci tale previsione ed ha scritto una lettera, inviata fra gli altri, al Presidente dell’Ars,  al Presidente e ai Componenti della IV Commissione Ambiente dell’ARS, al Presidente della Regione, agli Assessori regionali al Territorio ed Ambiente e all’Economia.
“L’Assessore Croce – dichiara Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia - vuole farsi la campagna elettorale sulla pelle delle riserve naturali. Invece di trovare delle soluzioni adeguate e valide per il futuro delle 17 riserve finora gestite in modo fallimentare dalle ex Province, li vuole affidare per legge al Corpo Forestale che, non avendo compiti e mezzi idonei, le “girerebbe” a sua volta a fantomatiche associazioni che hanno al loro interno ‘guardie ambientali riconosciute’.
Questa è una delle tante porcherie contenute nel cosiddetto ‘collegato alla finanziaria’.
E’ una vergogna, l’ennesimo atteggiamento scorretto e provocatorio di chi fugge e rifiuta il confronto su come cambiare la govenance del patrimonio naturale siciliano e cerca, con colpi di mano inaccettabili, di cambiare le regole e le norme che causerebbero ulteriori danni e problemi all’intero sistema delle aree protette siciliane”.



9 maggio 2017

L’ufficio stampa
Teresa Campagna 338 2116468


mercoledì 3 maggio 2017

Il liceo scientifico di Troina in visita all'ecostazione di Piazza Armerina

Oggi pomeriggio, 3 maggio, la nostra ecostazione ha aperto le porte per accogliere gli studenti delle terze e quarte classi del liceo scientifico E. Majorana di Troina. I ragazzi, accompagnati dai loro insegnanti e dai volontari del circolo Legambiente Ancipa, stanno seguendo un percorso di alternanza scuola lavoro che li vede protagonisti nel campo della tutela ambientale in collaborazione con Legambiente. Un percorso che pone particolare attenzione al tema della raccolta differenziata e dell'economia circolare. In mattinata sono stati ospiti di una piattaforma di conferimento CONAI e nel pomeriggio hanno raggiunto Piazza Armerina. L'ecostazione, ancora una volta quindi, oltre a fare notizia fa anche scuola. Gli studenti si sono mostrati particolarmente interessati al modello virtuoso di raccolta di qualità di Piazza Armerina e all'app Junker. E nel mese di maggio l'ecostazione attende altre visite di studenti da fuori città.

lunedì 24 aprile 2017

L’ecostazione di Piazza Armerina presentata al Parlamento europeo alla presenza della relatrice del pacchetto europeo sull'economia circolare Simona Bonafè e al vicepresidente della Commissione Europea Katainen

L’ecostazione di Piazza Armerina presentata al Parlamento europeo alla presenza
della relatrice del pacchetto europeo sull'economia circolare Simona Bonafè
e al vicepresidente della Commissione Europea Katainen

Legambiente e i campioni italiani dell’economia circolare oggi a Bruxelles
a sostegno di un accordo ambizioso sulla riforma della politica europea dei rifiuti

Presentano #circulareconomy made in Italy, l’atlante dei campioni dell’economia circolare


