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mercoledì 20 maggio 2020

40 anni di Legambiente in Sicilia

20.05.2020 – Anche Legambiente Sicilia oggi compie 40 anni. E’ un traguardo straordinario, vissuto in questa isola difficile ma bellissima, con tensione e passione, impegno e tenacia

Sono stati 40 anni ricchi e intensi, di battaglie per la tutela dell’ambiente e della natura, per difendere il paesaggio e tutelare i beni culturali, il nostro tesoro più importante.
Non si possono descrivere tutti i momenti, le iniziative, le prese di posizione, le denunce, le tantissime proposte, le mobilitazioni, gli appuntamenti, che in 40 anni abbiamo costruito e a cui abbiamo dato vita: l’abbattimento dell’ecomostro alla Scala dei Turchi e delle villette a Lido Rossello; l’opposizione al viadotto dell’Ancipa, all’interno del Parco dei Nebrodi; l’abusivismo nella Valle dei Templi (e non solo) e la proposta di Parco archeologico; il salvataggio dal degrado della Villa romana del Casale di Piazza Armerina e della Tonnara di Scopello; la lunghissima battaglia contro gli inceneritori e per la raccolta differenziata; l’iniziativa per far diventare l’Etna Patrimonio dell’Umanità o quella per far smontare, dopo 10 anni, il ponteggio che oltraggiava il tempio C di Selinunte; la gestione della Spiaggia dei Conigli di Lampedusa facendola diventare una delle spiagge più belle al mondo; la contrarietà alle dighe di Blufi e di Pietrarossa, ai rigassificatori di Priolo, Augusta e Porto Empedocle e al MUOS; i tanti cortei contro il ponte sullo Stretto; la lotta contro l’autodromo intorno al lago di Pergusa e per tutelare l’unico vero lago naturale siciliano; e poi la Distilleria Bertolino, il fiume Nocella, Palazzo Trigona, i piani paesistici, le piattaforme petrolifere, i calendari venatori sballati. E negli anni più recenti la tenace battaglia contro la piattaforma Acif di Scicli o il resort nell’isolotto di Capo Passero; o le azioni concrete con le nostre ecostazioni di Piazza Armerina e Caltagirone e il progetto “Io non scado” più volte premiato come buona pratica. O ancora il “Viaggio nella Memoria” nel Belìce.
“Ma la nostra battaglia più difficile e, purtroppo, ancora lontana dalla sua risoluzione, – dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia – è quella di far aprire gli occhi alla politica siciliana, affetta cronicamente sui temi dell’ambiente e dell’ecologia da vero e proprio ‘nanismo’: non un’idea, un sussulto, una novità. Sempre le solite ricette per il futuro della Sicilia.
Le nostre lotte continueranno. Speriamo, e siamo determinati in questo, di poter vincere ancora altre battaglie molto prima dei prossimi 40 anni:
–    Avere un sistema serio di depurazione delle acque, oggi i reflui dei 2/3 dei siciliani non vanno a finire in depuratori funzionanti;
–    Fermare il consumo di suolo;
–    Lavorare per un sistema di mobilità sostenibile nelle città e nella regione, tra bici e trasporto su rotaia;
–    Rafforzare e ampliare la produzione di energie da fonti rinnovabili, dall’eolico anche offshore, al fotovoltaico anche a terra, al biometano derivato dalla parte umida dei rifiuti;
–    Far diventare la Sicilia la regione dei parchi e delle aree protette, vero volano e scommessa per il nostro futuro.
Auguri Legambiente Sicilia. Auguri a tutte e a tutti Noi e alla Sicilia”.

mercoledì 11 luglio 2018

Muos. La Procura di Caltagirone ha impugnato la sentenza emessa lo scorso 4 aprile. Legambiente Sicilia: “ Ribadito che si tratta di un’opera abusiva”

La Procura di Caltagirone ieri ha impugnato davanti alla Corte di Appello di Catania la sentenza Muos emessa lo scorso 4 aprile che ha assolto gli imputati perché il fatto non sussiste  ritenendo le opere legittime.

“La Procura di Caltagirone – dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia, ha ribadito quello che noi diciamo da anni, e cioè che si tratta di un’opera abusiva, perché edificata sulla scorta di provvedimenti amministrativi palesemente illegittimi e come tali disapplicabili dal Giudice penale. La Legambiente è sempre stata presente in ogni processo contro il Muos, e continuerà a seguire la vicenda in ogni grado di giudizio. La battaglia non è ancora persa, occorre che la mobilitazione di associazioni e cittadini continui”.



11 luglio 2018



L’ufficio stampa

Teresa Campagna 338 2116468

sabato 11 febbraio 2017

Il Muos è abusivo, la Cassazione si è pronunciata in sede di sequestro cautelare

“Il fatto che il Muos sia un’opera abusiva non è in discussione. 
La Cassazione si, è infatti, espressa in sede di sequestro cautelare”. Lo sottolinea l’avvocato Nicola Giudice del Centro di azione giuridica di Legambiente Sicilia. “Per fare chiarezza in una vicenda dai molteplici aspetti, -continua - occorre sottolineare alcuni punti:
il Muos non è del Ministero della Difesa ma del Governo USA;
il Tribunale di Caltagirone ha aperto il procedimento per abuso perché la costruzione viola il Regolamento della Riserva Naturale Orientata "Sughereta di Niscemi" per il  quale l'area sulla quale sorge è inedificabile;
il CGA non ha mai esaminato nel merito tale vizio perché ha ritenuto tardivo il motivo di ricorso formulato da Legambiente nel 2013. Su questo punto, quindi, non esiste un giudicato amministrativo.
Infine, il Testo Unico sulla Difesa esenta le opere per la difesa dalla conformità urbanistica ma non dal rispetto delle norme ambientali ed il Regolamento della Riserva è norma ambientale e, quindi, non derogabile”.



