LEGAMBIENTE Piazza Armerina - Circolo Piazzambiente
"Pensare globalmente, agire localmente"
venerdì 2 ottobre 2026
giovedì 24 settembre 2026
Lettera aperta Restauro Villa romana del Casale - 24 settembre 2026
Piazza Armerina, 24 settembre 2026
Inviata via PEC
Al Presidente della Regione
Siciliana, on. Renato Schifani
Ai deputati dell'Assemblea Regionale Siciliana, per il tramite del Presidente, on Gaetano Galvagno
All'Assessore dei Beni culturali e dell'Identità siciliana,
dott. Francesco Paolo Scarpinato
Al Dirigente generale Dipartimento dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, dott. Mario La Rocca
Al direttore del Parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale, dott. Carmelo Nicotra
Al Soprintendente BB.CC.AA.
di Enna, dott. Angelo Di Franco
Agli organi di stampa
LETTERA
APERTA
LA DIREZIONE
DEL PARCO ARCHEOLOGICO, UTILIZZANDO GLI INCASSI DELLA VILLA ROMANA DEL CASALE,
DAL 2024 AL 2026, DESTINA 1,7 MILIONI DI EURO ALLA PROMOZIONE DEI SITI E
PROGRAMMA INVESTIMENTI IMMOBILIARI PER 2,2 MILIONI DI EURO.
I FONDI
STANZIATI AD APRILE PER IL RESTAURO DELLA VILLA ROMANA DEL CASALE, PATRIMONIO
UNESCO, SUBISCONO, PER VOLONTÀ POLITICA, UN TAGLIO DI UN MILIONE DI EURO RIDUCENDO
DRASTICAMENTE IL RESTAURO NECESSARIO.
SIA ALLORA
LA DIREZIONE DEL PARCO ARCHEOLOGICO A INTERVENIRE, UTILIZZANDO UNA PARTE DEI
CIRCA 5 MILIONI DI EURO DISPONIBILI, PER COMPLETARE IL RESTAURO DI TUTTI I
MOSAICI.
Dopo una lunga attesa durata 14 anni, salvo imprevisti e
ricorsi, a breve saranno assegnati i lavori per il Completamento del restauro
dei mosaici e delle superfici decorate della Villa Romana del Casale.
Un intervento necessario perché il famoso restauro di circa
18 milioni di euro guidato da Vittorio Sgarbi e conclusosi nel 2012, fu
dichiarato dallo stesso incompleto.
Tanto che, già nel 2013, l'allora Alto Commissario invitava
ufficialmente la Regione a reperire le risorse necessarie per completare il
restauro dei mosaici e sostituire le ultime coperture di missiniana memoria.
Anni di attesa nel baratro della politica siciliana, tra
finti passi avanti e reali passi indietro, puntualmente accompagnati dai
proclami sull'impegno del governo regionale e locale.
E il cantiere che dovrebbe partire sarà quello che ci
aspettavamo? Decisamente no.
Infatti ad aprile 2026 era stato approvato (DRS n.2343) e finanziato un progetto di 3.387.949,76 euro, per il restauro dei mosaici e delle superfici decorate della Villa. Però il 13 maggio i tecnici ed i dirigenti del Dipartimento regionale dei Beni culturali si sono accorti che l'intervento era incompatibile con i tempi di rendicontazione dell'ultimo, in ordine di tempo, canale di finanziamento, il POC Sicilia 2014-2020, che prevede entro il 31 dicembre 2026 il completamento degli interventi. E quindi, a conferma dell'approssimazione tenuta negli anni, la Regione ha emesso a luglio 2026 un nuovo decreto (DDG n.4202) che ridimensiona il progetto di restauro destinando 2.465.00 euro per i restauri limitati, come si legge negli atti, ai soli ambienti con le vecchie coperture in ferro e plexiglas. In pratica la politica, priva di competenze specifiche, per rincorrere, ancora una volta, le scadenze amministrative, ha deciso di ridurre i lavori di restauro, privilegiando solo pochi ambienti e modificando le esigenze di tutela che i tecnici invece sollecitano da un decennio.
