lunedì 24 agosto 2026
lunedì 10 agosto 2026
martedì 4 agosto 2026
mercoledì 22 luglio 2026
Ad Aidone inaugurato il primo nucleo della Mappa di comunità patrimoniale
Sono stati 5 bambini a svelare i pannelli in ceramica del nuovo Percorso artistico di comunità di Aidone. Un gesto simbolico che ha affidato alle nuove generazioni l'inaugurazione del primo nucleo della Mappa di comunità patrimoniale: un'opera aperta, destinata a crescere nel tempo insieme alla comunità.
La cerimonia, svoltasi sabato 19 luglio alla presenza della sindaca Annamaria Raccuglia, degli amministratori comunali, dei rappresentanti delle associazioni partner e di numerosi cittadini, ha segnato la conclusione delle attività del progetto Comunità Educante: I Semi di Demetra, promosso da Legambiente Piazza Armerina APS, ente capofila, insieme ad Archeoclub Morgantina Aidone, Ecomuseo "I Semi di Demetra", UISP Sicilia APS – Comitato Regionale, Comune di Aidone, Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale e Istituto Comprensivo "Falcone-Cascino", con il sostegno di Impresa Sociale Con i Bambini.
Il percorso comprende il murale "Ingranaggi di comunità", realizzato dall'artista Priscilla Spatola, e cinque pannelli in ceramica nati dal laboratorio "Mani in pasta", coordinato da Bentornato Artigianato di Lorenzo Camiolo e Federica Trovato. I pannelli riproducono alcuni dei luoghi più rappresentativi di Aidone attraverso opere di Marcella Tuttobene e sono incorniciati dalle mattonelle realizzate da circa settanta cittadini di ogni età, protagonisti di un percorso partecipativo i cui nomi sono riportati nella targa che accompagna l'opera. Al termine della cerimonia il Percorso artistico di comunità è stato donato al Comune di Aidone.
«Il patrimonio non è soltanto ciò che ereditiamo dal passato. È ciò che una comunità decide, ogni giorno, di riconoscere come proprio e di trasmettere al futuro», ha dichiarato Paola Di Vita, presidente di Legambiente Piazza Armerina. «Per questo il murale e i cinque pannelli rappresentano solo il primo nucleo di una Mappa di comunità patrimoniale. L'obiettivo non è completare un'opera, ma fare in modo che ogni nuovo pannello diventi un'occasione per rimettere insieme la comunità intorno al proprio patrimonio.»
Nel suo intervento la sindaca Annamaria Raccuglia ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto e ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell'iniziativa. Richiamando il significato del murale Ingranaggi di comunità, ha sottolineato come una comunità possa crescere solo quando ciascuno mette a disposizione il proprio contributo, proprio come gli ingranaggi di un meccanismo che si muove grazie al lavoro di tutte le sue parti.
Nel corso della cerimonia sono stati consegnati omaggi in ceramica, realizzati con le stesse mattonelle che compongono le cornici dei pannelli, alla sindaca Annamaria Raccuglia, alle artiste Marcella Tuttobene e Priscilla Spatola e al signor Cona, proprietario dell'immobile che ospita il murale, quale segno di riconoscenza per il contributo offerto alla realizzazione dell'iniziativa.
Legambiente Piazza Armerina rivolge un sentito ringraziamento alla Fondazione Marida Correnti, che ha ospitato le attività della comunità educante, agli artisti, ai partecipanti ai laboratori, al signor Cona per la disponibilità dimostrata e a tutti i cittadini che, con il loro contributo, hanno trasformato un intervento artistico in un'esperienza di partecipazione e condivisione.
domenica 19 luglio 2026
Evento finale per il progetto Comunità educante: Aidone inaugura un Percorso artistico di comunità: un modello aperto e replicabile di comunità educante
Che cosa resta di un progetto quando il finanziamento finisce?
Per Comunità Educante: I Semi di Demetra, sostenuto da Impresa Sociale Con i Bambini, la risposta non è un'opera conclusa, ma un percorso destinato a continuare.
Domenica 19 luglio, alle ore 19, sarà inaugurato ad Aidone il Percorso artistico di comunità: un murale e cinque pannelli in ceramica che rappresentano il primo nucleo di una Mappa di comunità patrimoniale pensata per crescere negli anni grazie al contributo degli stessi cittadini.
