venerdì 2 settembre 2011

Legambiente su sentenza TAR di annullamento Piano paesistico di Ragusa

Il Tar di Catania annulla Piano paesistico di Ragusa. “La sentenza rischia di produrre effetti gravissimi sul territorio”. Dichiarazione di Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia e Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali di Legambiente Sicilia.

“La sentenza del TAR di Catania che sospende gli effetti del Piano Paesistico della provincia di Ragusa rischia di produrre effetti gravissimi sul territorio”. A dichiararlo Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia e Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali di Legambiente Sicilia, che continuano: “Le motivazioni lasciano alquanto perplessi: sostenere, dopo anni, che occorre la VAS, valutazione ambientale strategica, per l’adozione di un piano di vincoli che ha natura paesaggistica e non può essere considerato un piano territoriale, appare incredibile in una regione in cui, in questi anni, attraverso norme di deroga, la VAS non è stata fatta nemmeno per i piani urbanistici e addirittura per il piano energetico regionale. Gli interessi che hanno avversato il piano paesaggistico di Ragusa e che hanno portato alla sentenza di oggi, sono ben lontani dalla tutela dell’ambiente che è l’obiettivo della VAS, la cui mancanza viene agitata in maniera del tutto strumentale. Adesso si corre un serio e fortissimo pericolo di un’aggressione del paesaggio da parte di speculatori, palazzinari e cementificatori senza scrupoli. L’Amministrazione regionale e il governo Lombardo – concludono Fontana e Zanna - devono scendere subito in campo con determinazione, per dimostrare da che parte stanno, facendo scattare una immediata moratoria per impedire nuovi scempi edilizi in tutto il territorio siciliano, in attesa della definizione della vicenda”.


2 settembre 2011

L’ufficio stampa
Teresa Campagna 3382116468

sabato 13 agosto 2011

Mare, sequestrato depuratore di Gela


Legambiente: "Ancora una volta Goletta Verde si conferma sentinella dei mari"

"Alla Capitaneria di Porto e alla Guardia Costiera di Gela va il nostro plauso per la solerzia con la quale hanno raccolto la denuncia di Goletta Verde e dei cittadini e verificato la situazione alla foce del torrente Gattano dove le nostre analisi hanno riscontrato un forte inquinamento.
Nonostante le rassicurazioni fornite dalla società che gestisce la depurazione nella provincia di Caltanissetta, questo sequestro conferma per l'ennesima volta
l'attendibilità delle analisi di Goletta Verde e anche l'utilità di una campagna che da 26 anni è sentinella dei mari italiani. Attendiamo ora gli esiti dell'indagine ma si provveda subito a mettere in sicurezza tutta la zona oggetto dello sversamento.
L'area di Gela, infatti, è già fortemente provata da un inquinamento industriale che deve essere risanato e non ha certo bisogno di ulteriori fonti inquinanti".
Così il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani, commenta il sequestro del depuratore biologico delle acque reflue del quartiere Macchitella di Gela, amministrato dalla società Caltaqua, il soggetto gestore dell'ATO idrico di Caltanissetta.
"E' molto grave che ad essere colti con le mani nel sacco siano stati proprio i dipendenti della società privata che gestisce non solo la depurazione ma anche le
acque per uso civile della provincia di Caltanissetta - ha aggiunto Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia -. Un segno evidente che affidare ai privati la
gestione di beni pubblici non è sempre garanzia di efficienza. Ci appelliamo - ha concluso Fontana - all'Assessore al Territorio e Ambiente della Regione Sicilia perché assuma l'onere di risolvere la disastrosa situazione della depurazione in tutta la regione. Ricordo infatti, che ben 90 comuni siciliani sono totalmente privi di depuratori e, come dimostra questa vicenda , anche dove ci sono la gestione è spesso fallimentare".

