Si tratta di una legge che truffa i siciliani perché non risolve in alcun modo il problema delle tante famiglie indigenti che oggi non hanno più accesso al mercato della casa e, al contempo, dà un segnale negativo incentivando ancora una volta quelle politiche di deregulation che hanno caratterizzato gli ultimi decenni.
Dichiarazione di Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia.
Legambiente interviene per l’ennesima volta sul dibattito relativo al Piano casa. “Riteniamo – dichiara Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia – che l’approvazione di ieri non sia stato uno dei momenti più felici dell’Ars, considerato che si tratta di una legge certamente inutile e speriamo poco dannosa. Come più volte dichiarato in questo ultimo mese, si tratta solo di uno spot del governo Berlusconi che non ha avuto alcuna efficacia in tutte quelle regioni in cui è vigente sin dalla primavera/estate del 2009.
Si tratta, infatti, - continua Fontana - di una legge che truffa i siciliani perché non risolve in alcun modo il problema delle tante famiglie indigenti che oggi non hanno più accesso al mercato della casa e, al contempo, dà un segnale negativo incentivando ancora una volta quelle politiche di deregulation che hanno caratterizzato gli ultimi decenni. Si tratta di un’occasione perduta. Avevano auspicato, di concerto con gli ordini professionali regionali, architetti, geologi ecc., che questa legge diventasse una grande occasione di vera riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Per fare ciò sarebbe stato necessario e sufficiente riservare i benefici della norma agli interventi di sostituzione (demolizione e ricostruzione) eliminando quelli di ampliamento. Questi ultimi rischiano di rimanere sulla carta o, peggio, alimentare una nuova stagione di abusivismo edilizio, poiché la nuova normativa antisismica, entrata in vigore l’estate scorsa, rende quasi impossibile l’ottenimento dell’autorizzazione del Genio Civile. Tale previsione normativa rischia, quindi, di avere solo effetti perversi sul piano sociale, e nessun effetto significativo su quello economico. Puntare con decisione sulla sostituzione edilizia avrebbe avuto, invece, l’effetto di rinnovare un patrimonio edilizio molto degradato, quello degli anni ‘50 e ‘60, rendendolo sismicamente sicuro ed energeticamente efficiente. Risultati che non si possono di certo ottenere con gli interventi di ampliamento.
Vorremmo, infine, chiarire all’on. Maira ed a tutti i suoi colleghi che, polemicamente, si chiedono dove siano finiti gli ambientalisti, che Legambiente è intervenuta più volte nel corso di questo mese di battito in Aula, criticando il compromesso al ribasso che sta alla base di questa legge. Ma le nostre prese di posizione, sull’argomento Piano casa, sono state censurate, tranne che dalle agenzie di stampa, da quotidiani e telegiornali ”.
giovedì 4 marzo 2010
mercoledì 3 marzo 2010
Concorso letterario per i più piccoli - IL GRANDE ALBERO

Legambiente e Susanna Tamaro hanno indetto il Concorso letterario a premi Il Grande Albero, che ha l’intento di promuovere la scrittura e la cultura dell’ambiente tra i bambini. Il concorso è anche inserito in un progetto di educazione ambientale di Legambiente organizzato in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, “Un Albero per il Clima”.
A chi è rivolto?
A bambini e bambine di età compresa tra i 7 e i 10 anni, che sono invitati a scrivere un racconto inedito sull’importanza che gli alberi rivestono per la natura e la vita sulla Terra.
Il tema
Il testo dovrà raccontare esperienze, emozioni e storie relative alla natura e agli alberi: parlateci delle loro funzioni indispensabili negli equilibri degli ecosistemi, dalla mitigazione dei cambiamenti climatici alla conservazione della biodiversità. Raccontateci le emozioni e la gioia che vi regalano, la varietà dei loro fiori, foglie e frutti, la bellezza che donano alle nostre città con la loro presenza!
Come partecipare?
Inviando un racconto, di massimo 50 righe (circa 650 parole), che dovrà pervenire unitamente alla Scheda di Adesione, via e-mail all’indirizzo festa.albero@legambiente.it, via fax al numero 06.86268474 - c.a. Ufficio Campagne, oppure via posta all’indirizzo: Legambiente Onlus – Ufficio Campagne – Via Salaria 403 – 00199 – Roma.
Tutto entro e non oltre il 30 aprile 2010.
Premiazione!