Il progetto è promosso da Legambiente Piazza Armerina, ente capofila, insieme ai partner Archeoclub Morgantina Aidone, Ecomuseo "I Semi di Demetra", UISP Sicilia APS – Comitato Regionale, Comune di Aidone, Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale e Istituto Comprensivo "Falcone-Cascino".
Il percorso si apre con il murale "Ingranaggi di comunità", realizzato dall'artista Priscilla Spatola, e prosegue con cinque pannelli in ceramica nati dal laboratorio "Mani in pasta", coordinato da Bentornato Artigianato di Lorenzo Camiolo e Federica Trovato.
I pannelli riproducono alcuni dei monumenti più rappresentativi di Aidone attraverso opere dell'artista Marcella Tuttobene. A incorniciarli sono le mattonelle modellate da circa settanta cittadini aidonesi che hanno preso parte al laboratorio: bambini, ragazzi, adulti e anziani che hanno lasciato il proprio segno in un'opera collettiva.
Ma il vero obiettivo non era realizzare un murale o cinque pannelli.
L'idea è che questo percorso continui a crescere nel tempo. Ogni volta che la comunità sentirà il bisogno di raccontare un altro luogo, una memoria, una tradizione o un paesaggio che considera parte della propria identità, potrà aggiungere un nuovo pannello. La Mappa di comunità non nasce quindi per essere completata, ma per rimanere aperta, perché ogni nuovo tassello rappresenti una nuova occasione di incontro, confronto e partecipazione.
In questo senso il patrimonio non è soltanto ciò che ereditiamo dal passato. È anche ciò che una comunità sceglie di riconoscere come proprio e di trasmettere alle generazioni future.
Nel corso della cerimonia il Percorso artistico di comunità sarà donato all'Amministrazione comunale, affinché diventi patrimonio condiviso della città.
Paola Di Vita, presidente di Legambiente Piazza Armerina, sottolinea il significato dell'iniziativa:
«Quando abbiamo deciso di partecipare al bando di Impresa Sociale Con i Bambini ci siamo posti una domanda molto semplice: è possibile costruire una comunità educante? Abbiamo provato a rispondere non con una teoria, ma con esperienze concrete.
Non è stato un percorso semplice. I processi partecipativi richiedono tempo, ascolto e la disponibilità a cambiare strada quando serve.
Oggi inauguriamo il primo nucleo di una Mappa di comunità che speriamo continui a crescere anche dopo la conclusione del progetto. Se tra qualche anno saranno altri cittadini, altre associazioni o altre scuole ad aggiungere nuovi pannelli, significherà che questo percorso sarà diventato davvero patrimonio della comunità.»
Legambiente Piazza Armerina ringrazia tutti i partner del progetto per il lavoro svolto e rivolge un ringraziamento particolare alla Fondazione Marida Correnti, che ha accolto il progetto mettendo a disposizione i propri spazi per le attività laboratoriali e gli incontri della comunità educante.
L'inaugurazione di domenica non rappresenta quindi un punto di arrivo, ma l'inizio di un racconto che continuerà a essere scritto dalla comunità.
giovedì 16 luglio 2026
Italia in Fumo 2026: prevenzione e controllo del territorio, la sfida riguarda anche Piazza Armerina
Il nuovo dossier di Legambiente conferma che gli incendi boschivi sono ormai una vulnerabilità strutturale del territorio. Tra i dati analizzati anche quelli di Piazza Armerina, inserita tra i comuni italiani con le maggiori superfici percorse dal fuoco nel 2025.
Il nuovo dossier "Italia in Fumo 2026", presentato oggi da Legambiente, analizza il fenomeno degli incendi boschivi in Italia e restituisce un quadro particolarmente preoccupante per la Sicilia. Tra gli elementi di maggiore attenzione emergono anche i dati relativi al territorio di Piazza Armerina, che figura tra i comuni italiani con le maggiori superfici percorse dal fuoco nel 2025. Dei venti comuni più colpiti, ben sedici appartengono alla Sicilia.
