IL 24 MAGGIO IL PRIMO INCONTRO DEDICATO ALLA STORIA DELL’ICONOGRAFIA DELLA MADONNA DELLE VITTORIE.
Si terrà il 24 maggio il primo incontro dei seminari culturali di Salvalarte, promossi ormai da diversi anni dal circolo Legambiente di Piazza Armerina.
I seminari 2010 saranno caratterizzati dal motto comune denominatore “Sicilia sempre clarissima: percorsi e vicissitudini culturali nella Sicilia tardoantica e medioevale”.
I seminari hanno ricevuto il patrocinio della facoltà di Lettere dell’Università degli studi di Catania e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mario Sturzo” di Piazza Armerina.
Il primo incontro vedrà al tavolo dei relatori la dottoressa Venera Petralia, dell’Archivio storico diocesano dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose Mario Sturzo, che sarà presentata da Don Pasquale Bellanti, direttore dell’Istituto.
Tema dell’incontro sarà “L’icona di Maria SS. delle Vittorie nella storia dell’iconografia mariana”.
Nei mesi successivi si alterneranno al tavolo dei relatori accademici delle Università degli Studi di Catania e di Roma.
“Gli appuntamenti Salvalarte – dichiarano i responsabili del circolo Legambiente di Piazza Armerina – costituiscono ormai un riferimento costante e puntuale nel panorama dell’offerta culturale della nostra cittadina. Sin dal 1999 abbiamo dato vita ad importanti dibattiti e realizzato mostre sui beni culturali di Piazza, in particolare sulla Villa del Casale e su Palazzo Trigona cui abbiamo affiancato, negli ultimi anni, un vero e proprio ciclo di seminari, la cui organizzazione è stata resa possibile anche grazie all’impegno di uno dei nostri soci più giovani, Giuseppe Paternicò”.
L’appuntamento è quindi fissato per lunedì 24 maggio alle ore 18.30 presso il centro di Educazione Ambientale del Parco Urbano San Pietro.
sabato 22 maggio 2010
giovedì 20 maggio 2010
Buon compleanno Legambiente

Nel 1980 nasceva Legambiente: l'inizio di un percorso in cui cominciò ad affermarsi l'ambientalismo scientifico, costruito sulla determinazione di fondare ogni iniziativa in difesa dell'ambiente su una solida base di conoscenze, osservazioni, accurati riscontri.
Senza paura di sembrare banali o retorici possiamo dire con orgoglio che la nostra Associazione ha partecipato con passione e dedizione a trent'anni di storia del Paese informando e sensibilizzando governi, media e cittadini sulle emergenze ambientali. Abbiamo elaborato scenari futuri e proposto strade percorribili verso la sostenibilità, coltivato, terittorio per territorio grazie all'impegno di tanti attivisti volontari, i valori della solidarietà, della giustizia, della pace.
Da trent'anni l'entusiamo che mettiamo nel nostro lavoro si rinnova sempre con maggiore convinzione e speranza nel futuro.
martedì 11 maggio 2010
Energie nuove e European Solar Days

Il Circolo Piazzambiente – Legambiente Piazza Armerina
Vi invita a partecipare, il 12 maggio 2010,
alla presentazione del progetto didattico
“Mitologia ed energia”.
La presentazione si svolgerà, alle ore 10.30,
presso la scuola elementare “Piazza Castello”di Valguarnera.
A tutti i bambini che parteciperanno saranno regalati
simpatici gadgets in tema con la giornata:
riduttori di flusso e lampadine a risparmio energetico.
Ai genitori ed agli insegnanti presenti sarà illustrato
il progetto “Energie nuove” di Legambiente.
L’evento è inserito nella programmazione 2010
degli European Solar Days.
Si ringrazia la Direzione Didattica G. Mazzini di Valguarnera
domenica 9 maggio 2010
Rifiuti: “Sarebbe grave se Bertolaso facesse il coro a Cammarata.
