venerdì 7 dicembre 2018

ISTITUITO IL PARCO ARCHEOLOGICO DELLA VILLA DEL CASALE


ISTITUITO IL PARCO ARCHEOLOGICO DELLA VILLA DEL CASALE


LEGAMBIENTE ESPRIME SODDISFAZIONE E AUSPICA CHE LA FIRMA DEL DECRETO POSSA VERAMENTE FAR DECOLLARE IL SITO UNESCO E CON ESSO L’ECCEZIONALE PATRIMONIO STORICO ARTISTICO DELLA CITTA’ DI PIAZZA ARMERINA, A PARTIRE DAL TANTO ATTESO MUSEO DI PALAZZO TRIGONA

A 21 anni di distanza dall’iscrizione della Villa Romana del Casale nel patrimonio Unesco e a 18 anni di distanza dalla legge regionale che prevedeva il sistema dei parchi archeologici di Sicilia, la Villa Romana del Casale è finalmente parco archeologico.
Legambiente apprende con soddisfazione la notizia dell’avvenuta firma del decreto da parte dell’assessore Tusa avvenuta nelle ultime ore.
L’istituzione tanto attesa del parco archeologico – dichiara Paola Di Vita, presidente del circolo Legambiente di Piazza Armerina, apre scenari ed opportunità nuove per la Villa ma anche per la valorizzazione dell’eccezionale patrimonio architettonico ed artistico della città.
Il circolo Legambiente di Piazza Armerina ha costruito la propria identità sulla necessità di valorizzare il sito archeologico e la città, a partire dall’auspicato museo di palazzo Trigona, all’unisono, ed oggi, quindi, esprime grande soddisfazione per la firma del decreto che, però, non deve essere considerata un punto di arrivo ma il punto di partenza di un nuovo percorso tutto in salita.
Abbiamo incontrato l’assessore Tusa a Piazza Armerina il 5 maggio – dichiara Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente, durante una intensa giornata Salvalarte a palazzo Trigona, ed oggi dobbiamo dargli merito di aver fatto proprio quanto esposto e richiesto dalla Legambiente e di aver posto fine ad un percorso burocratico quasi decennale.
L’istituzione del parco archeologico è un bellissimo regalo di Natale per la Villa del Casale, per la Legambiente, per la città di Piazza Armerina e per il sistema dei beni culturali di Sicilia.

venerdì 30 novembre 2018

APERITE: Cunti e canti - impressioni, parole e musica per una cultura della sicilianità

Il Circolo Piazzambiente vi invita, domenica 2 dicembre, ad un pomeriggio all'insegna della sicilianità e dell'ambientalismo con contorno di uno straordinario aperitivo plastic free. Venite a scoprire cosa bbiamo preparato per voi.

giovedì 8 novembre 2018

Ddl contro l'abusivismo del governo Musumeci. “Nessun impegno, solo parole al vento. Evitiamo di aspettare qualche altra disgrazia per fare davvero qualcosa contro l'abusivismo"

Ddl contro l'abusivismo del governo Musumeci. “Nessun impegno, solo parole al vento. Evitiamo di aspettare qualche altra disgrazia per fare davvero qualcosa contro l'abusivismo"

"Il disegno di legge presentato dal Presidente Musumeci non fermerà l'abusivismo in Sicilia, né lo arginerà. Parla d'altro, non di questioni urbanistiche.
Anche se lo riteniamo alquanto velleitario, con una difficile e discutibile sua applicazione, se mai sarà approvato dal Parlamento siciliano, affronta un argomento legittimo e, diremmo, scontato, che, comunque, condividiamo: sgomberare le case abusive costruite in zone pericolose.
Ma il nodo resta liberare le nostre coste, gli alvei dei fiumi e dei torrenti, le aree archeologiche e le aree naturali protette, quelle quindi di inedificabilità assoluta con abusi insanabili, da tutto il cemento illegale e pericoloso che c'è.
Su questo non c'è nessun impegno, solo parole al vento. Evitiamo di aspettare qualche altra disgrazia per fare davvero qualcosa contro l'abusivismo".
Lo dichiara Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia.

8 novembre 2018

L’ufficio stampa
Teresa Campagna 338 2116468

lunedì 5 novembre 2018

Che fine hanno fatto i fondi, previsti nella finanziaria di maggio, per la cura e pulizia di fiumi e torrenti?

La Regione nell’ultima finanziaria ha stanziato 6,5 milioni di euro per interventi di cura e pulizia di fiumi e torrenti. Che fine hanno fatto questi soldi?
Dichiarazione di Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia.


“Nell’ultima finanziaria regionale del maggio 2018 all’art. 13 comma 4, sono stanziati 6,5 milioni di euro per interventi di cura e pulizia di fiumi e torrenti, esclusi i bacini montani, ricadenti sul demanio idrico fluviale, e, per questi interventi, come prevede la norma, si possono utilizzare i forestali. Inoltre, la progettualità di questi interventi può essere fatta anche dal personale della Regione.
Che fine hanno fatto questi soldi? Ci sono stati Comuni che hanno avanzato progetti? La Regione ha sollecitato i Comuni a maggior rischio idrogeologico a presentare i progetti?
Ancora, nel comma successivo, il 5, si da l’assenso ai progetti proposti se sono decorsi 30 giorni dalla presentazione dell’istanza.
Riepilogando. Si potevano, e si possono, fare i progetti, c’erano, e ci sono, i soldi, e dopo 30 giorni i progetti sarebbero approvati. Quindi, se si fossero spesi questi fondi, almeno una parte dei danni che si sono registrati in questi giorni, si sarebbero potuti evitare”.


5 novembre 2018 


L’ufficio stampa 
Teresa Campagna 338 2116468

domenica 4 novembre 2018

Non più chiacchere "da salotto": tragedie come quelle della scorsa notte in Sicilia esigono risposte immediate ed adeguate

“Oggi è il momento del lutto e del pianto per la Sicilia ma domani bisognerà interrogarsi sulle reali cause della tragedia che ha causato 12 vittime la scorsa notte tra le province di Palermo ed Agrigento”. Dichiarazione di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, e Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia.


“Quanti morti e quante tragedie dovranno ancor accadere prima che si comprenda che la vera e unica opera pubblica che è necessaria al Paese è la messa in sicurezza dei territori? Lo ripetiamo senza sosta da 40 anni ma non abbiamo mai avuto risposta.
Oggi è il momento del lutto e del pianto per la Sicilia ma domani bisognerà interrogarsi sulle reali cause della tragedia che ha causato 12 vittime la scorsa notte tra le province di Palermo ed Agrigento. Case costruite sul letto del fiume, magari sanate, tanto in Italia c’è sempre un condono dietro l’angolo, manutenzioni delle infrastrutture inadeguate o mai eseguite. L’esondazione del fiume Akragas ha invaso, per esempio, una zona ad alto tasso di abusivismo. E purtroppo, ad ogni tragedia, dobbiamo assistere alle lacrime di coccodrillo di chi non ha controllato e ha favorito l’abusivismo, o peggio di chi addossa la responsabilità agli ambientalisti “da salotto”.
Il tempo delle chiacchiere “da salotto” è passato da un pezzo, adesso bisogna garantire la sicurezza dei cittadini e dei territori. Il dolore di chi ha perso i propri affetti e le immagini dei giorni scorsi provenienti da tutta Italia, esigono risposte immediate ed adeguate. Adesso”.
Lo dichiarano Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, e Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia.