sabato 28 marzo 2009

Ultime dall'Osservatorio sanitario permanente M. Chiello

Riceviamo dal coordinatore dott. Sebi Arena e pubblichiamo.

La “Legge di Riforma Sanitaria”, se così si può chiamare, è stata varata all’ARS, ma per il nostro ospedale nulla è cambiato, e chi si aspettava la restituito ad integrum del Chiello, si sbagliava perché continua a subìre il programma di Iudica pensato molti mesi fa e portato avanti con la caparbietà di sempre in nome di un presunto e mai dimostrato progetto di riorganizzazione della sanità ennese, dove avrebbe vinto il cittadino con i suoi bisogni e le sue speranze, ma in realtà, al cittadino si stanno centuplicando le difficoltà. In questo senso abbiamo perso l’ultima battaglia di una guerra cominciata due anni addietro col piano Lagalla e appena conclusa con la sconfitta di Piazza Armerina col piano Russo. A nulla sono valsi i litigi tra i partiti politici della maggioranza, poiché, in nome di malcelati interessi elettoralistici, si sono ricompattate le forze sul filo di lana. Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur e Iudica ha sempre saputo che, comunque fossero andate le cose alla Regione, la sua opera poteva proseguire tranquilla a Piazza, così come è stato, deliberando cambiamenti nell’assetto organizzativo, comportandosi come se già fosse il direttore pure dell’Umberto I. Ha portato avanti, senza avere mai avuto il consenso dei sindacati, né quello dei comuni, il suo capolavoro SOIEN in ossequio a quei famosi allegati della prima “bozza Russo”, spalleggiato costantemente da quell’altra mente eccelsa della politica del momento Paolo Colianni (che continua blaterare, ai piazzesi che lo hanno votato, che nessun ospedale verrà chiuso, ma non spiega colpevolmente che il nosocomio di Piazza sarà ridotto a PTA e cioè a contenitore di ambulatori, cronicari e DH), ma pure garantito dal sommo novello vicerè di Sicilia.

In ogni caso, abbiamo perso! Ha perso la nostra città e il nostro bacino d’utenza che saranno costretti a ripiegare verso altri lidi per i bisogni di salute. Ha perso la conferenza dei sindaci, che, dopo un tentativo di sfiduciare Iudica, ha dovuto cedere ai giochi dei politici sempre più arroganti e incuranti dei bisogni delle rispettive cittadinanze. Ha perso la politica ennese che non ha saputo e potuto arginare la dilagante marea montante del potere del momento. Hanno perso i cittadini, nonostante i proclami scolpiti sugli architravi del palazzo dell’amministrazione Usl 4 di Enna: “Accogliamo sofferenze, costruiamo speranze”. Niente di più falso. Finora l’ospedale Chiello, pur con mille difficoltà di cui sono stati responsabili in primis i direttori di vario livello, ha, dignitosamente e per secoli, accolto sofferenze e costruito speranze, ma in risposta ha ricevuto solo noncuranza e misere vendette. Da questo momento in poi, il glorioso Chiello, subirà l’onta del declassamento camuffato di innovazione, modernizzazione, razionalizzazione.

Questo probabilmente è l’ultimo comunicato del nostro Osservatorio, poiché questi sono tempi di arroganza, di prepotenza e di sfrontatezza. Possiamo magramente consolarci con Seneca: Iniqua numquam regna perpetuo manent.



