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giovedì 16 settembre 2021

Nucleare. Seminario nazionale sul deposito unico nazionale. Legambiente Sicilia: abbiamo chiesto che vengano inseriti i criteri dell’insularità e della zona a rischio sismico 2 nell’ordine di idoneità

 16.09.2021 – Nucleare.  Seminario nazionale sul deposito unico nazionale. Legambiente Sicilia: abbiamo chiesto che vengano inseriti i criteri  dell’insularità e della zona a rischio sismico 2 nell’ordine di idoneità, oltre a ribadire tutte le osservazioni poste sui quattro siti potenzialmente idonei, Tp-9 Calatafimi Segesta, Tp-11 Fulgatore, Pa-15 Petralia Sottana, CL-18 Butera

Nell’ambito del seminario nazionale sul deposito unico nazionale, si è svolta ieri la sessione territoriale dedicata alla Regione Siciliana. Ha partecipato anche Legambiente Sicilia, con Anita Astuto, responsabile Energia e clima, per ribadire le osservazioni depositate nella prima fase di consultazione. “In questa ulteriore delicata fase di approfondimento – dichiara Astuto -, nonostante l’importante tema, i soggetti iscritti a parlare sono stati solo tre, la Regione Siciliana, con l’intervento dell’assessore Cordaro, un cittadino e Legambiente Sicilia. Ci saremmo aspettati un maggiore coinvolgimento da parte dei soggetti territoriali interessati ma anche delle altre associazioni ambientaliste, speriamo lo facciano in un prossimo incontro. Questo è un ottimo esempio di consultazione pubblica che ci auguriamo venga attuato per tutte le opere strategiche che dovranno essere realizzate in Italia e in Sicilia in particolare”.

“L’incontro – dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia – è servito per ribadire la nostra posizione favorevole all’individuazione di un sito in Italia che custodisca finalmente in sicurezza i rifiuti nucleari a bassa e media intensità che esistono sul territorio nazionale e che si producono ogni giorno. Non condividiamo la scelta di Sogin di stoccarvi anche i rifiuti ad alta intensità derivanti dalla stagione, per fortuna breve e ormai chiusa, dell’energia nucleare in Italia. In particolare sulla situazione regionale abbiamo chiesto che vengano inseriti i criteri  dell’insularità e della zona a rischio sismico 2 nell’ordine di idoneità, oltre a ribadire tutte le osservazioni poste sui quattro siti potenzialmente idonei, Tp-9 Calatafimi Segesta, Tp-11 Fulgatore, Pa-15 Petralia Sottana, CL-18 Butera”.

UFFICIO STAMPA LEGAMBIENTE SICILIA

martedì 4 dicembre 2012

Legambiente Sicilia su Zichichi e nucleare

“Siamo costernati – dichiara Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia - per il fatto che l’assessore Zichichi non potrà raggiungere la felicità, almeno non attraverso la proliferazione di centrali nucleari sul territorio siciliano. Lo informiamo, qualora gli fosse sfuggito, che il popolo italiano in due diverse occasioni e a distanza di 26 anni, si è a larghissima maggioranza espresso contro l’opzione nucleare. E questo non per sfiducia nella scienza, ma per il fatto che fino ad oggi, nonostante le cifre iperboliche investite nella ricerca di sicurezza, il nucleare è indiscutibilmente una tecnologia altamente pericolosa. Gli incidenti nucleari nella storia recente non sono avvenuti solo per incompetenza o deficit tecnologici, ma come ha dimostrato proprio Fukushima, perché l’uomo non è e non sarà mai nelle condizioni di controllare o prevenire completamente fenomeni naturali. Il rischio contaminazione, però, non è legato esclusivamente alla possibilità di un incidente in una centrale, ma anche e forse soprattutto alla impossibilità ad oggi di gestire in modo sicuro, al di là di ogni ragionevole dubbio, le scorie prodotte. Tutti i luoghi nel mondo in cui ad oggi vengono “conservate” le scorie nucleari vengono, infatti, considerati temporanei, perché ancora non abbiamo trovato un altro pianeta in cui trasferire questo irrisolvibile problema. Non siamo certamente preoccupati – sottolinea Fontana - per i pensieri in libertà dell’assessore, che per l’altro non sono nemmeno una novità, auspichiamo, però, che l’assessore Zichichi profonda le sue energie per ricostruire il settore dei Beni culturali, strategico per la Sicilia, e distrutto negli ultimi anni dal governo Lombardo. Anche Paesi storicamente nuclearisti, come Stati Uniti, Germania, stanno programmando l’abbandono del nucleare perché finalmente le rinnovabili stanno diventando un’alternativa concreta per la produzione di energia su larga scala. Quindi, posizioni come quella di Zichichi rappresentano ormai il passato: la storia dell’umanità va in un’altra direzione. Ci auguriamo, per il bene della Sicilia, che il governo Crocetta – conclude Fontana - possa rappresentare anche un momento di emancipazione culturale della nostra regione, e quindi contraddistinguersi per posizioni avanzate sui temi dello sviluppo, piuttosto che per opinioni che guardano al passato”.