Tappa conclusiva per il treno verde di Legambiente che è oggi a Bruxelles, insieme ai campioni italiani dell’economia circolare, per sostenere la necessità di un accordo ambizioso tra Parlamento e Consiglio, affinché la riforma della politica europea dei rifiuti divenga al più presto realtà.
Il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani e diversi rappresentanti delle migliori esperienze nella gestione dei rifiuti presentano, infatti, al vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen e all’eurodeputata Simona Bonafè, relatrice del pacchetto sull’economia circolare, l’atlante dei campioni dell’economia circolare #circulareconomy made in Italy: 107 esperienze tra aziende, cooperative, start-up, associazioni, realtà territoriali e Comuni che hanno già investito su un nuovo modello produttivo e riciclano materie prime seconde che fino a oggi finivano in discarica.
E tra queste anche l’Ecostazione di Piazza Armerina che, ormai da quasi 2 anni, si è distinta nel panorama regionale e nazionale come esempio virtuoso di economia circolare e solidale.
Proprio qualche settimana fa, in occasione della tappa piazzese dell’ecogiustizia tour, Stefano Ciafani si è recato in visita all’ecostazione dichiarandosi entusiasta di un progetto che conosceva solo sulla carta e che oggi si è guadagnato tutto il sostegno della Legambiente nazionale e regionale.
Oltre 1600 tessere già attivate da famiglie e associazioni che hanno deciso di attivarsi per una raccolta differenziata più spinta rispetto il porta a porta e che garantisca la fascia alta delle tabelle CONAI, per aiutare l’ambiente ma anche per barattare i punti accumulati con generi di prima necessità a Km0 e di qualità garantita, ma anche per donare i punti accumulati sulle tessere solidali. Una formula semplice, che aiuta l’ambiente e anche chi si trova in difficoltà, già replicata a Caltagirone e pronta a partire anche in altri comuni dove sono attivi i circoli di Legambiente.
I volontari di Legambiente Piazza Armerina, orgogliosi per aver portato il nome della città di Piazza Armerina come esempio virtuoso a Bruxelles,  ringraziano il direttore Ciafani per averli rappresentati oggi a Bruxelles e ovviamente gli utenti dell’ecostazione perché il successo del progetto appartiene anche a tutti loro.



L’UFFICIO STAMPA PIAZZAMBIENTE

giovedì 20 aprile 2017

IN NOME DEL POPOLO INQUINATO ... che fine ha fatto il piano per la qualità dell'aria?

IN NOME DEL POPOLO INQUINATO

LEGAMBIENTE LANCIA UNA GRANDE MOBILITAZIONE PER CHIEDERE NORME CONTRO LE EMISSIONI INDUSTRIALI, IL PIANO REGIONALE PER LA TUTELA DELLA QUALITÀ DELL’ARIA E PRESCRIZIONI PIÙ STRINGENTI PER LE INDUSTRIE