27 marzo 2009
Sebi Arena, Coordinatore

mercoledì 25 marzo 2009

A Fera bio a Caltanissetta


Dopo l'esperienza di Messina e Catania anche a Caltanissetta arriva “A FERA BIO”, un vero e proprio mercato del biologico, al fine di creare il rapporto di fiducia fra il consumatore ed il bio-produttore locale. Scopo principale della “A FERA BIO”è il consumo e la valorizzazione delle bio-produzioni locali e territoriali; di fare conoscere cos'è l'agricoltura biologica , data la scarsa o errata informazione che spesso si fa intorno a questa attività . Il bio-produttore é spinto da un reale interesse verso il miglioramento dell'agricoltura , mantiene le antiche tradizioni, rispetta l'ambiente e gli animali, sfrutta in maniera sostenibile le risorse naturali del territorio e si sottopone a controlli periodici da parte di organismi di controllo, ai sensi del reg. CEE 2092/91
“A fera bio” promuove inoltre l'artigianato locale eco-sostenibile, il commercio responsabile e le fonti energetiche rinnovabili, poichè tutto concorre ad un miglioramento dello stile di vita di ciascuno.
La manifestazione, promossa da A.I.A.B. (Associazione Italiana Agricoltura Biologica), l'Associazione di bio produttori “A fera bio” e con il patrocinio dell'Istituto di Istruzione Superiore “Sen. A Di Rocco” di Caltanissetta, è aperta anche a tutte le associazioni animaliste, ambientaliste e culturali che sposano la stessa filosofia del biologico e della conservazione dell'ambiente.
“A fera bio” si terrà nel parco dell'Istituto Agrario di Caltanissetta l'ultima domenica di ogni mese a partire dal 29 marzo dalle ore 9.00 alle ore 15,00.
Il Bio Mercatino “A fera bio” è autofinanziato dagli stessi bio-produttori, che provvederanno ad allestire il proprio spazio espositivo e a curarne pulizia e manutenzione.
Le Aziende o le Associazioni interessate a partecipare dovranno presentare domanda debitamente compilata, via fax al numero: 0934 551254 entro il 25 marzo 2009. Le richieste di adesioni saranno accolte fino ad esaurimento posti disponibili.

Per informazioni:
Luca Cammarata 3356524913
Francesco Di Gesu 3337192887
Giuseppe Larocca Conoscente 3351632100

martedì 24 marzo 2009

Piano casa. “5 buoni motivi per respingere il decreto devasta paese”

12 mesi di condono preventivo in barba a qualsiasi regola; il territorio in mano ai cementieri e nessuna possibilità d’intervento per i Comuni che possono solo assistere allo scempio.

Questa per Legambiente, la sostanza del decreto sul Piano casa proposto dal Governo alle Regioni.

