martedì 22 settembre 2026

PULIAMO IL MONDO 2026: 150 STUDENTI ATTRAVERSANO IL CENTRO STORICO DI PIAZZA ARMERINA PER IMPARARE A PRENDERSENE CURA

Dieci classi dell’I.C. Chinnici-Roncalli protagoniste di una mattinata tra plogging, osservazione del territorio e cittadinanza attiva

Il 21 settembre 2026 circa 150 ragazze e ragazzi, dieci classi, cinque della scuola primaria e cinque della scuola secondaria di primo grado, sono stati protagonisti della giornata di Puliamo il Mondo, promossa da Legambiente Piazza Armerina – Circolo Piazzambiente insieme all’I.C. Chinnici-Roncalli.

La mattinata è iniziata a scuola, da dove il gruppo si è diviso in due percorsi: da una parte gli alunni delle quinte della primaria, dall’altra quelli delle prime della secondaria di primo grado. I due gruppi hanno attraversato il centro storico di Piazza Armerina, trasformando il percorso in un’esperienza di conoscenza diretta della città.

La raccolta dei rifiuti e il plogging sono stati soltanto una parte dell’attività. Lungo il percorso, infatti, i ragazzi sono stati invitati a osservare con attenzione gli spazi attraversati, individuando condizioni, criticità, elementi di degrado ma anche aspetti positivi e caratteristiche del patrimonio urbano.

Ne è nata una vera e propria passeggiata di osservazione: i ragazzi hanno raccolto rifiuti, ma soprattutto hanno guardato la città con occhi diversi, facendo domande, esprimendo valutazioni e formulando osservazioni critiche su ciò che incontravano, e raccogliendo anche i complimenti dei cittadini che si sono congratulati per il senso civico dimostrato.

È questo, del resto, il senso che Legambiente attribuisce a Puliamo il Mondo: non limitarsi a rimuovere ciò che deturpa un luogo, ma imparare a riconoscerne il valore e comprendere che la sua cura è una responsabilità condivisa.

«Puliamo il Mondo non è soltanto raccogliere un rifiuto – sottolinea Legambiente Piazza Armerina – ma imparare a guardare il luogo in cui viviamo. Oggi i ragazzi hanno camminato per il centro storico, hanno raccolto, osservato, fatto domande e soprattutto hanno espresso il loro punto di vista. È proprio da questo sguardo attento e consapevole che può nascere una maggiore attenzione verso la città e verso i beni che appartengono a tutti.»

Puliamo il Mondo comincia dalla raccolta dei rifiuti, ma continua nello sguardo con cui impariamo a vedere e a vivere la nostra città.

Dopo aver percorso il centro storico, la maggior parte dei partecipanti si sono ricongiunti alla Villa Gen. Ciancio, dove si è conclusa l’attività.

Per la mattinata Legambiente ha fornito e donato ai partecipanti guanti, pinze, pettorine e cappellini. Sul campo, insieme ai docenti, erano presenti i volontari di Legambiente Piazza Armerina, che hanno accompagnato i ragazzi durante le diverse fasi dell’iniziativa.

La giornata si inserisce nel programma di educazione ambientale, partecipazione e cittadinanza attiva che il Legambiente propone alle scuole del territorio per l’anno scolastico 2026/2027.

Legambiente Piazza Armerina – Circolo Piazzambiente esprime il proprio ringraziamento alla Dirigente scolastica Vilma Piazza e alla vicaria Stefania Cincotta per aver sostenuto l’iniziativa, alle referenti del Progetto Ambiente Valentina Capizzi ed Eleonora Palazzo per il coordinamento e la collaborazione, e a tutti i docenti che hanno accompagnato gli studenti.

