domenica 9 febbraio 2020
domenica 2 febbraio 2020
mercoledì 29 gennaio 2020
LEGAMBIENTE CHIEDE L’AVVIO DI UN PERCORSO PARTECIPATO E CONDIVISO CON GLI ATTORI SOCIALI DEL TERRITORIO PER LA REVISIONE DEL PIANO DI GESTIONE UNESCO DELLA VILLA ROMANA DEL CASALE
Correva
l’anno 2012 e nelle sale di palazzo Trigona si presentava il piano di gestione
Unesco della Villa del Casale, strumento obbligatorio richiesto dall’Unesco
stesso a tutti i siti patrimonio dell’umanità, il cui percorso era iniziato già
nel 2006.
Un
piano di gestione realizzato in virtù dei finanziamenti previsti dalla L.
77/2006 per i siti Unesco, con la cura scientifica del prof. Giovanni Campeol
dell’Università di Venezia
Si
legge nell’introduzione: “Il Piano di
Gestione dei siti UNESCO rappresenta un indispensabile strumento per la
gestione, la tutela e la valorizzazione del Patrimonio. Il Piano di Gestione
permette di pianificare, in una visione strategica, le azioni e le attività da
porre in essere affinchè il Sito, riconosciuto quale Patrimonio dell’Umanità,
possa avere garantita la sua conservazione a testimonianza della Storia della
Civiltà e diventare luogo di incontro e di scambio di conoscenze, nella vasta
rete dei Siti mondiali”
Il
piano di gestione – dichiarano gli ambientalisti - è uno strumento di
pianificazione e di programmazione che affonda le sue radici in logiche
partecipative, come del resto sancito dall’Unesco stesso che, a proposito
dell’obbligo di un management plan fa
riferimento a “appropriato piano di
gestione o un altro documentato sistema di gestione che dovrebbe specificare
come il valore universale eccezionale del sito sarà mantenuto, possibilmente
attraverso processi partecipativi”.
Dal
2012 ad oggi, essendo fra l’altro citati tra gli stakeholder del territorio in
virtù delle storiche battaglie per la Villa del Casale e palazzo Trigona,
abbiamo chiesto più volte l’attuazione del piano di gestione ma senza alcun
esito.
Da
qualche mese a questa parte si è avuta notizia dell’avvio di un vecchio
progetto, finanziato nel 2010 sempre con i fondi della L.77/2006, realizzato in
rete con le 8 città Unesco del val di Noto (Caltagirone, Militello Val di
Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa e Scicli ) e
Siracusa-Pantalica (con Cassaro, Ferla e Sortino) che prevede, la revisione dei
piani di gestione Unesco, tra cui quello della nostra Villa.
Che ben venga! I sistemi di gestione devono essere
dinamici e devono prevedere strategie innovative per la gestione del sito, ma
che lo si faccia in modo partecipato e condiviso come richiesto dall’Unesco.
E’
per questo- continuano gli ambientalisti – che con una lettera aperta inviata
al direttore del parco archeologico e per conoscenza al sindaco, abbiamo
chiesto formalmente l’istituzione del tavolo degli stakeholder, propedeutico
alla revisione del piano, perché lo stesso non si trasformi in un mero esercizio
di stile finalizzato alla rendicontazione di un progetto, ma possa essere
veramente uno strumento utile per la gestione del sito nelle mani del direttore
del parco.
Oggi
un piano di gestione deve necessariamente tenere conto del territorio perché deve
comprendere un’approfondita analisi, l’individuazione dei punti di forza e di
criticità e l’individuazione di possibili soluzioni, e tutto ciò non può essere
fatto senza il coinvolgimento attivo del territorio.
Oggi
un Piano di gestione deve necessariamente dialogare con una rinnovata idea di
città e di territorio, un territorio allargato che comprende comunità e realtà
che lavorano alla costruzione di un rinnovato concetto di bene comune.
E
in tutto ciò deve trovare una collocazione adeguata palazzo Trigona, il museo
della città e del territorio che aspettiamo da oltre 60 anni.
L'Ufficio Stampa Piazzambiente
venerdì 17 gennaio 2020
Sabato 25 gennaio 2020 giornata di mobilitazione internazionale per la pace Spegniamo la guerra, accendiamo la Pace! contro le guerre e le dittature a fianco dei popoli in lotta per i propri diritti
“La guerra è un male assoluto e va ‘ripudiata’, come recita la nostra Costituzione all’Art. 11:
essa non deve più essere considerata una scelta possibile da parte della politica e della
diplomazia”.
Il blitz del presidente Trump per uccidere il generale iraniano Soleimani, il vicecapo di una milizia
irachena ed altri sei militari iraniani, è un crimine di guerra compiuto in violazione della sovranità
dell’Iraq. Insieme alla ritorsione iraniana si è abbattuto anche sui giovani iracheni che da tre mesi
lottano contro il sistema settario instaurato dall’occupazione Usa e contro le ingerenze iraniane, in
un paese teatro di guerre per procura ed embarghi da decenni.
Irak, Iran, Siria, Libia, Yemen: cambiano i giocatori, si scambiano i ruoli, ma la partita è la stessa.