Non vi sono ancora certezze sull'avvio del secondo grande
intervento, quello da oltre 6 milioni di euro, destinato agli interventi
strutturali e alla sostituzione delle vecchie coperture in ferro e plexiglas
che il precedente intervento non riuscì a realizzare. Un'opera fondamentale per
completare il programma di interventi sulla Villa, della quale chiediamo di
conoscere lo stato della progettazione, delle procedure, della disponibilità
dei fondi e dei tempi previsti per la gara.
Ma anche sul piano della manutenzione ordinaria è necessario un cambio di passo. Pur riconoscendo che finalmente viene effettuata la rimozione del guano dei colombi anche il sabato e la domenica, resta poco rispettoso nei confronti dei visitatori mostrare elementi metallici della vecchia copertura arrugginiti. Per rimetterli in ordine, in fondo, basterebbe un imbianchino.
Ma c'è ben altro. Le recenti piogge di metà settembre hanno provocato abbondanti infiltrazioni d'acqua in alcuni ambienti della Villa, arrivando fino al prestigioso Corridoio della Grande Caccia. I visitatori hanno assistito increduli anche alla presenza di fango nello Xystus, quello stesso spazio che fino a pochi giorni prima fa è stato utilizzato come palcoscenico per concerti e spettacoli.
E c'è un'altra testimonianza che arriva direttamente dal mondo del restauro. Nello stesso video, la dott.ssa Lorella Pellegrino, già responsabile dei laboratori di restauro regionali, sottolinea l'importanza della manutenzione costante dei mosaici, paragonandola all'azione di un medico nei confronti di una persona anziana, che non può essere abbandonata nemmeno per un giorno.
E allora il paradosso diventa evidente. Se gli stessi esperti ci spiegano che la manutenzione specialistica dei mosaici deve essere costante e non può essere abbandonata nemmeno per un giorno, è difficile non chiedersi come la Regione abbia potuto lasciare la Villa senza una manutenzione specialistica per circa 5200 giorni.
Ed è proprio su questo che chiediamo un chiarimento tecnico. Considerato che il direttore, dottore in Scienze agrarie e forestali, non possiede una formazione specialistica in materia di restauro, siano gli esperti del Centro Regionale per il Restauro, e non gli esperti incaricati a pagamento, a chiarire se l'attuale manutenzione preventiva possa in qualche modo sostituire gli interventi di restauro previsti dal progetto da 3.387.949,76 euro e successivamente ridotto a 2.465.000 euro.
L' attuale direttore ha impresso un particolare dinamismo alla promozione dei siti, attraverso un'intensa programmazione di eventi, spettacoli, iniziative culturali, aperture straordinarie e attività di comunicazione, distribuite tra Piazza Armerina, Aidone e gli altri Comuni del Parco. È una scelta gestionale legittima e non contestiamo la volontà di promuovere la Villa e il territorio, anche con l'obiettivo di incrementare il numero dei visitatori e di ottenere le "auspicate" ricadute economiche a beneficio della collettività.
Ma anche qui sono i numeri a porre le domande. Nel 2025 i visitatori sono diminuiti rispetto l'anno precedente e al 30 giugno 2026 i visitatori paganti risultavano 90.504. Una tendenza che, se confermata nel secondo semestre, non sembra affatto destinata a tradursi nell'incremento atteso delle presenze a fine 2026. Anzi, per ora i numeri raccontano tutt'altra storia.
E nei bilanci del Parco leggiamo risorse importanti destinate alla promozione e alla valorizzazione, mentre nell'ultima variazione di bilancio emerge un dato che non può passare inosservato: vengono azzerati i mortificanti 30 mila euro destinati alla ricerca e vengono previsti 2,24 milioni di euro per l'acquisto e la ristrutturazione dell'ex ristorante Imperia!, un ecomostro in cemento e acciaio, e forse anche amianto, che occupa una superficie di circa 500 metri quadrati a ridosso della Villa, frutto di un progetto di oltre 60 anni fa, privo di sostenibilità culturale e ambientale e da sempre considerato da Legambiente fortemente impattante sul paesaggio della Villa, tanto da averne da sempre auspicato la demolizione e la restituzione dell'area al contesto paesaggistico del sito, eventualmente prevedendo strutture meno impattanti e più coerenti con le esigenze di servizio del Parco e dei visitatori.
