martedì 17 maggio 2022

Pubblicato il rapporto "Il diritto di vivere in classe A": Piazza Armerina tra i casi studio

Legambiente denuncia “l’inefficienza energetica” nelle periferie, monitorati 9 quartieri in 7 città: edilizia popolare vecchia, poco mantenuta e curata.  

La riqualificazione energetica del patrimonio edilizio 
quale chiave strategica per affrontare le principali emergenze al centro del dibattito pubblico, dalla crisi climatica a quella socioeconomica, dal perdurare dei conflitti al caro bollette: a patto che a beneficiarne, però, siano soprattutto le fasce più bisognose della popolazione e i quartieri marginali delle nostre città.

È la tesi sviluppata dalla quarta edizione del rapporto di Legambiente “Il diritto di vivere in classe A”  nell’ambito della campagna Civico 5.0, che racconta e denuncia lo stato di inefficienza dell’edilizia in Italia.  

Monitoraggi

I monitoraggi condotti da Legambiente attraverso termografie, in grado di rivelare il comportamento termico dei manufatti edilizi, hanno interessato cinque Regioni italiane, sette città e nove diversi quartieri che si aggiungono ai dieci della scorsa edizione, dalla Lombardia alla Sicilia: Corvetto a Milano, dove sono in atto processi di rigenerazione, l’Isolotto a Firenze, dalla seconda metà del ‘900 strutturato con un’attenta progettazione e uno studio degli spazi, San Giovanni a Teduccio a Napoli, dove è sorta la prima comunità energetica rinnovabile e solidale in Italia, il Quarticciolo, Casilino 23 e Villa dei Gordiani a Roma, Villaggio Kennedy a Piazza Armerina, Viale Autonomia a Caltagirone e Via Turati a Caltanissetta, dove gli interventi dell’ente gestore ancora latitano.

Un viaggio da Nord a Sud che ancora una volta racconta di luoghi in cui efficienza energetica e il diritto a vivere in case dignitose rappresentano una chimera;  di un’edilizia popolare vetusta, poco manutenuta e curata, cui si accompagnano dispersioni degli infissi, involucri poco coibentati e sistemi murari disperdenti. Criticità che acuiscono le disuguaglianze già vissute prima dell’emergenza sanitaria e aggravate dal caro bollette post-pandemia.  

Superbonus

All’interno del rapporto 10 proposte per fare del Superbonus una politica improntata alla riduzione dei gas climalteranti, al contrasto alla povertà energetica, alla messa in sicurezza del patrimonio edilizio.

lunedì 2 maggio 2022

A.A.A. Direttori parchi archeologici cercasi

C'è da chiedersi cosa bolle in pentola, a Palermo, a proposito di nomine dei direttori dei parchi archeologici. Allo stato attuale, come previsto dalla L. 20/2000, la nomina del direttore di un parco risulta essere di competenza dell'Assessore regionale al ramo che lo deve individuare tra i dirigenti tecnici dello stesso assessorato. Gli attuali direttori, il cui contratto scadeva il 31 dicembre 2021, sono stati prorogati al 30 marzo 2022, poi al 30 aprile e infine al 1 giugno, in attesa del regolamento per la riorganizzazione dei servizi. Ma nel frattempo, la giunta regionale approva la DGR 229 del 20 aprile, prontamente ritirata (per approfondimenti da parte dello stesso assessore al ramo) il 28 aprile con DGR 247. Ma di cosa stiamo parlando? Il 20 aprile la giunta regionale approva una delibera avente ad oggetto: Approvazione disegno di legge recante: 'Modifica dei requisiti previsti per la nomina dei Direttori dei Parchi archeologici in Sicilia ai sensi della legge regionale 3 novembre 2000, n. 20. La giunta approva un disegno di legge che poi dovrà essere sottoposto al vaglio delle commissioni per poi essere votato dall'ARS (con il clima attuale?)? Un pò strano. Caso mai esprime apprezzamento. Ma non è questo il punto. Il disegno di legge sembrerebbe essere composto di 2 articoli: il primo che corregge la denominazione dell'assessorato al ramo e prevede che il direttore del parco possa essere nominato tra tutti i dirigenti del ruolo unico regionale, indipendentemente dal ramo di appartenenza; il secondo prevede l'armonizzazione della normativa regionale con quella nazionale, prevedendo (rif. Franceschini) la possibilità che l'incarico possa essere affidato, con procedure di selezione pubblica, a qualificati soggetti esterni all'amministrazione regionale. Il 28 aprile interviene la revoca di questa delibera per approfondimenti. Ci sarà un seguito? Chissà! Ma che tutti i nostri parchi abbiano necessità di una guida esperta, con capacità manageriale è un dato di fatto. E che siano necessarie procedure di evidenza pubblica a sostegno è un altro fatto. Ma che i direttori possano operare con strutture a supporto di adeguate competenze e numero è invece un'altra necessità non garantita dall'attuale configurazione (e recente riduzione) dei servizi operativi.