11 febbraio 2017


L’ufficio stampa
Teresa Campagna 338 2116468

mercoledì 1 aprile 2015

Sequestro Muos. Legambiente esprime soddisfazione per un provvedimento richiesto da più parti, soprattutto dopo la sentenza del Tar dello scorso 13 febbraio.

Sequestro degli impianti  Muos. Legambiente esprime soddisfazione per un provvedimento richiesto da più parti, soprattutto dopo la sentenza del Tar dello scorso 13 febbraio.

 “Legambiente esprime soddisfazione per un provvedimento richiesto da più parti, soprattutto dopo la sentenza del Tar, con cui è stato accolto il nostro ricorso, presentato insieme ad altri soggetti”. A dirlo Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia. “La sentenza dello scorso 13 febbraio – continua - aveva dichiarato la nullità di tutti gli atti autorizzativi fin dall’origine. Tra l’altro si stigmatizza il comportamento successivo alla sentenza, con la prosecuzione di attività all’interno della base Muos, così come documentato da varie fonti, assolutamente non consentita.

Inoltre, la  violazione dei vincoli ambientali, in un’area di interesse comunitario, paesaggistici, il principio di precauzione, il diritto fondamentale alla salute, costituiscono più elementi di valutazione per ritenere il sistema satellitare americano totalmente incompatibile con il territorio in cui è stato realizzato”.



    1 aprile  2015

    L’ufficio stampa Teresa Campagna 338 2116468

venerdì 31 gennaio 2014

MUOS. UN’ALTRA VERGOGNA: CALPESTATO LO STATO DI DIRITTO

“Oltre allo scempio ambientale, al grave danno per la salute dei cittadini, la vicenda del MUOS di Niscemi si è arricchita di un altro vergognoso elemento: lo stato di diritto calpestato e il mancato rispetto delle istituzioni che devono decidere sulla regolarità del’impianto”. A dirlo Mimmo Fontana e Gianfranco Zanna, rispettivamente presidente e direttore di Legambiente Sicilia.
“In questi giorni, - continuano -  i responsabili della base americana hanno scelto di accelerare i lavori, facendo lavorare gli operai giorno e notte, per arrivare alla prossima sentenza del TAR, che dovrà decidere sul ricorso di Legambiente, con l’installazione delle antenne completata. L’obiettivo chiaro è quello di mettere tutti davanti al fatto compiuto, alla necessità che non si può più tornare indietro.
Questo vergognoso episodio dimostra ulteriormente quali interessi ci siano dentro l’installazione di queste strutture, ben oltre quelli militari, e pone la battaglia che abbiamo finora condotto contro queste assurde e pericolose installazioni anche sul terreno della legalità e dei diritti democratici.
Non ci faremo intimidire – concludono - né scoraggiare e continueremo ancora più determinati per fermare questi strumenti di morte”.


29 gennaio 2014

L’ufficio stampa
Teresa Campagna tel. 338 2116468


martedì 25 giugno 2013

MUOS e Istituto Superiore Sanità

Muos. La relazione sui rischi per la salute umana del sistema sarebbe  ancora in fase di elaborazione all’Istituto Superiore della sanità. Dichiarazione di Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia.

“Siamo venuti a conoscenza del fatto che l’Istituto Superiore di Sanità smentisce categoricamente le notizie che in questi giorni sono rimbalzate su tutti i media nazionali e regionali: la relazione sui rischi per la salute umana del sistema MUOS sarebbe  ancora in fase di elaborazione come appare chiaramente scritto sul sito dell’istituto - http://www.iss.it/pres/?lang=1&id=1357&tipo=1.
Pur non ritenendo questo aspetto essenziale, e anzi rilevando ancora una volta che discutere semplicemente di inquinamento elettromagnetico rischia di deviare l’attenzione da altre e forse più importanti ricadute sul territorio, ci chiediamo quale sia la verità: è stato l’istituto a far filtrare qualche indiscrezione e a smentire solo dopo le dure reazioni  o c’è più probabilmente qualcuno che sta subdolamente cercando di forzare la mano anticipando conclusioni di comodo?”

24 giugno 2013


L’addetto stampa Teresa Campagna 3382116468

giovedì 25 aprile 2013

MUOS: il 10 maggio si discute il ricorso del Ministero della Difesa contro lo stop al MUOS

RICORSO DEL MINISTERO DELLA DIFESA SUL MUOS: FISSATA L’UDIENZA IL 10 MAGGIO AL TAR PALERMO.