Quali risorse sono destinate alla ricerca archeologica e
scientifica, allo studio, alla documentazione e al monitoraggio dello stato di
conservazione della Villa? Quale programmazione scientifica accompagna la
gestione di un sito di questo valore?
Perché mentre il Parco investe in promozione con un accurato
programma di eventi/iniziative annuali, alcune delle attività scientifiche che
conosciamo sono state portate avanti per poche settimane all'anno da università
(La Sapienza prima e ora Bologna e Kore) e istituti scientifici e culturali che
hanno messo a disposizione competenze e lavoro, senza che emerga con
altrettanta dovizia una programmazione scientifica strutturale del Parco,
sottolineando come il Direttore ed il Soprintendente, Presidente del CTS,
vengano meno alle disposizioni di legge (L.R. 20/2000 - artt.22 e 23).
E si evidenzia, inoltre, che da oltre vent'anni la ricerca
archeologica, condotta autonomamente dalle Università, sta riportando alla luce
il vasto insediamento medievale, denominato Terme Sud, sviluppatosi accanto
alla Villa romana e sopra strutture ancora più antiche. È una scoperta di
straordinario valore scientifico, destinata a modificare profondamente la
conoscenza del sito. Eppure, quell'area continua a vivere ai margini della
programmazione. Ed il percorso di visita, realizzato con fondi pubblici,
purtroppo ormai ammalorato, ma ripristinabile, che potrebbe ampliare l'offerta
culturale e distribuire meglio i flussi turistici, rimane chiuso.
• il Parco
dispone di un avanzo di amministrazione di quasi 5 milioni di euro;
• il 95%
dell'avanzo deriva dagli incassi della Villa Romana del Casale;
• la Villa
incassa annualmente circa 3 milioni di euro;
• in poco
più di 2 anni le spese destinate alla promozione, compresa la
mostra, raggiungeranno al 31
dicembre 2026 circa 1,7 milioni di euro;
• il
progetto di restauro è stato ridimensionato di quasi un milione di euro.
LEGITTIMAMENTE CHIEDIAMO CHE:
la Direzione del Parco, considerato l'imponente avanzo di
amministrazione di cui dispone, utilizzi proprie risorse per finanziare gli
interventi di restauro stralciati dal progetto, per circa un milione di euro, e
garantisca così il completamento del restauro dei mosaici e delle pitture
parietali della Villa.
Perché la domanda è semplice: se il finanziamento regionale
non consente più di realizzare tutte le opere previste, chi finanzierà ciò che
manca? Dopo più di quattordici anni non possiamo accettare che la risposta sia
ancora una volta "più avanti".
Per questo chiediamo che Regione e Parco assumano impegni precisi, pubblici e verificabili:
1. Rendere pubblico il confronto tra il progetto esecutivo approvato nell'aprile 2026 e quello che è andato in gara, indicando con precisione quali interventi sono stati confermati, quali ridotti e quali stralciati.
Legambiente segue la vicenda della Villa Romana del Casale
da trent'anni. Lo ha fatto quando era più facile non occuparsene e lo ha fatto
anche quando porre domande, leggere gli atti, contestare scelte e chiedere
conto delle responsabilità significava assumere una posizione scomoda, ma
costruttiva. Essere scomodi, quando serve, fa parte del nostro compito. Non
abbiamo mai pensato che difendere l'interesse collettivo significasse
applaudire ogni scelta di chi amministra. Significa mantenere alta
l'attenzione, verificare ciò che viene deciso e chiedere che alle dichiarazioni
seguano fatti, risorse e tempi.
I ritardi della pubblica amministrazione non possono continuare a presentare il conto alla Villa.