Nella crisi del vecchio ordine internazionale, potenze regionali e globali si contendono con la guerra
aree di influenza sulla pelle delle popolazioni locali. La sola alternativa consentita al momento è il
mantenimento dei regimi teocratici o militari – comunque illiberali e non rispettosi dei diritti umani
- con i quali si fanno affari, chiudendo occhi e orecchie su repressione, torture e corruzione.
La guerra non produce solo distruzione, ma cancella anche dall’agenda politica la questione sociale,
oramai incontenibile ed esplosa nelle proteste delle popolazioni che hanno occupato pacificamente
le piazze e le strade.
Non possiamo stare a guardare
Dobbiamo gridare il nostro no alla guerra, alla sua preparazione, a chi la provoca per giustificare la
produzione e la vendita di armi. Guerre che, in ogni momento, possono fare da miccia ad un
conflitto globale tanto più preoccupante per il potenziale degli armamenti nucleari oggi a
disposizione dei potenti del mondo. Le vittime innocenti dell'aereo civile abbattuto "per errore" da
un missile, dimostrano una volta di più che la guerra è un flagello per tutti, nessuno può chiamarsi
fuori, siamo tutti coinvolti.
Manifestiamo il nostro sostegno alle popolazioni, vere vittime delle guerre, a chi si rivolta da
Baghdad a Teheran, da Beirut ad Algeri, da Damasco, al Cairo, a Gerusalemme, a Gaza.
Quel che sta avvenendo nel Golfo Persico, aggiungendosi alle sanguinose guerre e alle crescenti
tensioni in corso, mette in luce la drammatica attualità e il vero realismo dei ripetuti ma inascoltati
appelli di Papa Francesco per l’avvio di un processo di disarmo internazionale equilibrato.
L’UE, nata per difendere la pace, deve assumere una forte iniziativa che – con azioni diplomatiche,
economiche, commerciali e di sicurezza – miri ad interrompere la spirale di tensione e costruisca
una soluzione politica, rispettosa dei diritti dei popoli, dell’insieme dei conflitti in corso in Medio
Oriente e avviare una rapida implementazione del Piano Europeo per l’Africa (Africa Plan)
accompagnandolo da un patto per una gestione condivisa dei flussi migratori.
Fermare la spirale di violenze è responsabilità anche italiana e chiediamo al nostro Governo di farlo
con atti concreti:
• opporsi alla proposta di impiego della Nato in Iraq e in Medio Oriente;
• negare l’uso delle basi Usa in Italia per interventi in paesi terzi senza mandato ONU;
• bloccare l’acquisto degli F35;
• fermare la vendita di armi ai paesi in guerra o che violano i diritti umani come sancito dalla L. 185/90;
• ritirare i nostri soldati dall’Iraq e dall’Afghanistan, richiedendo una missione di peacekeeping a mandato ONU ed inviare corpi civili di pace;
• adoperarsi per la sicurezza del contingente italiano e internazionale in missione UNIFIL in Libano; • aderire al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari eliminandole dalle basi in Italia;
• sostenere in sede europea la necessità di mantenere vivo l’accordo sul nucleare iraniano implementando da parte italiana ed europea le misure di revoca dell’embargo
• porre all’interno dell’Unione europea la questione dei rapporti USA-UE nella NATO.
Per tutto questo invitiamo a aderire ed a partecipare alla giornata di mobilitazione internazionale di sabato 25 gennaio 2020, promossa dal movimento pacifista statunitense contro la guerra, che per noi sarà una grande mobilitazione contro tutte le guerre e tutte le dittature, a fianco dei popoli che si battono per il proprio futuro.
• opporsi alla proposta di impiego della Nato in Iraq e in Medio Oriente;
• negare l’uso delle basi Usa in Italia per interventi in paesi terzi senza mandato ONU;
• bloccare l’acquisto degli F35;
• fermare la vendita di armi ai paesi in guerra o che violano i diritti umani come sancito dalla L. 185/90;
• ritirare i nostri soldati dall’Iraq e dall’Afghanistan, richiedendo una missione di peacekeeping a mandato ONU ed inviare corpi civili di pace;
• adoperarsi per la sicurezza del contingente italiano e internazionale in missione UNIFIL in Libano; • aderire al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari eliminandole dalle basi in Italia;
• sostenere in sede europea la necessità di mantenere vivo l’accordo sul nucleare iraniano implementando da parte italiana ed europea le misure di revoca dell’embargo
• porre all’interno dell’Unione europea la questione dei rapporti USA-UE nella NATO.
Per tutto questo invitiamo a aderire ed a partecipare alla giornata di mobilitazione internazionale di sabato 25 gennaio 2020, promossa dal movimento pacifista statunitense contro la guerra, che per noi sarà una grande mobilitazione contro tutte le guerre e tutte le dittature, a fianco dei popoli che si battono per il proprio futuro.
martedì 31 dicembre 2019
Buon 2020 differente
E il 2019 si è confermato un anno di grandi numeri. Oltre 130 tonnellate di materiali differenziabili di altissima qualità hanno consentito ai nostri utenti di barattare i loro punti con oltre 12.000 prodotti di qualità.
E con la fine del 2019 si conclude anche il progetto S-cambiamoci: non rifiutiamoci: barattiamoci. Differenziare conviene a te e all'ambiente!
Buon 2020 differente.
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