L'Ufficio stampa Legambiente
347.4166793

mercoledì 10 agosto 2011

Legambiente Sicilia ricorda Ludovico Corrao

Ludovico Corrao è stato il primo socio del Circolo Legambiente Valle del Belìce, ha partecipato con entusiasmo a tutte le edizioni di Salvalarte Belìce, ha accolto i partecipanti del Viaggio nella Memoria. Sempre presente a tutte le manifestazioni, ha apprezzato la Rete Museale e Naturale Belicina.

Ricordiamo il suo pensiero in occasione del 1° Viaggio nella Memoria: "Se si fosse dato spazio ai fattori culturali, oggi le città del Belice non sarebbero città fantasma. Solo la cultura può darci sostegno e slancio nella scoperta del nuovo genius loci, nella ricostruita identità fatta di molteplicità di culture e linguaggi, di accoglienza e di convivenza pacifica con gli altri popoli del Mediterraneo che alla Sicilia conferirono splendori di civiltà, identità e solidarietà per la pace e lo sviluppo".
“Memoria e Bellezza”, da valorizzare e da salvare, hanno tracciato il filo conduttore nelle quattro campagne di Salvalarte Belìce, idee e suggerimenti sempre puntuali sono stati il contributo di Ludovico Corrao, ma saranno sempre insufficienti per ricordarlo. Negli ultimi anni nel Belìce, dopo i fasti delle prime edizioni delle Orestiadi, si era interrotto il dialogo culturale tra le città e le persone; insieme abbiamo cercato, con decine di iniziative organizzate in tutti i Comuni, di riprendere quel discorso culturale. Con il sostegno e le attenzioni di Corrao “conoscitore” della cultura belicina, abbiamo promosso le aree archeologiche minori e poco conosciute, gli artisti del Belìce, Nick La Rocca, Sanfilippo, abbiamo affrontato dibattiti sul restauro, sulla conservazione dell’arte contemporanea, e lanciato le basi per nuovi temi. Abbiamo fatto conoscere, anche ai belicini, tanti luoghi e siti culturali e naturalistici meravigliosi e spesso unici. La nascita della Rete Museale e Naturale Belicina è stata un’occasione molto apprezzata, anche perché, attraverso un lungo e faticoso percorso, ha permesso di superare atavici campanilismi e di comprendere che bisogna stare uniti, perché qui la storia è unica e la memoria resta viva e forte. L’impegno politico per l’arte, la cultura e l’architettura, le innumerevoli opere, gli incontri tra i popoli del Mediterraneo, promossi da Ludovico, adesso sono l’eredità lasciataci per la Valle del Belice e per tutta la Sicilia. Siamo profondamente dispiaciuti per la perdita di un grande uomo, che ha contribuito ad accrescere la cultura nazionale e internazionale, ma soprattutto che è stato capace di rovesciare le sorti delle pietre del dolore post sisma in pietre della bellezza e della memoria. Gibellina, la sua opera principale di politico e intellettuale, resta il suo sogno, una città d’arte che continuerà a vivere, perché come diceva lui, “le città non si fanno in trenta anni”.
10 agosto 2011
L’ufficio stampa
Teresa Campagna tel. 338-2116468

domenica 10 luglio 2011

11 luglio - Il comitato Trigona incontra l'assessore Missineo

4500 FIRME A SOSTEGNO DI PALAZZO TRIGONA E DI UNA POLITICA INTEGRATA E REALE PER LO SVILUPPO DI PIAZZA ARMERINA

L’ASSESSORE MISSINEO ACCOGLIE L’INVITO DEL COMITATO TRIGONA AD UN CONFRONTO APERTO SUL FUTURO DELLO STORICO PALAZZO CHE ASPETTA, DA PIU’ DI 50 ANNI, DI DIVENTARE MUSEO.

