giovedì 25 luglio 2013

Il via libera al MUOS? Fatto gravissimo ed inquietante

La Regione da il via libera al Muos di Niscemi. Legambiente: fatto gravissimo e inquietante.
Piena solidarietà alla popolazione ed al comune di Niscemi.
Faremo ricorso al Tar ed all’Unione europea contro la Regione

L’improvviso via libera della Regione al MUOS di Niscemi costituisce per Legambiente un fatto gravissimo ed inquietante, anche perché è avvenuto poche ore prima dell’udienza dinnanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa chiamato a pronunciarsi sul ricorso del Ministero della Difesa contro l’ordinanza del TAR che aveva confermato la sospensione dei lavori e dato ragione alla Regione, al Comune di Niscemi ed alla Legambiente.
Per Legambiente sono chiari e lampanti alcuni elementi  e alcuni interrogativi che richiamano la gravissima responsabilità del Governo Regionale e della dirigenza dell’Assessorato regionale territorio e ambiente:

1)      perché non si è voluto aspettare il pronunciamento del Consiglio di Giustizia Amministrativo? Questo ben avrebbe potuto confermare l’ordinanza di sospensione già emessa dal TAR. Si è voluta evitare proprio questa evenienza?;
2)      il parere dell’Istituto Superiore di Sanità emesso nel luglio 2013 non c’entra nulla con la revoca della sospensione dei lavori. Questo parere non può sanare la legittimità di atti autorizzatori non motivati sul piano tecnico scientifico emessi due anni prima, nel 2011;
3)      la revoca delle autorizzazioni era stata determinata da precise delibere della Giunta regionale e mozioni dell’Assemblea Regionale Siciliana. Il Dirigente Generale del Dipartimento Regionale Ambiente che ieri ha autorizzato la ripresa dei lavori ha assunto una iniziativa personale o ha avuto mandato dalla Giunta Regionale?
4)      non sta scritto da nessuna parte che il parere dell’Istituto Superiore di Sanità sul piano tecnico e amministrativo prevalga sui pareri, nettamente opposti, dell’Università La Sapienza di Roma e del Politecnico di Torino. Caso mai si sarebbe dovuta avviare una nuova procedura istruttoria e valutativa alla luce degli elementi tecnici solo ora acquisiti invece di rinnovare le autorizzazioni.

Questa revoca, è comunque coerente, con l’erronea impostazione del Governo regionale che ha inspiegabilmente condizionato le proprie scelte, esclusivamente, alle conclusioni dell’Istituto Superiore della Sanità, decidendo, quindi, di ignorare le altre questioni, certamente rilevanti sul piano formale e che erano all’origine della stessa revoca.
Ma, per Legambiente, quindi, si disconosce il fatto più importante ed è grave che ciò avvenga da parte dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente: la realizzazione delle opere del MUOS (che ricadono all’interno della zona A di massima tutela della riserva naturale Sughereta di Niscemi) sono vietate dal regolamento dell’area protetta e dal Piano paesistico della provincia di Caltanissetta. Per questi motivi Legambiente ricorrerà contro le nuove autorizzazioni rilasciate dall’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, chiedendo anche alla Commissione Europea l’apertura di una procedura di infrazione al diritto comunitario.

25  luglio 2013


L’Ufficio stampa      Teresa Campagna 338 2116468

martedì 9 luglio 2013

MUOS: Vittoria!

MUOS DI NISCEMI:   
IL TAR PALERMO RESPINGE IL RICORSO DEL MINISTERO DELLA DIFESA.

LEGAMBIENTE:   VINCONO LE RAGIONI DELLA SALUTE DEI CITTADINI, DELL’AMBIENTE,  DELLA RISERVA NATURALE E DEL RISPETTO DELLE LEGGI

IL GOVERNO NAZIONALE RINUNCI AL PROGETTO DEL MUOS.

Legambiente Sicilia  esprime grandissima soddisfazione per l’ordinanza con cui il TAR Palermo ha oggi respinto il ricorso del Ministero della Difesa contro la sospensione dei lavori per la costruzione del MUOS nella riserva naturale della Sughereta di Niscemi.

In modo lapidario vengono sanciti  “l’assoluta prevalenza del principio di precauzione “,  “il diritto alla salute della comunità di Niscemi non assoggettabile a misure anche strumentali che la compromettano seriamente” e l’esistenza di “seri dubbi anche in ordine all’incidenza e la pericolosità del sistema in questione sul traffico aereo della parte orientale dell’isola”.

Legambiente  è intervenuta nel procedimento pendente dinnanzi al TAR con gli avvocati Nicola Giudice, Corrado Giuliano, Daniela Ciancimino, Marilena Del Vecchio, Antonella Bonanno.