LEGAMBIENTE PIAZZA ARMERINA-
CIRCOLOPIAZZAMBIENTE APS
martedì 22 settembre 2026
PULIAMO IL MONDO 2026: 150 STUDENTI ATTRAVERSANO IL CENTRO STORICO DI PIAZZA ARMERINA PER IMPARARE A PRENDERSENE CURA
Dieci classi dell’I.C. Chinnici-Roncalli protagoniste di una mattinata tra plogging, osservazione del territorio e cittadinanza attiva
Il 21 settembre 2026 circa 150 ragazze e ragazzi, dieci classi, cinque della scuola primaria e cinque della scuola secondaria di primo grado, sono stati protagonisti della giornata di Puliamo il Mondo, promossa da Legambiente Piazza Armerina – Circolo Piazzambiente insieme all’I.C. Chinnici-Roncalli.
La mattinata è iniziata a scuola, da dove il gruppo si è diviso in due percorsi: da una parte gli alunni delle quinte della primaria, dall’altra quelli delle prime della secondaria di primo grado. I due gruppi hanno attraversato il centro storico di Piazza Armerina, trasformando il percorso in un’esperienza di conoscenza diretta della città.
La raccolta dei rifiuti e il plogging sono stati soltanto una parte dell’attività. Lungo il percorso, infatti, i ragazzi sono stati invitati a osservare con attenzione gli spazi attraversati, individuando condizioni, criticità, elementi di degrado ma anche aspetti positivi e caratteristiche del patrimonio urbano.
Ne è nata una vera e propria passeggiata di osservazione: i ragazzi hanno raccolto rifiuti, ma soprattutto hanno guardato la città con occhi diversi, facendo domande, esprimendo valutazioni e formulando osservazioni critiche su ciò che incontravano, e raccogliendo anche i complimenti dei cittadini che si sono congratulati per il senso civico dimostrato.
È questo, del resto, il senso che Legambiente attribuisce a Puliamo il Mondo: non limitarsi a rimuovere ciò che deturpa un luogo, ma imparare a riconoscerne il valore e comprendere che la sua cura è una responsabilità condivisa.
«Puliamo il Mondo non è soltanto raccogliere un rifiuto – sottolinea Legambiente Piazza Armerina – ma imparare a guardare il luogo in cui viviamo. Oggi i ragazzi hanno camminato per il centro storico, hanno raccolto, osservato, fatto domande e soprattutto hanno espresso il loro punto di vista. È proprio da questo sguardo attento e consapevole che può nascere una maggiore attenzione verso la città e verso i beni che appartengono a tutti.»
Puliamo il Mondo comincia dalla raccolta dei rifiuti, ma continua nello sguardo con cui impariamo a vedere e a vivere la nostra città.
Dopo aver percorso il centro storico, la maggior parte dei partecipanti si sono ricongiunti alla Villa Gen. Ciancio, dove si è conclusa l’attività.
Per la mattinata Legambiente ha fornito e donato ai partecipanti guanti, pinze, pettorine e cappellini. Sul campo, insieme ai docenti, erano presenti i volontari di Legambiente Piazza Armerina, che hanno accompagnato i ragazzi durante le diverse fasi dell’iniziativa.
La giornata si inserisce nel programma di educazione ambientale, partecipazione e cittadinanza attiva che il Legambiente propone alle scuole del territorio per l’anno scolastico 2026/2027.
Legambiente Piazza Armerina – Circolo Piazzambiente esprime il proprio ringraziamento alla Dirigente scolastica Vilma Piazza e alla vicaria Stefania Cincotta per aver sostenuto l’iniziativa, alle referenti del Progetto Ambiente Valentina Capizzi ed Eleonora Palazzo per il coordinamento e la collaborazione, e a tutti i docenti che hanno accompagnato gli studenti.
