mercoledì 6 aprile 2011

MARCIA PER UN MONDO NUOVO


Rimettiamoci in marcia … per tornare a costruire insieme un percorso di protesta e di speranza per i Diritti delle Persone e per la tutela dei Beni Comuni.


Dall’ 11 al 17 aprile 2011 - da Menfi a Palermo. Incontro finale a Borgo di Dio, Trappeto 17 Aprile 2011 h 11.30


Contro lo spreco, la speculazione, lo sfruttamento, la violenza di mafie, multinazionali e governi, Per i Diritti di tutte le Persone, per
l’Autodeterminazione delle Comunità Locali, per la Tutela Pubblica dei Beni Comuni e del Paesaggio

Sulle orme della marcia di Danilo Dolci del 1967, un evento storico di partecipazione e mobilitazione popolare, un gruppo variegato di associazioni e persone ha deciso di ripercorrere il tragitto in sei tappe a piedi da Menfi a
Trappeto, passando per Santa Margherita, Montevago, Poggioreale, Camporeale, Partinico, Borgetto, Monreale, Palermo.

Una nuova “camminata” per attraversare il nostro territorio, ascoltarne le istanze, tessere nuove relazioni e sviluppare un agire comune.

I temi su cui lavorare, oggi più che mai, sono quelli dei beni comuni e della difesa dei diritti inalienabili della persona, come scelte etiche che mettono al centro la
collettività.
Oggi come ieri rimane centrale il tema dell’acqua (nel ’67 la costruzione delle dighe, oggi la battaglia contro la privatizzazione dei servizi idrici). Ma si affronteranno altri temi molto attuali come l’accoglienza ai rifugiati,
la salute pubblica e i rischi ambientali, le soluzioni possibili per la crisi dell’agricoltura, il sostegno alla magistratura nella lotta alla mafia.

L’arrivo a Trappeto, dove Danilo Dolci iniziò negli anni ‘50 la sua azione non violenta, vuole essere un punto di inizio per rimettere al centro temi oggi fondamentali come la mobilitazione popolare, la pianificazione partecipata, la
cittadinanza attiva, proponendo un progetto di recupero del “Borgo di Dio” affinché possa diventare di nuovo un centro di ricerca e azione sulla democrazia partecipativa e l’economia solidale.
E’ un’occasione nuova per tutti coloro che a diverso titolo sono impegnati in forme di resistenza per chiedersi insieme quale può essere il presente e il futuro dei
diversi movimenti e per partecipare a un evento collettivo di interazione e ricerca.

Per ulteriori info e per adesioni: siciliaperiperi.wordpress.com

domenica 3 aprile 2011

Lampedusa: Dopo onda immigrazione ora rischio deregulation, cemento e grandi opere


Legambiente: “Il futuro dell’isola è nello sviluppo sostenibile che rispetta l’ambiente”

Porti franchi, cancellazione dei tributi, abolizione della burocrazia, casinò, campi da golf e una probabile gigantesca colata di cemento ai danni del territorio. E’ quello che potrebbe capitare ora a Lampedusa, secondo il nuovo ‘miracolo italiano’ annunciato, nel corso della sua spettacolare visita, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Una serie d’interventi inutili e anzi dannosi secondo Legambiente che per l’isola chiede prospettive assai diverse.
“Come è già accaduto in passato per l’Aquila – dichiara il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – anche a Lampedusa Berlusconi ha usato la demagogia e il populismo a scapito dei reali interessi dei lampedusani che da anni subiscono le conseguenze di una politica dell’immigrazione improvvisata e trascurata. La gravità dei problemi di Lampedusa – aggiunge il presidente di Legambiente – esige un intervento efficace che garantisca il futuro degli abitanti e lo sviluppo del territorio e non annunci sensazionalistici che promettono un’isola felice e rendono impraticabile qualunque serio confronto sulle scelte di sviluppo da fare”.
L’associazione sollecita azioni ben diverse da quelle proclamate da Berlusconi a partire da un serio intervento di riqualificazione edilizia.
“Lampedusa non ha bisogno di liberalizzare le attività edilizie – prosegue il presidente di Legambiente Sicilia Mimmo Fontana - ma di dotarsi finalmente di un piano regolatore che non ha mai avuto e di un piano paesaggistico che disciplini l’uso ordinato del territorio e recuperi decenni di degrado, frutto di abbandono ed abusivismo. E poi – ha aggiunto Fontana - bisogna finalmente realizzare una corretta gestione del ciclo dei rifiuti che faccia partire la raccolta differenziata, mai avviata, e del ciclo delle risorse idriche ed energetiche puntando alla sostenibilità”.
Secondo Legambiente la vera vocazione turistica di Lampedusa è quella che si fonda sulla promozione del suo inestimabile patrimonio naturale tutelato da una Riserva Naturale Regionale (che registra 100.000 visitatori l’anno), da un’Area Marina Protetta e da un Sito di Importanza Comunitaria che copre oltre l’80% del territorio.
“Un turismo insomma – conclude Fontana - che nulla ha a che vedere con quello prospettato dal presidente del Consiglio”.
Tra le proposte di Legambiente anche una la denuncia di un business sommerso direttamente collegato all’emergenza migranti: lo smaltimento di un centinaio di barconi giunti sull’isola carichi di immigrati.
“E’ una vera emergenza di cui né il Governo Nazionale né l’Amministrazione Comunale si stanno occupando – spiegano da Legambiente Lampedusa - un affare che ha drenato enormi risorse e che poi ha avuto un tragico epilogo nel 2008 e nel 2010 con due megaincendi dei depositi delle imbarcazioni”.


L’Ufficio stampa Legambiente
347.4166793

sabato 2 aprile 2011

Benedizione degli animali domestici in occasione della festa di San Riccardo


Domani mattina, alle 12, in piazza Garibaldi, S.E. Mons. Pennisi benedirà gli animali domestici, in occasione della festa di San Riccardo di Chichester.

venerdì 1 aprile 2011

Allarme G580 - in difesa dell'ospedale di Piazza Armerina


Conclusa la manifestazione cittadina di oggi, la protesta continua.
Alcune esponenti di associazioni femminili hanno organizzato un presidio all'interno dell'ospedale. Seguiamole su www.allarmeg580.blogspot.com

giovedì 31 marzo 2011

Vogliamo un ospedale di sana e robusta ... COSTITUZIONE!


Il caso dell'ospedale Chiello, esploso in modo eclatante nei giorni scorsi, è solo l'ultimo (e speriamo non il penultino) tassello di una condizione decennale che ci vede territorio silente e mortificato all'interno della Sicilia. Territorio silente perchè non è adeguatamente rappresentato, territorio mortificato perchè ci siamo abituati ad accettare tutto in cambio di qualche rapida promessa elettorale prontamente disattesa. Le scelte continuano a venire dall'alto e non dal basso, ma forse è arrivato il momento di riprendere il nostro orgoglio di piazzesi e fare sentire la nostra voce. Il diritto alla cura, alla salute, al lavoro, il futuro per i nostri giovani, la tranquillità per i nostri anziani sono tutte cose che ci vengono lentamente negate, senza apparente perchè.
Domani 1 aprile riprendiamoci la nostra dignità, il nostro diritto di pretendere il meglio per la nostra città e per noi. Partecipiamo alla manifestazione cittadina in difesa del nostro ospedale, facciamo che la nostra voce sia più alta dei proclami gridati dai palchi.