Legambiente ha analizzato il decreto in discussione e evidenziato i 5 motivi per respingere decisamente questo Piano:
1. E’ un invito al cemento illegale: l'autocertificazione del progettista e la deroga agli strumenti urbanistici per interventi che possono arrivare (legalmente) ad aumentare del 40% la volumetria di un edificio (utilizzando il bonus del vicino per raddoppiare il 20% previsto nel decreto) con anche la possibilità del cambio di destinazione d’uso, non sono altro che un invito all'illegalità. “Altro che rilancio dell'edilizia di qualità - ha sottolineato Legambiente -. Se si considera che dopo questo provvedimento il Governo ha già annunciato l'allentamento delle sanzioni per i reati in campo edilizio, in larga parte d’Italia andremo ben oltre quel 40%. L’immagine che ne viene fuori è quindi quella di un Italia in mano agli speculatori e al lavoro nero, oltretutto con la certezza dell'impunità”.
2. Via libera agli scempi nelle aree tutelate. Per la prima volta dal dopoguerra si potrà intervenire nelle aree tutelate realizzando anche veri ecomostri in tutta regola. A leggere gli articoli si capisce che siamo di fronte a un vero ed esplicito invito ad ampliare, demolire e soprattutto ricostruire come si vuole, vista la difficoltà di intervento da parte delle Soprintendenze. Le aree in cui gli interventi sono esclusi sono talmente limitate che persino nei parchi nazionali (vietate solo le zone A, dove però ci sono solo boschi…), nelle aree sottoposte a tutela paesaggistica (laghi, aree costiere, boschi ecc.), e nei centri storici si possono realizzare interventi. Le soprintendenze possono intervenire solo per provare a fermare interventi in edifici e aree tutelate, ma con armi spuntate perché devono scrivere un parere motivato entro 30 giorni per dimostrare “concretamente e motivatamente l’incompatibilità dell’intervento con il vincolo”. Se non lo fanno scatta il silenzio assenso, ma se anche ci provano è sicuro il ricorso al Tar da parte dei cementificatori per verificare se il parere è “motivato”. Del resto è tale il guadagno possibile che vale la pena provarci. Incredibilmente negli edifici dei centri storici non sottoposti a specifica tutela (che sono moltissimi) si possono realizzare sopraelevazioni e aumenti di cubatura, demolizioni e ricostruzioni, e l’unica indicazione che i Comuni possono dare entro 30 giorni riguarda gli aspetti tecnico-estetici previsti dalle normative. Superati i 30 giorni scatta il silenzio assenso e si può ampliare, elevare, coprire con tetti in eternit, aprire finestre, realizzare balconi, il tutto utilizzando materiali e colori di ogni tipo.
3. Non chiamatelo Piano casa! “Smettiamola di giocare con le parole – ammonisce Legambiente - questo provvedimento non è una risposta all'emergenza abitativa. Il Governo continua a chiamarlo piano casa per farlo sembrare un intervento utile a fini sociali, ma è solo una furbata. Per il vero “Piano casa” è prevista un elemosina mentre si regalano soldi (in cubature) a chi una casa ce l'ha già”. I numeri parlano da soli: gli alloggi che si potranno realizzare in questo modo saranno circa 5000 a fronte delle 150mila persone a rischio sfratto (secondo il Sunia). Il 20% in più riguarda i proprietari di casa, favoriti senza ragione e come al solito nel Paese che in Europa ha il più basso tasso di alloggi di edilizia residenziale pubblica (meno di Grecia e Portogallo). Legambiente chiede di aumentare il fondo per gli alloggi prendendo le risorse dall'evasione fiscale e dagli 1,3 miliardi di Euro stanziati per il Ponte sullo Stretto.
4. La presa in giro dell’efficienza energetica. Rubinetti in cambio di metri cubi.
L’ampliamento del 20 o 40% (se si utilizza il bonus del vicino) non è legato ad alcun obiettivo energetico. Nel caso della demolizione e ricostruzione, i primi testi fatti circolare parlavano di un +30 che arrivava a 35% nel caso di attenzione alla bioarchitettura. Invece ora il 35% è per tutti ma è di una genericità assoluta e senza alcun parametro per valutare gli interventi. Basterà autocertificare che si utilizzano tecniche di bioedilizia (non definite dalla legge) o fonti di energia rinnovabili (senza specificare in che misura) o si risparmia nell’utilizzo delle risorse idriche e potabili. In pratica, quindi, basterà dichiarare di aver inserito qualche riduttore di flusso nei rubinetti (del costo di qualche decina di euro) o una vernice di origine naturale per avere diritto a un aumento di cubatura che permetterà un guadagno di decine di migliaia di euro. L’ulteriore beffa è che questi interventi vaghi e senza alcun effetto vero di riduzione dei consumi energetici o idrici possono beneficiare anche di un 50% di riduzione degli oneri di urbanizzazione. Uno sconto senza motivo.
5. La deregulation che rende più invivibili le nostre città. Si possono realizzare ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni “in deroga alle disposizioni legislative, agli strumenti urbanistici vigenti o adottati e ai regolamenti edilizi”. A questi interventi si può aggiungere il mutamento di destinazione d’uso “in tutto o in parte”, completamente al di fuori di qualsiasi regola. “E’ evidente – sottolinea ancora Legambiente - che esistono conseguenze urbanistiche a decisioni di questo tipo che possono rendere un quartiere invivibile, perché privo di parcheggi e di servizi essenziali. Unico limite non realizzare un ipermercato”.