Gli inceneritori, solo un business per il malaffare”
“Sarebbe grave se Bertolaso facesse il coro a Diego Cammarata: principale responsabile del fallimento dell’Amia, oggi all’origine dell’emergenza rifiuti a Palermo. Tale emergenza, infatti, è dovuta alla crisi finanziaria di questa società ormai in amministrazione controllata, nonché ai gravissimi errori nella gestione e nell’ampliamento della discarica di Bellolampo attuati dalla stessa società. Ad oggi, infatti, seconda una stima sino al 2014 della Regione, non esiste un problema di capienza delle discariche, come avvenne in Campania nel 2007”. Lo dichiara Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia in riferimento alle presunte dichiarazioni del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, a proposito dei rifiuti a Palermo. “Dopo dieci lunghi anni di attesa, finalmente la Sicilia si sta dotando di un vero piano per la gestione integrata dei rifiuti, che mette al centro del ciclo la raccolta differenziata. Sarebbe inaccettabile - continua Fontana – se, invece di lavorare per la sua attuazione, si volesse bloccare questo percorso virtuoso riproponendo un sistema centrato sull’incenerimento, come quello voluto da Cuffaro e portato avanti con forzature e procedure illegittime. Un sistema che ha addirittura portato a una sentenza di condanna da parte Corte di giustizia europea e che ha impedito alla Sicilia, negli ultimi dieci anni, di avviare una vera gestione integrata dei rifiuti. I termovalorizzatori in Sicilia avrebbero rappresentato, infatti, un business solo per Cosa Nostra e il malaffare, come hanno sostenuto la Commissione bicamerale di inchiesta, che ha concluso i suoi lavori nella XIV legislatura e la Corte dei conti; nonché confermato dalle dichiarazioni dell’ex Capo di Cosa Nostra ad Agrigento Maurizio Di Gati (autorevolissimo e considerato attendibile nel processo Cuffaro), e dall’arresto di Francesco Gulino ex amministratore di Altecoen, una delle società avrebbe dovuto gestire la realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia. I termovalorizzatori – conclude Fontana – non hanno mai rappresentato una soluzione per uscire dall’emergenza, ma hanno funzionato esclusivamente laddove vengono utilizzati esclusivamente per il trattamento finale dei rifiuti a valle della raccolta differenziata spinta (ne è un esempio la Lombardia). L’attuale governo regionale, bloccandone la realizzazione, ha di fatto imboccato la strada giusta. Non si può tornare indietro”.
L'ufficio stampa Legambiente Sicilia
“Sarebbe grave se Bertolaso facesse il coro a Diego Cammarata: principale responsabile del fallimento dell’Amia, oggi all’origine dell’emergenza rifiuti a Palermo. Tale emergenza, infatti, è dovuta alla crisi finanziaria di questa società ormai in amministrazione controllata, nonché ai gravissimi errori nella gestione e nell’ampliamento della discarica di Bellolampo attuati dalla stessa società. Ad oggi, infatti, seconda una stima sino al 2014 della Regione, non esiste un problema di capienza delle discariche, come avvenne in Campania nel 2007”. Lo dichiara Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia in riferimento alle presunte dichiarazioni del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, a proposito dei rifiuti a Palermo. “Dopo dieci lunghi anni di attesa, finalmente la Sicilia si sta dotando di un vero piano per la gestione integrata dei rifiuti, che mette al centro del ciclo la raccolta differenziata. Sarebbe inaccettabile - continua Fontana – se, invece di lavorare per la sua attuazione, si volesse bloccare questo percorso virtuoso riproponendo un sistema centrato sull’incenerimento, come quello voluto da Cuffaro e portato avanti con forzature e procedure illegittime. Un sistema che ha addirittura portato a una sentenza di condanna da parte Corte di giustizia europea e che ha impedito alla Sicilia, negli ultimi dieci anni, di avviare una vera gestione integrata dei rifiuti. I termovalorizzatori in Sicilia avrebbero rappresentato, infatti, un business solo per Cosa Nostra e il malaffare, come hanno sostenuto la Commissione bicamerale di inchiesta, che ha concluso i suoi lavori nella XIV legislatura e la Corte dei conti; nonché confermato dalle dichiarazioni dell’ex Capo di Cosa Nostra ad Agrigento Maurizio Di Gati (autorevolissimo e considerato attendibile nel processo Cuffaro), e dall’arresto di Francesco Gulino ex amministratore di Altecoen, una delle società avrebbe dovuto gestire la realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia. I termovalorizzatori – conclude Fontana – non hanno mai rappresentato una soluzione per uscire dall’emergenza, ma hanno funzionato esclusivamente laddove vengono utilizzati esclusivamente per il trattamento finale dei rifiuti a valle della raccolta differenziata spinta (ne è un esempio la Lombardia). L’attuale governo regionale, bloccandone la realizzazione, ha di fatto imboccato la strada giusta. Non si può tornare indietro”.