LEGAMBIENTE: LA REGIONE INTEGRI URGENTEMENTE  LE MOTIVAZIONI DEI PROVVEDIMENTI DI REVOCA  ED ISTITUISCA UNA COMMISSIONE DI VALUTAZIONE TECNICO-SCIENTIFICA.

Legambiente Sicilia manifesta la propria incredulità per le dichiarazioni rese dal Presidente della Regione Crocetta sulla veridicità della notizia del ricorso al TAR Palermo già presentato dal Ministero della Difesa contro i provvedimenti regionali di revoca delle autorizzazioni al MUOS di Niscemi.

“Il ricorso esiste davvero. E’ il n. 808 del 2013. Basta andare sul sito web del TAR per averne certezza - dichiara Angelo Dimarca Responsabile Regionale Conservazione Natura di Legambiente Sicilia - Ma la situazione è ancora più grave perché è stata già fissata l’udienza il prossimo 10 maggio ed occorre fare presto per depositare tutti gli atti. Per questo sottovalutare il contenzioso attivato dal Ministero della Difesa è pericoloso, anche perché la vicenda è stata gestita dalla Regione con un susseguirsi di provvedimenti non organici. Indicative sono poi le comunicazioni di ieri dell’Istituto Superiore di Sanità che non avrebbe ricevuto alcun documento dalla Regione”.

Legambiente chiede al Dirigente Generale del Dipartimento Regionale Ambiente Sergio Sansone di integrare urgentemente i provvedimenti di revoca a sua firma con ulteriori motivazioni non evidenziate in prima istanza (illegittimità della conferenza di servizi, divieto del piano paesaggistico provinciale e del regolamento della riserva di realizzazione delle opere del MUOS) unitamente ai dati di rilevamento dell’ARPA Sicilia che già tra il 17 dicembre 2012 e il 20 gennaio 2013 ha accertato il superamento dei limiti di emissione e chiesto invano di conoscere lo schema di funzionamento degli impianti di trasmissione della Marina statunitense in quei giorni.

Legambiente rinnova la richiesta all’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello di istituire urgentemente una Commissione tecnico-scientifica per l’esame di tutta la documentazione raccolta in questi ultimi mesi in quanto i rapporti di rilevamento dell’ARPA e le memorie critiche del Comune di Niscemi e delle Associazioni prodotte periodicamente anche sulla inidoneità delle attrezzature usate dall’ARPA, non vengono valutate da nessuno, rimangono nei cassetti mentre le emissioni a Niscemi continuano indisturbate.





Allegato: scheda ricorso 808/2013 Ministero Difesa contro Regione Sicilia.



Palermo, 25 aprile 2013



L’Ufficio stampa Teresa Campagna 338 2116468

mercoledì 24 aprile 2013

MUOS: il Ministero della Difesa impugna la revoca. Legambiente: azione che mina la credibilità delle istituzioni


MUOS DI NISCEMI:
IL MINISTERO DELLA DIFESA IMPUGNA  AL TAR LA REVOCA DELLA  REGIONE E CHIEDE MILIONI DI EURO DI DANNI.
LEGAMBIENTE: AZIONE  CHE MINA LA CREDIBILITA’ DELLE ISTITUZIONI.
CHIEDIAMO ALL’ASSESSORE  REGIONE LO BELLO  DI  ISTITUIRE UNA COMMISSIONE PARALLELA PER IL RIESAME DEL PROGETTO E  DELL’IMPATTO AMBIENTALE.

Legambiente Sicilia  denuncia che il Ministero della Difesa ha impugnato dinnanzi al TAR Palermo (ricorso 808 del 20 aprile 2013) le revoche delle autorizzazioni relative al MUOS e la sospensione dei lavori disposte dalla Regione Siciliana alcune settimane fà.

 “Si tratta di un fatto gravissimo– denuncia Angelo Dimarca Responsabile  Regionale Conservazione Natura di Legambiente Sicilia -. Lo Stato vuole forzare a tutti i costi e crea un grave scontro istituzionale con la Regione. E’ indicativo che il ricorso non sia  stato presentato dalle Autorità militari statunitensi ma da un Ministero della Repubblica.
Ed è altrettanto grave è che con il ricorso il Ministero della Difesa chieda alla Regione Siciliana il risarcimento di:
-          un danno patrimoniale  pari a 25 mila euro al giorno con decorrenza dal 29 marzo 2013;
-         un danno non patrimoniale da quantificare successivamente  perchè i provvedimenti della Regione incidono negativamente sui rapporti tra Italia e Stati Uniti d’America e Nato.
Inoltre l’Avvocatura dello Stato nel ricorso sottolinea come prevalenti i danni che verrebbero causati per i ritardi al lancio del satellite MUOS previsto per il 2013 e il cui programma è stato affidato dagli Stati Uniti a un’azienda appaltatrice mediante un contratto di alcuni milioni di dollari”.

Legambiente interverrà con il proprio Centro di Azione Giuridica per chiedere al TAR di respingere il ricorso del Ministero della Difesa e riaffermare le prevalenti ragioni della salute dei cittadini e dell’ambiente.