LUNEDÌ 11 LUGLIO L’ASSESSORE SARÀ A PIAZZA ARMERINA PER ASCOLTARE IL COMITATO ED EFFETTUARE UN SOPRALLUOGO A PALAZZO TRIGONA

Più di 4500 firme raccolte a Piazza Armerina, grazie al forte impegno della società civile riunita in comitato cittadino, per sottoporre alle istituzioni competenti un cartello di richieste che vedono al centro il futuro di Palazzo Trigona, lo storico edificio acquistato nel 1959 dalla Regione Sicilia e destinato a essere museo.
“Oggi – dichiarano i responsabili del comitato – il restauro di Palazzo Trigona, dopo colpi di scena degni di una telenovelas, è concluso ma il palazzo non è ancora fruibile. E’ per questo che abbiamo deciso di ricostituire il comitato Trigona, cui hanno aderito 50 sigle tra associazioni, rappresentanze sindacali e operatori commerciali. Il museo a Palazzo Trigona – continuano dal comitato - è sempre stato visto e auspicato dalla città come occasione di rilancio e sviluppo culturale ed economico, di un comune che solo sulla carta può definirsi turistico, e l’enorme interesse che hanno suscitato le azioni del comitato è la prova che i cittadini hanno ormai capito che solo una forte spinta dal basso può cambiare ciò che la politica non riesce a garantire”.
“Probabilmente entro la fine dell’estate, assisteremo all’apertura parziale del Palazzo, – continua il comitato - ma ciò non può e non deve essere considerato un punto di arrivo, ma solo l’inizio perché il Palazzo venga trasformato veramente in museo e motore culturale per la città di Piazza”.
“Da decenni questa città aspetta un museo d’eccellenza che possa costituire un polo di attrazione culturale e turistica da affiancare alla Villa del Casale, e che possa supportare anche la rinascita economica di Piazza. La mancanza del museo e di una adeguata programmazione turistica e culturale sul territorio, già dopo l’inaugurazione della Dea di Morgantina, si sta già facendo sentire e potrebbe farsi sentire ancora di più nei prossimi mesi, in coincidenza con la prevista riapertura definitiva della Villa del Casale, quando Piazza, purtroppo, non si presenterà al passo con questi grandi eventi.
Il 16 giugno i rappresentanti del comitato sono stati ricevuti, a Palermo, dall’assessore regionale per i Beni Culturali, Sebastiano Missineo. In quella occasione sono state consegnate all’assessore le oltre 4500 firme raccolte e si è avviato un confronto aperto sul ruolo del Trigona nel contesto della fruizione e della valorizzazione dei beni culturali di Piazza e del suo territorio.
“L’assessore – continua il comitato - ha accolto positivamente l’impegno della società civile e si è dimostrato disponibile a discutere in termini possibili e non politici sul futuro di Palazzo Trigona”.
L’11 luglio l’assessore Missineo sarà a Piazza Armerina e dedicherà la mattina all’incontro con il comitato e alla visita a Palazzo Trigona per poi proseguire la sua giornata con importanti incontri istituzionali legati all’annunciata conclusione dei lavori alla Villa del Casale, prevista per dicembre 2011, e alla messa in rete del patrimonio culturale piazzese.
Coordinamento e ufficio stampa
Legambiente Piazza Armerina - trigona@piazzambiente.com

martedì 28 giugno 2011

"UNESCO ALLA SICILIANA, i siti in sofferenza della bella Sicilia"

Mercoledì prossimo, 29 giugno alle ore 11, alla Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali di Legambiente Sicilia; Mimmo Fontana, presidente regionale Legambiente Sicilia, e i responsabili del Circolo Legambiente di Piazza Armerina presenteranno il dossier "UNESCO ALLA SICILIANA, i siti in sofferenza della bella Sicilia".
Sarà presente Guido Meli, direttore del Parco archeologico Villa del Casale.

Seguirà visita guidata al cantiere di restauro dei mosaici e della nuova copertura della Villa.



27 giugno 2011

L’ufficio stampa
Teresa Campagna 3382116468