Il rapporto conferma un cambiamento ormai evidente: gli incendi boschivi non rappresentano più un'emergenza stagionale, ma una vulnerabilità strutturale del territorio, determinata dalla crisi climatica, dall'abbandono delle aree interne e dall'insufficienza delle politiche di prevenzione.
La comunità di Piazza Armerina ricorda bene i gravi incendi che nel 2024 hanno interessato il territorio e, proprio nei giorni scorsi, ha visto tornare gli elicotteri della flotta antincendio a sorvolare le nostre campagne. Segnali che confermano come il rischio continui a essere elevato e richieda un impegno costante durante tutto l'anno.
Per Legambiente la risposta non può limitarsi allo spegnimento dei roghi. Occorre rafforzare la gestione attiva dei boschi e delle aree rurali, investire nella manutenzione del territorio e sostenere tutte quelle attività che garantiscono un presidio stabile delle campagne.
Allo stesso tempo è necessario intensificare il controllo del territorio e il contrasto agli incendi di origine dolosa o colposa, rafforzando le attività di vigilanza e di investigazione e assicurando la piena applicazione delle norme già esistenti.
Piazza Armerina ha già compiuto passi importanti sul fronte degli strumenti di prevenzione, come dimostra l'aggiornamento del Catasto comunale delle aree percorse dal fuoco. È da questa base che occorre proseguire, rafforzando ulteriormente la prevenzione, il coordinamento tra gli enti e il presidio del territorio.
Il dossier "Italia in Fumo 2026" rappresenta un'occasione per rafforzare il lavoro che istituzioni, forze dell'ordine, volontariato e comunità locali stanno già svolgendo sul territorio. La sfida è consolidare le attività di prevenzione, il controllo del territorio e il contrasto a ogni forma di illegalità ambientale, affinché gli incendi diventino sempre più un'eccezione e non una costante delle estati siciliane.
Di seguito il link per leggere il dossier nazionale
https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2026/07/2026-Incendi-Report-definitivo-1.pdf
domenica 12 luglio 2026
Green Camp 2026: il cambiamento comincia dalle storie - 20 e 21 luglio a Piazza Armerina
Prende il via il Green Camp 2026, il progetto del Circolo Legambiente di Piazza Armerina, realizzato con il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.
Un percorso estivo dedicato a bambine, bambini e ragazzi che, attraverso laboratori, esperienze creative e momenti di condivisione, promuove la sostenibilità ambientale, la cittadinanza attiva, la cultura della legalità e la cura dei beni comuni.
Ad inaugurare il programma sarà "A cambiare il finale. Il commissario e l'imperatore – Il potere delle storie tra narrazione e ceramica", un unico laboratorio articolato in 2 giornate, ideato e condotto da Alessia Franco e realizzato in collaborazione con Bentornato Artigianato di Lorenzo Camiolo e Federica Trovato.
Ispirato al libro Raccontami l'ultima favola – Giorgio Boris Giuliano commissario e cantastorie, il laboratorio accompagnerà bambini e bambine dagli 8 ai 12 anni in un percorso di narrazione partecipata e creazione artistica, dove parole, immagini e ceramica si intrecciano per riscoprire il valore delle storie, immaginare nuovi finali e diventare protagonisti del cambiamento.
Il percorso si svolgerà in due giornate, il 20 e 21 luglio, presso il Museo Diocesano di Piazza Armerina, con inizio delle attività alle ore 17.30.
La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati. È richiesta l'iscrizione inviando una e-mail a circolopiazzambiente@gmail.com.
domenica 5 luglio 2026
mercoledì 1 luglio 2026
martedì 30 giugno 2026
Adempimenti L.124/2017 per l'anno 2025
giovedì 11 giugno 2026
13 giugno 2026 "La Sicilia dello zolfo tra memorie e architetture" - evento patrocinato
Ad Aidone, per le Giornate Europee dell’Archeologia, un focus sulla Sicilia dello zolfo tra memoria, paesaggio e patrimonio culturale
In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, sabato 13 giugno ad Aidone si terrà l'evento “La Sicilia dello zolfo tra memoria e architetture”, dedicato all’archeologia industriale e alla civiltà mineraria che ha segnato profondamente la storia, il paesaggio e l’identità del centro della Sicilia.