Ma Legambiente chiede con forza all’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello di istituire urgentemente una Commissione parallela per il riesame del progetto e per la valutazione dell’impatto ambientale del MUOS visto che il gruppo attivato presso l’Istituto Superiore di Sanità non dà ormai alcuna garanzia di terzietà visto che il Governo nazionale ha ribadito che il MUOS va comunque realizzato.

Palermo, 24 aprile  2013

L’Ufficio stampa      Teresa Campagna 338 2116468

sabato 23 marzo 2013

Muos di Niscemi: Legambiente aderisce alla manifestazione nazionale del 30 marzo

MUOS DI NISCEMI: LA REGIONE ANCORA NON REVOCA.

IL TAR SICILIA DISPONE UNA AUTONOMA

ED ULTERIORE VERIFICA SUL PROGETTO.

LEGAMBIENTE: POLITICA DI ANNUNCI CHE MINA LA CREDIBILITA’ DELLE ISTITUZIONI E ALIMENTA INUTILI CONTENZIOSI.

ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 30 MARZO.


Legambiente Sicilia denuncia che sulla vicenda del MUOS di Niscemi si continuano a diffondere notizie e si susseguono proclami che finiscono solo per alimentare contenziosi e non fare chiarezza.


“La Regione non ha ancora revocato l’autorizzazione del giugno 2011 con cui il Dirigente Generale dell’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente ha autorizzato la costruzione del MUOS e la tanta preannunciata comunicazione di avvio del procedimento di revoca inviata alle autorità statunitensi l’11 febbraio 2013 non ha ancora completato l’iter – denuncia Angelo Dimarca Responsabile Regionale Conservazione Natura di Legambiente Sicilia -. Dinnanzi a tale situazione il TAR Palermo con propria ordinanza 495 del 28 febbraio 2013 ha disposto una autonoma verifica sul progetto affidando l’incarico all’Università La Sapienza di Roma.

I verificatori nominati dal TAR hanno convocato per il prossimo 4 aprile il Comune di Niscemi, la Regione Siciliana, il Ministero della Difesa, l’ARPA e la Legambiente Sicilia (che si è costituita al TAR contro il progetto MUOS) per l’esame della documentazione. Si stanno precostituendo tutte le condizioni per rendere inestricabile tale vicenda sul piano giuridico-amministrativo, nonostante le gli annunci, le mozioni e gli ordini del giorno approvati a livello politico e parlamentare”.



Legambiente ricorda la paradossale iniziativa della Presidenza della Regione Siciliana che si è costituita a febbraio 2013 al TAR nel procedimento 1864/2011 contro l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, quindi contro se stessa, per chiedere incredibilmente ai Giudici Amministrativi di dichiarare illegittime le autorizzazioni regionali.



“Se le autorizzazioni fossero state realmente revocate – conclude Angelo Dimarca Responsabile Regionale Conservazione Natura di Legambiente Sicilia - il procedimento dinnanzi al TAR decadrebbe immediatamente. Invece si sono messe in moto procedure schizofreniche e inverosimili, minando la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei cittadini, rispetto a percorsi che dovrebbero essere certi, chiari e univoci. Le verifiche tecniche vanno fatte a bocce ferme con le autorizzazioni revocate in via definitiva”.



Legambiente Sicilia aderisce alla manifestazione del prossimo 30 marzo a Niscemi ed ha dato mandato ai propri legali di assumere ogni necessaria iniziativa nei confronti della Regione per pervenire all’immediata, formale e definitiva revoca delle autorizzazioni del 2011.



Palermo 23 marzo 2013



L’Ufficio stampa Teresa Campagna 338 2116468

lunedì 18 marzo 2013

Muos di Niscemi: la Presidenza della Regione si costituisce al TAR contro l'Assessorato regionale Territorio e Ambiente


LEGAMBIENTE: VICENDA PARADOSSALE. L’UNICA STRADA PER FARE CHIAREZZA E’ L’IMMEDIATA REVOCA DELLE AUTORIZZAZIONI .


Legambiente Sicilia denuncia che la vicenda del MUOS di Niscemi sta assumendo giorno dopo giorno contorni paradossali e surreali.

Al TAR Palermo è pendente il ricorso n. 1864/2011 proposto dal Comune di Niscemi per chiedere l’annullamento delle autorizzazioni, ritenute illegittime, rilasciate dalla Regione nel giugno 2011 per la costruzione del MUOS.

Legambiente si è costituita con i propri legali a supporto delle richieste del Comune e a difesa della Riserva Naturale Sughereta di Niscemi, le cui norme di tutela non consentono la realizzazione di tale opera.

In data 27 febbraio 2013 la Presidenza della Regione si è costituita dinnanzi al TAR patrocinata dall’Ufficio Legislativo e Legale a supporto delle richieste del Comune di Niscemi e quindi contro i provvedimenti dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente e dell’ARPA Sicilia, difesi in udienza dall’Avvocatura dello Stato insieme al Ministero della Difesa.

“Roba da non crederci, la Regione si costituisce contro se stessa – denuncia Angelo Dimarca Responsabile Regionale Conservazione Natura di Legambiente Sicilia -. Basterebbe revocare o annullare i suddetti provvedimenti ed il ricorso decadrebbe. La Regione chiede al TAR di dichiarare illegittimi provvedimenti che potrebbero essere revocati dalla dirigenza regionale che li ha emessi o annullati dal Presidente della Regione ai sensi della LR 10/2000.”