Denunce, segnalazioni … ne abbiamo fatte tante nel corso di questi anni. Sempre più circostanziate e puntuali, accompagnandole con l’elaborazione di dati che abbiamo messo a disposizione delle autorità amministrative e giudiziarie. Come è avvenuto con i dossier “Mal’aria Industriale” presentato nel 2012 e “Bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà?”, sulle bonifiche delle aree che ricadono all’interno del Sito d’Interesse Nazionale di Priolo, del 2014.
L’impegno di tanti - inizialmente associazioni, comitati, singoli cittadini e da qualche tempo anche Sindaci, deputati nazionali e regionali – ha prodotto un corpus di norme e di prescrizioni non indifferente. Oltre alle previsioni del D.lgs n. 152/06 (T.U. ambientale) e al Decreto legislativo 13/08/2010, n. 155 che stabilisce i valori limite per le concentrazioni nell'aria ambiente dei diversi inquinanti, individua gli obiettivi di qualità dell’aria ambiente volti a evitare, prevenire o ridurre effetti nocivi per la salute umana e per l'ambiente, vanno annoverati il “Protocollo d’Intesa per il monitoraggio e la prevenzione dei fenomeni di inquinamento atmosferico nell’area ad elevato rischio ambientale della provincia di Siracusa”, sottoscritto presso la Prefettura di Siracusa il 09/05/05, il DDUS dell’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana N. 7 del 14/06/2006 con il quale è stato approvato il Piano d’azione con le misure (riduzione marcia impianti, cambio combustibili, fermo totale, ecc.) da attuare nel breve periodo.
Questo sistema di norme non ha ancora dato i risultati sperati. Gli episodi di emissioni inquinanti a forte impatto odorigeno anziché diminuire si verificano con sempre maggiore frequenza. Elevatissime emissioni di idrogeno solforato ed idrocarburi, come quelle segnalate in questi giorni che stanno provocando malessere nelle popolazioni, si fanno sempre più ricorrenti e segnalano il deficit nelle misure per contenere e ridurre quegli inquinanti non normati che però hanno effetti negativi sulla qualità dell’aria e la salute delle persone.
È una nostra antica rivendicazione, quella di adeguare la normativa vigente introducendo limiti e/o valori obiettivo per alcuni inquinanti come idrocarburi non metanici, idrogeno solforato, che ad ottobre 2016 ha trovato conforto nella presa di posizione di ARPA Sicilia che ha investito della questione il Ministero Ambiente ed altri enti.
Nessun intervento concreto ne è però seguito. La segnalazione dell’ARPA, rivolta in primo luogo al Ministero dell’Ambiente e alla Regione Siciliana è rimasta lettera morta!
Per questo è il momento di alzare il tiro e chiedere una mobilitazione generale e popolare per chiedere interventi immediati e non più rimandabili.
Su alcuni obiettivi, che ci piace definire misure salvavita, già proposti negli anni passati e ancora più recentemente e che sommariamente qui ricapitoliamo, chiediamo un impegno forte, concreto e misurabile di tutte le istituzioni, da quelle locali fino a quelle nazionali. Ne va della loro credibilità ma, soprattutto, della nostra salute.
-          la revisione dei provvedimenti AIA finora concessi per verificare, per ciò che attiene le emissioni in atmosfera, che siano state prescritte e poi realmente adottate le migliori tecnologie disponibili (BAT);
-          la realizzazione presso le industrie di sistemi tali da recuperare in tutto o in massima parte gli off-gas per evitarne l’invio alle torce;
-          l’adeguamento tecnologico dell’impianto di depurazione IAS di Priolo per azzerare le sue emissioni;
-          il controllo e la revisione degli impianti di desolforazione con il divieto di utilizzo della H2S nei forni;
-          uscita graduale dal pet-coke (carbone da petrolio) nei forni delle cementerie, puntando sull’innovazione;
-          un check-up straordinario di tutti i serbatoi e le condutture al fine di verificare ed eliminare le emissioni fuggitive;
-          il controllo costante sulle navi mercantili e sui terminali petroliferi per verificarne la rispondenza alle norme di sicurezza e di legge per quanto attiene le emissioni, il recupero vapori e l’efficienza delle linee di ritorno gas;
-          il censimento delle attività di bonifica con azoto presso i depositi, gli impianti, le linee e le navi gasiere e petroliere per valutare l’entità delle emissioni;
-          garantire costantemente l’accesso e la diffusione delle informazioni alla popolazione relative alla qualità dell’aria ambiente previste dal Decreto legislativo 13/08/2010, n. 155, pubblicando i report giornalieri sui siti istituzionali dei comuni dell’area e dell'Arpa.


20 aprile 2017


L’ufficio stampa  Teresa Campagna 338 2116468

martedì 4 aprile 2017

Tappa piazzese per l'Ecogiustizia tour di Legambiente - Ospite d'eccezione il direttore nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani

Sabato 1 aprile, presso l’aula magna dell’Istituto d’istruzione Superiore L. da Vinci di Piazza Armerina, organizzato dal circolo piazzese della Legambiente, si è tenuto l’incontro dibattito “La nuova legge sugli ecoreati, per combattere le ecomafie e risanare il territorio”, con la presenza straordinaria di Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente e coautore del libro “1994-2015: storia di una lunga marcia contro l’ecomafia in nome del popolo inquinato”.
Presenti in aula anche il sindaco dott. Miroddi e il maresciallo Sinopoli della stazione dei CC di Piazza Armerina.
Dopo il saluto di benvenuto della dirigente scolastica prof.ssa Marinella Adamo, è stata Paola Di Vita, presidente del circolo ad introdurre il tema della lunga battaglia di Legambiente in tema di ecoreati: dal 1994 anno in cui venne coniato il neologismo ecomafia al 2015, anno in cui ha visto la luce la L.68 che introduce appunto, nel codice penale, gli ecoreati, ricordando inoltre come a Piazza Armerina, nel 1997, il circolo diede alla luce il dossier archeomafia sui traffici illeciti di reperti archeologici e, nel 2001, il dossier Salvalarte Mattone Selvaggio sull’abusivismo edilizio in aree archeologiche, impegno proseguito negli anni successivi e mai abbandonato.
La tappa piazzese dell’Ecogiustizia tour, ha precisato Paola Di Vita, è inserita in un più ampio percorso di formazione sui temi dell’economia circolare e della legalità, di cui è coordinatrice ed anche promotrice, all’interno dell’istituto la prof.ssa Giusi Livoti.
Stefano Ciafani ha illustrato, ad un’aula magna gremita di studenti e docenti, come e perché si è arrivati alla legge sugli ecoreati e i risultati dei primi mesi di applicazione della stessa.
Il dibattito ha visto anche la relazione del dott. Daniele Parlascino, direttore dell’ARPA di Enna che ha spiegato ai presenti il funzionamento dell’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente.
I lavori, prima dell’apertura del dibattito, sono stati conclusi da Claudia Casa, direttore regionale di Legambiente. Interessante il dibattito che si è poi creato tra gli studenti e Ciafani che ha risposto alle domande dei giovani curiosi di capire come funziona la legge sugli ecoreati e su come possono da semplici cittadini fare la loro parte. “Quando si parla di ecoreati si parla di noi perché siamo noi a subire le conseguenze dei misfatti – ha spiegato il direttore agli studenti – motivo per il quale dobbiamo essere sentinelle del territorio. Voi giovani potete essere custodi del territorio, utilizzando i mezzi che avete come gli smartphone potete fotografare le illegalità compiute e potete denunciare anche alla nostra associazione i reati che vengono perpetrati contro l’ambiente”.
Al termine dell’incontro Ciafani ha rilasciato un’intervista audio per i microfoni di Radio Leo, la radio dell’IIS L. da Vinci.
Subito dopo Ciafani, accompagnato dai volontari del circolo, ha fatto visita all’ecostazione, ormai esempio conclamato di buone pratiche nel campo della raccolta differenziata e dell’economia circolare, soffermandosi ad ascoltare le problematiche ad oggi riscontrate ed illustrate dai volontari. E per concludere la giornata non poteva mancare la visita alla Villa Romana del Casale, altro cavallo di battaglia, più volte testimonial della campagna Salvalarte, recentemente sotto il fuoco dei riflettori per la perdita dei finanziamenti necessari al completamento del restauro e per gli atavici problemi legati al funzionamento del sito Unesco.




L’UFFICIO STAMPA PIAZZAMBIENTE

venerdì 31 marzo 2017

Beni culturali. "Dopo quasi cinque anni di governo, siamo ancora alle promesse, ai tanti 'faremo' o 'ci impegniamo a risolvere. Una vera e propria vergogna, che ci conferma, purtroppo, la totale inadeguatezza di questo governo".Dichiarazione di Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia.

Beni culturali. "Dopo quasi cinque anni di governo, siamo ancora alle promesse, ai tanti 'faremo' o 'ci impegniamo a risolvere. Una vera e propria vergogna, che ci conferma, purtroppo, la totale inadeguatezza di questo governo".Dichiarazione di Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia.


"Alle nostre puntuali denunce sullo stato comatoso in cui versano i Beni culturali in Sicilia, abbiamo prima avuto la sconclusionata risposta del Presidente Crocetta, adesso un'inconsistente intervista dell'assessore Vermiglio.
Dopo quasi cinque anni di governo, siamo ancora alle promesse, ai tanti 'faremo' o 'ci impegniamo a risolvere'. Una vera e propria vergogna, che ci conferma, purtroppo, la totale inadeguatezza di questo governo anche, e direi soprattutto, sulle politiche culturali.
Dovremmo aspettare un'altra stagione politica e un altro governo per sperare che finalmente la primavera arrivi a salvare il nostro straordinario e unico patrimonio culturale".
Lo dichiara Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia.