L’iniziativa, promossa da Archeoclub Morgantina Aidone, rappresenta un'importante occasione per riflettere sul valore della memoria dei luoghi del lavoro, sulle trasformazioni del territorio e sulla necessità di tutelare e valorizzare un patrimonio culturale troppo spesso trascurato.
Legambiente ha concesso il proprio patrocinio all'evento, riconoscendone il valore culturale e divulgativo e in continuità con il lavoro che l'associazione porta avanti da anni per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio minerario e dell'archeologia industriale siciliana. Un impegno che ha contribuito a riportare l'attenzione su luoghi, paesaggi e testimonianze che rappresentano una parte fondamentale della storia sociale ed economica dell'isola.
Le miniere di zolfo hanno rappresentato per oltre un secolo uno dei principali motori economici dell'entroterra siciliano, lasciando tracce profonde nel paesaggio e nella memoria collettiva delle comunità locali. Oggi quelle architetture industriali, insieme alle testimonianze delle donne e degli uomini che hanno lavorato nelle zolfare, costituiscono un bene culturale da conoscere, raccontare e preservare.
Il programma prevede la proiezione del documentario “A Pirrera” di Antonio Bellia, un'opera che restituisce voce alle storie e alle tradizioni legate al mondo minerario, e la mostra fotografica di Attilio Scimone, dedicata ai paesaggi dello zolfo e alle architetture che ancora oggi testimoniano una stagione fondamentale della storia della Sicilia.
Iniziative come questa dimostrano come la tutela del patrimonio culturale e del paesaggio possa diventare uno strumento di conoscenza, partecipazione e sviluppo sostenibile, rafforzando il legame tra memoria dei luoghi, identità delle comunità e valorizzazione del territorio.
Legambiente invita cittadini, associazioni e appassionati a partecipare a questo appuntamento, che offre l'opportunità di riscoprire una pagina significativa della storia siciliana e di riflettere sul futuro di un patrimonio che merita attenzione, cura e nuove forme di valorizzazione.
sabato 6 giugno 2026
Tu chiamale se vuoi ... emozioni - si conclude il laboratorio teatrale condotto da Federica Amore nell'ambito del progetto "Chiazza 4.0" di Legambiente Piazza Armerina - va in scena "Dante contro Dante"
Da novembre a giugno sono stati protagonisti del percorso gli alunni delle classi 2C e 2D, accompagnati dagli insegnanti Oriana Stefanizzi, Marco Incalcaterra, Gabriella Paternò e Patrizia Monterosso, che hanno sostenuto e valorizzato il lavoro svolto durante tutto l’anno scolastico.
Lo spettacolo racconta la storia di Dante, un ragazzo come tanti, alle prese con l’ennesima lezione sulla Divina Commedia. Mentre la professoressa spiega e i compagni sbuffano, Dante si addormenta e viene catapultato in un sogno straordinario, dove incontra Dante Alighieri in persona. Inizia così un viaggio che non attraversa Inferno, Purgatorio e Paradiso, ma i mondi del nostro presente.
Il mondo dei social, dove le immagini corrono più veloci dei pensieri e i “like” diventano giudizi. Il mondo della guerra, dove la violenza mostra il suo volto reale e doloroso. Il mondo dell’ambiente, un pianeta che parla e chiede di essere ascoltato. Il mondo dei silenzi e quello delle parole, capaci di ferire o di curare, di dividere oppure di costruire ponti.
Guidato da Alighieri, il giovane Dante attraversa questi nuovi gironi della contemporaneità, comprendendo che ogni scelta lascia un segno e che il vero viaggio è quello che ci aiuta a guardare il mondo e noi stessi con occhi nuovi.
Alla fine del percorso, davanti alla sua classe, Dante comprende la sua rivelazione: non serve essere un poeta del passato per cambiare il presente. Basta cominciare. Anche oggi. Anche con poco.
“Dante contro Dante” è uno spettacolo che intreccia poesia e quotidianità, sogno e realtà, per ricordare ai ragazzi e agli adulti che la ricerca più importante è sempre quella dentro di noi.
L’evento rappresenta il momento conclusivo di un’esperienza educativa e umana intensa, che ha coinvolto gli studenti in un percorso di scoperta delle emozioni, della relazione con gli altri e della responsabilità verso il mondo che li circonda.
