“Ringraziamo il presidente Schifani per aver messo in atto azioni concrete a salvaguardia del sito UNESCO della Villa del Casale e per essersi fatto garante per le procedure di appalto del progetto di restauro dei mosaici e del finanziamento per la sostituzione delle coperture”. Questa la dichiarazione che arriva dal circolo Legambiente di Piazza Armerina. “La Villa è stata sempre e lo sarà ancor di più, oggi, "una sorvegliata speciale" - dichiara Paola Di Vita, presidente del circolo e responsabile regionale per i beni culturali. E chi negli ultimi giorni, forse in mala fede, ha voluto distorcere e negare il nostro impegno più che ventennale è stato smentito dalle evidenze riscontrate nel sopralluogo effettuato dal presidente della Regione, accompagnato dall’assessore regionale ai beni culturali, che ha parlato di gravi criticità da risolvere. Ed anche le dichiarazioni registrate recentemente in consiglio comunale, sul fatto che i mosaici sono stati ripuliti con le "ramazze" dal guano dei piccioni, come soluzione dei problemi, rappresentano l’evidenza della superficialità politica e culturale di chi li ha rese, e non si possono tollerare. Però ci rassicura il fatto che finalmente la Soprintendenza di Enna, nonostante il personale ridotto, ha esercitato il tanto atteso ruolo di tutela predisponendo in tempi record il progetto di regimazione idraulica di cui la Villa aveva bisogno da molto tempo, riappropriandosi quindi del ruolo primario che il legislatore le attribuisce. Nel corso del nostro intervento in consiglio comunale abbiamo chiesto ai consiglieri di fare proprie alcune istanze contenute nella nostra ultima lettera inviata agli organi istituzionali, sottolineando la necessità di un piano di manutenzione preventiva per scongiurare gli atavici problemi della Villa. Fra le altre istanze inoltre: tutela e fruizione dell’insediamento medioevale, inserimento in pianta organica di archeologi e restauratori. Le dichiarazioni del presidente Schifani vanno nella direzione da noi richiesta e auspichiamo, pertanto, che contribuiscano a creare un fronte comune per la tutela della Villa affinché diventi un esempio di “sana gestione” e di “incubatore culturale” per lo sviluppo della città e di tutto il territorio di riferimento.
giovedì 28 marzo 2024
lunedì 28 novembre 2022
AL VIA IL PROGETTO DI COMPLETAMENTO DEL RESTAURO DEI MOSAICI DELLA VILLA DEL CASALE
E' stato pubblicato il Decreto 4575 del 25 ottobre 2022 di approvazione e prenotazione di spesa del Progetto Esecutivo per il "Completamento del Restauro della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina (En): interventi sui mosaici e sulle superfici decorate", per un importo di € 3.387.949,76, di cui € 2.576.329,80 per lavori.
L'appalto sarà curato dal RUP
Arch. Roberto Sciarratta, Direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico della
Valle dei Templi di Agrigento.
Il gruppo di progettazione è composto dai progettisti Funzionari Direttivi Arch. Liborio Calascibetta e Geom. Antonino La Gaipa e dall’Istruttore Direttivo Arch. Antonino Lo Brutto.
Una buona notizia, attesa da molto tempo, alla vigilia del 25° anniversario della dichiarazione UNESCO della Villa del Casale.
martedì 31 maggio 2022
Legambiente denuncia la scarsa e maldestra promozione del museo di palazzo Trigona - Alla Villa romana c’è un cartello che ne indica l’ingresso gratuito fino al 31 dicembre 2019 provocando confusione e disagio per i turisti
Il circolo Legambiente di Piazza Armerina accende nuovamente i riflettori e fa sentire nuovamente la propria voce in merito alla mancata promozione del Museo della Città e del Territorio di Palazzo Trigona. Con una nota inviata al Direttore del Parco Archeologico, arch. Calascibetta, e per conoscenza all’assessore regionale Samonà, al Dirigente generale dell’assessorato ai beni culturali e al Soprintendente di Enna, Legambiente, sottolineando come il proprio impegno venticinquennale per la Villa Romana del Casale e la musealizzazione di Palazzo Trigona, sia talmente noto da risultare scomodo, evidenzia uno fra i tanti elementi che impedisce il decollo del tanto auspicato asse di fruizione Villa – Trigona – centro storico ritenuto fondamentale per lo sviluppo culturale, ma anche economico, del territorio.
“Il Museo è fruibile ormai da quasi un anno ma presso la
Villa del Casale esiste una irrilevante forma di comunicazione e promozione, di
fatto solo un piccolo cartello con l’elenco dei biglietti – dichiara
Legambiente - e alcune immagini proiettate da un modesto monitor collocato su un
sostegno metallico, inadeguato al contesto del sito UNESCO, che risultano
comunque poco visibili perché esposte al sole. Ma cosa ancor più grave è la
presenza, all’interno del sito archeologico, lungo l’itinerario di visita dei
turisti, di un grande pannello che indica ai turisti l’ingresso gratuito a
Palazzo Trigona fino al 31 dicembre 2019 creando confusione e disagi nei
visitatori e che pertanto deve essere rimosso”. Il cartello cui si fa
riferimento fu collocato per promuovere, continuano i volontari di Legambiente rivolgendosi
al direttore, “una sua ottima iniziativa (l’apertura al pubblico del palazzo
prima dell’allestimento museale), ma non può essere mantenuto in situ come se
fosse un buffo reperto archeologico. Per non parlare della pagina della Villa
del Casale sul portale delle prenotazioni on line che non ha mai segnalato
l’esistenza del Museo di Palazzo Trigona, discrasia segnalata più volte ma
senza alcun seguito. La mancanza di promozione, o peggio la comunicazione non
corretta, costituisce un danno per il parco, la città e il territorio ed è per
questo – conclude Legambiente – che è assolutamente necessario ed urgente
mettere in atto un piano di comunicazione e di promozione del Trigona presso
tutti i siti del parco e viceversa, da realizzare in sinergia con il sindaco
Cammarata nell’interesse della città e del territorio. Il biglietto cumulativo,
da solo, non costituisce forma di promozione se non adeguatamente supportato da
una comunicazione chiara, incisiva e puntuale.
