LEGAMBIENTE Piazza Armerina - Circolo Piazzambiente
"Pensare globalmente, agire localmente"
giovedì 21 maggio 2026
venerdì 10 aprile 2026
LETTERA APERTA PER IL RESTAURO DEI REPERTI ARCHEOLOGICI PRESENTI NEI DEPOSITI DEL PARCO E IL RIENTRO DI QUELLI CUSTODITI IN ALTRI MUSEI
La straordinaria ricchezza archeologica della Villa Romana del Casale rappresenta uno dei patrimoni culturali più preziosi della Sicilia e dell’intero Mediterraneo. Questo sito, riconosciuto dall’UNESCO patrimonio mondiale, continua a stupire per la qualità dei suoi mosaici e per il racconto che offre della società romana tardo-imperiale.
Eppure, oltre alla meraviglia visibile ai visitatori,
esiste una realtà meno nota: numerosi reperti provenienti dagli scavi della
Villa (e non solo) – frammenti architettonici, ceramiche, oggetti della vita
quotidiana, elementi decorativi – che giacciono da anni nei depositi del Parco.
Materiali
di grande valore storico e scientifico che, di fatto, restano esclusi da ogni
percorso di studio, restauro, valorizzazione e fruizione pubblica.
Questi
reperti, scampati al saccheggio dell’archeomafia nonostante la colpevole
inerzia delle istituzioni, non possono essere codificati come semplici oggetti conservati in deposito: sono invece tasselli fondamentali della
nostra memoria collettiva.
Ogni
reperto racconta una storia, contribuisce a ricostruire il passato e può
offrire nuove conoscenze alla ricerca archeologica.
Averli
lasciati nell’ombra dei depositi equivale a una deliberata rinuncia nei
confronti di una parte della nostra identità culturale.
Non si tratta di oggetti in attesa. Si tratta di memoria sospesa. Non
beni marginali, ma beni pubblici che appartengono alla collettività e che oggi
risultano di fatto sottratti alla fruizione, alla ricerca e alla crescita
culturale del territorio.
Perseverare
in questo atteggiamento equivale ad aver istituzionalizzato l'abitudine alla rinuncia– una resa
culturale che si traduce nel venir meno ai propri doveri e negare la conoscenza
alla comunità, alla ricerca e alle nuove generazioni.
Da
anni il circolo Legambiente di Piazza Armerina richiama l’attenzione su questa
criticità, denunciando l’urgenza di un intervento strutturale e proponendo una
visione diversa: trasformare i depositi
da luoghi di abbandono a laboratori di conoscenza, restauro e partecipazione.
Per
queste ragioni,
SOLLECITIAMO
l’avvio di un programma straordinario di recupero,
restauro e catalogazione dei reperti provenienti dalla Villa romana del Casale e
dagli altri siti di competenza anche finalizzato ad ampliare e integrare il limitato corpus espositivo attualmente
ospitato al Museo della Città e del Territorio di Palazzo Trigona.
Un programma che coinvolga università, centri di
ricerca, restauratori specializzati e giovani archeologi, trasformando quella
che oggi è una criticità in una grande opportunità formativa e culturale che si
configuri finalmente come il giusto e tanto atteso investimento duraturo per lo
sviluppo economico e sociale per il
territorio.
Il
restauro e lo studio di questi materiali consentirebbero di arricchire
significativamente l’offerta culturale: nuove sezioni espositive, mostre
temporanee, percorsi didattici e strumenti digitali potrebbero restituire al
pubblico un patrimonio oggi invisibile
Si tratterebbe di un investimento strategico nella
conoscenza, nella tutela e nello sviluppo sostenibile, capace
di rafforzare il legame tra comunità locale e patrimonio archeologico, favorendo
la crescita delle presenze al Palazzo Trigona attraverso una strategia di
integrazione culturale che unisca finalmente il sito della Villa al cuore della
città.
In
questa prospettiva, sarebbe altresì auspicabile avviare un percorso volto al rientro
dei reperti appartenenti al territorio e attualmente esposti o conservati
presso altri musei, in Sicilia e oltre.
Ma se
quest’ultimo costituisce un percorso complesso che richiede tempi lunghi ma che
deve entrare nell’agenda politica e culturale del territorio, riteniamo che il
recupero e la valorizzazione del patrimonio archeologico presente nei depositi
rappresenta un obiettivo immediatamente perseguibile, anche in virtù
dell’autonomia gestionale di cui oggi gode il Parco e dell’art. 22, comma 2 lettera
b) della L.R. 20/2000.
Auspichiamo
pertanto che si apra una stagione di tutela e valorizzazione per tutto ciò che
la Villa Romana del Casale e il territorio “archeologico” ha ancora da
rivelare, restituendo voce a quel patrimonio finora rimasto confinato nel
silenzio dei depositi, perché restituire luce a questo patrimonio significa
restituire voce al passato, e costruire futuro duraturo per il territorio.
LEGAMBIENTE PIAZZA ARMERINA – CIRCOLOPIAZZAMBIENTE APS
lunedì 6 aprile 2026
sabato 28 marzo 2026
Legambiente e Alessia Franco incontrano gli studenti dell'Istituto Professionale Giorgio Boris Giuliano di Piazza Armerina
È stata l’aula magna dell’Istituto Professionale “Giorgio Boris Giuliano” ad accogliere, lo scorso 23 marzo, la giornalista e scrittrice Alessia Franco, protagonista della presentazione del libro “Raccontami l’ultima favola: Giorgio Boris Giuliano, commissario e cantastorie”.