«Durante il laboratorio ho imparato che le emozioni non vanno nascoste, ma ascoltate», racconta una delle studentesse. «Sul palco abbiamo imparato a fidarci gli uni degli altri e a lavorare come una squadra».
«La parte sull’ambiente mi ha fatto riflettere», aggiunge un altro alunno. «Spesso pensiamo che i problemi siano troppo grandi per noi, invece anche i piccoli gesti quotidiani possono fare la differenza».
«Attraverso il teatro abbiamo capito che ogni nostra scelta lascia un segno», sottolinea un’altra studentessa. «Prendersi cura dell’ambiente significa prendersi cura del nostro futuro».
Legambiente Piazza Armerina, attraverso il progetto “Chiazza 4.0”, continua a investire sulle nuove generazioni, promuovendo percorsi che uniscono educazione ambientale, cittadinanza attiva, cultura e creatività. Un impegno concreto che mira a formare cittadini consapevoli, capaci di guardare con attenzione al territorio, alle relazioni umane e alle sfide del nostro tempo.
Un sentito ringraziamento va a tutti i ragazzi e le ragazze che, con entusiasmo, impegno e coraggio, hanno partecipato al laboratorio, mettendosi in gioco e trasformando emozioni, riflessioni e idee in un’esperienza teatrale autentica e coinvolgente.
Un grazie particolare alla regista Federica Amore per la sensibilità e la professionalità con cui ha guidato il gruppo durante questi mesi, ai docenti che hanno accompagnato il percorso educativo e alla Dirigente scolastica Alessandra Messina per il sostegno e l’attenzione riservati alle attività formative che arricchiscono la crescita culturale e personale degli studenti.
L’appuntamento è quindi per lunedì 8 giugno, quando il sipario si aprirà su un viaggio speciale tra sogno e realtà, passato e presente, emozioni e consapevolezza.
mercoledì 27 maggio 2026
Presentazione "Riapparse" di Salvatore Di Vita - 30 maggio 2026 - evento patrocinato
L’iniziativa, promossa da Archeoclub Aidone-Morgantina, rientra nel programma della XVIII Giornata Nazionale delle Miniere, promossa e coordinata da ISPRA e REMI in collaborazione con le più importanti realtà impegnate nella tutela e valorizzazione del patrimonio minerario italiano.
La civiltà mineraria ha rappresentato per decenni uno degli elementi centrali della storia economica, sociale e culturale della Sicilia interna. Le miniere di zolfo hanno modellato il paesaggio, il lavoro, le comunità e perfino la memoria collettiva del territorio tra Enna, Aidone, Valguarnera, Piazza Armerina e Caltanissetta, lasciando un patrimonio umano e culturale che ancora oggi merita di essere conosciuto e custodito.
La Giornata Nazionale delle Miniere rappresenta un’importante occasione di riflessione sulla memoria dei luoghi, sul rapporto tra comunità e territorio e sulla tutela del patrimonio culturale e identitario legato alla storia mineraria del nostro Paese.
In questo contesto, la presentazione del volume “Riapparse” si inserisce come occasione di riflessione, memoria e valorizzazione del territorio, oltre che di approfondimento culturale.
L’appuntamento è ad Aidone, secondo le modalità indicate nella locandina allegata.
Vi aspettiamo.
martedì 26 maggio 2026
Green Camp 2025: si conclude il percorso del “MiticoLab” tra teatro, archeologia e identità territoriale
Tra le esperienze più significative del progetto si distingue il modulo “MiticoLab”, pensato come un percorso multidisciplinare capace di intrecciare memoria storica, linguaggi artistici e partecipazione giovanile. Il laboratorio ha infatti preso avvio durante l’estate 2025 con una prima fase a carattere teatrale, che ha coinvolto i partecipanti in attività espressive e performative ispirate ai miti, alla storia e alle tradizioni del territorio.
Attraverso il teatro, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di esplorare in modo creativo il rapporto con la propria comunità, sviluppando capacità relazionali, consapevolezza culturale e spirito di collaborazione. Questa prima esperienza ha rappresentato la base del successivo percorso laboratoriale, culminato nelle recenti attività didattiche dedicate all’archeologia.