L'ufficio stampa Legambiente Sicilia
mercoledì 5 maggio 2010
5 maggio 2002 - 5 maggio 2010
ASPETTANDO IL MUSEO TRIGONA FORSE ARRIVERA’ ANCHE IL PARCO ARCHEOLOGICO DELLA VILLA ROMANA DEL CASALE
Era il 5 maggio del 2002, quando il circolo di Legambiente Piazza Armerina accese i riflettori su Palazzo Trigona presentando, all’interno dello storico edificio, il dossier “Il museo che non c’è”, riassumendo la storia e le vicende del palazzo dalla sua acquisizione da parte della Regione, avvenuta nel 1959, ai giorni nostri.
50 anni di attese e di speranze da parte dei cittadini piazzesi che aspettano di vedere realizzato il Museo della città e del territorio nello storico palazzo appartenuto ai Trigona della Floresta.
50 anni di promesse e di rimpalli burocratici che hanno registrato una forte accelerazione solamente nell’ultimo lustro grazie alla forte sinergia messa in campo dagli enti locali, dalla Soprintendenza e dal forte movimento di opinione popolare che si è creato intorno alla battaglia di Legambiente.
Oggi il restauro del palazzo è pressoché concluso.
Nel 2011 il palazzo dovrebbe essere fruibile e ciò costituisce sicuramente un importante risultato. Ma perchè il palazzo non sia relegato a museo periferico, sito minore per ospitare l'allestimento di mostre temporanee, occorre che sia collegato al sito archeologico della Villa del Casale con l'istituzione del biglietto unico Villa Romana-Museo Trigona e che la politica si attivi con forza per l'individuazione di un finanziamento tale da garantire al palazzo un allestimento museale degno di tale nome e che lo trasformi, di conseguenza, in polo museale d'eccellenza per il centro storico di Piazza Armerina e per tutto il territorio di riferimento.
Recentemente il Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, ha avanzato la proposta di istituire il Parco Archeologico della Villa Romana del Casale che comprenderebbe anche le aree archeologiche di Monte Navone, Monte Manganello, Montagna di Marzo e Sofiana, nell'ambito delle iniziative promosse dal governo regionale per valorizzare la Villa Romana. Una proposta inoltrata dall'assessore Armao come correttivo al DPRS 12/2009 per la riorganizzazione dell'amministrazione regionale.
"Da oltre 10 anni - dichiarano i responsabili piazzesi di Legambiente - chiediamo con forza l'istituzione del parco archeologico della Villa del Casale, e finalmente la Regione risponde con una previsione e una proposta concreta, alle istanze avanzate negli anni dalle associazioni ambientaliste e culturali e anche dalle amministrazioni locali. Anche se la vastità dell'area da destinare a parco archeologico, la varietà delle testimonianze storico-archeologiche in essa presenti e la diversità territoriale amministrativa, forse, dovrebbe far più attentamente riconsiderare l'ipotesi che la Regione ha avanzato per la perimetrazione del parco”.
Già nel 2000 una proposta simile, avanzata dall'archeologo Lorenzo Guzzardi, non ebbe fortuna.