Un ringraziamento particolare va alle docenti della primaria Anna Aloi, Simona Di Giorgio, Mana Curcuraci, Vanessa Nicoletti, Ausilia Cursale, Lorena Savuli, Alessandra Granato, Roberta Leonardi, Giusy Marchi e Ida Gentile, e ai docenti della secondaria Marco Ridente, Selena Di Bartolo, Mariolina Bruno, Gianfranco Azzolina, Biagia Filetti, Angela Minacapilli, Enza Turrisi, Peppe Muzzicato, Irene Giovrello, Iana Valenti, Elisa Palermo, Sharon Proietto.

mercoledì 2 settembre 2026

Il patrimonio archeologico di Piazza Armerina e Palazzo Trigona: Quale tutela? Quale museo? Legambiente torna a chiedere risposte

Da trent'anni Legambiente Piazza Armerina è impegnata per il patrimonio culturale della città e del territorio, interpretando spesso un ruolo “scomodo”. Proprio per questo non ritiene accettabile il silenzio delle istituzioni chiamate a gestire beni appartenenti alla collettività. Dopo le lettere di marzo, aprile e maggio, inviate al Direttore del Parco Carmelo Nicotra e al Soprintendente di Enna Angelo Di Franco e rimaste senza risposta, l'associazione non demorde e insiste nel richiedere chiarimenti ai 2 dirigenti con una quarta lettera, indirizzata questa volta anche all'Assessore regionale dei Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato e al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo.

Consapevoli che conoscere e documentare il patrimonio significa anche proteggerlo, soprattutto in una Sicilia esposta ai traffici illeciti legati all'archeomafia, Legambiente pone al centro delle richieste, la condizione dei numerosi reperti provenienti dagli scavi della Villa Romana del Casale e dagli altri siti del territorio, compresi quelli degli scavi storici di Gino Vinicio Gentili ancora conservati in magazzini provvisori. Legambiente chiede chiarimenti sul loro stato di catalogazione, conservazione, gestione, sicurezza, se quelli registrati corrispondono alla giacenza e chiede anche l'avvio di un programma di studio e restauro per rafforzare la sezione archeologica del Museo a Palazzo Trigona che ha ospitato alcune mostre temporanee concluse ufficialmente il 30 giugno e ancora, a distanza di 2 mesi, solo parzialmente disallestite e con una parte dei materiali accatastati nella sala multimediale destinata alla narrazione della Villa Romana del Casale, trasformando di fatto uno spazio destinato alla fruizione dei visitatori in un deposito temporaneo.

Ma l’associazione accende i riflettori anche sul futuro di Palazzo Trigona. A cinque anni dall'apertura, il Museo della Città e del Territorio non è ancora riuscito a intercettare in misura significativa i flussi di visitatori della Villa Romana del Casale. Nel 2025 il Trigona ha registrato circa 9.700 visitatori, con il 90% di ingressi non paganti, e numeri sostanzialmente simili negli anni precedenti. Per Legambiente è necessario costruire un vero progetto di rilancio del Museo, rafforzandone l'identità, potenziando l'allestimento archeologico e migliorandone la promozione, affinché possa intercettare una parte più significativa dei flussi diretti alla Villa e produrre ricadute positive per la città. In questo percorso è necessaria anche un'azione più incisiva del governo della Città, che fin dall'apertura del Museo ha creduto poco nelle potenzialità di Palazzo Trigona e nel contributo che potrebbe offrire alla valorizzazione culturale e turistica della città.

Considerato che il Parco dispone di un avanzo di amministrazione di circa 5 milioni di euro Legambiente ritiene legittimo chiedere che una parte di queste risorse sia destinata allo studio, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico e al rilancio di Palazzo Trigona. Sarebbe un investimento duraturo per la città che ospita nel proprio territorio la Villa Romana del Casale, dalla cui straordinaria capacità di attrazione deriva la quasi totalità delle risorse oggi disponibili al Parco.