giovedì 28 aprile 2022
Villa romana del Casale: quel progetto là devi metterlo qua
Pubblicato oggi sul sito dell'Assessorato regionale BB.CC. e I.S. il Decreto del Dirigente Generale n. 1568 del 26 aprile 2022, con cui l'intervento “Progetto di completamento del restauro della Villa romana del Casale di Piazza Armerina: interventi strutturali e nuove coperture” dell'importo complessivo di € 6.430.928,54, è disimputato dal PO FESR 2014-2020, Azione 6.7.1 – PRATT 722 per aver maturato un ritardo di attuazione tale da ritenere concreto il rischio di mancato completamento entro il termine ultimo di ammissibilità della spesa a valere sul PO 2014-2020 per essere reimputato al “Piano di Sviluppo e Coesione” della Regione Siciliana a valere sulle risorse di cui alla Delibera CIPESS n. 32/2021 sezione speciale 2 “Risorse FSC copertura interventi ex fondi strutturali 2014-2020” di cui all’art. 242 del D.L. n. 34/2020 e s.m.i. e precisamente sull’Articolazione Operativa 3-02 – “Riallocazione della copertura finanziaria di iniziative ammesse al PO FESR 2014/2020 Az. 6.7.1 in ritardo di attuazione” del PSC “Piano di Sviluppo e Coesione” della Regione Siciliana, Area tematica 6. Cultura - Settore di intervento 1 – “Interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio”;
sabato 23 aprile 2022
Volontari a supporto dell'accoglienza nei siti culturali? Si, ma nel rispetto del Codice del Terzo Settore
Legambiente di Piazza Armerina interviene sul recente Avviso per la ricerca di associazioni di volontariato da impegnare nei siti del parco archeologico di cui alle determine 29,30,31 e 32 a firma del direttore del parco, arch. Liborio Calascibetta. “Che venga riconosciuto il ruolo del volontariato e se ne valorizzi l’impegno è sempre una cosa positiva – dichiara la presidente Paola Di Vita – ma che lo si faccia sempre nel rispetto della specifica normativa di settore e senza oltraggiare la dignità dei volontari” Il 14 aprile è stato pubblicato all’Albo Pretorio del Parco archeologico un Avviso datato 11 aprile, continua la presidente – per l’individuazione di associazioni di volontariato per l’affiancamento in servizi di accoglienza nei 4 siti del parco, Villa Romana, Palazzo Trigona, Morgantina e Museo di Aidone, con allegato lo schema di Convenzione gratuita, che poi gratuita non è perché si riconosce un compenso all’associazione che risulterà affidataria. E fino qui nulla quaestio. Non è la prima volta che viene pubblicato un simile avviso e il nostro parco non è l’unico a ricorrere a tale forma di affiancamento. Altri circoli di Legambiente, per esempio nel siracusano, hanno, in passato, partecipato a tali Avvisi risultandone affidatari. Ma la normativa di settore si evolve e sembra abbastanza strano che l’Avviso del nostro parco sia in evidente contrasto con il Codice del Terzo Settore, sia per quanto riguarda i riferimenti normativi che per le modalità di stipula della convenzione e dei compensi all’associazione che sarà individuata. L’avviso fa ancora riferimento alla Legge quadro sul volontariato la L.266/91 che è stata abrogata con l’entrata in vigore, nel 2017, del Codice del Terzo Settore. Non tiene contro inoltre della modalità di corresponsione dei rimborsi ai volontari che possono essere elargiti solo ed esclusivamente per spese documentate e con limiti mensili molto bassi (150 €), mentre invece vengono date indicazioni sul numero dei volontari da impegnare, sulle ore giornaliere e sul periodo, quasi sottintendendo un rapporto di lavoro dipendente, con un rimborso di 4€/h, impossibile da versare ai volontari per quanto detto sopra. Da sottolineare che la continuità della prestazione così richiesta sicuramente non può essere considerata una prestazione volontaria. Per non parlare dei compiti assegnati ai volontari, che poco hanno a che fare con il volontariato. Sia a livello regionale che nazionale Legambiente sta attenzionando il problema e siamo a conoscenza che alcuni istituti culturali siciliani stanno elaborando Avvisi più in linea con la normativa attuale. Siamo consapevoli che i siti culturali hanno un organico sottodimensionato, ma che si facciamo i concorsi allora invece di sfruttare il volontariato. In ultimo abbiamo sottolineato come, essendo entrato in vigore il RUNTS (Registro Unico del Terzo Settore) a novembre, la Regione Siciliana ha (come previsto dal Codice) trasmigrato le associazioni iscritte nei registri regionali (OdV e APS) e che, proprio il 7 aprile l’Ufficio R.U.N.T.S. Sicilia, istituito presso l’Assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche Sociali, ha pubblicato la nota prot. 12933, ha comunicato l’elenco delle associazioni trasmigrate cui sarebbe bene far riferimento per verificare l’effettiva appartenenza alla sfera del volontariato, come richiesto dall’Avviso. Abbiamo immediatamente contestato l’avviso, con una nota inviata al direttore e ai componenti del CTS, chiedendo modifiche e rettifiche, ma non c’è stato alcun seguito. L’avviso è scaduto il 20 e noi, come Legambiente, ci riserviamo pertanto di chiedere l’accesso agli atti e/o di formulare ricorso.
mercoledì 23 marzo 2022
A.A.A. PIANI DI GESTIONE UNESCO CERCASI
Che fine ha fatto la revisione dei
Piani di Gestione per i 3 siti UNESCO della Villa Romana del Casale, di Siracusa-Pantalica
e delle 8 Città tardobarocche del Val di
Noto?
E’ quello che si chiede Legambiente
ricordando che, ad inizio 2020, accese i riflettori sul fatto che si era avuta
notizia di un progetto finanziato dalla L.77/2006 di 1,1 milione di euro che
prevedeva alcune azioni, non equamente distribuite, per i 3 siti tra cui la
revisione dei Piani di gestione UNESCO.
“Il piano di gestione – dichiara Paola
Di Vita, presidente di Legambiente Piazza Armerina e responsabile regionale di
Legambiente Sicilia per i beni Culturali - è uno strumento di pianificazione e
di programmazione che affonda le sue radici in logiche partecipative, come del
resto sancito dall’UNESCO stesso che, a proposito dell’obbligo di un management plan fa riferimento a un “appropriato piano di gestione o un altro
documentato sistema di gestione che dovrebbe specificare come il valore
universale eccezionale del sito sarà mantenuto, possibilmente attraverso
processi partecipativi".
Uno strumento OBBLIGATORIO quindi ma soprattutto PARTECIPATO. Un’occasione per il territorio e pe la comunità che vi
è insediata.
A febbraio 2020, a seguito delle nostre
pressioni, le principali associazioni furono convocate a Palazzo Trigona per la
presentazione del piano, la cui redazione era stata affidata a Civita Sicilia,
e durante l’incontro ci fu chiesto di presentare documenti e proposte entro 15
gg. perché tutto si doveva concludere entro l’estate. Stessa cosa accadde a
Catania e a Siracusa.
Una vera assurdità anche perché,
allora, l’impressione generale fu che il Piano rappresentasse solamente un mero
esercizio di stile finalizzato alla rendicontazione di un progetto, e non uno
strumento utile per la gestione dei siti UNESCO.
Sia Legambiente che alcune delle
associazioni presenti inviarono comunque le proprie proposte e, inoltre, come
circoli di Legambiente presenti sui territori del progetto – continua Di Vita
–chiedemmo l’attivazione dei tavoli di partecipazione, anche in remoto,
considerato che nel frattempo era scoppiata la pandemia, ma non fummo
ascoltati. Il 10 luglio 2020 ricevemmo una nota dal Comune di Noto, capofila
del progetto, che ci comunicava la chiusura della fase di revisione dei 3 piani
e l’avvio della stesura finale. Se, e in che termini, le proposte fatte dalle
associazioni siano state inserire nelle versioni finali, non ci è dato sapere”.
Da allora sono passati 20 mesi e sui
piani di gestione è calato il silenzio.