“L’ordinanza del TAR Palermo costituisce un risultato importantissimo – dichiara Angelo Dimarca, Responsabile  Regionale Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – che conferma le ragioni di quanti si sono opposti e si oppongono alla realizzazione del MUOS per riaffermare la prevalenza di diritti collettivi e costituzionalmente garantiti, dalla protezione della salute dei cittadini alla tutela della riserva naturale della Sughereta di Niscemi. E non ultimo si riafferma il rispetto delle leggi, palesemente disattese da chi nel 2011 ha autorizzato quest’opera in maniera superficiale e senza rispettare norme tecniche e procedure. Abbiamo fatto bene ed avuto ragione a costituirci al TAR contro il Ministero della Difesa che ha assunto una posizione inaccettabile e contro ogni evidenza normativa e scientifica”.

Legambiente si attende ora un deciso intervento del Presidente del Consiglio Letta e del Ministro dell’Ambiente Orlando per rinunciare definitivamente al progetto del MUOS.

Palermo 9 luglio 2013


L’Ufficio stampa      Teresa Campagna 338 2116468


Foto di Mario Noto

domenica 30 giugno 2013

MUOS DI NISCEMI: LA VERIFICA TECNICA DISPOSTA DAL TAR PALERMO

MUOS DI NISCEMI:   LA VERIFICA TECNICA  DISPOSTA DAL TAR PALERMO
COSTITUISCE UNA SONORA BOCCIATURA DELLE TESI A  SOSTEGNO DELL’ASSENZA  DI  RISCHI  DI QUELL’IMPIANTO MILITARE.
 
LEGAMBIENTE:   VINCONO LE RAGIONI DELLA SALUTE DEI CITTADINI, DELL’AMBIENTE,  DELLA RISERVA NATURALE E DEL RISPETTO DELLE LEGGI PROPRI DI UNO STATO DI DIRITTO.
 
IL  GOVERNO NAZIONALE  RITIRI  I RICORSI CONTRO LA REGIONE SICILIANA.
 
Legambiente Sicilia  esprime grandissima soddisfazione per i contenuti e le conclusioni della verifica tecnica sul MUOS di Niscemi affidata dai Giudici del TAR Palermo all’Università la Sapienza di Roma.
 
In modo lapidario viene sancito che “l’indagine di conformità con finalità di approvazione per gli effetti ambientali…(redatta dagli americani ndr) è priva  del rigore e della completezza necessari a garantire la piena validità dei risultati, indispensabile requisito di uno studio che riguarda un sistema complesso nel Sito di Interesse Comunitario Sughereta di Niscemi, in vicinanza del Comune di Niscemi, classificato in zona sismica e  ad elevata pericolosità, e di tre aeroporti”; ed ancora “Si rileva inoltre che le varie articolate normative italiane in tema di insediamento di nuovi impianti di comunicazione a radio frequenza non sono state considerate con la dovuta attenzione” .
 
 
Legambiente  è intervenuta nel procedimento pendente dinnanzi al TAR con gli avvocati Nicola Giudice, Corrado Giuliano, Daniela Ciancimino, Marilena Del Vecchio, Antonella Bonanno, e con la consulenza del chimico Eugenio Cottone e del medico Rino Strano.
 
La prossima scadenza è fissata il 9 luglio, quando verranno discussi altri due distinti  ricorsi del Ministero della Difesa contro la Regione Siciliana per chiedere l’annullamento della sospensione dei lavori e della revoca delle autorizzazioni.
 
“A fronte delle conclusioni della verifica disposta dal TAR, appare sempre più grave la posizione assunta dal Ministero della Difesa  – dichiara Mimmo Fontana. Presidente Regionale di Legambiente Sicilia – Infatti con riferimento ai rischi per la salute connessi con gli impianti militari di telecomunicazione già esistenti nella base di Niscemi cui si aggiungerebbe il MUOS la verifica tecnica disposta dal TAR Palermo ha accertato che “i livelli del campo elettromagnetico rilevati da ARPA Sicilia con misure puntuali e monitoraggio continuo risultano in numerosi casi superiori ai limiti di legge, in particolare in località Ulmo”.
 
“Le conclusioni della verifica tecnica del TAR sostituiscono un risultato importantissimo – dichiara Angelo Dimarca, Responsabile  Regionale Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – che conferma le ragioni tecniche e scientifiche di quanti si sono opposti e si oppongono alla realizzazione del MUOS per riaffermare la prevalenza di diritti collettivi e costituzionalmente garantiti, dalla protezione della salute dei cittadini alla tutela della riserva naturale della Sughereta di Niscemi. E non ultimo si riafferma il rispetto delle leggi, palesemente disattese da chi nel 2011 ha autorizzato quest’opera in maniera superficiale e senza rispettare norme tecniche e procedure. Abbiamo fatto bene ed avuto ragione a costituirci al TAR nel febbraio 2013 a sostegno del Comune di Niscemi per chiedere l’annullamento delle autorizzazioni rilasciate in precedenza dal Governo Lombardo”.
 
Legambiente Sicilia chiede al nuovo Governo Nazionale ed in particolare al Presidente del Consiglio Letta ed al Ministro dell’Ambiente Orlando di ritirare i due ricorsi presentati contro la Regione Siciliana,  con cui è stato chiesto addirittura il risarcimento del danno per ogni giorno di sospensione dei lavori.
 