Si allega la lettera integrale inviata alle istituzioni il 24 agosto 2026

LEGAMBIENTE PIAZZA ARMERINA – CIRCOLO PIAZZAMBIENTE APS



LETTERA APERTA

Piazza Armerina, 24 agosto 2026

Inviata via PEC

 

Al direttore del Parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale,

dott. Carmelo Nicotra

Al Soprintendente BB.CC.AA di Enna,

dott. Angelo Di Franco

All’Assessore dei beni culturali e dell’identità siciliana,

dott. Francesco Paolo Scarpinato

Al Dirigente generale Dipartimento dei beni culturali e dell'Identità siciliana,

dott. Mario La Rocca

Al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo

Agli organi di stampa

LETTERA APERTA

IL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO E PALAZZO TRIGONA: QUALE TUTELA? QUALE MUSEO?

Dopo le nostre lettere di marzo, aprile e maggio, rimaste senza risposta, reiteriamo i quesiti sulla condizione dei reperti archeologici e sul rapporto tra Palazzo Trigona, i depositi dei reperti e la Villa Romana del Casale.

Tra marzo e maggio, con tre diverse lettere, avevamo richiamato l'attenzione sui numerosi reperti provenienti dagli scavi della Villa Romana del Casale e dagli altri siti di competenza del Parco, conservati da decenni nei magazzini, chiedendo l'avvio di un programma di catalogazione, restauro e studio, anche finalizzato a integrare la sezione archeologica di Palazzo Trigona.

Inoltre avevamo segnalato le criticità dell'ordinamento scientifico del Museo della Città e del Territorio di Palazzo Trigona, determinate dalla sovrapposizione disordinata di mostre temporanee che hanno progressivamente oscurato il percorso permanente. Al tempo stesso, veniva sottolineata la modesta consistenza della sezione archeologica.

Ad oggi, purtroppo, le istituzioni interessate non hanno fornito alcun riscontro nel merito, un silenzio che riteniamo inaccettabile da parte di pubbliche amministrazioni chiamate a gestire beni appartenenti alla collettività.

Nel frattempo, alcune delle mostre temporanee di Palazzo Trigona sono state parzialmente disallestite e parte dei materiali è stata collocata nella sala multimediale, sottraendo così questo spazio alla sua funzione originaria di narrazione della Villa Romana del Casale e penalizzando la fruizione ai visitatori.

Torniamo a ribadire che una parte rilevante dell'importante patrimonio archeologico del territorio continua a rimanere nel “buio” e nel “mistero”. Soprattutto i reperti provenienti dagli scavi storici di Gino Vinicio Gentili e dalle campagne successive, ancora conservati in magazzini provvisori presso la Villa Romana del Casale. E chiediamo: con quale catalogazione e sistema di gestione? Esistono apposite procedure che garantiscano l’esatta corrispondenza tra i reperti conservati e la loro effettiva giacenza, funzionali a evitare eventuali “smarrimenti” dovuti a involontarie “distrazioni”?

La conservazione nei depositi e nei magazzini richiede conoscenza, catalogazione, documentazione e soprattutto sicurezza. Conoscere e documentare il patrimonio significa anche proteggerlo dai furti e facilitarne il recupero. È una questione particolarmente rilevante in Sicilia, dove il patrimonio archeologico continua a essere esposto a scavi clandestini, furti e traffici illeciti legati al fenomeno dell'archeomafia.

Il furto della Testa di Dama di età flavia (dai depositi di Palazzo Trigona nel 2007) e poi ritrovata, la recente operazione Ghenos-Scylletium che ha interessato anche la provincia di Enna, ed Il recente furto delle opere di Antonello da Messina dal MuMe, conferma quanto la sicurezza del patrimonio non possa essere considerata un aspetto secondario della sua gestione.

È per questo che torniamo a sottoporre alle istituzioni le questioni già sollevate nelle nostre precedenti lettere. Non si tratta di richieste generiche, ma di un'esigenza di trasparenza, responsabilità e tutela nella gestione di beni pubblici. Chiediamo pertanto:

·      se il precedente disallestimento parziale della collezione permanente di Palazzo Trigona, per fare spazio a mostre temporanee, sia stato ritenuto coerente con le linee guida scientifiche approvate in fase progettuale e se tali interventi siano stati preventivamente autorizzati dalla Soprintendenza;

·      quale sia l'attuale progetto scientifico e museologico per Palazzo Trigona e come si intenda rafforzare e integrare il percorso permanente;

·      che le sale e gli spazi del Museo della Città e del Territorio siano utilizzati nel rispetto della loro funzione istituzionale e che ogni modifica dell’assetto museale, comprese le mostre temporanee o altri utilizzi impropri degli spazi espositivi, sia subordinata a una preventiva e qualificata progettazione tecnico-scientifica e alla formale approvazione degli organi competenti.