31 marzo 2017

L'ufficio stampa
Teresa Campagna 338 2116468

giovedì 30 marzo 2017

Ecogiustizia tour: tappa piazzese sabato con il direttore nazionale di Legambiente

Sarà Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, a fare il bilancio, a Piazza Armerina, dell'applicazione della legge sugli ecoreati, approvata dopo 20 anni di battaglie da parte dell'associazione ambientalista. L'incontro, organizzato dal circolo piazzese della Legambiente si terrà nell'aula magna dell'IIS L. da Vinci, in funzione del programma di formazione "Cambio con stile" che il circolo sta conducendo in collaborazione con i docenti dell'Istituto d'Istruzione Superiore L. da Vinci e che ha già visto in scena tematiche importanti quali l'economia circolare e il tema dei rifiuti.
L'appuntamento è per sabato 1 aprile alle ore 10.30. L'incontro-dibattito è aperto al pubblico.
Oltre Stefano Ciafani sarà presente Claudia Casa, direttore regionale di Legambiente, autorità civili e rappresentanti delle forze dell'ordine.

venerdì 24 marzo 2017

L'ecostazione diventa SMART grazie all'app JUNKER che supporterà anche tutti i cittadini che utilizzano solo il "porta a porta"


Come già annunciato in occasione della tappa siciliana del Treno verde, dedicato all’economia circolare, oggi nella Sala delle Luci, alla presenza dell’amministrazione comunale, il circolo Legambiente di Piazza Armerina presenta l’app Junker, dedicata alla raccolta differenziata.
“Ci siamo orientati verso una app differente – dichiara Paola Di Vita, responsabile di Legambiente, perché abbiamo notato che ci sono ancora tanti dubbi su come conferire i vari materiali valorizzabili, specialmente da parte di chi utilizza esclusivamente il servizio porta a porta. E poiché la vera differenza non la fa la quantità ma la qualità dei materiali differenziabili è opportuno far si che migliori la qualità del conferito. E’ per questo, per facilitare la vita ai cittadini che Legambiente Piazza Armerina ha adottato per l’ecostazione, ma messo a disposizione di tutti i cittadini, JUNKER, un servizio fruibile tramite APP (per smartphone android o apple) che riconosce con un solo clic quello che stiamo gettando e ci dice come fare secondo la normativa della nostra città. Junker è una app tanto semplice da essere rivoluzionaria. Funziona in modo veramente semplice: scansionando il codice a barre del prodotto o dell’imballaggio, Junker lo riconosce grazie ad un database interno di oltre 1,2 milione di prodotti e ne indica la scomposizione nelle materie prime e le modalità di conferimento. Basti fare l’esempio delle buste di carta con finestra di plastica, oppure delle confezioni di caffè, delle bottiglie in pvc o materBi e via discorrendo. E che fare con il Tetrapak che in alcune Regioni si smaltisce insieme alla carta e in altre con la plastica? “
Un database ‘in progress’ che viene aggiornato quotidianamente anche grazie al contributo degli utenti: se il prodotto scansionato non viene riconosciuto, l’utente può trasmettere alla app la foto del prodotto e ricevere la risposta in tempo reale, mentre la referenza viene aggiunta a quelle esistenti.
Uno strumento innovativo perfettamente in linea con la filosofia delle smartcities.
JUNKER è a disposizione gratuitamente per tutti, e dà anche la possibilità, ai cittadini, di ricevere molte altre informazioni: calendari del porta a porta, indicazioni per i rifiuti speciali. Può essere inoltre implementata con tutta una serie di servizi aggiuntivi personalizzabili.
JUNKER è una APP, unica in Italia e in Europa, che ha riscosso un notevole successo diffondendosi rapidamente in tutto il nord-est d’Italia perché offre un servizio rapido, di facile utilizzo, accurato e completo, aperto ai contributi degli utenti.
Ma come è nata Junker e quali sono i reali vantaggi della raccolta  differenziata? Dichiara Benedetta De Santis, ideatrice della APP: “Un gruppo di ingegneri e informatici che, viaggiando molto per lavoro, si trovava a dover ricominciare ogni volta a “studiare” il modello di raccolta differenziata in ogni nuova città, a un certo punto si è chiesto: “ma non ci sarà un modo più pratico e veloce di sapere come differenziare i prodotti, rispetto a cercare dépliant, istallare app sempre diverse e incomplete, visitare siti?”. Da tipi pratici di “internet of things” hanno individuato nel codice a barre l’elemento univoco per ogni prodotto e sempre presente. A quel punto hanno cercato un archivio di codici a barre dei prodotti associato ai materiali di cui sono fatti. E non c’era, da nessuna parte, né in Italia né in Europa. Nasce così Giunko, startup innovativa, che annovera tra le sue realizzazioni Junker. JUNKER nasce per ridurre la quantità di rifiuti destinati a discariche ed inceneritori a favore del riciclo delle materie prime di cui sono composti. Ma risultati significativi possono essere ottenuti solo grazie al coinvolgimento attivo dei cittadini, che, nell’era delle applicazioni in mobilità, non sono disposti a perdere tempo scorrendo elenchi infiniti o ragionando sulla possibile natura di un imballaggio per compiere un’azione semplice come gettare un rifiuto in un bidone. Quindi abbiamo avuto l’idea di un servizio semplice che identifichi i prodotti e riconosca i materiali di imballaggio con un semplice clic sul codice a barre realizzato con la fotocamera dello smartphone”.
Dichiara Filippo Miroddi, sindaco della città: “grazie all’impegno di Legambiente e all’apertura dell’ecostazione, la città di Piazza Armerina, ormai da quasi 2 anni, viene di continuo presa come punto di riferimento nell’ambito delle esperienze virtuose di raccolta differenziata, ed è anche la prima città siciliana, grazie alla convenzione sottoscritta da Legambiente a gennaio, ad adottare JUNKER, uno strumento semplice ed intuitivo che ci aiuterà tantissimo nel migliorare la qualità della differenziata”.

