sabato 11 febbraio 2012

Stufe e camini. Come difendersi dal monossido di carbonio

In periodi di freddo intenso aumenta la necessità di riscaldare le abitazioni e di conseguenza, se gli impianti termici utilizzati sono difettosi o se si ricorre a sistemi di riscaldamento di fortuna, può aumentare anche il rischio di esposizione a livelli di monossido di carbonio che possono compromettere la salute. Come difendersi? Eseguendo i controlli periodici dell'impianto e ventilando bene i locali. Attenzione, quindi, alle stufe trasportabili: vietato accenderle negli ambienti che mancano di apposita apertura di aerazione per il ricambio dell'aria.

Tutte le informazioni su www.viviconstile.org

giovedì 9 febbraio 2012

Territorio: costruttori, ambientalisti, architetti, “riqualificare in modo organico e strutturato il patrimonio immobiliare del Paese”

Il 20e il 21 aprile, ai Saloni 2012, il “Forum, RI.U.SO 01 – CITTÀ E RIGENERAZIONE URBANA. Architettura e industria delle costruzioni per una nuova strategia di sviluppo”
Milano, 9 febbraio 2012. “La riqualificazione organica e strutturata del patrimonio immobiliare del nostro Paese rappresenta una priorità per garantire la qualità e la sicurezza dell’habitat per i cittadini e per promuovere i valori culturali del territorio italiano; può anche costituire un importante volano economico per il settore delle costruzioni, incentivando la ricerca e l'innovazione tecnologica. La “città nuova” dovrà essere pianificata coniugando la necessità di preservare il territorio e mettere un serio freno al consumo di suolo, con un progetto di sviluppo e di trasformazione urbana improntata alla manutenzione, alla riqualificazione energetica degli edifici e a garantire ambienti urbani più vivibili, più verdi e più adeguati alle esigenze dei cittadini”.

Così in una dichiarazione congiunta Vittorio Cogliati Dezza, Presidente di Legambiente, Leopoldo Freyrie, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti e Paolo Buzzetti, Presidente dell’Ance, presentando il Forum, “RI.U.SO 01 – CITTÀ E RIGENERAZIONE URBANA. Architettura e industria delle costruzioni per una nuova strategia di sviluppo” che si terrà il 20 ed il 21 aprile prossimi - all’ Auditorium Stella Polare della Fiera Milano, Rho - nel corso delle iniziative della 51a edizione dei Saloni.

Per la prima volta Ance, Legambiente e Consiglio Nazionale degli Architetti saranno insieme – confrontandosi con Ministeri, Regioni, Comuni, investitori - per individuare strumenti e strategie che conducano alla realizzazione di nuove politiche urbane, basate su una profonda innovazione culturale e capaci di superare le ormai obsolete separazioni tra architettura e urbanistica, tra quartiere e megalopoli, tra governanti e governati.

Nel corso del Forum sarà presentato un rapporto del Cresme sullo Stato del Patrimonio Edilizio e delle Città che analizza le condizioni di sicurezza, consumo energetico, compatibilità ambientale e qualità dell’habitat urbano nazionale. Assieme al rapporto verranno prospettate le condizioni tecniche, normative e finanziarie necessarie all’attivazione di un Programma nazionale di rigenerazione urbana sostenibile che, nella consapevolezza delle condizioni reali delle finanze pubbliche, proponga strumenti in grado di attivare realmente il credito e le partnership con i privati, oltre che avviare concreti interventi volti a rigenerare e valorizzare le città e le case degli italiani.
“Il Programma – sottolineano i tre presidenti - può rappresentare non solo il motore di sviluppo dell’economia, ma anche l’occasione per mettere a sistema le politiche europee, nazionali e regionali di rigenerazione urbana includendovi anche le città medie e piccole – dove si produce l’80% del PIL – che rischiano altrimenti di essere escluse dallo sviluppo”.

Ufficio stampa Consiglio Nazionale Architetti, Silvia Renzi, tel. 338 2366914
Ufficio stampa Associazione nazionale costruttori edili, tel.06 84567412/217
Ufficio stampa Legambiente Milena Dominici, tel. 3490597187

lunedì 30 gennaio 2012

Taglia le ali alle armi


Campagna promossa da Reta italiana per disarmo, Tavola della Pace e Sbilanciamoci per chiedere al Governo di rinunciare all’acquisto di 131 caccia bombardieri F-35.
Febbraio di mobilitazione per dire NO ai caccia F-35 :almeno 15 miliardi per l'acquisto e circa il triplo per il successivo mantenimento, in una fase di crisi economica che impone grossi sacrifici a tutti gli italiani ci chiediamo se tutto questo denaro pubblico non potrebbero essere impiegato meglio.