Per Legambiente, al di là degli annunci, si stanno precostituendo tutte le condizioni per ingarbugliare sul piano giuridico-amministrativo una vicenda che potrebbe essere chiarita e risolta definitivamente con la immediata revoca delle autorizzazioni regionali che invece permangono in vita e continuano ad alimentare contenziosi.

Palermo, 18 marzo 2013

L’Ufficio stampa

Teresa Campagna 338 2116468

Si ringrazia Mario Noto per la concessione della foto

martedì 12 marzo 2013

Legambiente su Muos: inaccettabili i ritardi nella revoca delle autorizzazioni



MUOS DI NISCEMI: ANCORA DIVERSIVI  CHE LASCIANO PERPLESSI.
DISATTESA LA MOZIONE APPROVATA DALL’ARS.



LEGAMBIENTE: INACCETTABILI  I  RITARDI NELLA REVOCA DELLE  AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI  CHE SONO PALESEMENTE ILLEGITTIME.
SONO FONDATE  E CONDIVIDIAMO LE PERPLESSITA’
DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE TRIZZINO.

Legambiente Sicilia  denuncia che dopo mesi di annunci e proclami ancora non sono state definitivamente revocate le autorizzazioni della Regione che hanno consentito la realizzazione del MUOS a Niscemi.

“Le autorizzazioni di natura ambientale rilasciate dalla Regione nel 2011  sono palesemente illegittime – denuncia Angelo Dimarca Responsabile  Regionale Conservazione Natura di Legambiente Sicilia -. All’interno della Riserva Naturale  Sughereta di Niscemi  non sono consentite simili opere, peraltro tassativamente vietate anche dal  Piano Paesistico della provincia di Caltanissetta adottato il 4 dicembre 2009. Tutto ciò a prescindere dall’inquinamento elettromagnetico.
E’ poi particolarmente grave che il sistema MUOS, unico nel suo genere per caratteristiche e potenza delle emissioni e quindi per minaccia alla salute dei cittadini ed all’integrità dell’ambiente, non sia stato sottoposto alle procedure di valutazione di impatto ambientale in palese ed insanabile violazione dei principi di precauzione e prevenzione sanciti dal diritto comunitario”.

Legambiente condivide pertanto le perplessità manifestate dal Presidente della Commissione Ambiente dell’ARS Giampiero Trizzino, rilevando che il rinvio ad ulteriori accertamenti concertato dal Governo Regionale con quello Nazionale,  pur in presenza dei chiari elementi acquisiti dalle Commissioni Ambiente e Sanità dell’ARS e dell’inequivocabile mozione n. 2 approvata dal Parlamento Siciliano sulla necessaria revoca di tutte le autorizzazioni, offre invece il fianco ad ulteriori tentativi per tentare di completare comunque il MUOS.


Palermo, 12 marzo  2013

L’Ufficio stampa
Teresa Campagna 338 2116468

giovedì 31 gennaio 2013

MUOS - Perplessità di Legambiente Sicilia sul ricorso alla magistratura per bloccare i lavori da parte del Governo regionale

Muos di Niscemi: “il ricorso alla magistratura ci lascia perplessi. Il presidente Crocetta revochi in autotutela le autorizzazioni ambientali che sono palesemente illegittime. La politica si assuma fino in fondo le proprie responsabilità senza cercare scorciatoie”. Dichiarazione di Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia.


 
“Il fatto che il Governo abbia deciso di rivolgersi alla magistratura invocando un provvedimento d’urgenza, ai sensi dell’art. 700 del codice di procedura civile, per bloccare i lavori del MUOS lascia molto perplessi”. A dichiaralo Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia.

“Se da un lato – continua Fontana - si condivide l’obiettivo, dall’altro non si può non sottolineare la scarsa coerenza della scelta. L’intervento della magistratura dovrebbe essere quello di ultima istanza, dopo che si è fatto tutto ciò che è nelle facoltà della “politica” per bloccare la realizzazione dell’istallazione radar. Invece, l’autorizzazione della Regione (rilasciata dal Dipartimento Regionale Ambiente) che ha consentito la realizzazione delle opere all’interno di una riserva naturale ed in violazione dei vincoli ambientali e paesaggistici, non è stata ancora né revocata in autotutela da chi l’ha rilasciata né annullata dal presidente Crocetta, e il ricorso alla magistratura creerebbe inevitabilmente una situazione a dir poco paradossale: la Regione chiederebbe alla magistratura di fermare un cantiere inibendo gli effetti di una sua autorizzazione, non revocata, in forza della quale si stanno realizzando i lavori.

Al momento ci risulta che il Governo abbia formulato solo un invito a sospendere i lavori e non abbia invece disposto il fermo del cantiere, circostanza obbligata qualora fosse annullata ai sensi di legge l’autorizzazione da parte del presidente Crocetta.

Auspichiamo – conclude - che la politica si assuma fino in fondo le proprie responsabilità senza cercare scorciatoie”.





31 gennaio 2013



L’Ufficio stampa

Teresa Campagna 338 2116468

lunedì 21 gennaio 2013

Muos di Niscemi all'ordine del giorno del direttivo regionale di Legambiente

Inaccettabili i ritardi del Governo regionale nella revoca delle autorizzazioni ambientali, palesemente illegittime.