L’insieme di queste procedure rischia di trasformare la memoria storica e l'identità del Paese. Diventerà possibile e legale trasformare edifici ma pure paesaggi con ampliamenti realizzati con materiali e soluzioni degradanti. Per chi abita in città può significare trovarsi improvvisamente di fronte un palazzo con qualche piano in più, e magari non vedere più il cielo. Nei condomini aumenteranno i contrasti, anche grazie al cambio di destinazione d'uso senza controllo da parte dei Comuni, che può portare a problemi di incompatibilità di funzioni e ad errori urbanistici. Al posto di un capannone potrà comparire un palazzo, al piano terra di un condominio magari si aprirà una discoteca; per le aree agricole, costiere e alpine sarà possibile innalzare piani o edifici senza alcuna logica.
www.legambiente.eu

giovedì 19 marzo 2009

“Bloccate cemento selvaggio”

Piano Casa, Legambiente scrive alle Regioni

Evitare il rischio “deregulation generalizzata” che le misure contenute nel Piano Casa potrebbero determinare. E’ la richiesta accorata di Legambiente ai presidenti delle Regioni e delle Province autonome in merito al disegno di legge annunciato dal premier Berlusconi.

In una lettere consegnata oggi in occasione della Conferenza delle Regioni, l’associazione ambientalista - convinta che il rilancio del settore edilizio possa effettivamente svolgere un ruolo fondamentale per uscire dalla crisi, purché incentrato sull'innovazione energetica e la riqualificazione del patrimonio abitativo - motiva nel dettaglio la sua preoccupazione sul contenuto del provvedimento.

L’aumento di cubatura degli edifici, che il disegno di legge prevedrebbe di poter realizzare senza altri permessi che l’autocertificazione rilasciata da un progettista, rischierebbe “di provocare conseguenze irreversibili per le nostre città che potrebbero diventare più brutte e sempre meno vivibili”.

“Per evitare questi rischi - prosegue la lettera di Legambiente - occorre che gli interventi siano possibili esclusivamente nelle Zone B e C dei piani regolatori comunali, ossia quelle di completamento e di espansione urbana. E che siano in ogni caso esclusi sia gli edifici vincolati, sia quelli abusivi o per cui è stata presentata domanda di sanatoria”.

Per impedire che siano realizzati manufatti di scarsa qualità che possano complessivamente degradare l'identità del paesaggio e delle città italiane, Legambiente chiede alle Regioni di definire con chiarezza le tipologie di intervento, i caratteri, le aree e le categorie escluse dall’aumento di cubatura.

Occorre anche che gli aumenti di cubatura previsti siano vincolati a precisi obiettivi di efficienza energetica, mentre l’attuale formulazione del provvedimento premia qualsiasi tipo di intervento con l’aumento di cubatura e concede un ulteriore 5% in caso di risparmio energetico ma senza alcuna definizione chiara.

E affinché la semplificazione, seppur necessaria, dell’iter autorizzativo e l’autocertificazione prevista dal governo non diano il via libera a qualsiasi tipo d’intervento, trasformandosi in un modo per aggiungere cubature in deroga ai piani e regolamenti vigenti, Legambiente chiede infine alle Regioni di introdurre sanzioni durissime per chi supera gli ambiti e i limiti fissati dalla legge, affinché la riduzione delle sanzioni annunciata non rappresenti un invito a costruire molto di più di quanto previsto.

L’ufficio stampa 06 86268399 - 79 - 76 - 53

www.legambiente.eu

lunedì 16 marzo 2009

G - Tutti. Forum ambiente a Siracusa

22 – 24 aprile 2009, Giustizia climatica e diritti dei popoli Un evento internazionale per discutere, dal basso, di ambiente Una manifestazione nazionale contro il nucleare

Si è costituito il forum ambientale “G-Tutti”, un coordinamento di cittadini e associazioni che, in occasione dell’imminente G-8 sull’ambiente di Siracusa, intende portare all’attenzione dell’opinione pubblica i temi della tutela dell’ambiente, della lotta ai cambiamenti climatici e della riconversione ecologica dell’economia.

Tutti i soggetti che vi fanno parte hanno sottoscritto il documento “22 – 24 aprile 2009, Giustizia climatica e diritti dei popoli” (riportato in coda).