 
Palermo 30 giugno 2013
 
L’Ufficio stampa      Teresa Campagna 338 2116468

giovedì 27 giugno 2013

RISORSE IDRICHE. PROMOTORI DELLA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE E CONSILIARE: “DDL DEL GOVERNO NON RIPUBBLICIZZA. DDL DI INIZIATIVA POPOLARE PROSEGUA PERCORSO PARLAMENTARE SEPARATO”

riceviamo e pubblichiamo dal Forum per l'acqua pubblica in Sicilia:

RISORSE IDRICHE. PROMOTORI DELLA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE E CONSILIARE: “DDL DEL GOVERNO NON RIPUBBLICIZZA. DDL DI INIZIATIVA POPOLARE PROSEGUA PERCORSO PARLAMENTARE SEPARATO”


PALERMO 26 GIUGNO 2013.

A due anni esatti dal referendum popolare che ha sancito la volontà dei siciliani di avere una gestione pubblica delle risorse idriche, la IV Commissione Ambiente e territorio dell’Ars ha "accantonato " secondo "prassi" parlamentre il testo di legge di Iniziativa Popolare e Consiliare, assumendo come testo base il ddl del Governo, che azzera sei anni di mobilitazioni a favore della gestione pubblica delle risorse idriche.

A denunciarlo sono i promotori del ddl di iniziativa Popolare e Consiliare che hanno partecipato alle audizioni in IV commissione del 19 e del 26 giugno. "Nella seduta di ieri abbiamo chiesto che il DDL di Iniziativa Popolare e Consiliare non venga incardinato a quello del Governo ma che prosegua il proprio percorso parlamentare come previsto dalla legge 1/04."

Secondo i promotori “il testo Crocetta elude in modo pilatesco l’indicazione politica dei referendum del 2011 con cui la maggioranza dei siciliani si espresse con il 97,9 % a favore dell’Acqua pubblica. Cosa ancor più grave, ignora la portata democratica della grande e continuativa mobilitazione popolare e degli enti locali che ha portato alla stesura del testo di legge di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali presentato già nel 2010, accompagnato dalla deliberazione di 135 Consigli Comunali e del Consiglio Provinciale di Messina, e da 35.000 firme dei cittadini, con il quale si disegnava una riforma complessiva ed organica del ciclo delle acque attraverso l’istituzione dell’autorità di bacino, nel rispetto della normativa comunitaria.

“In sintesi – denunciano i Promotori – il ddl Crocetta non prevede la ripubblicizzazione, ma mantiene le tre forme di gestione già previste dalla legge Galli, (misto, privato, pubblico) ed il sovrambito privatizzato al 75% ed in mano alla multinazionale francese Veolia. Non tiene conto dell’art. 14 dello Statuto della regione che ha rango costituzionale e che assegna “competenza esclusiva in materia di Acque Pubbliche”. Non sono previsti gli strumenti di partecipazione e controllo sugli atti fondamentali di pianificazione, programmazione e gestione, che assicurerebbero un governo democratico del settore nel rispetto della Convenzione "Aarhus" in materia di accesso, partecipazione, informazione e in materia di giustizia ambientale.

“In questi anni – scrivono ancora i Promotori - ci siamo confrontati sia con il Governo Cuffaro che con quello Lombardo che condividevano una contrarietà “ideologica” alla gestione pubblica dell’Acqua. Ciò che troviamo stridente è il fatto che malgrado il Presidente Crocetta abbia centrato la sua campagna elettorale anche sulla ripubblicizzazione, nel testo presentato non si trovi alcuna indicazione che vada in questo senso, e che il confronto più volte richiesto dai promotori della legge, ha avuto luogo solo dopo la presentazione del testo del Governo.



martedì 25 giugno 2013

MUOS e Istituto Superiore Sanità

Muos. La relazione sui rischi per la salute umana del sistema sarebbe  ancora in fase di elaborazione all’Istituto Superiore della sanità. Dichiarazione di Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia.

“Siamo venuti a conoscenza del fatto che l’Istituto Superiore di Sanità smentisce categoricamente le notizie che in questi giorni sono rimbalzate su tutti i media nazionali e regionali: la relazione sui rischi per la salute umana del sistema MUOS sarebbe  ancora in fase di elaborazione come appare chiaramente scritto sul sito dell’istituto - http://www.iss.it/pres/?lang=1&id=1357&tipo=1.
Pur non ritenendo questo aspetto essenziale, e anzi rilevando ancora una volta che discutere semplicemente di inquinamento elettromagnetico rischia di deviare l’attenzione da altre e forse più importanti ricadute sul territorio, ci chiediamo quale sia la verità: è stato l’istituto a far filtrare qualche indiscrezione e a smentire solo dopo le dure reazioni  o c’è più probabilmente qualcuno che sta subdolamente cercando di forzare la mano anticipando conclusioni di comodo?”

24 giugno 2013


L’addetto stampa Teresa Campagna 3382116468