La fase conclusiva del “MiticoLab” ha coinvolto gli alunni della classe 2F dell’I.C. Falcone-Cascino nelle giornate di giovedì 21 e lunedì 25 maggio, sotto il coordinamento della prof.ssa Quagliano, il cui supporto e coinvolgimento hanno contribuito alla piena riuscita delle attività.
Di particolare rilievo la partecipazione dell’archeologo Andrea Arena, che ha accompagnato gli studenti in un percorso pratico e coinvolgente, offrendo strumenti e conoscenze per comprendere il valore della ricerca archeologica e della tutela dei beni culturali.
L’entusiasmo dei giovani partecipanti ha confermato l’efficacia del progetto nel creare un forte senso di identità e appartenenza attraverso esperienze dirette e partecipate.
“È stato bellissimo imparare in modo pratico, ci siamo sentiti dei veri archeologi”.
“Ora so che la nostra storia non è solo sui libri, ma è qui, e mi sento più legato alla mia comunità”.
Il percorso del “Mitico Lab” si conclude così come un’esperienza educativa completa, capace di unire teatro, cultura e sostenibilità in un unico progetto formativo. Un’iniziativa che ha dimostrato come il coinvolgimento attivo dei giovani possa diventare uno strumento concreto per rafforzare il legame con il territorio e promuovere una cittadinanza più consapevole.
Legambiente Piazza Armerina sottolinea come il finanziamento del progetto con i fondi 8x1000 Valdese, in virtù del bando che viene pubblicato annualmente, consente ormai da diversi anni la realizzazione di attività educative, culturali e sociali rivolte ai giovani e al territorio. Grazie a questo importante contributo è stato possibile costruire nel tempo percorsi continuativi di formazione e partecipazione, capaci di coinvolgere scuole, famiglie e comunità locali in esperienze di crescita condivisa.
Con la conclusione della fase didattica di “Green Camp 2025”, l’associazione rinnova il proprio impegno nella promozione di percorsi educativi innovativi, costruiti sulla collaborazione tra scuola, associazioni e professionalità del territorio.
domenica 10 maggio 2026
venerdì 10 aprile 2026
LETTERA APERTA PER IL RESTAURO DEI REPERTI ARCHEOLOGICI PRESENTI NEI DEPOSITI DEL PARCO E IL RIENTRO DI QUELLI CUSTODITI IN ALTRI MUSEI
La straordinaria ricchezza archeologica della Villa Romana del Casale rappresenta uno dei patrimoni culturali più preziosi della Sicilia e dell’intero Mediterraneo. Questo sito, riconosciuto dall’UNESCO patrimonio mondiale, continua a stupire per la qualità dei suoi mosaici e per il racconto che offre della società romana tardo-imperiale.
Eppure, oltre alla meraviglia visibile ai visitatori,
esiste una realtà meno nota: numerosi reperti provenienti dagli scavi della
Villa (e non solo) – frammenti architettonici, ceramiche, oggetti della vita
quotidiana, elementi decorativi – che giacciono da anni nei depositi del Parco.
Materiali
di grande valore storico e scientifico che, di fatto, restano esclusi da ogni
percorso di studio, restauro, valorizzazione e fruizione pubblica.
Questi
reperti, scampati al saccheggio dell’archeomafia nonostante la colpevole
inerzia delle istituzioni, non possono essere codificati come semplici oggetti conservati in deposito: sono invece tasselli fondamentali della
nostra memoria collettiva.
Ogni
reperto racconta una storia, contribuisce a ricostruire il passato e può
offrire nuove conoscenze alla ricerca archeologica.
Averli
lasciati nell’ombra dei depositi equivale a una deliberata rinuncia nei
confronti di una parte della nostra identità culturale.
Non si tratta di oggetti in attesa. Si tratta di memoria sospesa. Non
beni marginali, ma beni pubblici che appartengono alla collettività e che oggi
risultano di fatto sottratti alla fruizione, alla ricerca e alla crescita
culturale del territorio.
Perseverare
in questo atteggiamento equivale ad aver istituzionalizzato l'abitudine alla rinuncia– una resa
culturale che si traduce nel venir meno ai propri doveri e negare la conoscenza
alla comunità, alla ricerca e alle nuove generazioni.