Un ringraziamento particolare va alle docenti della primaria Anna Aloi, Simona Di Giorgio, Mana Curcuraci, Vanessa Nicoletti, Ausilia Cursale, Lorena Savuli, Alessandra Granato, Roberta Leonardi, Giusy Marchi e Ida Gentile, e ai docenti della secondaria Marco Ridente, Selena Di Bartolo, Mariolina Bruno, Gianfranco Azzolina, Biagia Filetti, Angela Minacapilli, Enza Turrisi, Peppe Muzzicato, Irene Giovrello, Iana Valenti, Elisa Palermo, Sharon Proietto.
mercoledì 16 settembre 2026
mercoledì 2 settembre 2026
Il patrimonio archeologico di Piazza Armerina e Palazzo Trigona: Quale tutela? Quale museo? Legambiente torna a chiedere risposte
Da trent'anni Legambiente Piazza Armerina è impegnata per il patrimonio culturale della città e del territorio, interpretando spesso un ruolo “scomodo”. Proprio per questo non ritiene accettabile il silenzio delle istituzioni chiamate a gestire beni appartenenti alla collettività. Dopo le lettere di marzo, aprile e maggio, inviate al Direttore del Parco Carmelo Nicotra e al Soprintendente di Enna Angelo Di Franco e rimaste senza risposta, l'associazione non demorde e insiste nel richiedere chiarimenti ai 2 dirigenti con una quarta lettera, indirizzata questa volta anche all'Assessore regionale dei Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato e al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo.
Consapevoli che conoscere e documentare il patrimonio significa anche proteggerlo,
soprattutto in una Sicilia esposta ai traffici illeciti legati all'archeomafia,
Legambiente pone al centro delle richieste, la condizione dei numerosi reperti
provenienti dagli scavi della Villa Romana del Casale e dagli altri siti del
territorio, compresi quelli degli scavi storici di Gino Vinicio Gentili ancora
conservati in magazzini provvisori. Legambiente chiede chiarimenti sul loro
stato di catalogazione, conservazione, gestione, sicurezza, se quelli
registrati corrispondono alla giacenza e chiede anche l'avvio di un programma
di studio e restauro per rafforzare la sezione archeologica del Museo a Palazzo
Trigona che ha ospitato alcune mostre temporanee concluse ufficialmente il 30
giugno e ancora, a distanza di 2 mesi, solo parzialmente disallestite e con una
parte dei materiali accatastati nella sala multimediale destinata alla
narrazione della Villa Romana del Casale, trasformando di fatto uno spazio
destinato alla fruizione dei visitatori in un deposito temporaneo.
Ma l’associazione
accende i riflettori anche sul futuro di Palazzo Trigona. A cinque anni
dall'apertura, il Museo della Città e del Territorio non è ancora riuscito a
intercettare in misura significativa i flussi di visitatori della Villa Romana
del Casale. Nel 2025 il Trigona ha registrato circa 9.700 visitatori, con il
90% di ingressi non paganti, e numeri sostanzialmente simili negli anni
precedenti. Per Legambiente è necessario costruire un vero progetto di rilancio
del Museo, rafforzandone l'identità, potenziando l'allestimento archeologico e
migliorandone la promozione, affinché possa intercettare una parte più
significativa dei flussi diretti alla Villa e produrre ricadute positive per la
città. In questo percorso è necessaria anche un'azione più incisiva del governo
della Città, che fin dall'apertura del Museo ha creduto poco nelle potenzialità
di Palazzo Trigona e nel contributo che potrebbe offrire alla valorizzazione
culturale e turistica della città.
Considerato che il Parco dispone di un avanzo di
amministrazione di circa 5 milioni di euro Legambiente ritiene legittimo
chiedere che una parte di queste risorse sia destinata allo studio, alla tutela
e alla valorizzazione del patrimonio archeologico e al rilancio di Palazzo
Trigona. Sarebbe un investimento duraturo per la città che ospita nel proprio
territorio la Villa Romana del Casale, dalla cui straordinaria capacità di
attrazione deriva la quasi totalità delle risorse oggi disponibili al Parco.