Dossier all’unione europea per aprire la procedura di infrazione contro la Sicilia.


Domenica prossima, 27 gennaio, il direttivo regionale di Legambiente Sicilia si riunirà a Caltagirone. All’ordine del giorno la vicenda del Muos di Niscemi.

Come già chiesto più volte da Legambiente, il vero atto che il governo Crocetta deve fare è la revoca delle autorizzazioni, a partire da quella finale che ha dato il via ai lavori rilasciata il 28 giugno 2011 dall’Assessorato regionale Territorio e Ambiente.

Nel frattempo, l’associazione ambientalista sta preparando un dossier da presentare alla Commissione Europea per aprire una procedura di infrazione contro la Regione Siciliana per violazione del diritto comunitario.

Infine, in caso di processo Legambiente Sicilia si costituirà parte civile.

21 gennaio 2013



L’Ufficio stampa

Teresa Campagna 338 2116468

venerdì 11 gennaio 2013

La gru del MUOS ha violato il blocco dei comitati

riceviamo e pubblichiamo dal comintato No Muos di Piazza Armerina

Venerdì, 11 gennaio 2013: il venerdì nero della Sicilia inizia presto. Poco più tardi passa la gru che completerà la costruzione del MUOS nella sughereta di Niscemi


Già all’una, in piena notte, numerosi mezzi, blindati e non, della polizia e dei carabinieri con centinaia di uomini in assetto antisommossa cinge un assedio spaventoso alla contrada Apa-Ulmo di Niscemi. Scopo dei blocchi, evidente e dichiarato (e forse pure annunciato dalle parole, solo all’apparenza prive di senno, di ministri tecnici e mestieranti della politica) è impedire il transito ai cittadini, siciliani e non, diretti al presidio No MUOS. Un presidio, peraltro, sorto su una proprietà privata di cui il movimento sta perfezionando l’acquisto.

Ma il perché di un tale schieramento contro semplici cittadini, pacifici, armati solo delle proprie ragioni (ragioni peraltro sancite dal buon senso prima ancora che dalle norme del diritto italiano e comunitario, dalla costituzione italiana e persino dalle convenzioni e dai trattati internazionali) non sfugge: quello schieramento vuole sì spaventare, dissuadere mi sembra inappropriato, ma non solo. Vuole spaventare, ma punta a impedire, riuscendoci, ai padri e alle madri di famiglia e ai numerosi ragazzi accorsi, anche solo di avvicinarsi al tragitto che seguirà la gru.

Già la gru: “grazioso” aggeggio meccanico che solleva quattro o cinquecento tonnellate sino a 165 metri di altezza. Avete sentito bene: 165 metri. Cosa solleveranno mai, stavolta? E tanto in alto? Niente di che, normale amministrazione per le arms-mafie e i signori della guerra: ciò che ancora manca all’arma perfetta per le guerre del terzo millennio. Ossia le parabole che completeranno la costruzione della stazione di terra del MUOS in Sicilia all’interno della riserva naturale Sughereta di Niscemi ove sorge una base militare a esclusivo uso della marina militare degli Stati Uniti. Per due mesi gli attivisti No MUOS con la loro pacifica azione di denuncia sono riusciti a ritardarne il passaggio. Oggi, di colpo, non possono più avvicinarsi: il governo italiano ha deciso, rendendosi complice, di fatto, delle logiche della guerra e degli interessi della shock economy, di un’economia basata sulla guerra e che realizza, in barba a ogni crisi, affari fiorenti e profitti miliardari. Profitti dell’industria bellica che hanno un alto, altissimo, costo sociale e umano: queste armi di Niscemi, a forma di tre antenne paraboliche, grandi ciascuna quanto un campo di calcio, posizionate su giganteschi pilastri di cemento armato alti 150 metri circa, causano gravi danni (oltre che all’ambiente e alla sua bellezza e varietà di flora e fauna) alla salute e alle attività umane, economiche o ricreative che siano. E non basta: il MUOS è circondato da 91 antenne (che, forse, ma non posso dirlo con certezza, nel frattempo sono diventate 95) alcune alte decine e decine di metri, una addirittura 150 metri. Antenne tutte utilizzate esclusivamente dalla marina militare americana, senza che lo stato italiano o la NATO vi abbiano il benché minimo accesso, per guidare droni (aerei senza piloti che stazionano in Sicilia, sempre più impiegati nelle operazioni belliche), sottomarini ad armamento nucleare, missili. Antenne che studi del politecnico di Torino, o compiuti da fisici indipendenti e da agenzie pubbliche di ricerca hanno accertato, non solo come nocive, ma come letali perché superano di molto i limiti consentiti dalla legge. Una legge aggirata anche dalla rigidissima normativa regionale che, con un codicillo al regolamento emanato il 5 settembre scorso, non si applica “agli ambiti militari”… Sic!