L’UFFICIO STAMPA PIAZZAMBIENTE




JUNKER: SCHEDA DI PRESENTAZIONE

Si chiama Junker, con un riferimento al “junk”, la spazzatura.
Perché la app creata da alcuni giovani
informatici italiani e sostenuta dal programma di accelerazione Climate Kick dell’Istituto Europeo di Tecnologia (EIT), ha a che fare con lo smaltimento dei rifiuti. Ideata due anni fa a Bologna, si ripropone
di aiutare i cittadini a risolvere un problema molto comune: come effettuare  Correttamente la raccolta differenziata.
«Abbiamo creato un database di oltre un milione di prodotti, con abbinati i relativi codici a barre –
spiega la co-fondatrice Noemi De Santis – l’utente non deve far altro che inquadrare il bar code con lo
smartphone per ricevere tutte le informazioni sullo smaltimento».
Non si tratta di indicazioni generiche: uno dei problemi della differenziata è che le regole variano da
Comune a Comune. Grazie alla geolocalizzazione, però, la app è in grado di capire dove si trova la
persona e fornire le istruzioni corrette in base al luogo di residenza. La personalizzazione è anche alla
base del modello di business di Giunko , la società di Noemi, della sorella Benedetta e degli altri
fondatori Todor Petkov e Giacomo Farneti che ha creato l’applicazione.
La start-up si sostiene grazie agli abbonamenti sottoscritti dai Comuni che pagano per poter
comunicare ai cittadini i giri della raccolta, gli orari dei centri di smaltimento dei rifiuti ingombranti, e
altre informazioni utili.
A differenza di tante altre imprese innovative che trattano argomenti magari più intriganti ma un po’
fumosi, Giunko è in attivo e la sua presenza sul territorio è in costante crescita. «Siamo operativi in
alcuni Comuni del Lazio, della Lombardia e in tutta l’Emilia-Romagna grazie a un accordo con il Gruppo
Hera – spiega De Santis, e adesso anche in Sicilia».
Ora, sfruttando anche il sostegno dell’EIT, punta ad espandersi in tutta
Europa.

A partire dalla Svizzera, dove sta muovendo i primi passi grazie a un partner locale, che ha preso
la tecnologia in franchising.