Da
anni il circolo Legambiente di Piazza Armerina richiama l’attenzione su questa
criticità, denunciando l’urgenza di un intervento strutturale e proponendo una
visione diversa: trasformare i depositi
da luoghi di abbandono a laboratori di conoscenza, restauro e partecipazione.
Per
queste ragioni,
SOLLECITIAMO
l’avvio di un programma straordinario di recupero,
restauro e catalogazione dei reperti provenienti dalla Villa romana del Casale e
dagli altri siti di competenza anche finalizzato ad ampliare e integrare il limitato corpus espositivo attualmente
ospitato al Museo della Città e del Territorio di Palazzo Trigona.
Un programma che coinvolga università, centri di
ricerca, restauratori specializzati e giovani archeologi, trasformando quella
che oggi è una criticità in una grande opportunità formativa e culturale che si
configuri finalmente come il giusto e tanto atteso investimento duraturo per lo
sviluppo economico e sociale per il
territorio.
Il
restauro e lo studio di questi materiali consentirebbero di arricchire
significativamente l’offerta culturale: nuove sezioni espositive, mostre
temporanee, percorsi didattici e strumenti digitali potrebbero restituire al
pubblico un patrimonio oggi invisibile
Si tratterebbe di un investimento strategico nella
conoscenza, nella tutela e nello sviluppo sostenibile, capace
di rafforzare il legame tra comunità locale e patrimonio archeologico, favorendo
la crescita delle presenze al Palazzo Trigona attraverso una strategia di
integrazione culturale che unisca finalmente il sito della Villa al cuore della
città.
In
questa prospettiva, sarebbe altresì auspicabile avviare un percorso volto al rientro
dei reperti appartenenti al territorio e attualmente esposti o conservati
presso altri musei, in Sicilia e oltre.
Ma se
quest’ultimo costituisce un percorso complesso che richiede tempi lunghi ma che
deve entrare nell’agenda politica e culturale del territorio, riteniamo che il
recupero e la valorizzazione del patrimonio archeologico presente nei depositi
rappresenta un obiettivo immediatamente perseguibile, anche in virtù
dell’autonomia gestionale di cui oggi gode il Parco e dell’art. 22, comma 2 lettera
b) della L.R. 20/2000.
Auspichiamo
pertanto che si apra una stagione di tutela e valorizzazione per tutto ciò che
la Villa Romana del Casale e il territorio “archeologico” ha ancora da
rivelare, restituendo voce a quel patrimonio finora rimasto confinato nel
silenzio dei depositi, perché restituire luce a questo patrimonio significa
restituire voce al passato, e costruire futuro duraturo per il territorio.
LEGAMBIENTE PIAZZA ARMERINA – CIRCOLOPIAZZAMBIENTE APS
lunedì 6 aprile 2026
sabato 28 marzo 2026
Legambiente e Alessia Franco incontrano gli studenti dell'Istituto Professionale Giorgio Boris Giuliano di Piazza Armerina
È stata l’aula magna dell’Istituto Professionale “Giorgio Boris Giuliano” ad accogliere, lo scorso 23 marzo, la giornalista e scrittrice Alessia Franco, protagonista della presentazione del libro “Raccontami l’ultima favola: Giorgio Boris Giuliano, commissario e cantastorie”.
Palermitana, giornalista e autrice, Alessia Franco costruisce nel suo libro un ritratto intenso e originale del capo della Squadra Mobile di Palermo, assassinato dalla mafia nel 1979. L’opera si distingue per un taglio narrativo che intreccia rigore documentario e dimensione emotiva, restituendo non solo il profilo del servitore dello Stato, ma anche quello dell’uomo: il padre, il marito, il narratore di storie capace di affascinare con le sue “favole”. Ne emerge una figura complessa e profondamente umana, in cui il coraggio professionale convive con una straordinaria sensibilità.
L’autrice è giunta a Piazza Armerina su invito del locale circolo di Legambiente, guidato dalla presidente Paola Di Vita, nell’ambito del progetto “Chiazza 4.0”, di cui l’associazione è capofila. All’interno del progetto è prevista anche una specifica azione, la Human Library, che promuove l’incontro diretto tra studenti e autori. Un’occasione particolarmente significativa, dunque, per ospitare Alessia Franco proprio nella scuola intitolata a Giuliano e approfondire, insieme agli studenti, la sua figura attraverso un’opera che va oltre il racconto biografico, per esplorare la dimensione più intima dell’uomo, lasciando talvolta sullo sfondo il commissario Boris.