Palermitana, giornalista e autrice, Alessia Franco costruisce nel suo libro un ritratto intenso e originale del capo della Squadra Mobile di Palermo, assassinato dalla mafia nel 1979. L’opera si distingue per un taglio narrativo che intreccia rigore documentario e dimensione emotiva, restituendo non solo il profilo del servitore dello Stato, ma anche quello dell’uomo: il padre, il marito, il narratore di storie capace di affascinare con le sue “favole”. Ne emerge una figura complessa e profondamente umana, in cui il coraggio professionale convive con una straordinaria sensibilità.
L’autrice è giunta a Piazza Armerina su invito del locale circolo di Legambiente, guidato dalla presidente Paola Di Vita, nell’ambito del progetto “Chiazza 4.0”, di cui l’associazione è capofila. All’interno del progetto è prevista anche una specifica azione, la Human Library, che promuove l’incontro diretto tra studenti e autori. Un’occasione particolarmente significativa, dunque, per ospitare Alessia Franco proprio nella scuola intitolata a Giuliano e approfondire, insieme agli studenti, la sua figura attraverso un’opera che va oltre il racconto biografico, per esplorare la dimensione più intima dell’uomo, lasciando talvolta sullo sfondo il commissario Boris.
L’incontro è stato introdotto dalla dirigente scolastica Paola Maria La Monica, che ha sottolineato il valore simbolico del luogo e l’importanza di momenti di confronto come questo per la crescita civile e culturale degli studenti, evidenziando come la memoria attiva rappresenti uno strumento fondamentale di educazione alla legalità.
Successivamente ha preso la parola la presidente di Legambiente, che ha ricordato la lunga e proficua collaborazione tra l’associazione e l’istituto. Un percorso condiviso che, oltre alle campagne simbolo di Legambiente, ha visto un impegno concreto sui temi della legalità, testimoniato da iniziative significative: dalla partecipazione alla giornata del 23 maggio, con l’attesa della Nave della Legalità, alla presenza degli studenti alle commemorazioni nell’aula bunker, fino al corteo verso l’Albero Falcone e alla piantumazione di una talea dello stesso, realizzata in collaborazione con i Carabinieri della Biodiversità.
Nel suo intervento, la presidente ha inoltre richiamato la figura di Letizia Battaglia, autrice dei numerosi scatti fotografici dedicati a Giuliano che oggi arricchiscono l’aula magna, per poi soffermarsi sulla figura dello stesso Giorgio Boris Giuliano, nativo di Piazza Armerina, al quale la locale sezione dell’ANPI ha dedicato una pietra d’inciampo.
A seguire, alcuni studenti hanno dato voce a brani tratti dal libro, offrendo un momento di lettura partecipata che ha introdotto un vivace e partecipato dibattito. Numerose le domande rivolte all’autrice, che ha così potuto approfondire i contenuti del suo lavoro, condividendo anche aneddoti, riflessioni personali e il percorso di ricerca che ha portato alla scrittura del volume.
Il libro di Alessia Franco accende i riflettori non solo sull’eroe, simbolo di coraggio e legalità, ma anche sull’uomo: un professionista appassionato, capace di coniugare determinazione e sensibilità, memoria e impegno civile. Un’occasione preziosa per gli studenti e per l’intera comunità scolastica per conoscere da vicino una figura esemplare e riflettere sul valore della giustizia e della responsabilità collettiva.
La presentazione è stata inoltre occasione per un momento celebrativo legato alla Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Gli studenti, coordinati dalle docenti Mariolina La Ferrera e Giusi Rizzo, hanno dato vita a momenti intensi e coinvolgenti, tra canti e letture, culminati all’esterno, nel Giardino della Memoria, con la lettura dei nomi delle vittime di mafia e l’ascolto de “Il Silenzio”, in un clima di profondo raccoglimento e partecipazione.
venerdì 20 marzo 2026
23 marzo 2026: parliamo del commissario Giorgio Boris Giuliano con i ragazzi della scuola a lui intitolata
Lunedì 23 marzo 2026 si terrà la presentazione del libro “Giorgio Boris Giuliano: commissario e cantastorie” di Alessia Franco, nell’ambito del progetto “Chiazza 4.0”, di cui è capofila Legambiente Piazza Armerina.
L’iniziativa, rivolta principalmente agli studenti dell’Istituto Professionale “Giorgio Boris Giuliano” di Piazza Armerina, si inserisce tra gli appuntamenti promossi in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Nato proprio a Piazza Armerina, Giorgio Boris Giuliano è stato un servitore dello Stato che ha dedicato la propria vita alla lotta contro la criminalità organizzata, distinguendosi per intuizione investigativa, rigore morale e profondo senso del dovere. Il suo lavoro ha contribuito a far luce su importanti traffici illeciti e a colpire gli interessi della mafia, che lo ha barbaramente assassinato per fermarne l’azione.
Il libro di Alessia Franco accende i riflettori non solo sull’eroe, simbolo di coraggio e legalità, ma anche sull’uomo: un professionista appassionato, capace di coniugare determinazione e sensibilità, memoria e impegno civile. Un’occasione preziosa per gli studenti e per tutta la comunità per conoscere da vicino una figura esemplare e riflettere sul valore della giustizia e della responsabilità collettiva.