“Ci piacerebbe sapere cosa pensa
l’UNESCO di tutto ciò – continuano da Legambiente – di un progetto presentato
nel 2009, attivato per i piani di gestione nel 2019 (dopo ben 10 anni), che
prevedeva anche siti web, database reperti, cartellonistica e altro, e che
ancora non vede la luce.
venerdì 18 marzo 2022
Riorganizzati i Dipartimenti regionali: il Parco perde una unità operativa ma guadagna un Museo
giovedì 17 marzo 2022
25 anni di UNESCO per la Villa del Casale: Legambiente chiede che si avvii immediatamente la macchina delle celebrazioni per evitare di cominciare a lavorare adesso per il trentennale.
Nozze
d'argento UNESCO in arrivo per il sito della Villa Romana del Casale di Piazza
Armerina. Nel 2022 infatti cadrà il 25esimo anniversario dell'iscrizione del
sito alla WHL e da Legambiente arriva lo sprone ad avviare immediatamente la
macchina organizzativa delle celebrazioni. "Sono 2 i siti siciliani che sono stati dichiarati patrimonio UNESCO a
dicembre del 1997: l'area archeologica di Agrigento e, appunto, la Villa romana
del Casale: fra l'altro i primi 2 siti dell'isola - dichiara Paola Di Vita,
presidente del circolo Legambiente di Piazza Armerina". 25 anni sono un
compleanno importante e Legambiente propone, ricordando che in città è stato
celebrato solo il decennale UNESCO, che l’anniversario, proprio per
l’importanza del riconoscimento, venga istituzionalizzato, realizzando ogni
anno, un programma di iniziative ed eventi culturali ad hoc. "Abbiamo inviato una lettera aperta - continua
la presidente Di Vita al direttore del
parco e al sindaco della città richiamando la loro attenzione sulla necessità
che per il venticinquennale si predisponga un programma di respiro nazionale
che venga reso pubblico con mesi, e non giorni, di anticipo, perché possa
costituire anche occasione di promozione turistica della città e del suo
territorio. Un programma costruito con e per il territorio, considerato anche
l’impegno che la società civile ha profuso, dal 1997 ad oggi, per il nostro
patrimonio monumentale ed archeologico. Altri comuni hanno promosso addirittura
delle manifestazioni di interesse ad hoc per coinvolgere la comunità di
riferimento. E' opportuno quindi che, nell'era della Convenzione di Faro e
della partecipazione sancita dall'UNESCO, anche la Villa e la città si muovano
per tempo, conclude Legambiente, perchè
se i tempi burocratici sono quelli della stampa dei biglietti cumulativi
possiamo passare direttamente all’organizzazione del trentennale. Ed infine
Legambiente richiama l’attenzione dell’amministrazione cittadina e del parco
sulla necessità di partecipare all'Avviso del Ministero del Turismo per
l’individuazione di progetti volti alla valorizzazione dei Comuni a vocazione
turistico-culturale nei cui territori sono ubicati siti riconosciuti
dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, pubblicato proprio qualche giorno fa, con
un progetto che guardi prima di tutto al territorio del parco.
mercoledì 2 marzo 2022
Museo della città e del territorio di ... ??? - Legambiente chiede che il museo venga associato alla città di Piazza Armerina e che venga esposta la bandiera della pace nel sito UNESCO
A fine '800 Giulio
Verne fece fare a Phileas Fogg il giro del mondo in soli 80 giorni. E con la
mongolfiera. Nel 2022 ci sono voluti, invece, quasi 250 giorni perché i tanto
attesi biglietti cumulativi per i siti del parco archeologico arrivassero da
Palermo a Piazza Armerina. Era stato l'assessore ai BB.CC. Samonà a istituire,
il 24 luglio 2021, i biglietti cumulativi proprio per tener conto
dell'imminente apertura del Museo della Città e del Territorio di Palazzo
Trigona. Nel decreto istitutivo si legge che le nuove tariffe sarebbero state
vigenti dal 1 luglio. Il Trigona ha aperto al pubblico il 16 agosto e
l'ingresso al museo, dopo un primo periodo free, è diventato a pagamento dal 1
settembre. A quella data però il famoso biglietto cumulativo non c'era. Deve
essere ancora stampato - dichiarò alla stampa - il direttore del parco. Ed è
stato stampato solamente a febbraio, dopo quasi 250 giorni dalla sua
istituzione.
“E nel frattempo cosa
hanno fatto i rappresentanti politici del nostro territorio? Invece di andare a
Palermo e rientrare a Piazza con i biglietti? Occorreva una presa di posizione
da parte della politica, al di là di ogni schieramento, invece solo
dichiarazioni – dichiara Paola Di Vita, presidente di Legambiente Piazza
Armerina - Eppure più volte abbiamo sollevato il problema portandolo alla
pubblica attenzione. Ma noi siamo solo quelli dalla denuncia e della polemica facile,
come pensa qualcuno. Però le cose che denunciamo riguardano gli interessi di
tutti i cittadini e del territorio. Non possiamo essere presenti su tutti i
fronti perché la nostra azione è volontaria ma sul caso Villa Romana - Palazzo
Trigona - ci siamo da 25 anni. E abbiamo visto passare tanti politici e
politicanti, registrando tante promesse non mantenute”.
L’assenza dei
biglietti, per ben 6 mesi ha causato un danno economico ai turisti che non
hanno potuto usufruire dello sconto e pur di contenere le loro spese hanno
preferito visitare solo uno o due siti, quindi un mancato introito per il
bilancio del parco, e ha causato soprattutto un danno ai comuni del parco,
Piazza Armerina, e Aidone, anche perché nonostante l’assenza del biglietto non
è stata fatta alcuna azione di promozione dei siti e non è stata messa in campo
alcuna azione di rete.
Il biglietto da solo
non può sostituire quell'azione di promozione che altri parchi mettono in campo
ottenendo risultati premianti, per il parco e per il territorio che li ospita.
Il primo di marzo sono
arrivati i biglietti e sono state esposte le tabelle con le nuove tariffe di
accesso, ma ci dispiace riscontrare che il Museo della Città e del Territorio è
presente nelle nuove tabelle come un sito anonimo, in quanto non è indicata la
località dove esso si trova. Il parco comprende 4 siti visitabili a pagamento:
la Villa romana del Casale, l'area archeologica di Morgantina e il museo di
Aidone tutti ben identificati, perché quindi non scrivere Museo della Città e
del Territorio di Piazza Armerina? Chiediamo pertanto che le tabelle vengano immediatamente
sostituite perché chiunque possa capire dove si trova il Museo. E chiediamo
anche che venga chiaramente indicato che il biglietto cumulativo per tutti i 4
siti ha una durata di 3 giorni e quindi è compatibile con la permanenza di più
giorni nel nostro territorio.