pdv

giovedì 28 aprile 2022

Villa romana del Casale: quel progetto là devi metterlo qua

Pubblicato oggi sul sito dell'Assessorato regionale BB.CC. e I.S. il Decreto del Dirigente Generale n. 1568 del 26 aprile 2022, con cui l'intervento “Progetto di completamento del restauro della Villa romana del Casale di Piazza Armerina: interventi strutturali e nuove coperture” dell'importo complessivo di € 6.430.928,54, è disimputato dal PO FESR 2014-2020, Azione 6.7.1 – PRATT 722 per aver maturato un ritardo di attuazione tale da ritenere concreto il rischio di mancato completamento entro il termine ultimo di ammissibilità della spesa a valere sul PO 2014-2020 per essere reimputato al “Piano di Sviluppo e Coesione” della Regione Siciliana a valere sulle risorse di cui alla Delibera CIPESS n. 32/2021 sezione speciale 2 “Risorse FSC copertura interventi ex fondi strutturali 2014-2020” di cui all’art. 242 del D.L. n. 34/2020 e s.m.i. e precisamente sull’Articolazione Operativa 3-02 – “Riallocazione della copertura finanziaria di iniziative ammesse al PO FESR 2014/2020 Az. 6.7.1 in ritardo di attuazione” del PSC “Piano di Sviluppo e Coesione” della Regione Siciliana, Area tematica 6. Cultura - Settore di intervento 1 – “Interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio”;

sabato 23 aprile 2022

Volontari a supporto dell'accoglienza nei siti culturali? Si, ma nel rispetto del Codice del Terzo Settore

Legambiente di Piazza Armerina interviene sul recente Avviso per la ricerca di associazioni di volontariato da impegnare nei siti del parco archeologico di cui alle determine 29,30,31 e 32 a firma del direttore del parco, arch. Liborio Calascibetta. “Che venga riconosciuto il ruolo del volontariato e se ne valorizzi l’impegno è sempre una cosa positiva – dichiara la presidente Paola Di Vita – ma che lo si faccia sempre nel rispetto della specifica normativa di settore e senza oltraggiare la dignità dei volontari”  Il 14 aprile è stato pubblicato all’Albo Pretorio del Parco archeologico un Avviso datato 11 aprile, continua la presidente – per l’individuazione di associazioni di volontariato per l’affiancamento in servizi di accoglienza nei 4 siti del parco, Villa Romana, Palazzo Trigona, Morgantina e Museo di Aidone, con allegato lo schema di Convenzione gratuita, che poi gratuita non è perché si riconosce un compenso all’associazione che risulterà affidataria. E fino qui nulla quaestio.   Non è la prima volta che viene pubblicato un simile avviso e il nostro parco non è l’unico a ricorrere a tale forma di affiancamento. Altri circoli di Legambiente, per esempio nel siracusano, hanno, in passato, partecipato a tali Avvisi risultandone affidatari. Ma la normativa di settore si evolve e sembra abbastanza strano che l’Avviso del nostro parco sia in evidente contrasto con il Codice del Terzo Settore, sia per quanto riguarda i riferimenti normativi che per le modalità di stipula della convenzione e dei compensi all’associazione che sarà individuata. L’avviso fa ancora riferimento alla Legge quadro sul volontariato la L.266/91 che è stata abrogata con l’entrata in vigore, nel 2017, del Codice del Terzo Settore. Non tiene contro inoltre della modalità di corresponsione dei rimborsi ai volontari che possono essere elargiti solo ed esclusivamente per spese documentate e con limiti mensili molto bassi (150 €), mentre invece vengono date indicazioni sul numero dei volontari da impegnare, sulle ore giornaliere e sul periodo, quasi sottintendendo un rapporto di lavoro dipendente, con un rimborso di 4€/h, impossibile da versare ai volontari per quanto detto sopra. Da sottolineare che la continuità della prestazione così richiesta sicuramente non può essere considerata una prestazione volontaria. Per non parlare dei compiti assegnati ai volontari, che poco hanno a che fare con il volontariato. Sia a livello regionale che nazionale Legambiente sta attenzionando il problema e siamo a conoscenza che alcuni istituti culturali siciliani stanno elaborando Avvisi più in linea con la normativa attuale. Siamo consapevoli che i siti culturali hanno un organico sottodimensionato, ma che si facciamo i concorsi allora invece di sfruttare il volontariato. In ultimo abbiamo sottolineato come, essendo entrato in vigore il RUNTS (Registro Unico del Terzo Settore) a novembre, la Regione Siciliana ha (come previsto dal Codice) trasmigrato le associazioni iscritte nei registri regionali (OdV e APS) e che, proprio il 7 aprile l’Ufficio R.U.N.T.S. Sicilia, istituito presso l’Assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche Sociali, ha pubblicato la nota prot. 12933, ha comunicato l’elenco delle associazioni trasmigrate cui sarebbe bene far riferimento per verificare l’effettiva appartenenza alla sfera del volontariato, come richiesto dall’Avviso. Abbiamo immediatamente contestato l’avviso, con una nota inviata al direttore e ai componenti del CTS, chiedendo modifiche e rettifiche, ma non c’è stato alcun seguito. L’avviso è scaduto il 20 e noi, come Legambiente, ci riserviamo pertanto di chiedere l’accesso agli atti e/o di formulare ricorso.

