Anno record per numero di incendi e ettari bruciati in Sicilia. I dati del report Bioeconomie
delle Foreste. Sull’isola sono andati in fumo 71.178 ettari (+41% rispetto al
2025), pari al 54,4% dell’intera superficie bruciata a livello nazionale, a
fronte di 836 eventi incendiari. 12.786
gli ettari della rete Natura 2000 interessati dagli incendi, pari al 18% della
superficie regionale bruciata
Anche quest’anno la Sicilia si
conferma la regione più colpita dagli incendi, con numeri che restituiscono la
dimensione di una vera e propria tragedia ecosistemica, che colpisce non solo
le aree naturali ma anche le zone urbane e i campi agricoli. I dati forniti
dall’annuale report Bioeconomie delle Foreste, presentato oggi a Roma nel corso
del “IX Forum Foreste sulla gestione sostenibile e forestale,
restituiscono d’altronde la dimensione di un’emergenza ormai strutturale, che
impone un cambio di passo nelle politiche di prevenzione e tutela del
territorio.
Al 15 ottobre 2026, sull’isola sono
andati in fumo 71.178 ettari, pari al 54,4% dell’intera superficie bruciata a
livello nazionale,
a fronte di 836 eventi incendiari. Un bilancio particolarmente grave, che segna
un incremento del 41% rispetto all’anno precedente e colloca la Sicilia al
primo posto in Italia sia per estensione delle superfici percorse dal fuoco sia
per numero di incendi.
A rendere ancora più preoccupante
il quadro è la concentrazione dei danni in alcuni territori: sono 20 i
comuni siciliani che hanno superato i mille ettari bruciati. Tra questi,
Bivona, in provincia di Agrigento, che con 8.827 ettari rappresenta il comune
maggiormente devastato a livello nazionale, seguito da Butera, nel Nisseno, con
4.143 ettari, Resuttano con 3.379 ettari e Castronovo di Sicilia con 2.514
ettari. Numeri che raccontano non soltanto la perdita di patrimonio naturale e
forestale, ma anche una futura condanna per le comunità locali, per le attività
agricole e il paesaggio, che se in un recente passato guardavano al futuro con
preoccupazione, ora lo fanno con vera e propria disperazione. Particolarmente significativo
è anche l'impatto sugli ecosistemi di maggiore valore naturalistico: in
Sicilia sono 12.786 gli ettari della rete Natura 2000 interessati dagli
incendi, pari al 18% della superficie regionale bruciata. Un danno che
coinvolge habitat di interesse comunitario, aree fondamentali per la
conservazione della biodiversità e territori che svolgono un ruolo essenziale
nella tutela degli equilibri ecologici.
“Sfortunatamente per noi, - dichiara
Tommaso Castronovo presidente di Legambiente Sicilia- i numeri del rapporto
restituiscono una fotografia drammatica e, purtroppo, non sorprendente della
Sicilia. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza ambientale, che deve
fare i conti con condizioni meteo climatiche sempre più estremi e che non può
essere affrontata soltanto attraverso il rafforzamento degli interventi di
spegnimento quando gli incendi sono già divampati. La dimensione dei danni, la
ricorrenza degli eventi e il coinvolgimento di territori già colpiti negli anni
precedenti dimostrano quanto sia indispensabile investire in una strategia
organica di prevenzione e di controllo del territorio, sfortunatamente assente
tra le scelte intraprese dal nostro governo regionale”
Occorre superare la logica
dell'emergenza e costruire un sistema capace di intervenire prima che le fiamme
si sviluppino, attraverso una gestione attiva e sostenibile del patrimonio
forestale, la pianificazione e manutenzione del territorio, il recupero delle
aree degradate e il coinvolgimento delle comunità locali. È necessario mettere
in campo un piano regionale di prevenzione che abbia continuità nel tempo e
risorse adeguate, puntando sulla gestione forestale sostenibile, sulla cura
delle aree rurali e periurbane, oltre che sull’aggiornamento capillare dei
Catasti incendi dei comuni e sul monitoraggio costante dei territori
maggiormente esposti. Serve inoltre rafforzare il coordinamento tra
istituzioni, enti locali, sistema antincendio, mondo agricolo e associazioni,
promuovendo una cultura della prevenzione e della responsabilità collettiva. La
tutela delle foreste e delle aree rurali non è soltanto una questione
ambientale: significa proteggere le comunità, le risorse idriche, il suolo, il
paesaggio e la capacità dei territori di affrontare gli effetti della crisi
climatica. La Sicilia non può permettersi di perdere ogni anno una parte così
importante del proprio patrimonio naturale.
Palermo
30 ottobre 2026
Ufficio
Stampa
Teresa
Campagna 338 2116468