Il forum, ovviamente, è aperto al contributo di quanti, individualmente o in forma associata, riconoscendosi nel documento, vogliano impegnarsi per un mondo più sostenibile e più giusto.

Da quando è giunta la notizia che il G-8 si sarebbe svolto a Siracusa, tutta l’attenzione, soprattutto a livello locale, è stata concentrata sugli interventi di manutenzione straordinaria delle strade che condurranno i “grandi della Terra” al Castello Maniace.

Quasi nulla è stato detto sull’agenda politica dell’incontro internazionale: a un mese e mezzo dall’appuntamento si sa solamente che i Ministri dell’Ambiente discuteranno di biodiversità e di cambiamenti climatici. Sul sito del Ministero dell’ambiente italiano, però, nemmeno si parla del G-8 di Siracusa.

Nulla è stato fatto per coinvolgere le comunità locali in un processo di partecipazione, affinché Siracusa non sia soltanto lo sfondo di questo evento e i cittadini non ne siano spettatori passivi ma protagonisti consapevoli.

Eppure nel nostro territorio i problemi ambientali non mancano. Polveri sottili alle stelle, raccolta differenziata a livelli minimi, consumo sfrenato di risorse e totale assenza di politiche in materia ambientale, da anni relegano la nostra città negli ultimi posti nelle classifiche sulla qualità ambientale.

Noi crediamo, invece, che il G-8, per la Sicilia e per Siracusa in particolare, deve rappresentare un’opportunità per migliorare la qualità ambientale del nostro territorio e richiamare l’attenzione di chi governa e dei cittadini verso i temi globali dell’ambiente e le loro implicazioni a livello locale.

Per queste ragioni, G-Tutti, Forum Ambiente propone l’organizzazione di un evento internazionale in cui, in contemporanea con lo svolgimento del G-8, si discuta dal basso delle questioni che più ci stanno a cuore, con il contributo di importanti personalità della comunità scientifica e della società civile.

Incontri, convegni, seminari e concerti animeranno per tre giorni la “nostra” piazza, all’insegna della pace, della solidarietà sociale e del rispetto per l’ambiente.

Con l’occasione lancia un appello per una grande manifestazione per il risparmio e l’efficienza energetica, per le energie rinnovabili e contro il nucleare, ritenendo sbagliata e controproducente la scelta del governo di puntare su questa tecnologia vecchia e pericolosa. Sarà ancor più significativo che la protesta contro il ritorno a nucleare parta proprio dal territorio ibleo, in considerazione del fatto che Ragusa, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stata scelta come sede per la costruzione di una delle centrali nucleari.

Alle istituzioni locali chiediamo, in tempi brevi, un incontro per definire i luoghi e le modalità di svolgimento degli eventi previsti nell’ambito della manifestazione che promuoviamo, nel rispetto delle comprensibili esigenze di ordine pubblico che un evento come il G-8 impone.

Per informazioni sulle iniziative e sulle riunioni consultare il sito: gtutti.blogspot.com


AGIRE SOLIDALE, AMNESTY INTERNATIONAL, ARCI, ARCIRAGAZZI, ASSOCIAZIONE ACQUANUVENA, ASSOCIAZIONE CULTURALE ALIMEDE, ASSOCIAZIONE FAMIGLIE AFFIDATARIE, ASSOCIAZIONE JAMII ONLUS, ASSOCIAZIONE ITALIANA VITTIME DELLA STRADA, ASSOCIAZIONE LA NEREIDE, ASSOCIAZIONE PER LA SINISTRA, BANCA ETICA DELLA SICILIA EST, CENTRO STUDI DAVIDE CONTRO GOLIA, CITTADINANZA ATTIVA, CLUB ALPINO ITALIANO, COMITATO 100 DONNE, COMITATO RIFIUTI ZERO, COOPERATIVA MARTIN- ALTROMERCATO, DECONTAMINAZIONE SICILIA, EMERGENCY, ENTE FAUNA SICILIANA, GRILLI ARETUSEI, LEGAMBIENTE, NATURA SICULA.