Chi arriva nelle prime ore di questo venerdì nero, i più in macchina, qualcuno a piedi, si trova dinanzi la polizia, nei suoi minacciosi equipaggiamenti, schierata davanti a fari accecanti, telecamere blindate e idranti puntati contro la gente. I mezzi sono schierati a bloccare le strade: una paletta intima l’alt, una folta pattuglia di irriconoscibili agenti armati di manganelli in mano e protetti da caschi e scudi circonda chi arriva. Realizza l’accerchiamento con fare svelto, professionale, distaccato e poi grida una sola frase: “di qua non si passa.” Se sei alla guida, provi a farfugliare qualcosa, se puoi fare inversione, mentre chi sta nel sedile accanto al tuo attacca un “la leucemia ce la prendiamo tutti, anche i vostri figli”, intanto armi da fuoco impugnate da altre mani guantate spuntano a dar manforte a chi minaccia l’uso del manganello. La frase cambia di poco, ma il tono è ancora più perentorio: “di qua non si può passare”. Dal buio spunta un altro agente, che si agita, tradendo l’aplomb dei suoi colleghi, e ti intima di abbassare le luci. Non avendo capito al volo, abbassi il finestrino, in cuor tuo stramaledici quel sant’uomo di Rosario Crocetta che se avesse revocato le autorizzazioni, lui che poteva, ti avrebbe risparmiato l’umiliazione di vederti un manganello sfiorarti il naso fin dentro la macchina perché non hai abbassato le luci che disturbano le riprese delle telecamere dal blindato. Capisci, però, che ti aspetta di peggio. E che il blitz notturno, perché è di notte che si muove chi ha qualcosa di losco da fare, perché il favore della notte arride ai signori della guerra, ti vedrà soccombere. Ma non ti arrendi subito, ragioni, cerchi di unirti ad altri, ti informi.

Saputo, con una certa approssimazione, dov’è arrivato il lento viaggio notturno della gru, se sei in mezzo a quella gente che almeno vuol vedere e poter raccontare a tutti quel che stanno facendo di notte e lontano dagli occhi della stampa locale e nazionale, percorri mille viottoli di campagna, fino a quando ne trovi uno non presidiato in armi e aggiri il blocco.

Sai che altri sono più avanti, stanno tentando di rallentare il transito della gru e del convoglio che la scorta: una colonna composta da una mezza dozzina di camion, molti mezzi e tanti uomini della polizia e dei carabinieri. Sai che quelli che sono andati un po’ più in là sono già stati sopraffatti, ma fai anche tu la stessa cosa degli altri: ti fermi e aspetti. Il freddo punge, le voci si rincorrono ai cellulari o con lo scambio di sms, il tempo passa in un attimo e arriva il convoglio. Alzi le mani, applaudi, ti fai vedere: si fermano. Provi a dialogare con i celerini (lo so che non si dice più così, ma non li voglio offendere, per carità), ma ti rendi conto che ti eri illuso: uno in borghese, in mezzo a quelli come te, si mette di lato e dice, teatrale: “Al tre!” Tutti lo guardano, lui scandisce: “Signori, u-no, due-e, TRE!”. Ti strattonano, in tanti, ti spingono, con gli scudi, con i manganelli con le mani guantate. Anche l’ultima resistenza è piegata. Qualcuno si rialza, grida, invoca. Un celerino, detto sempre senza offesa, si sofferma un momento e ti parla in siciliano — che arte, in mezzo fra il cinico e il qualunquista che gli hanno insegnato! — per dirti quello che non ti aspetti, quasi a giustificarsi: “Abbiamo l’ordine di farli passare, non possiamo fermarli, prendetevela con gli onorevoli che avete votato, non ce n’è al vostro paese?”

“Già, gran pezzo di rintronato”, gli vorresti rispondere, “io di gente così non ne voto”, ma lui si è già unito ai suoi colleghi. Peccato non portasse un cartellino identificativo, obbligatorio per tutti gli altri dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

lunedì 17 dicembre 2012

La velocità del MUOS e la lentezza dei treni. Pendolaria a Caltagirone

Pendolaria 2012: la velocità del MUOS e la lentezza dei treni. L’ennesimo paradosso siciliano che lascia i ponti crollati, i treni che si chiamano “littorine” e viaggiano a 30 km/h mentre in fretta si costruisce uno strumento di morte con migliaia di miliardi di dollari.


L’8 maggio del 2011, alle 10.30 circa un ponte della linea ferrata Caltagirone - Niscemi cedeva crollando sulla S.P. 39 che collega la città di Caltagirone con Niscemi. Con un solo colpo si interrompono due arterie di collegamento fra le due città. Da allora tutto sembra essersi congelato con l’istantanea che fissa il crollo e tutto rimane incastrato nell’immagine di un fotogramma. L’occasione del crollo del ponte è stata anche la scusa per ridurre all’osso il numero di treni che collegano Caltagirone con Catania. Ad oggi sono solo tre i treni regionali che collegano le due città, il resto avviene con autobus che impiegano 2 ore e dieci minuti per fare un tragitto di meno di settanta chilometri.