L’incontro è stato introdotto dalla dirigente scolastica Paola Maria La Monica, che ha sottolineato il valore simbolico del luogo e l’importanza di momenti di confronto come questo per la crescita civile e culturale degli studenti, evidenziando come la memoria attiva rappresenti uno strumento fondamentale di educazione alla legalità.
Successivamente ha preso la parola la presidente di Legambiente, che ha ricordato la lunga e proficua collaborazione tra l’associazione e l’istituto. Un percorso condiviso che, oltre alle campagne simbolo di Legambiente, ha visto un impegno concreto sui temi della legalità, testimoniato da iniziative significative: dalla partecipazione alla giornata del 23 maggio, con l’attesa della Nave della Legalità, alla presenza degli studenti alle commemorazioni nell’aula bunker, fino al corteo verso l’Albero Falcone e alla piantumazione di una talea dello stesso, realizzata in collaborazione con i Carabinieri della Biodiversità.
Nel suo intervento, la presidente ha inoltre richiamato la figura di Letizia Battaglia, autrice dei numerosi scatti fotografici dedicati a Giuliano che oggi arricchiscono l’aula magna, per poi soffermarsi sulla figura dello stesso Giorgio Boris Giuliano, nativo di Piazza Armerina, al quale la locale sezione dell’ANPI ha dedicato una pietra d’inciampo.
A seguire, alcuni studenti hanno dato voce a brani tratti dal libro, offrendo un momento di lettura partecipata che ha introdotto un vivace e partecipato dibattito. Numerose le domande rivolte all’autrice, che ha così potuto approfondire i contenuti del suo lavoro, condividendo anche aneddoti, riflessioni personali e il percorso di ricerca che ha portato alla scrittura del volume.
Il libro di Alessia Franco accende i riflettori non solo sull’eroe, simbolo di coraggio e legalità, ma anche sull’uomo: un professionista appassionato, capace di coniugare determinazione e sensibilità, memoria e impegno civile. Un’occasione preziosa per gli studenti e per l’intera comunità scolastica per conoscere da vicino una figura esemplare e riflettere sul valore della giustizia e della responsabilità collettiva.
La presentazione è stata inoltre occasione per un momento celebrativo legato alla Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Gli studenti, coordinati dalle docenti Mariolina La Ferrera e Giusi Rizzo, hanno dato vita a momenti intensi e coinvolgenti, tra canti e letture, culminati all’esterno, nel Giardino della Memoria, con la lettura dei nomi delle vittime di mafia e l’ascolto de “Il Silenzio”, in un clima di profondo raccoglimento e partecipazione.
venerdì 20 marzo 2026
23 marzo 2026: parliamo del commissario Giorgio Boris Giuliano con i ragazzi della scuola a lui intitolata
Lunedì 23 marzo 2026 si terrà la presentazione del libro “Giorgio Boris Giuliano: commissario e cantastorie” di Alessia Franco, nell’ambito del progetto “Chiazza 4.0”, di cui è capofila Legambiente Piazza Armerina.
L’iniziativa, rivolta principalmente agli studenti dell’Istituto Professionale “Giorgio Boris Giuliano” di Piazza Armerina, si inserisce tra gli appuntamenti promossi in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Nato proprio a Piazza Armerina, Giorgio Boris Giuliano è stato un servitore dello Stato che ha dedicato la propria vita alla lotta contro la criminalità organizzata, distinguendosi per intuizione investigativa, rigore morale e profondo senso del dovere. Il suo lavoro ha contribuito a far luce su importanti traffici illeciti e a colpire gli interessi della mafia, che lo ha barbaramente assassinato per fermarne l’azione.
Il libro di Alessia Franco accende i riflettori non solo sull’eroe, simbolo di coraggio e legalità, ma anche sull’uomo: un professionista appassionato, capace di coniugare determinazione e sensibilità, memoria e impegno civile. Un’occasione preziosa per gli studenti e per tutta la comunità per conoscere da vicino una figura esemplare e riflettere sul valore della giustizia e della responsabilità collettiva.











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