La primavera è alle
porte, la pandemia sta diventando un ricordo, la stagione turistica sta per
entrare nel vivo e la città e il territorio non possono permettersi di essere
ostaggio dell’immobilismo della Regione o di dichiarazioni propagandistiche
della politica e dell’amministrazione locale. Auspichiamo un’inversione di
marcia immediata perché la presenza del parco possa veramente diventare
occasione di crescita culturale e di sviluppo per la città e l'intero
territorio. E in ultimo, alla luce di ciò che sta accadendo in Ucraina e che
interesserà comunque anche l'Italia, poiché la Villa del Casale è patrimonio UNESCO,
uno dei cui valori fondanti è la PACE tra i popoli, chiediamo che venga esposta
la bandiera della pace all'interno del nostro sito UNESCO.
martedì 1 marzo 2022
Dopo 250 giorni dall'istituzione, finalmente arrivano i biglietti per la visita cumulativa dei siti del parco archeologico
Non è uno scherzo di carnevale: finalmente sono arrivati i biglietti cumulativi per i siti del nostro parco archeologico. C’è chi, a fine '800, era riuscito a fare il giro del mondo in 80 giorni in mongolfiera e altri mezzi di fortuna e invece, in Sicilia nel terzo millennio, per far arrivare da Palermo il plico con i biglietti, utilizzando mezzi moderni, ci sono voluti quasi 250 giorni, 3 volte il tempo necessario per fare il giro del mondo. “Se questa è la velocità con cui si muove la macchina amministrativa della Regione – dichiara Paola Di Vita, presidente del circolo Legambiente di Piazza Armerina – c’è veramente da preoccuparsi. E c'è anche da preoccuparsi se, chi rappresenta il nostro territorio all’Assemblea Regionale, dopo tanto discutere, dichiara che è stato l'assessorato al turismo a definire il prezzo dei biglietti che entreranno in vigore a marzo; è utile però ricordare a tutti che i nuovi biglietti cumulativi, sono stati istituiti ad hoc dall’assessorato regionale ai Beni Culturali il 24 giugno 2021 proprio per includere il museo di Palazzo Trigona e dovevano essere operativi dal 1 luglio. Invece si è persa l’occasione di averli disponibili all’apertura al pubblico del Trigona, e in tutti i mesi successivi. E da allora cosa hanno fatto i politici del nostro territorio? Nulla, se non dichiarazioni cui non sono seguiti fatti. Il 28 febbraio un funzionario del parco è andato finalmente a Palermo a prendere i biglietti che stiamo aspettando da 250 giorni. Al nostro ennesimo j’accuse dei primi di febbraio, aveva reagito solo l’on. Lantieri dichiarando che il martedì successivo sarebbe andata in V Commissione ARS per sollevare il problema. Ma la V Commissione si è riunita sia il 15 che il 16 per trattare altri argomenti e, dai verbali pubblicati, non risulta la presenza dell'onorevole. Ovviamente, lo abbiamo detto più volte - continuano da Legambiente - la mancanza del biglietto è un problema che si è aggiunto alla totale assenza di promozione del Trigona presso i siti del parco, un problema ben più grave, per il quale ci aspettiamo azioni forti e risolutive in tempi veloci, anche magari più brevi di quelli necessari per fare il giro del mondo. Basta fare 4 conti per rendersi conto di quanto, la mancata promozione della rete dei siti, ha nuociuto al bilancio del parco e in modo indiretto a Piazza Armerina, Aidone ma anche Mazzarino e Pietraperzia. La primavera è alle porte, la pandemia sta diventando un ricordo, la stagione turistica sta per entrare nel vivo e la città e il territorio non possono permettersi di essere ostaggio dell’immobilismo della Regione o di dichiarazioni propagandistiche della politica e dell’amministrazione locale. Auspichiamo un’inversione di marcia immediata perchè la presenza del parco possa veramente diventare occasione di crescita culturale e di sviluppo per il territorio.
martedì 7 settembre 2021
Legambiente denuncia: alla Villa romana del Casale non c’è traccia della promozione del Trigona e della città – è necessario un manager per garantire una gestione e promozione efficiente
Ancor peggio è stato constatare che in biglietteria non è possibile acquistare il biglietto unico in quanto materialmente indisponibile perché non stampato”. Eppure le nuove tariffe dei biglietti sono entrate in vigore giorno 1 luglio e il Trigona è aperto dal 16 agosto.
“E’grave che i dirigenti regionali, fra i quali l’arch. Calascibetta, direttore del Parco, non abbiano provveduto ad organizzare tutto per tempo, considerato che l’apertura del Trigona era prevista il 13 luglio. Da anni le nostre azioni sono rivolte a sollecitare le istituzioni perché si crei un collegamento tra la Villa e la città, e adesso che finalmente ne sono state gettate le basi aspettiamo che vengano prodotti carta ed inchiostro per stampare i biglietti? E aggiornato il sistema di prenotazione online? Inoltre, alla Villa del Casale, non c’è alcuna cartellonistica che informi i visitatori dell’esistenza del museo in città. Tutto ciò è sconcertante ed inaccettabile, - affermano gli ambientalisti - questa non è promozione del territorio e l’ente parco non può essere delegato a compiere solamente atti amministrativi. Addirittura il sito ufficiale della Villa non pubblicizza la visita di Palazzo Trigona.
E considerato che i tour operator hanno già programmato le visite per la primavera 2022, ci chiediamo quando saranno realizzati gli educational tour sul museo Trigona affinché lo si possa inserire nei pacchetti turistici? E ancora quando sarà avviata l’informativa nei confronti degli operatori scolastici della Sicilia, e di città, che subito dopo la riapertura delle scuole, potrebbero prenotare le visite? Ravvisiamo improvvisazione e assenza di promozione con grave danno alla città, che continua a non captare i numerosi turisti che ancora oggi affollano la Villa. Il museo è stato realizzato, il direttore da ottimo tecnico ha portato a termine i lavori, ma nonostante il ritardo – concludono da Legambiente – è indispensabile cambiare rotta nell’interesse della città e del territorio garantendo al Parco una gestione manageriale che al momento non c’è. Pertanto, nonostante la riforma dei dipartimenti regionali attualmente in corso, che prevede riduzione dei servizi operativi anche del nostro Parco, urge la nomina di un manager che sappia lavorare in sinergia principalmente con l’amministrazione comunale. Ed è necessario che la politica di città, a prescindere dai colori e dai ruoli, sia vigile e propositiva, altrimenti la Villa del Casale, il museo Trigona e la città saranno il fanalino di coda dell'offerta culturale siciliana che, lo ricordiamo, è tra le più ricche d’Italia e non solo”.
mercoledì 11 agosto 2021
16 agosto 2021: Palazzo Trigona, il museo che finalmente c'è, sarà consegnato alla città
giovedì 4 marzo 2021
MUSEO DELLA CITTA’ E DEL TERRITORIO DI PALAZZO TRIGONA: SI ISTITUISCA IL BIGLIETTO UNICO VILLA ROMANA-PALAZZO TRIGONA PRIMA DELL’APERTURA DEL MUSEO AL PUBBLICO
Che la politica si attivi per l'istituzione del biglietto unico Villa Romana - Palazzo Trigona, prima dell'apertura del museo. E' quanto abbiamo sollecitato con una lettera aperta indirizzata agli enti preposti. 19 anni fa chiedevamo, provocatoriamente, l'istituzione del biglietto unico. E' arrivato il momento di far si che quella proposta diventi realtà.
mercoledì 20 maggio 2020
40 anni di Legambiente in Sicilia
20.05.2020 – Anche Legambiente Sicilia oggi compie 40 anni. E’ un traguardo straordinario, vissuto in questa isola difficile ma bellissima, con tensione e passione, impegno e tenacia
- data MAGGIO 20, 2020
- autore UFFICIOSTAMPA
- in COMUNICATI STAMPA
mercoledì 7 agosto 2019
Se questo è un parco ....