Con 15 miliardi di euro si potrebbero costruire 45mila asili nido pubblici o mettere in sicurezza le oltre 13mila scuole italiane che non rispettano le norme antisismiche e quelle antincendio. Ci sarebbero nuove opportunità per le imprese e nuovi posti di lavoro. E questo è solo un esempio.

Il primo obiettivo di questa nuova fase di mobilitazione che è attiva del 2009 e già ha raccolto oltre 45.000 adesioni, è spingere il Parlamento a discutere in modo aperto e trasparente sugli F-35 valutando con onestà le opportunità, se ce ne sono, e gli aspetti negativi.

Le iniziative di sostegno alla campagna, che si annunciano numerose e creative, culmineranno il 25 febbraio, con una grande mobilitazione generale "100 piazze d'Italia contro i caccia F-35".

Tutte le informazioni sulla campagna su www.perlapace.it Tavola della Pace, www.sbilanciamoci.org Campagna Sbilanciamoci!, www.disarmo.org Rete Italiana per il Disarmo.

mercoledì 25 gennaio 2012

Legambiente, WWF e Greenpeace scrivono a Monti

Le associazioni ambientaliste Wwf, Greenpeace e Legambiente scrivono al Presidente Mario Monti: l'articolo 25 del decreto sulle liberalizzazioni relativo allo smantellamento degli impianti nucleari e allo smaltimento dei rifiuti radioattivi, modifica e semplifica le modalità di attuazione con deroghe sulle normative ambientali e urbanistiche.

Egregio Presidente,

abbiamo letto nel decreto sulle liberalizzazioni un articolo che riguarda un argomento molto delicato - lo smantellamento degli impianti della filiera nucleare chiusi dopo il referendum del 1987 e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi - e che viene affrontato con modalità accelerate e semplificate, con deroghe sulle normative ambientali e urbanistiche, che ci preoccupano molto. Come è stato ricordato più volte nella scorsa primavera durante la campagna per il referendum che ha fermato il progetto di ritorno dell'atomo nel nostro Paese, l'Italia ha ancora un'eredita' radioattiva irrisolta, che consiste nelle scorie prodotte fino alla fine degli anni '80 dalle centrali nucleari, in quelle che stiamo producendo con lo smantellamento in corso degli impianti gestito dalla società Sogin, che si aggiungono a quelli a media e bassa attività che produciamo ogni giorno nel settore medico, industriale o della ricerca. Per affrontare in modo sicuro e definitivo questo problema è fondamentale garantire la massima trasparenza nell'iter, il pieno rispetto delle procedure ordinarie previste dalle leggi dello Stato e la più ampia partecipazione degli enti locali, delle categorie produttive e delle popolazioni interessate dalla localizzazione di depositi temporanei o di quello nazionale previsto per lo smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi, condizioni che verrebbero meno con l'articolo del decreto pubblicato oggi. Sarebbe estremamente grave se si accelerassero e snellissero le procedure di smantellamento degli impianti nucleari e di realizzazione dei depositi senza le dovute cautele che la questione richiede, perché si rischierebbe di rifare lo stesso errore commesso dal governo Berlusconi nell'autunno del 2003, quando fu decisa con procedure semplificate davvero discutibili la localizzazione della discarica per rifiuti radioattivi a Scanzano Jonico in Basilicata, scatenando una sollevazione popolare che poi portò l'esecutivo a cancellare dopo qualche settimana la localizzazione proposta. L'Italia deve risolvere il problema delle scorie prodotte con la filiera nucleare del passato, ma lo deve fare in modo trasparente, partecipato e democratico. La strada scelta dall'esecutivo, a fronte di un apparente efficientismo, rischia di lasciare irrisolto il problema del trattamento delle scorie. E' per questo che ci auguriamo fortemente che l'Esecutivo da Lei presieduto possa cancellare l'articolo in questione. In attesa di un Suo cortese riscontro,
Le inviamo i nostri più cordiali saluti.

Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia
Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente
Stefano Leoni, presidente del WWF Italia Roma, 25 gennaio 2012