I pendolari del calatino non chiedono tanto, vorrebbero essere messi in condizione di essere ancora chiamati cittadini europei ed avere quel minimo dei servizi standard. E rivendicano l’immediato intervento per il ripristino della tratta ferroviaria Catania – Caltagirone – Gela ed in prospettiva la ristrutturazione dell’intera linea ferrata con l’elettrificazione della tratta e la sua trasformazione in metropolitana di superficie tale da collegare gli aeroporti di Catania e di Comiso. Un servizio che coprirebbe un bacino d’utenza di circa quattrocentomila utenti che rendono compatibile il costo d’intervento. I benefici avrebbero anche una ricaduta non solo sul piano ambientale, con la riduzione di inquinamento da idrocarburi, ma anche sul piano turistico, consentendo ai turisti di muoversi all’interno del bacino delle città barocche tutelate dall’UNESCO.

Per protestare contro questo stato di abbandono, Legambiente nell’ambito della campagna “Pendolaria” organizza per domani, martedì 18 dicembre alle ore 8.00 presso il piazzale antistante la Stazione Ferroviaria, un momento di protesta con i pendolari sollecitando le autorità competenti ad intervenire tempestivamente. Per i cittadini di questo territorio la vicenda della chiusura della tratta ferroviaria appare come un affronto alla credibilità delle istituzioni che sono celeri per intervenire contro la pubblica opinione quando si deve installare il MUOS mentre rimangono indifferenti quando gli stessi cittadini debbono subire le lentezze della burocrazia per mettere in sicurezza i pubblici servizi come lo è senz’altro la ferrovia.

17 dicembre 2012



L’ufficio stampa



Teresa Campagna 338 2116468

mercoledì 28 novembre 2012

Legambiente sul MUOS: Crocetta revochi le autorizzazioni regionali

Legambiente chiede a Crocetta la revoca delle autorizzazioni di competenza della Regione Siciliana per la costruzione del Mobile User Objective System (MUOS)


Legambiente chiede al Presidente Rosario Crocetta la revoca di tutte le autorizzazioni di competenza della Regione Sicilia per la costruzione della stazione di terra del Mobile User Objective System nell'area di Niscemi (Caltanissetta).

Il MUOS è un sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza e a banda stretta composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è in fase di realizzazione in Sicilia, nei pressi di Niscemi. Il programma è gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ed è ancora nella sua fase di sviluppo.

Il sistema comporta la creazione di un campo elettromagnetico enorme, perciò - come ricordano gli studi di Massimo Zucchetti (professore ordinario di impianti nucleari, cattedra di “Protezione dalle Radiazioni”, Politecnico di Torino) e Massimo Coraddu (consulente esterno, dipartimento di energetica, Politecnico di Torino) - “per un principio di salvaguardia della salute della popolazione e dell’ambiente, non dovrebbe essere permessa alcuna installazione di ulteriori sorgenti di campi elettromagnetici presso la stazione NRTF di Niscemi, e anzi occorre approfondire lo studio delle emissioni già esistenti e pianificarne una rapida riduzione, secondo la procedura di “riduzione a conformità” prevista dalla legislazione italiana in vigore. Alle emissioni del sistema MUOS sono associati rischi di gravi incidenti e di danni per la salute della popolazione e per l’ambiente, che andrebbero attentamente valutati, e che ne impediscono la realizzazione alla distanza di appena qualche Km da aree densamente abitate, come quella della cittadina di Niscemi”.

“In considerazione del principio di precauzione – dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – chiediamo al governo di sospendere immediatamente la prosecuzione del progetto, in attesa che vegano valutati tutte le conseguenze sulla salute, e di garantire la massima trasparenza nel fornire le informazioni alla popolazione”.

In Sicilia, dalle notizie che trapelano, sembra che le piattaforme siano pronte per ospitare le grandi antenne ed è atteso a momenti il passaggio di un convoglio in Contrada Ulmo che porterà all’interno del cantiere una gru idonea a sollevare le parabole.

Legambiente ritiene che della vicenda MUOS debba occuparsi l’Assemblea Regionale Siciliana in apposita seduta, affinché sia la massima istituzione siciliana ad esprimersi sul futuro dei suoi cittadini dato che la costruzione della stazione satellitare riguarda il futuro dell’intero territorio siciliano.

“A luglio scorso, prima della sua vittoria, Rosario Crocetta disse: ‘La Regione ha dato delle autorizzazioni. Io sono convinto che il prossimo presidente le debba revocare senza mezzi termini. Questa è la mia posizione’. Ora che è stato eletto, è nelle condizioni di mettere in essere il suo pensiero” spiega Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia.

“Il sito MUOS – aggiunge Fontana – ricade all’interno di una delle riserve naturali più importanti dell’isola – e sembrava che i vincoli di riserva naturale orientata, SIC e ZPS potessero bloccare l’installazione. Ma il silenzio istituzionale che è calato sul progetto è servito per far andare avanti i lavori senza alcun intralcio”.

Già all’inizio del 2009 Legambiente, insieme a comitati di base e al Movimento No MUOS, aveva chiesto alla Regione Sicilia la revoca di tutti gli atti inerenti l’installazione di Niscemi. L’allora Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, dopo una prima presa di posizione contro il MUOS, fece marcia indietro prendendo tempo, ma di fatto consentendo l’avanzamento dell’iter amministrativo. “Ci aspettiamo che ora il Presidente Crocetta si muova rapidamente e con coerenza blocchi questo progetto” conclude Mimmo Fontana.



28 novembre 2012





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