mercoledì 13 aprile 2022

R.U.N.T.S. Prove tecniche di trasmissione

Il 2022 per gli enti del terzo settore sarà l’anno del R.U.N.T.S-, il Registro Nazionale Unico che sostituirà tutti i registri regionali. Anche la Regione Sicilia ha comunicato, con nota n. 12933 del 7 aprile la conclusione, il 22 febbraio, della trasmigrazione delle associazioni di volontariato e di promozione sociale, già iscritte nei rispettivi registri regionali, nel nuovo Registro nazionale.

Tutto ciò avviene a seguito dell’entrata in vigore del Codice del Terzo Settore che ha generato un riordino complessivo del mondo delle associazioni che, fino a questo momento, è stato simile al far west. Il Codice inoltre detta nuove regole per il rapporto tra enti pubblici e privati. L’iscrizione al registro unico comporta sicuramente dei vantaggi per gli enti del terzo settore a partire dal diventare gli unici soggetti deputati ad interloquire con le pubbliche amministrazioni che dovranno attuare la coprogrammazione e la coprogettazione in campo sociale e non solo.

A Piazza Armerina gli enti che trasmigreranno di diritto, su richiesta della Regione, nel RUNTS sono: 

AVULSS PIAZZA ARMERINA O.d.V. 

LEGAMBIENTE PIAZZA ARMERINA  O.d.V.

IL GIRASOLE O.d.V.

GRUPPO CENTRO ITALIANO FEMMINILE DI INTERVENTO SPECIFICO PERSONA E SOCIETA APS 

ODV ARMERINA EMERGENZA O.d.V. 

PSICOLOGI PER I POPOLI REGIONE SICILIA O.d.V. 

ASSOCIAZIONE ALZHEIMER E DEMENZE ENNA O.d.V.

ASSOCIAZIONE DONNEINSIEME SANDRA CRESCIMANNO O.d.V. 

AVIS COMUNALE DI PIAZZA ARMERINA O.d.V. 

SIMPOSIO ONLUS APS

A.GE.DI. ASSOCIAZIONE DI GENITORI CON FIGLI DISABILI O.d.V.

PLUTIA EMERGENZA ONLUS O.d.V.

Tutte le altre associazioni, già costituite o di nuova costituzione, dovranno pertanto richiedere direttamente l’iscrizione al RUNTS, presentando tutta la documentazione di rito, a partire dallo statuto adeguato al nuovo Codice.