L'accelerazione imposta al "completamento" del sistema dei parchi siciliani ci lascia non poco perplessi, e non è la prima volta che lo dichiariamo.Abbiamo dovuto aspettare 18 anni prima della istituzione del parco (dicembre 2018 a firma dell’assessore Sebastiano Tusa) e nel frattempo abbiamo attraversato le fasi del Museo regionale, dei Poli museali e, oggi, di un parco archeologico dietro cui sicuramente non c’è un progetto culturale ma solo la somma di impegni politici sui territori locali. La Legambiente locale e regionale è in prima linea da 20 anni, ininterrottamente, per la Villa Romana e per il museo di Palazzo Trigona e oggi esprime forte preoccupazione per l’assenza di un vero e proprio progetto culturale che riguardi la città di Piazza Armerina. La fase di startup di un parco archeologico è sicuramente molto delicata e ancora di più lo sarà per la Villa del Casale anche considerando la miriade di siti minori collegati non contemplati nella originaria perimetrazione del parco archeologico e il fatto che il parco è stato privato, rispetto al polo, di alcuni servizi dedicati e di siti importanti per la lettura univoca del territorio.
Nei prossimi giorni, dopo aver parlato con il nuovo direttore del parco (cui esprimiamo gli auguri di buon lavoro) torneremo sull'argomento perchè i problemi da risolvere sono veramente tanti.Ne citiamo uno fra tanti, probabilmente il più semplice, sicuramente frutto di qualche refuso.
Il caso del museo archeologico di Marianopoli che il DPR del 29 giugno c.a. assegna al parco di Gela, che la circolare 34011 dell’8 luglio invece assegna al parco della Villa mentre il DA del 10 aprile lo inserisce tra i siti che potrebbero essere gestiti direttamente dai comuni di appartenenza.
Abbiamo sempre chiesto un progetto culturale d’eccellenza
per la Villa Romana, palazzo Trigona e la città antica di Piazza Armerina
perché non sarà il taglio del nastro di qualche sala del Trigona che trasformerà il centro storico in quel volano culturale indispensabile per il rilancio (non solo turistico) della città antica che tutta la città auspica. venerdì 7 dicembre 2018
ISTITUITO IL PARCO ARCHEOLOGICO DELLA VILLA DEL CASALE

domenica 3 novembre 2013
Legambiente chiede un tavolo di concertazione con la Regione per definire le azioni sul territorio in tema di biglietto unico
ANCORA UNA VOLTA L’ASSENZA DELLA POLITICA PENALIZZA IL PALAZZO TRIGONA, MUSEO DI SE STESSO, E I CITTADINI CHE DA OLTRE 10 ANNI ATTENDONO IL BIGLIETTO UNICO VILLA ROMANA – MUSEO TRIGONA
Biglietto unico: lettera aperta all'assessore Sgarlata
Piazza Armerina e biglietto unico Villa del Casale – Museo di Aidone - Morgantina
Gentilissima Assessore, la notizia dell’istituzione del biglietto unico Villa del Casale – Museo di Aidone – Morgantina ha provocato, a Piazza Armerina come ad Aidone, numerosi allarmi e perplessità soprattutto fra gli operatori del settore turistico.
Fin dal 1997 Legambiente ha sostenuto la necessità della messa in rete delle risorse del territorio e della fruizione complessiva del giacimento culturale rappresentato dalla nostra provincia, ma riteniamo che la città di Piazza Armerina ed il centro storico in particolare abbia bisogno di un’attenzione e di una cura “speciale” per salvaguardarlo, renderlo fruibile e trasformarlo in volano di sviluppo culturale, turistico ed economico.
E’ per questo che abbiamo sempre acceso i riflettori sulla necessità di costruire un asse forte Villa Romana del Casale – centro storico, e Palazzo Trigona in particolare, chiedendo, sin dal 2002, l’istituzione del biglietto unico Villa del Casale – Museo Trigona.
Non è la nostra una richiesta campanilistica perché pensiamo sia evidente a tutti che bisogna costruire un rapporto forte tra la Villa e la città, che ad oggi manca, interpretando la Villa come un’occasione di rilancio culturale e turistico per Piazza Armerina e per l’intero territorio.
E ciò sarà possibile solamente creando azioni centripete, prima che centrifughe.
Oggi Palazzo Trigona nonostante le battaglie e le ingenti somme spese per il suo restauro non è ancora museo; le prime dichiarazioni del nuovo direttore della Villa in merito all’impegno per la musealizzazione del palazzo ci confortano ma, purtroppo, le vicende di questa incompiuta di Sicilia, ci hanno insegnato ad essere estremamente prudenti.
L’istituzione di un biglietto unico, sostitutivo e non aggiuntivo, in questo momento, se pur in via sperimentale come si legge sul decreto, non ci vede entusiasti perché riteniamo che releghi il centro storico di Piazza Armerina nella nebbia della memoria e perché, proprio per quello che leggiamo nel decreto, ci sembra di difficile attuazione e non facilitatore dell’incremento dei flussi turistici. Per non citare le evidenti difficoltà di gestione dell’art. 7 della L.R. 10/99.
La città intera, riunita in comitato Trigona su nostra iniziativa,consegnò ad uno dei suoi predecessori, le firme di migliaia di nostri concittadini che chiedevano l’apertura del museo Trigona e il biglietto unico con la Villa del Casale ma tutto ciò sembra essere stato archiviato senza essere registrato.
In passato abbiamo apprezzato la Sua disponibilità e la sua attenzione alle problematiche dei beni culturali della nostra città, ed è per questo che Le chiediamo un impegno forte per la musealizzazione e apertura al pubblico del museo di Palazzo Trigona e di attenzionare in modo “speciale” la nostra città antica.
Per il raggiungimento di tale obiettivi riteniamo utile congelare immediatamente il neo biglietto unico, e istituire un tavolo di concertazione fra Assessorato regionale, Direzione Villa Romana, Amministrazione locale e portatori d’interesse del territorio, affinchè ognuno faccia la propria parte alla luce del sole per il bene del nostro (e dell’umanità) patrimonio culturale strutturando tutte quelle azioni che sul piano sociale dovranno tramutarsi in crescita economica e culturale per della collettività.
Auspichiamo di poterLa incontrare presto, per esporLe le nostre motivazioni e anche per consegnarLe copia dei nostri dossier “Villa Romana del Casale” e “Palazzo Trigona: il museo che non c’è”, che avevamo sperato di non dover aggiornare più.
domenica 10 marzo 2013
Cala il sipario sul cinema Ariston - intervento di Lino Calcagno
Le opinioni e le considerazioni sono come sempre diverse e contrastanti.