4 dicembre 2012



L’ufficio stampa

Teresa Campagna tel. 338-2116468

lunedì 21 settembre 2009

Nucleare, localizzazione siti

All'appello ambientalista rispondono Calabria,Toscana, Liguria e Piemonte

Greenpeace, Legambiente e WWF accolgono con soddisfazione l’iniziativa delle Regioni Calabria, Toscana, Liguria e Piemonte che hanno impugnato di fronte alla Corte Costituzionale la Legge 99/2009 con cui il Governo cerca di far tornare l’Italia nell’errore nucleare scavalcando le competenze delle Regioni e la volontà dei cittadini residenti. Le associazioni si augurano che tale esempio venga seguito anche dalle altre Regioni.

Dopo il primo annuncio della Regione Calabria, con la scelta anti-nucleare del Presidente Agazio Loiero, su proposta dell’Assessore all’Ambiente Silvio Greco, anche le Regioni Toscana, Liguria e Piemonte hanno comunicato di aver presentato ricorso alla Corte Costituzionale.

La delega nucleare al Governo prevista dalla Legge 99/2009 mette fuori gioco le Regioni sulla localizzazione degli impianti nucleari per la produzione dell’energia elettrica, sugli impianti per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi o per lo smantellamento degli impianti nucleari, in contrasto con quanto stabilito dal Titolo V della Costituzione sui poteri concorrenti delle Regioni in materia di Governo del territorio e sul rispetto del principio di leale collaborazione., In base a questa valutazione, Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia, con una lettera dell’11 settembre scorso inviata ai Governatori e a tutti gli assessori competenti, hanno chiesto l’impugnazione di fronte alla Corte Costituzionale della norma contenuta nella legge 99/2009.

“Il fatto è particolarmente grave perché si vuole così scavalcare completamente non solo le Regioni ma anche gli enti locali per localizzare impianti e aree, equiparate ad aree militarizzate, gestite da privati”. Nei criteri e nei principi che improntano la delega al Governo infatti, rilevano gli ambientalisti, l’intesa con la Conferenza Unificata, a cui partecipano le Regioni e gli enti locali, è chiesta solo per la costruzione e l’esercizio degli impianti e non per la localizzazione che viene quindi avocata al solo Governo. Gli ambientalisti nella loro lettera agli amministratori regionali citano, a sostegno dell’impugnazione, almeno quattro sentenze della Corte Costituzionale (Sentenze n. 242, 285 e 383 del 2005 e n. 247 del 2006) in cui si ribadisce l’ineludibilità delle intese tra Governo e Regioni quale pieno riconoscimento della funzione amministrativa delle Regioni su materie in cui queste esercitano il loro potere legislativo concorrente.



L’ufficio stampa Legambiente (06.86268376 -99)

venerdì 7 agosto 2009

Appello da Festambiente contro il nucleare

Legambiente: “Con il nucleare non si riduce la bolletta, nè si ferma la Febbre del Pianeta”

“Con il nucleare non si riduce la bolletta, nè si ferma la Febbre del Pianeta”.


E' questa la risposta di Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente alle dichiarazioni sul nucleare del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Un appello che l'associazione ambientalista lancia nel corso di Festambiente, il primo Festival denuclearizzato che dal 7 agosto fino al 16 a Rispescia (Gr) offrirà ai visitatori buone pratiche di green economy, risparmio, efficienza energetica, fonti rinnovabili, le 'ricette' per fermare la “febbre” del pianeta.

A lanciare il messaggio antinuclearista saranno gli stessi cantanti tra cui Eugenio Finardi, Bandabardò e Africa Unite, che saliranno sul palco di Festambiente, indossando il braccialetto di Legambiente “No Nuke” contro la scelta energetica dell'atomo. Il nucleare non è la risposta al mutamento climatico, né è una scelta condivisa dalla maggior parte degli italiani. Secondo un sondaggio della Lorien Consulting, infatti, sono oltre il 60% gli italiani contrari all'energia nucleare, quasi 7 italiani su 10 considerano pericolosa l'energia dall'atomo (65,8%), mentre cresce invece l'apertura verso le fonti alternative, a cui sono favorevoli 8 cittadini su 10.

“Il nucleare non è assolutamente la fonte energetica più economica – ha aggiunto Gentili – perchè gran parte del costo dell'elettricità da nucleare è legato al costo di investimento per la progettazione e realizzazione delle centrali, che è almeno doppio di quanto ufficialmente dichiarato, e richiede tempi di ritorno di circa 20 anni. Se a questo si considerano anche i costi di smaltimento delle scorie e di decommissioning degli impianti i costi diventano addirittura poco calcolabili. Dove il kWh da nucleare costa apparentemente poco è perché lo Stato si fa carico dei costi per lo smaltimento definitivo delle scorie e per lo smantellamento delle centrali. E sono proprio queste spese ad aver scoraggiato gli investimenti privati negli ultimi decenni. Per fermare la febbre del pianeta e ridurre la bolletta energetica italiana la soluzione più semplice è fondata sul risparmio, sull'efficienza energetica e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili: la via più immediata, più economica e sostenibile”.