664 prodotti alimentari ed ecocompatibili consegnati ai
cittadini nel mese di novembre 2019 in cambio dei loro materiali
differenziabili conferiti in ecostazione. E' questo l'eccezionale bottino che
decine di cittadini differenti hanno conquistato nell'ambito del progetto
"S-cambiamoci: non rifiutiamoci: barattiamoci" sostenuto dall'
Ottox1000 della chiesa Valdese.

lunedì 10 giugno 2019
domenica 9 giugno 2019
Legambiente fa il bilancio di 4 anni di attività dell'ecostazione e chiede l'adozione di provvedimenti plasticfree a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini
Sono già passati 4 anni da quel lunedì 8 giugno
2015 in cui, a Piazza Armerina, veniva aperta al pubblico l’ecostazione gestita
dalla locale Legambiente e realizzata grazie al progetto “Piazza verso rifiuti
zero” supportato da Fondazione con il Sud in virtù di un parternariato con
l’ente locale e, nella fase di startup, con altre associazioni.
Il progetto – dichiarano i responsabili del circolo
Piazzambiente della Legambiente – si è trasformato da scommessa a realtà grazie
a quasi 2000 cittadini ed associazioni che ne hanno condiviso lo spirito impegnandosi
in una gigantesca azione di volontariato ambientale con l’obiettivo principale
della raccolta differenziata di qualità. Non ci stancheremo mai di ripetere –
continuano gli ambientalisti – che non è la quantità ma la qualità che fa la
differenza nella raccolta differenziata. Una differenziata ricca di frazioni
impure deve necessariamente subire dei processi di valorizzazione i cui costi
sono praticamente a carico dei cittadini, mentre una raccolta differenziata di
qualità e quindi senza frazioni impure da scartare rappresenta un guadagno per
l’ente locale e, di riflesso, per tutta la comunità”.
In 4 anni di attività sono transitati
dall’ecostazione (prima del ritiro da parte del comune) circa 570 tonnellate di
materiali valorizzabili che sono stati avviati direttamente a riciclo e che,
grazie alla pratica antica del baratto, hanno restituito ai cittadini circa
37.000 confezioni di prodotti alimentari e non, proveniente in maggior parte da
filiere a Km0 e di qualità. Nel tempo sono stati ampliati i servizi offerti ai cittadini con l'attivazione dell'ecofonte e la raccolta degli olii alimentari esausti.
Ma il progetto non è solo questo.
Centinaia di bambini e ragazzi delle scuole della
città (e non solo) hanno partecipato alle attività di educazione ambientale e
ai concorsi promossi nell’ambito del progetto che si sono concluse, per
quest’anno con lo straordinario spettacolo “Rifiutopoli”, per non parlare delle innumerevoli inziative di sensibilizzazione che sono state realizzate all'interno dell'ecostazione e fuori.
“Fare la raccolta differenziata – continuano gli
ambientalisti – è soprattutto un obbligo morale prima che un obbligo di legge:
utilizziamo ogni giorno oggetti fatti di materiali in esaurimento e quindi
ognuno deve fare la propria parte, riciclando correttamente e riutilizzando. E’
importante che le giovani generazioni, figlie dell’era del consumismo,
comprendano che la tutela dell’ambiente e delle risorse non è più
procrastinabile”.
Grande ed insperata è stata anche la “diffusione”
mediatica del progetto che è stato oggetto di servizi dedicati sulle 3 reti RAI
e su molte reti locali oltre ad avere avuto l’attenzione di molte testate
giornalistiche specializzate in economia civile e green economy.
Il progetto è stato inserito nell’atlante dei
campioni dell’economia circolare presentato a Bruxelles lo scorso anno e, nel
territorio, ha visto replicare l’esperienza grazie all’ecostazione di
Caltagirone.
Piazza Armerina, prima città siciliana, grazie a
Piazza verso rifiuti zero, anche se per un periodo limitato, si è dotata
dell’app Junker che sta spopolando in tutta Italia.
La fase di startup garantita da Fondazione con il
Sud si è ormai conclusa da tempo ma il progetto continua, nonostante le
difficoltà, grazie alla presenza del comune di Piazza Armerina che ne
garantisce la sostenibilità.
“La nostra città – dichiarano gli ambientalisti –
proprio per l’attivazione di questo progetto, che viene considerato una buona
pratica nel campo della sensibilizzazione alla raccolta differenziata di
qualità, viene considerata un modello virtuoso da molte altre comunità in tutta
Italia e di questo ne siamo orgogliosi”.
Certo, siamo consapevoli che la situazione in
città, non è delle migliori e che occorre uno sforzo enorme di responsabilità
collettiva ma ci piace guardare il bicchiere mezzo pieno ed essere fiduciosi
perché convinti che l’esempio è il miglior insegnamento possibile.
C’è veramente ancora molto da fare, e si potrebbe
incominciare, come già richiesto, dall’adozione di provvedimenti plasticfree
così come stanno facendo moltissime amministrazioni. L’estate è arrivata e il
consumo di plastica statisticamente si moltiplica a danno delle nostre acque e
della nostra salute.
L’UFFICIO STAMPA PIAZZAMBIENTE
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