Pubblichiamo, per i nostri lettori, la nota inviataci dall'ing. Lino Calcagno, nell'auspicio che in questa città si ricominci a fare opinione non solo sui candidati ma anche sulle opere.
"Non è facile stabilire da che parte stia il progresso.
Fecero bene coloro che alla fine degli anni ‘40 eliminarono il giardinetto (a villa ê badàgghi) per costruirvi una struttura pubblica, un cinema, il sogno diventato edificio o coloro che si apprestano a demolire il cinema Ariston per far posto ad una delle cose attualmente più innovative che si possano immaginare: un parcheggio, in prossimita di un altro ivi esistente?
Così gli autobus, che chissà perché non si è capaci di far posteggiare nella piazza Falcone e Borsellino, potranno farlo comodamente qui e riverseranno nel centro storico le ambite frotte di turisti.
Un piano perfetto per far visita al cadavere per le sue viuzze e le facciate di chiese e palazzi.
Guardo il cinema Ariston. È grigio. È ipocritamente nascosto. È morente e sembra chieder aiuto. A chi può piacere? Il senso comune, il giudizio istintivo fa dire: è brutto. Così si evita pure di pensare. Chi potrebbe mai difenderlo?
Ma mi chiedo anche: sono solo questi i criteri che guidano alla formulazione di un giudizio sulla sua condanna?
Di uno dei pochi edifici piazzesi (forse l’unico) che segna un cambiamento nel dopoguerra nel modo di pensare e realizzare l’architettura locale ad uso pubblico.
Ci testimonia forse che dopo secoli si ha una svolta nel modo di progettare affrancandosi da tecniche, tipologie e tecnologie del passato? È la velleità di nuove idee che accennano alla voglia di affaccio nel mondo contemporaneo?
Disordinatamente tanti pensieri mi frullano per la testa ripensando a questo “brutto” edificio: l’uso della linea retta, i suoi ritmi geometrici e i suoi volumi sconosciuti nella regola degli edifici del passato. La funzione sociale, la tecnologia (uso timido del cemento armato e di alcuni elementi in acciaio), i segni architettonici nuovi (un accenno alla finestra a nastro, l’architrave unica su più aperture), una diversa concezione degli spazi (la funzione, lo spazio all’aperto, le uscite laterali, il bar!). Guardo le immagini di edifici razionalisti o protorazionalisti (qualcuno non riconosce questa classificazione) realizzati prima in altre parti d’Europa. Prima poichè il ritardo culturale talvolta ha fatto sì che quello che altrove era stato realizzato nel primo trentennio del secolo scorso qui giunge negli anni ‘40 o dopo).
Con azzardo mi chiedo se anche il cinema Ariston potrebbe figurare in tali testi. Certamente è una testimonianza. Indubbiamente dovrebbe essere ripensato, forse riconsiderandone la copertura, aprendo spazi sociali e commerciali al suo interno, facendone insomma un vero luogo di ritrovo semiaperto per cogliere stavolta l’occasione, già mancata con piazza Falcone-Borsellino, per ricucire la città storica con quella moderna o farne chissà che altro ancora di meglio, che io ora non immagino, ma non certamente farne un parcheggio, un “non luogo”.
E noi che facciamo? Supponiamo di creare economia, supponiamo di abbellire e modernizzare. Ma in una parola: abbattiamo.
Mai capire invece se oltre il giudizio di chi si assume o consiglia simili decisioni importanti, forse stancamente per dovere d’ufficio, esistano anche altri punti di vista, perfino di gente estranea, qualificata che sappia vedere oltre, senza troppi coinvolgimenti. Magari attraverso idee a concorso, pareri accreditati che scavalchino le solide convinzioni di qualcuno diventato forse responsabile a rate per simili decisioni che vanno invece assunte con un confronto più ampio.
Si badi bene: io non voglio offendere alcuno. Probabilmente quando dico non è condivisibile o addirittura è del tutto sbagliato; posso e debbo anche capirlo.
È solo che quest’aria pesante, burocratica, di un rinnovamento falso che non ci stimola a capire di più, che ci appiattisce al solo bello-brutto, mi infastidisce, anzi mi fa star male. A me non basta che si faccia e che il fare giustifichi ogni metodo, annebbi gli obiettivi e in qualche modo mi convinca che c’è attività e spirito vitale. Alcuni esempi della città che si rinnova ci feriscono, nonostante le buone intenzioni, credo.
Si penserà che queste parole non servono a niente. Secondo me non è così perché voglio credere e sperare che qualcuno possa anche cercare di capire un differente punto di vista e magari riflettere anche sul senso di quello che stiamo facendo. Che inoltre vuol dire anche riflettere su se stessi all’interno del contesto in cui si vive. In definitiva il rappresentarsi mentalmente l’effettività delle cose solo con gli attributi del bello-brutto è poco, è riduttivo ed appiattente.
Facciamo fare un progetto ai bambini delle scuole elementari, daranno degli spunti migliori.
Non la faccio lunga e chiudo.
Solo questo: ieri fantasticavo un Giuseppe Tornatore che tornando a piedi dal centro con la sua bella cartolina del centro storico, che in foto non sembrava per nulla un cadavere, si imbatteva sul cantiere del cinema Ariston. Agli operai che avevano appena sistemato una ruspa chiedeva cosa succedesse lì. “Domani qui resteranno solo pochi muri e finalmente si potranno posteggiare gli autobus e le automobili”. Poi ho sentito un sibilo secco, come di una cartolina stracciata e mi sono ridestato con la bocca amara.
E ora avanti con le critiche."
Lino Calcagno
giovedì 7 marzo 2013
Unesco alla siciliana - seconda edizione - l'analisi e le proposte
Il dossier contiene uno stralcio della scheda sulla Villa del Casale aggiornata dal nostro circolo e che di seguito riportiamo.
Il dossier completo è consultabile sul sito www.legambientesicilia.it
Di seguito il comunicato stampa e la scheda in versione integrale.
Presentato, oggi a Catania, il nuovo Dossier di Salvalarte Sicilia sui siti Unesco siciliani, seconda edizione (aggiornamento) dopo la prima edizione dal titolo "UNESCO ALLA SICILIANA, i siti in sofferenza della bella Sicilia" del novembre 2011. Emergenze e ritardi nella gestione delle nostre eccellenze culturali. Il dossier è stato presentato da Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia, che ha sottolineato che: "La situazione in quindici mesi non è cambiata, ma anzi è peggiorata. E' inutile nasconderlo, prende davvero lo sconforto davanti a tanta desolazione, degrado, disattenzione, incuria. E' proprio una grave mancanza di cultura, di sensibilità culturale e di rispetto per il passato - per tutto ciò che dovrebbe essere un'opportunità e una straordinaria occasione di sviluppo e di futuro per questa terra - tutto quello a cui assistiamo ogni giorno intorno ai siti siciliani dichiarati dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità". Legambiente non si ferma alle denunce e avanza tre proposte. La prima riguarda i piani di attuazione: dove mancano la redazione, dove ci sono l'attuazione. Poi, l'attivazione e la presenza nei territori interessati dai siti Patrimonio dell'Umanità della Fondazione Unesco, istituita da alcuni anni presso l'Assessorato regionale dei Beni culturali e che potrebbe essere un utile strumento d'iniziativa e controllo per una migliore e più intelligente gestione coordinata delle attività inerenti i siti siciliani della World Heritage List. L'ultima proposta: la nascita di una Consulta siciliana per i siti NESCO, dove mettere insieme tutte gli enti e istituzioni, pubbliche e private, l'associazionismo, personalità della cultura, presenti nei territori in cui ricadono i nostri Patrimoni dell'Umanità, per definire programmi e progetti per una migliore tutelare e per una vera e forte
valorizzazione.