·      se lo stato di catalogazione, documentazione, gestione e conservazione dei reperti conservati nei depositi del Parco e nei magazzini provvisori della Villa, con particolare riferimento ai materiali degli scavi Gentili e delle campagne successive, sia perfettamente efficiente e corrispondente alla reale giacenza e se la gestione dei depositi viene effettuata con apposita procedura di sicurezza e controllo;

·      che tutti i reperti siano ricondotti a un programma organico di catalogazione, conservazione, studio e, ove possibile, restauro e valorizzazione;

·      quali interventi di studio, restauro e valorizzazione siano attualmente programmati e con quali risorse e tempi;

·      se esista un progetto organico capace di mettere in relazione il patrimonio conservato nei depositi con il Museo della Città e del Territorio, la Villa Romana del Casale e gli altri siti archeologici “minori” del comprensorio.

Il Museo della Città e del Territorio deve essere il luogo nel quale il patrimonio del territorio viene conosciuto, studiato e raccontato. Se questa deve essere la sua funzione, occorre però chiedersi perché, a distanza di anni dall'apertura, non sia ancora riuscito a intercettare in misura significativa i flussi di visitatori della Villa Romana del Casale.

I dati sulle presenze mostrano infatti una criticità che non può essere ignorata: nel 2025 il Museo ha registrato circa 9.700 visitatori, con il 90% non paganti, e numeri simili negli anni precedenti.

Proprio per questo riteniamo necessario affrontare le criticità già segnalate e costruire un vero progetto di rilancio del Museo, rafforzandone l'identità, potenziando l'allestimento archeologico e migliorandone la promozione, affinché possa intercettare una parte più significativa dei flussi turistici diretti alla Villa Romana del Casale e produrre ricadute positive per la città, il centro storico e le attività commerciali.

In tutto ciò è necessaria anche un'azione più incisiva del governo della Città che, fin dall'inaugurazione del Museo, non ha saputo coglierne e valorizzarne adeguatamente le potenzialità, come testimoniano anche i modesti numeri dei visitatori.

Per questo, dopo le nostre lettere dei mesi scorsi torniamo a chiedere risposte precise. Non chiediamo semplicemente nuovi reperti nelle vetrine, né ci opponiamo alla presenza di mostre temporanee. Chiediamo una programmazione culturale nella quale la valorizzazione sia conseguenza della conoscenza e della tutela e nella quale il patrimonio archeologico sia adeguatamente documentato, custodito, studiato e, quando possibile, restituito alla comunità.

Tutto questo è possibile perché il Parco dispone di importanti risorse finanziarie, con un avanzo di amministrazione di circa 5 milioni di euro. Riteniamo quindi legittimo chiedere che una parte di queste risorse possa essere destinata ad attività scientifiche, progetti di studio, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico e al rilancio di Palazzo Trigona. Sarebbe un investimento duraturo anche nei confronti della città che ospita nel proprio territorio la Villa Romana del Casale, dalla cui straordinaria capacità di attrazione deriva la quasi totalità delle risorse oggi disponibili al Parco.

 

LEGAMBIENTE PIAZZA ARMERINA – CIRCOLOPIAZZAMBIENTE APS

 

La presente Lettera aperta esprime la posizione di Legambiente Piazza Armerina – Circolo Piazzambiente APS, dalla cui PEC viene formalmente trasmessa, attestandone così la provenienza. È sottoscritta dal Presidente in qualità di legale rappresentante dell’Associazione.