COMUNICATO STAMPA
9° EcoForum Regionale sui Rifiuti e l’Economia Circolare
Oltre 700 milioni di fondi europei, nazionali e privati per la Sicilia, una iniezione di capitale
pubblico e provato senza precedenti, destinati alla realizzazione di infrastrutture
e impianti per l’economia circolare
Cinque anni dopo lo stanziamento dei fondi PNRR, in Sicilia, quali
le aspettative che sono state tradotte in risultati concreti e quali invece
rimangono ancora al palo?
Presentati in anteprima all’EcoForum i primi risultati dei dati del
monitoraggio civico promosso dall’associazione con l’obiettivo di
rilevare lo stato di avanzamento degli interventi finanziati
Solo il 64,7% degli interventi finanziati ha raggiunto l’obiettivo,
il il
restante 35,3% presenta invece elementi di criticità, tra cui ritardi
burocratici, necessità di ricorrere ad altri fondi, rischio di definanziamento
o l’ipotesi estrema di rinuncia al finanziamento.
la registrazione dell’EcoForum
https://www.youtube.com/live/JbaE9p7I0pY
Nel 2021, il
pacchetto per l’economia circolare intitolato “Rivoluzione verde e Transizione
ecologica” ed inserito nella Missione 2 del PNRR aveva una dotazione di 2,1
miliardi di euro per il raggiungimento degli obiettivi indicati nelle linee
guida: migliorare la gestione dei rifiuti, rafforzare le infrastrutture per la
raccolta differenziata, sviluppare nuovi impianti di trattamento e colmare il
divario tra Nord e Sud del Paese.
Alla scadenza dei cinque anni
previsti per il raggiungimento di questi obiettivi le risorse complessive
destinate all’economia circolare nel piano italiano si sono ridotte a 1,8
miliardi di euro. Di questi, solo 376,4 milioni — meno del 21%
del totale — sono stati effettivamente spesi, dato che certifica come non
sia stata ancora compiuta la svolta necessaria per cogliere gli ambiziosi
obiettivi fissati dall’Unione europea: entro il 2035, almeno il 65% dei rifiuti
urbani dovrà essere riciclato. Oggi, a fronte di una percentuale di raccolta
che sfiora il 68% il riciclo effettivo è di pochissimo sopra al 52%, con una
forbice di 15 punti tra ciò che si separa e quello che torna davvero materia
prima secondaria.
E in Sicilia, a che punto siamo?
Cosa c’è e cosa manca per affrontare le sfide dei prossimi anni, evitando di
procedere sempre e soltanto con affannose rincorse e cogliendo, invece, le
opportunità di sviluppo e di creazione di posti di lavoro offerte dalla filiera
industriale dell’economia circolare?
È stato proprio questo il focus del
9° EcoForum regionale sui Rifiuti e l’Economia circolare, l’appuntamento
annuale organizzato nell’ambito del progetto Sicilia Munnizza Free.
L’iniziativa si è tenuta a Palermo, ai Cantieri Culturali alla Zisa, facendo
registrare la partecipazione di rappresentanti del governo regionale, delle
SRR, di operatori economici del settore ed esperti, che hanno contestualizzato
e approfondito questi temi nel corso delle tre sessioni di lavoro.
Ciò che è emerso primariamente è
che, in questi anni, grazie alle misure del PNRR, al PR FESR, al FSC e agli
investimenti in project financing e privati, la Sicilia ha potuto contare su
un’iniezione di capitale pubblico e privato senza precedenti, con risorse
più che bastevoli per superare la storica dipendenza dalle discariche andando a
realizzare una rete impiantistica moderna per il recupero e il riciclo dei
materiali. Si tratta di oltre 700 milioni di euro disponibili, ma la
nota dolente è che solo una parte delle opere è entrata in funzione, nonostante
le scadenze stringenti previste dalla normativa europea e nazionale.
Questo è quanto si ricava dai primi
risultati del monitoraggio civico promosso da Legambiente Sicilia, presentati
in anteprima nel corso della prima sessione dell’EcoForum. Il monitoraggio
si basa su un questionario rivolto ai responsabili unici di progetto (RUP) e ai
soggetti proponenti, pubblici e privati, con l’obiettivo di rilevare lo stato
di avanzamento degli interventi finanziati attraverso diverse misure europee e
nazionali o mediante project financing. Nel campione esaminato rientrano 34
interventi finanziati per migliorare la raccolta differenziata e realizzare
impianti di trattamento e riciclo dei rifiuti, per un valore economico
complessivo monitorato pari a 283.817.006,07 euro. Per il 64,7% di questi
interventi censiti viene dichiarato di aver raggiunto l’obiettivo o comunque di
essere perfettamente in linea con i tempi previsti; il restante 35,3%
presenta invece elementi di criticità, tra cui ritardi burocratici, necessità
di ricorrere ad altri fondi, rischio di definanziamento o l’ipotesi estrema di
rinuncia al finanziamento.
Un altro dato anticipato dal
monitoraggio è quello relativo alla dimensione dei progetti andati a buon fine.