La giuria, presieduta dalla scrittrice Susanna Tamaro, giudicherà i lavori pervenuti in base alla rispondenza al tema e all’abilità e creatività della scrittura. Il vincitore sarà premiato con un kit per fare con le proprie mani la carta riciclata e tre libri: Il grande albero, L'uomo che piantava gli alberi e L'insalata era nell'orto di Salani Editore
I migliori racconti saranno inoltre pubblicati su www.legambientescuolaformazione.it
Per tutte le informazioni scarica il regolamento completo della Scheda di Adesione dal sito www.legambiente.eu, oppure scrivi a festa.albero@legambiente.it o chiamaci allo 06.86268348.
sabato 27 febbraio 2010
Master in COMUNICAZIONE, INTERPRETAZIONE ED EDUCAZIONE AMBIENTALE
L'Università di Palermo, congiuntamente con Legambiente, Arpa Sicilia e Parco Fluviale dell'Alcantara, ha attivato il master di I livello "Comunicazione, interpretazione ed educazione ambientale".
Il master mira ad affrontare discipline e problematiche che condurranno i partecipanti a trovare occupazione in qualità di comunicatori ambientali, educatori ambientali ed interpreti ambientali nei seguenti contesti lavorativi:
aree protette (Parchi, Oasi, Riserve, ecc.), Musei, Ecomusei, Geopark;
pubbliche amministrazioni (Comune, Provincia, Regione, Comunità montane, ecc.)
operanti istituzionalmente nei settori dei Beni ambientali, culturali e delle Politiche
ambientali;
istituti scolastici pubblici o privati di ogni ordine e grado e in generale in agenzie culturali
e di formazione;
enti pubblici e privati.
La domanda di partecipazione alle selezioni deve pervenire entro il 22 marzo c.a.
Il bando è consultabile sul sito dell'Università di Palermo o può essere richiesto al nostro indirizzo e-mail: piazzambiente@legambientesicilia.com
Il master mira ad affrontare discipline e problematiche che condurranno i partecipanti a trovare occupazione in qualità di comunicatori ambientali, educatori ambientali ed interpreti ambientali nei seguenti contesti lavorativi:
aree protette (Parchi, Oasi, Riserve, ecc.), Musei, Ecomusei, Geopark;
pubbliche amministrazioni (Comune, Provincia, Regione, Comunità montane, ecc.)
operanti istituzionalmente nei settori dei Beni ambientali, culturali e delle Politiche
ambientali;
istituti scolastici pubblici o privati di ogni ordine e grado e in generale in agenzie culturali
e di formazione;
enti pubblici e privati.
La domanda di partecipazione alle selezioni deve pervenire entro il 22 marzo c.a.
Il bando è consultabile sul sito dell'Università di Palermo o può essere richiesto al nostro indirizzo e-mail: piazzambiente@legambientesicilia.com
giovedì 18 febbraio 2010
Piano casa. La classe politica siciliana continua a guardare solo ai piccoli interessi particolaristici, piuttosto che all’interesse collettivo.
I disastri degli ultimi mesi rendono invece evidente come la Sicilia avrebbe bisogno di ben altro: un grande progetto di riqualificazione del territorio e delle nostre città. Dichiarazioni di Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia.
Tutta questa animosità nel dibattito sul piano casa ci sembra assolutamente fuori luogo, mentre la Sicilia si sta letteralmente sbriciolando. Negli ultimi mesi decine di persone hanno perso la vita per le frane e per lo stato di vetustà dei nostri centri storici. In migliaia hanno perso la casa ed i nostri parlamentari non trovano di meglio che accapigliarsi sull'estensione dei privilegi previsti dal piano casa che, comunque vada, sia che venga mantenuta un'impostazione restrittiva, sia che si decida di "sbracare" totalmente sarà uno dei peggiori prodotti in Italia. I disastri degli ultimi mesi rendono invece evidente come la Sicilia avrebbe bisogno di ben altro: un grande progetto di riqualificazione del territorio e delle nostre città. I violenti fenomeni meteorologici che negli ultimi anni si sono susseguiti sempre con maggiore frequenza, non si affievoliranno, anzi, i cambiamenti climatici in corso comporteranno un’ulteriore tropicalizzazione del nostro clima. E, in assenza di una profonda rivisitazione delle politiche di gestione del territorio, si moltiplicheranno le conseguenze drammatiche come quelle che hanno colpito i territori di Messina, Agrigento e Palermo, solo per fare pochi esempi. Ma, tutto questo sembra lasciare indifferente la classe politica siciliana che continua a guardare solo ai piccoli interessi particolaristici, piuttosto che all’interesse collettivo, salvo poi battere cassa quando si cercano le risorse per riparare ai danni provocati da questo modo dissennato di gestire la cosa pubblica.
Tutta questa animosità nel dibattito sul piano casa ci sembra assolutamente fuori luogo, mentre la Sicilia si sta letteralmente sbriciolando. Negli ultimi mesi decine di persone hanno perso la vita per le frane e per lo stato di vetustà dei nostri centri storici. In migliaia hanno perso la casa ed i nostri parlamentari non trovano di meglio che accapigliarsi sull'estensione dei privilegi previsti dal piano casa che, comunque vada, sia che venga mantenuta un'impostazione restrittiva, sia che si decida di "sbracare" totalmente sarà uno dei peggiori prodotti in Italia. I disastri degli ultimi mesi rendono invece evidente come la Sicilia avrebbe bisogno di ben altro: un grande progetto di riqualificazione del territorio e delle nostre città. I violenti fenomeni meteorologici che negli ultimi anni si sono susseguiti sempre con maggiore frequenza, non si affievoliranno, anzi, i cambiamenti climatici in corso comporteranno un’ulteriore tropicalizzazione del nostro clima. E, in assenza di una profonda rivisitazione delle politiche di gestione del territorio, si moltiplicheranno le conseguenze drammatiche come quelle che hanno colpito i territori di Messina, Agrigento e Palermo, solo per fare pochi esempi. Ma, tutto questo sembra lasciare indifferente la classe politica siciliana che continua a guardare solo ai piccoli interessi particolaristici, piuttosto che all’interesse collettivo, salvo poi battere cassa quando si cercano le risorse per riparare ai danni provocati da questo modo dissennato di gestire la cosa pubblica.
lunedì 15 febbraio 2010
I Nebrodi sbriciolati
San Fratello viene giù: ultimo e più grave episodio di una tendenza affermata.
Un territorio dimenticato, privo di alcuna cura e manutenzione a dispetto della sua connaturata fragilità.
I consolidamenti milionari e l’abbandono di ogni forma di governo del territorio.
Il dramma degli abitanti di San Fratello, costretti ad abbandonare il loro paese, è l’ultimo e più grave episodio di una serie di eventi che stanno interessando i Nebrodi con cadenza quasi quotidiana. A loro va tutta la comprensione e la solidarietà possibile.
Dietro questa serie di episodi che stanno mettendo in ginocchio le comunità località ci sono la connaturata fragilità del territorio e l’inadeguatezza delle politiche per la sua gestione: le piogge di questo periodo non sono altro che il detonatore di una bomba già
innescata.
A fronte dell’esistenza o della nuova realizzazione di insediamenti e di infrastrutture in zone vulnerabili, è mancata quella cura del territorio che storicamente lo manteneva in sicurezza.
L’abbandono delle pratiche agricole e l’assenza di interventi di manutenzione ad iniziativa pubblica hanno modificato equilibri molto delicati determinando le condizioni del dissesto.
“Davanti a questa realtà, appare urgente ed ineludibile – dichiara Salvatore Granata, direttore Legambiente Sicilia - l’assunzione di un nuovo modello di governo del
territorio che garantisca l’equilibrio idrogeologico ed una diversa politica delle opere pubbliche. La Regione Sicilia dia finalmente piena attuazione alla Legge 183 sulla
difesa del suolo ed adotti i piani di bacino, definisca un quadro di riferimento sostenibile per la pianificazione urbanistica comunale, finanzi un programma di restauro e di
messa in sicurezza del territorio orientato al ripristino del reticolo idrografico e della copertura vegetale. Non più fiumi di cemento per consolidamenti milionari ma interventi diffusi capaci di dare anche risposte al bisogno
di lavoro”.
Un territorio dimenticato, privo di alcuna cura e manutenzione a dispetto della sua connaturata fragilità.
I consolidamenti milionari e l’abbandono di ogni forma di governo del territorio.
Il dramma degli abitanti di San Fratello, costretti ad abbandonare il loro paese, è l’ultimo e più grave episodio di una serie di eventi che stanno interessando i Nebrodi con cadenza quasi quotidiana. A loro va tutta la comprensione e la solidarietà possibile.
Dietro questa serie di episodi che stanno mettendo in ginocchio le comunità località ci sono la connaturata fragilità del territorio e l’inadeguatezza delle politiche per la sua gestione: le piogge di questo periodo non sono altro che il detonatore di una bomba già
innescata.
A fronte dell’esistenza o della nuova realizzazione di insediamenti e di infrastrutture in zone vulnerabili, è mancata quella cura del territorio che storicamente lo manteneva in sicurezza.
L’abbandono delle pratiche agricole e l’assenza di interventi di manutenzione ad iniziativa pubblica hanno modificato equilibri molto delicati determinando le condizioni del dissesto.
“Davanti a questa realtà, appare urgente ed ineludibile – dichiara Salvatore Granata, direttore Legambiente Sicilia - l’assunzione di un nuovo modello di governo del
territorio che garantisca l’equilibrio idrogeologico ed una diversa politica delle opere pubbliche. La Regione Sicilia dia finalmente piena attuazione alla Legge 183 sulla
difesa del suolo ed adotti i piani di bacino, definisca un quadro di riferimento sostenibile per la pianificazione urbanistica comunale, finanzi un programma di restauro e di
messa in sicurezza del territorio orientato al ripristino del reticolo idrografico e della copertura vegetale. Non più fiumi di cemento per consolidamenti milionari ma interventi diffusi capaci di dare anche risposte al bisogno
di lavoro”.
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