Si allega la lettera integrale inviata alle istituzioni il 24 agosto 2026
LEGAMBIENTE PIAZZA ARMERINA – CIRCOLO PIAZZAMBIENTE APS
LETTERA APERTA
Piazza Armerina, 24 agosto 2026
Inviata via PEC
Al
direttore del Parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale,
dott. Carmelo Nicotra
Al
Soprintendente BB.CC.AA di Enna,
dott. Angelo Di Franco
All’Assessore
dei beni culturali e dell’identità siciliana,
dott. Francesco Paolo Scarpinato
Al Dirigente
generale Dipartimento dei beni culturali e dell'Identità siciliana,
dott. Mario La Rocca
Al
Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo
Agli organi
di stampa
LETTERA
APERTA
IL
PATRIMONIO ARCHEOLOGICO E PALAZZO TRIGONA: QUALE TUTELA? QUALE MUSEO?
Dopo le nostre
lettere di marzo, aprile e maggio, rimaste senza risposta, reiteriamo i quesiti
sulla condizione dei reperti archeologici e sul rapporto tra Palazzo Trigona, i
depositi dei reperti e la Villa Romana del Casale.
Tra marzo e maggio, con tre diverse lettere, avevamo richiamato
l'attenzione sui numerosi reperti provenienti dagli scavi della Villa Romana
del Casale e dagli altri siti di competenza del Parco, conservati da decenni
nei magazzini, chiedendo l'avvio di un programma di catalogazione, restauro e
studio, anche finalizzato a integrare la sezione archeologica di Palazzo
Trigona.
Inoltre avevamo segnalato le criticità dell'ordinamento
scientifico del Museo della Città e del Territorio di Palazzo Trigona,
determinate dalla sovrapposizione disordinata di mostre temporanee che hanno
progressivamente oscurato il percorso permanente. Al tempo stesso, veniva sottolineata
la modesta consistenza della sezione archeologica.
Ad
oggi, purtroppo, le istituzioni interessate non hanno fornito alcun riscontro
nel merito, un silenzio che riteniamo inaccettabile da parte di pubbliche
amministrazioni chiamate a gestire beni appartenenti alla collettività.
Nel frattempo, alcune delle mostre temporanee di Palazzo Trigona
sono state parzialmente disallestite e parte dei materiali è stata collocata
nella sala multimediale, sottraendo così questo spazio alla sua funzione
originaria di narrazione della Villa Romana del Casale e penalizzando la
fruizione ai visitatori.
Torniamo a ribadire che una parte rilevante dell'importante
patrimonio archeologico del territorio continua a rimanere nel “buio” e nel
“mistero”. Soprattutto i reperti provenienti dagli scavi storici di Gino
Vinicio Gentili e dalle campagne successive, ancora conservati in magazzini
provvisori presso la Villa Romana del Casale. E chiediamo: con quale
catalogazione e sistema di gestione? Esistono apposite procedure che garantiscano
l’esatta corrispondenza tra i reperti conservati e la loro effettiva giacenza, funzionali
a evitare eventuali “smarrimenti” dovuti a involontarie “distrazioni”?
La conservazione nei depositi e nei magazzini richiede conoscenza,
catalogazione, documentazione e soprattutto sicurezza. Conoscere e
documentare il patrimonio significa anche proteggerlo dai furti
e facilitarne il recupero. È una questione particolarmente rilevante in
Sicilia, dove il patrimonio archeologico continua a essere esposto a scavi
clandestini, furti e traffici illeciti legati al fenomeno dell'archeomafia.
Il
furto della Testa di
Dama di età flavia (dai depositi di Palazzo Trigona nel 2007) e
poi ritrovata, la recente operazione Ghenos-Scylletium che ha interessato
anche la provincia di Enna, ed Il recente furto delle opere di
Antonello da Messina dal MuMe, conferma quanto la sicurezza del patrimonio non
possa essere considerata un aspetto secondario della sua gestione.
È per questo che torniamo a sottoporre alle istituzioni le
questioni già sollevate nelle nostre precedenti lettere. Non si tratta di
richieste generiche, ma di un'esigenza di trasparenza, responsabilità e tutela
nella gestione di beni pubblici. Chiediamo pertanto:
·
se il precedente disallestimento parziale della collezione
permanente di Palazzo Trigona, per fare spazio a mostre temporanee, sia stato
ritenuto coerente con le linee guida scientifiche approvate in fase progettuale
e se tali interventi siano stati preventivamente autorizzati dalla
Soprintendenza;
·
quale sia l'attuale progetto scientifico e museologico per Palazzo
Trigona e come si intenda rafforzare e integrare il percorso permanente;
·
che le sale e gli spazi del Museo della Città e del Territorio
siano utilizzati nel rispetto della loro funzione istituzionale e che ogni
modifica dell’assetto museale, comprese le mostre temporanee o altri utilizzi
impropri degli spazi espositivi, sia subordinata a una preventiva e qualificata
progettazione tecnico-scientifica e alla formale approvazione degli organi
competenti.