Scheda
VILLA ROMANA DEL CASALE
(Piazza Armerina)
Data d’iscrizione: 1997
Motivazioni per l’iscrizione: Rapporto della XXI Commissione
Criteri
(I) Rappresentare un capolavoro creativo del genio umano;
(II) Presentare un importante interscambio di valori umani su un arco di tempo o contestualizzato ad un’area culturale del mondo, attinente agli sviluppi nell’architettura o nella tecnologia, nelle arti monumentali, nell’urbanistica o nell’impostazione paesaggistica;
(III) Costituire una testimonianza unica o quanto meno eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà esistente o scomparsa.
Breve descrizione
La struttura della grande e lussuosa villa romana di Piazza Armerina testimonia i modi di vita e gli scambi culturali che caratterizzavano il bacino mediterraneo in epoca tardo-antica. Di aspetto grandioso e monumentale, si estende per circa 4000 m² ed è costituita da una serie articolata di circa 40 ambienti, tra cui basilica, appartamenti padronali, terme, sale di servizio e magazzini. Tutti gli ambienti sono caratterizzati dalla presenza di pavimenti musivi e da testimonianze di affreschi parietali d’incomparabile splendore che presentano raffigurazioni mitologiche, naturalistiche e rappresentative degli usi e costumi dell’epoca.
Lavori in corso
Dopo anni di abbandono e degrado, denunciato puntualmente dal circolo Legambiente di Piazza Armerina e da Legambiente Sicilia, negli ultimi anni il sito archeologico è stato interessato da un imponente cantiere di restauro.
Il finanziamento dell’intervento si deve anche e soprattutto al forte impegno della società civile che ha visto sempre i volontari del cigno verde in prima linea.
L’intervento di restauro, finanziato nel 2003, ha visto alternarsi sulla scena, a oggi, ben 7 assessori regionali e, nel 2004, la nomina di Vittorio Sgarbi ad Alto Commissario per gli interventi di restauro. E un acceso e, molto spesso, polemico dibattito sulle scelte architettoniche post Minissi.
Il progetto esecutivo, appaltato nel novembre del 2006, ha avuto ufficialmente inizio il 21 febbraio 2007 per concludersi il 22 dicembre 2008, per un totale di 22 mesi di lavori. Consegne parziali e proroghe, però, hanno dapprima procrastinato l’ultimazione dei lavori al 24 agosto 2009 e, in seguito al 26 maggio 2011 in virtù di una nuova perizia di variante in corso d’opera.
L’inaugurazione del nuovo allestimento museale del sito archeologico, prevista per dicembre 2011, fu rinviata con un preavviso di poche settimane nonostante la campagna pubblicitaria già in corso.
Vittorio Sgarbi, in seguito, individuò nel 24 maggio 2012 la data d’inaugurazione.
Ma anche questa data fu disattesa, nonostante, nel frattempo, fossero state fatte delle inaugurazioni parziali di alcune zone della Villa.
Il 30 giugno 2012 ha avuto termine, senza possibilità di proroga, l’incarico di Vittorio Sgarbi e il 4 luglio del 2012, ufficialmente, è stata “inaugurata” la Villa restaurata.
I lavori sono dunque durati 63 mesi ma non possono dirsi ancora ultimati.
Alla data d’inaugurazione si presentava ancora come un cantiere aperto la zona degli appartamenti sud (riaperta solo durante l’ultimo autunno) e risultava mai iniziata la sostituzione delle coperture della grande sala tricora del Triclinium e la realizzazione di copertura e passerelle di frigidarium e palestra.
Per questi ultimi lavori occorrerà, purtroppo, un nuovo finanziamento, stimato (fonti giornalistiche) in circa 5 milioni di euro.
La Villa oggi si presenta con nuovi ma antichi volumi e offre al visitatore una dimensione spaziale interna completamente differente dalla precedente anche se molto più vicina all’impianto della Domus romana. Materiali diversi e con diversa luminosità hanno sostituito la casa di luce di Minissi. Nuovi percorsi di visita, che hanno suscitato non poche polemiche per problemi di visuale e di fruizione per i portatori di handicap, ci permettono di compiere un viaggio di scoperta all’interno del monumento.
Il progetto di restauro, finanziato per un importo complessivo di € 18.277.250,00, prevedeva lavori per € 13.373.628,36 aggiudicati con un pauroso ribasso d’asta di circa il 40% , per un totale quindi di € 9.078.756,03.
Il progetto prevedeva essenzialmente:
- sostituzione dell’originaria copertura in plexiglas risalente agli anni ‘60 (progetto Minissi) e che, nel tempo, aveva presentato molti problemi di tenuta e di alterazione delle condizioni termo-igrometriche del monumento;
- interventi di conservazione sulla totalità delle pavimentazioni musive e in opus sectile;
- interventi di restauro degli affreschi parietali;
- interventi di bonifica ambientale e idrogeologica;
- acquisizione delle aree limitrofe al sito archeologico;
- rivisitazione del sistema dei percorsi e dell’abbattimento delle barriere architettoniche;
- rivisitazione del sistema del verde e degli impianti;
A oggi sono completati gli interventi di restauro sulle pavimentazioni, sulle opere murarie e sulle pitture parietali, realizzati gli impianti, non completata, come scritto in precedenza, la sostituzione della copertura.
E’ di queste ultime settimane (fonti giornalistiche) la querelle sul mancato collaudo dell’intervento, indispensabile per la rendicontazione dei fondi comunitari e che esporrebbe la Regione Sicilia all’ipotetica possibilità della restituzione in toto del finanziamento e sull’allontanarsi del finanziamento necessario per il completamento dei lavori.
All’esterno del sito archeologico, tra il 2007 e il 2009, con altro finanziamento di competenza della Provincia Regionale di Enna (importo complessivo € 6.235.454,00), è stato realizzato un grande parcheggio con annessa area commerciale, attualmente non funzionante, ma che dovrebbe entrare in funzione il 1 marzo c.a.. I lavori sono stati aggiudicati per un importo di € 3.553.000, con un ribasso d’asta di circa il 7%. Anche questo intervento, inserito nel PIT 11 “Enna turismo tra archeologia e natura”, ha registrato proroghe e varianti.
Non sono mancate, durante lo svolgimento dei lavori, anche denunce di infiltrazioni mafiose.
Gestione: Dal luglio 2010 il Museo della Villa del Casale è stato trasformato in Servizio Parco Archeologico della Villa del Casale e delle aree archeologiche di Piazza Armerina e dei comuni limitrofi (Barrafranca, Pietraperzia, Enna, Mazzarino). Non sono presenti archeologi e restauratori nella pianta organica del nuovo Servizio.