“La proposta della Regione riporta alla ribalta l'impegno di Legambiente Piazza Armerina, oltre che per la Villa Romana, anche per la musealizzazione del Palazzo Trigona che da più di 50 anni attende di essere destinato a Museo della Città e del Territorio. In questa ottica sarebbe auspicabile – concludono gli ambientalisti - che il palazzo fosse assegnato al proponendo Parco Archeologico della Villa del Casale”.Ciò garantirebbe quella sinergia di occasioni culturali positive tra la città di Piazza Armerina e la Villa del Casale per la quale, da tempo, sono impegnate associazioni ed amministrazioni e metterebbe in moto un'economia turistica reale che costituirebbe occasione di vero sviluppo sostenibile del nostro territorio.
L’ufficio stampa
3386309278 - 3382525659
Era il 5 maggio del 2002, quando il circolo di Legambiente Piazza Armerina accese i riflettori su Palazzo Trigona presentando, all’interno dello storico edificio, il dossier “Il museo che non c’è”, riassumendo la storia e le vicende del palazzo dalla sua acquisizione da parte della Regione, avvenuta nel 1959, ai giorni nostri.
50 anni di attese e di speranze da parte dei cittadini piazzesi che aspettano di vedere realizzato il Museo della città e del territorio nello storico palazzo appartenuto ai Trigona della Floresta.
50 anni di promesse e di rimpalli burocratici che hanno registrato una forte accelerazione solamente nell’ultimo lustro grazie alla forte sinergia messa in campo dagli enti locali, dalla Soprintendenza e dal forte movimento di opinione popolare che si è creato intorno alla battaglia di Legambiente.
Oggi il restauro del palazzo è pressoché concluso.
Nel 2011 il palazzo dovrebbe essere fruibile e ciò costituisce sicuramente un importante risultato. Ma perchè il palazzo non sia relegato a museo periferico, sito minore per ospitare l'allestimento di mostre temporanee, occorre che sia collegato al sito archeologico della Villa del Casale con l'istituzione del biglietto unico Villa Romana-Museo Trigona e che la politica si attivi con forza per l'individuazione di un finanziamento tale da garantire al palazzo un allestimento museale degno di tale nome e che lo trasformi, di conseguenza, in polo museale d'eccellenza per il centro storico di Piazza Armerina e per tutto il territorio di riferimento.
Recentemente il Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, ha avanzato la proposta di istituire il Parco Archeologico della Villa Romana del Casale che comprenderebbe anche le aree archeologiche di Monte Navone, Monte Manganello, Montagna di Marzo e Sofiana, nell'ambito delle iniziative promosse dal governo regionale per valorizzare la Villa Romana. Una proposta inoltrata dall'assessore Armao come correttivo al DPRS 12/2009 per la riorganizzazione dell'amministrazione regionale.
"Da oltre 10 anni - dichiarano i responsabili piazzesi di Legambiente - chiediamo con forza l'istituzione del parco archeologico della Villa del Casale, e finalmente la Regione risponde con una previsione e una proposta concreta, alle istanze avanzate negli anni dalle associazioni ambientaliste e culturali e anche dalle amministrazioni locali. Anche se la vastità dell'area da destinare a parco archeologico, la varietà delle testimonianze storico-archeologiche in essa presenti e la diversità territoriale amministrativa, forse, dovrebbe far più attentamente riconsiderare l'ipotesi che la Regione ha avanzato per la perimetrazione del parco”.
Già nel 2000 una proposta simile, avanzata dall'archeologo Lorenzo Guzzardi, non ebbe fortuna.
“La proposta della Regione riporta alla ribalta l'impegno di Legambiente Piazza Armerina, oltre che per la Villa Romana, anche per la musealizzazione del Palazzo Trigona che da più di 50 anni attende di essere destinato a Museo della Città e del Territorio. In questa ottica sarebbe auspicabile – concludono gli ambientalisti - che il palazzo fosse assegnato al proponendo Parco Archeologico della Villa del Casale”.Ciò garantirebbe quella sinergia di occasioni culturali positive tra la città di Piazza Armerina e la Villa del Casale per la quale, da tempo, sono impegnate associazioni ed amministrazioni e metterebbe in moto un'economia turistica reale che costituirebbe occasione di vero sviluppo sostenibile del nostro territorio.
L’ufficio stampa
3386309278 - 3382525659
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