·
se lo stato di catalogazione, documentazione, gestione e
conservazione dei reperti conservati nei depositi del Parco e nei magazzini
provvisori della Villa, con particolare riferimento ai materiali degli scavi
Gentili e delle campagne successive, sia perfettamente efficiente e
corrispondente alla reale giacenza e se la gestione dei depositi viene
effettuata con apposita procedura di sicurezza e controllo;
·
che tutti i reperti siano ricondotti a un programma organico di catalogazione,
conservazione, studio e, ove possibile, restauro e valorizzazione;
·
quali interventi di studio, restauro e valorizzazione siano
attualmente programmati e con quali risorse e tempi;
·
se esista un progetto organico capace di mettere in relazione il
patrimonio conservato nei depositi con il Museo della Città e del Territorio,
la Villa Romana del Casale e gli altri siti archeologici “minori” del
comprensorio.
Il Museo della Città e del
Territorio deve essere il luogo nel quale il patrimonio del territorio viene
conosciuto, studiato e raccontato. Se questa
deve essere la sua funzione, occorre però chiedersi perché, a distanza di anni
dall'apertura, non sia ancora riuscito a intercettare in misura significativa i
flussi di visitatori della Villa Romana del Casale.
I dati sulle presenze mostrano infatti
una criticità che non può essere ignorata: nel 2025 il Museo ha registrato
circa 9.700 visitatori, con il 90% non paganti, e numeri simili negli anni
precedenti.
Proprio per questo riteniamo
necessario affrontare le criticità già segnalate e costruire un vero progetto
di rilancio del Museo, rafforzandone l'identità, potenziando l'allestimento
archeologico e migliorandone la promozione, affinché possa intercettare una
parte più significativa dei flussi turistici diretti alla Villa Romana del Casale
e produrre ricadute positive per la città, il centro storico e le attività
commerciali.
In tutto ciò è necessaria anche
un'azione più incisiva del governo della Città che, fin dall'inaugurazione del
Museo, non ha saputo coglierne e valorizzarne adeguatamente le potenzialità,
come testimoniano anche i modesti numeri dei visitatori.
Per questo, dopo le nostre lettere dei mesi scorsi torniamo a
chiedere risposte precise. Non chiediamo semplicemente nuovi reperti nelle
vetrine, né ci opponiamo alla presenza di mostre temporanee. Chiediamo una
programmazione culturale nella quale la valorizzazione sia conseguenza della
conoscenza e della tutela e nella quale il patrimonio archeologico sia
adeguatamente documentato, custodito, studiato e, quando possibile, restituito
alla comunità.
Tutto questo è possibile perché il Parco dispone di
importanti risorse finanziarie, con un avanzo di amministrazione di circa 5
milioni di euro. Riteniamo quindi legittimo chiedere che una parte di queste
risorse possa essere destinata ad attività scientifiche, progetti di studio,
tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico e al rilancio di Palazzo
Trigona. Sarebbe un investimento duraturo anche nei confronti della città che
ospita nel proprio territorio la Villa Romana del Casale, dalla cui
straordinaria capacità di attrazione deriva la quasi totalità delle risorse
oggi disponibili al Parco.
LEGAMBIENTE PIAZZA ARMERINA
– CIRCOLOPIAZZAMBIENTE APS
La
presente Lettera aperta esprime la posizione di Legambiente Piazza Armerina –
Circolo Piazzambiente APS, dalla cui PEC viene formalmente trasmessa,
attestandone così la provenienza. È sottoscritta dal Presidente in qualità di
legale rappresentante dell’Associazione.



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