Nel gennaio del 2012 al parco archeologico è conferito Palazzo Trigona della Floresta, ubicato nel centro storico di Piazza Armerina, di proprietà della Regione Sicilia. Da questo momento si intreccia strettamente il “caso” Villa del Casale con il “caso” Palazzo Trigona che il circolo Legambiente di Piazza Armerina, già a partire dal 2000, con lo slogan “Una città per il museo, un museo per la città”, aveva interpretato con soluzione di continuità territoriale proponendo, ancor prima della concessione del finanziamento per il restauro, il biglietto unico Palazzo Trigona-Villa del Casale. Il palazzo da 54 anni attende di diventare il “Museo della città e del territorio”; recentemente (dopo numerosi colpi di scena legati al finanziamento e al definanziamento dei lavori) è stato interessato da un restauro complessivo che doveva concludersi nel dicembre 2008, ma che ha subito notevoli ritardi legati, soprattutto alle fasi, di collaudo.
Il palazzo, che dal marzo 2012 ospita gli uffici del parco archeologico, è al centro di un progetto culturale ambizioso che lo vorrebbe “porta” del parco archeologico e sede di una sezione archeologica medioevale, di mostre ed esposizioni (zone d’arte) temporanee (ZAT) e di una Biennale dell’arte del Mediterraneo (BIAM) anche se quest’ultima previsione non è supportata, attualmente, da alcun strumento finanziario e gestionale.
La mostra di reperti archeologici provenienti dalla Villa del Casale e allestita, nel 2006, a cura dell’Assessorato alle aree archeologiche del comune di Piazza Armerina, de La Sapienza, della Soprintendenza di Enna e del Museo della Villa del Casale, è stata trasferita a Palazzo Trigona solamente nel gennaio 2013.
Nell’aprile del 2012 il consiglio comunale di Piazza Armerina ha esaminato la proposta di perimetrazione del parco archeologico. Il circolo Legambiente di Piazza Armerina ha formulato le proprie osservazioni riprese quasi interamente dal consiglio comunale.
Il 25 maggio del 2012 viene presentato il Piano di Gestione Unesco. Lo stesso giorno viene annunciata la firma del decreto assessoriale che garantisce l’autonomia al Parco ma, ad oggi (febbraio 2013) del decreto si sono perse le tracce.
Lo stesso 25 maggio diventa di dominio pubblico la notizia della revoca del finanziamento, concesso alla Soprintendenza, per la fase iniziale dell’allestimento del museo Trigona.
Con pubblicazione sulla GURI del 19 maggio il Presidente del Consiglio dei Ministri aveva infatti revocato il finanziamento, di circa 400 mila euro, per l’allestimento museale del Trigona. Questo finanziamento, derivante dall’otto per mille, era disponibile dal 2002, e se inizialmente la Soprintendenza di Enna non lo potè utilizzare perché il palazzo doveva essere restaurato, a partire dal 2006 ne fu richiesto il reimpegno, cosa che fu autorizzata nel 2008. Ma il finanziamento è stato revocato, come si legge nel decreto Ministeriale, perché l’intervento non era stato realizzato nei tempi stabiliti. In pratica perché in quattro anni non si è riusciti a utilizzare i fondi disponibili, nonostante le continue rassicurazioni della Soprintendenza a Legambiente.
Lavori da fare: L’attuale direttore della Villa del Casale (che è anche il direttore dei lavori del cantiere di restauro) ha messo in campo una vasta progettualità nell’ambito della programmazione POR e POIN e della Legge 77 sui siti Unesco, sia di carattere strutturale che promozionale con attenzione sia alla Villa che al Trigona.
Alcuni di questi progetti sono stati finanziati fra cui, per esempio, la presentazione, nelle sale del Trigona, di una importante mostra di arte contemporanea “Da Picasso a Barcelò” (DDG 885 del 31.05.2011), più volte annunciata ma mai realizzata.
Fruizione: durante i lavori di restauro (2007-2012) si è passati da una media di circa 420.000 visitatori l’anno a poco più della metà, per i lunghi periodi di chiusura dovuti al cantiere e per la possibilità di visita parziale durante i periodi di apertura, situazione che ha comportato non poche polemiche e tensioni nell’indotto turistico della cittadina piazzese. L’estate 2012 ha visto la Villa protagonista di un interessante programma di eventi culturali che, abbinato alla possibilità della visita notturna del monumento, ha rimesso in moto il flusso turistico italiano e straniero.
Manutenzione: la manutenzione degli spazi esterni (aree verdi etc.) e del monumento è affidata con specifiche gare, in esterno.
Archeomafia: archiviati ma non dimenticati attentati e atti vandalici, continuano i ritrovamenti di materiale archeologico proveniente da scavi clandestini effettuati nel territorio di Piazza Armerina e Aidone (Morgantina);
Ecomostri: a pochi metri dall’ingresso del sito archeologico sorge una struttura ricettiva, realizzata negli anni ’60 con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno che, oltre a deturpare l’ambiente in cui è inserita ha sicuramente provocato la distruzione di strutture coeve all’insediamento romano. Benché se ne auspichi l’abbattimento, si è recentemente avuta notizia che ne è stato finanziato, parzialmente, l’acquisizione, la ristrutturazione e il riuso funzionale per realizzare un Antiquarium della Villa e la gestione dei servizi di accoglienza per la divulgazione didattica e scientifica.
Servizi: dalla primavera del 2011, finalmente, all’esterno del sito archeologico è possibile fruire di servizi igienici tradizionali che hanno sostituito i wc di tipo chimico; mancano però ancora gli spazi per i servizi aggiuntivi (se pur previsti).
E’ stato strutturato un servizio di didattica del Parco, rivolto sia alle scuole sia alla formazione delle guide turistiche.
Le attività commerciali, adesso ospitate in stand provvisori e precari, dovrebbero essere trasferite nell’area commerciale accanto al nuovo parcheggio, ma a oggi è in corso una vera e propria battaglia sul regolamento per la concessione degli stalli commerciali, che ha provocato tensioni e reazioni e, in molte occasioni, l’intervento della Prefettura; non è stata realizzata fra l’altro, ancora, la strada di collegamento tra la nuova area parcheggio e il nuovo ingresso del sito archeologico.
Campagna di scavi: grazie alla missione archeologica dell’Università La Sapienza, dal 2004, sono riprese le campagne di scavi che stanno portando alla luce un vasto insediamento di epoca medioevale edificato, in parte, sulla villa tardo-antica, che sta cominciando a restituire testimonianze musive e marmoree, riaprendo il campo dell’indagine e della ricerca sulla Villa. Si auspica l’estensione della dichiarazione Unesco a questo nuovo settore dell’area archeologica. Sarebbe opportuno prevedere e finanziare una campagna di scavi di vasta portata, che farebbe chiarezza su settori inesplorati della Villa e sulla sua storia e costituirebbe, dal punto di vista scientifico e culturale, un cantiere di portata internazionale.