I piccoli progetti (CCR, isole ecologiche, software IoT) hanno raggiunto
quasi al 100% i target del PNRR. Al contrario, i grandi impianti
tecnologici (biodigestori, valorizzazione organico/tessili) sono andati in
sofferenza a causa dei tempi burocratici di autorizzazione. Il monitoraggio
civico proseguirà nelle prossime settimane e i risultati definitivi saranno
presentati entro la fine dell’anno in un dossier dedicato che offrirà un quadro
chiaro delle fonti di finanziamento, delle tempistiche previste e delle
criticità concrete riscontrate sul campo.
“Non possiamo
permetterci di perdere tempo, risorse e capitali necessari a sostenere la
transizione della gestione del ciclo dei rifiuti verso l’economia circolare”, dichiara Tommaso Castronovo, presidente
di Legambiente Sicilia,
che continua: “Rispetto a dieci anni fa, in Sicilia, grazie al grande
impegno di centinaia di amministrazioni comunali e di milioni di cittadini,
oltre un milione di tonnellate di rifiuti sono state sottratte alla discarica e
avviate agli impianti di trattamento e selezione. Oggi la raccolta
differenziata in Sicilia ha raggiunto il 57%, ma gli obiettivi si sono spostati
più avanti: occorre garantire l’effettivo avvio al riciclo dei rifiuti
raccolti. Per questo è necessario ottimizzare il sistema di raccolta porta a porta,
integrandolo con i centri comunali di raccolta e i centri del riuso, il
tracciamento dei flussi attraverso sistemi avanzati di intelligenza artificiale
e l’applicazione della tariffa puntuale, così da ridurre la produzione di
rifiuto urbano residuo. Accanto a queste misure occorre realizzare impianti
industriali di prossimità per il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti
differenziati, oltre a impianti di riciclo capaci di costituire una vera
filiera industriale dell’economia circolare. Solo mettendo a sistema potremo
veramente liberarci dei rifiuti creando reali condizioni di sviluppo
sostenibile, occupazione duratura e benessere sociale, ambientale ed economico
per i territori».
Una costante di tutti gli interventi
proposti nel corso dell’EcoForum e particolarmente nella seconda sessione
dedicata alla gestione del secco differenziato urbano è stata la sottolineatura
relativa a quei parametri che fino ad oggi il mero perseguimento del dato
percentuale della raccolta differenziata ha fatto trascurare, vale a dire la
qualità dei conferimenti, l’efficienza della selezione, la riduzione della
produzione degli scarti di processo, la capacità di collocare le materie prime
seconde nei cicli produttivi. La sfida già in atto e che condizionerà
fortemente i prossimi anni si riassume in due semplici obiettivi: ridurre a
monte la produzione di rifiuti ed estrarre valore a valle acquisendo piena
coscienza del fatto che solo chi produce flussi puliti pratica economia
circolare.
Proprio la Sicilia, nell’ultimo decennio,
ha dimostrato come sia possibile cambiare, anche rapidamente, alcune logore
abitudini, alimentate da una cattiva gestione dei servizi e, in alcuni casi, da
interessi opachi legati alla gestione del ciclo dei rifiuti. Rispetto a
dieci anni fa, sono progressivamente diminuiti i rifiuti conferiti in
discarica, per un quantitativo pari a quasi 1 milione di tonnellate.
Tuttavia, permangono forti criticità nella chiusura del ciclo di gestione dei
rifiuti, caratterizzato ancora da una significativa produzione di rifiuto
indifferenziato e dalla necessità di rispondere efficacemente agli obiettivi
europei di gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti e di riduzione del
ricorso alla discarica. Innovazione ed efficienza economica, industriale e
ambientale nella gestione sostenibile del rifiuto urbano e dell’indifferenziato
sono le condizioni irrinunciabili per garantire una concreta transizione verso
l’economia circolare.
“In Italia – ha
concluso Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - si
sta concretizzando un ritorno al passato fatto di cassonetti ‘intelligenti’ in
strada e di nuovi impianti di incenerimento che rischia di fermare la
rivoluzione circolare che ormai è avviata in ogni regione. La Sicilia rientra
pienamente in questo scenario di restaurazione di un modello che speravamo di
aver superato. Per completare il percorso virtuoso intrapreso è invece
fondamentale realizzare quegli impianti industriali dell’economia circolare che
ancora mancano sul territorio siciliano, senza i quali anche la migliore
raccolta differenziata di qualità, premiata con una equa tariffazione puntuale,
rischia di essere vanificata dai viaggi della speranza dei rifiuti negli
impianti di riciclo di altre regioni”.
L’EcoForum
regionale sui rifiuti e l’economia circolare è inserito nell’ambito del progetto
Sicilia Munnizza Free, patrocinato dal
Dipartimento regionale rifiuti della Regione Siciliana e da Anci Sicilia ed è
sostenuta da:
Gold
partner
CONAI
Partner sostenitori:
LVS Group, Agesp
Partner
Asja, Sarco, WEM, Sikuel Gruppo Magioli, FG Recycling System
Partner EcoForum
Comieco, Ecoface
Ufficio stampa
Teresa Campagna
338 2116468
Palermo 24 ottobre
2026
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