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domenica 2 aprile 2023

Gli ETS di rilevanza nazionale con rappresentanza a Piazza Armerina, Legambiente, Italia Nostra, Club per l’UNESCO, Gruppi archeologici d’Italia e F.A.I. chiedono l'attuazione del Piano di Gestione della Villa del Casale

 

Gli enti del terzo settore di rilevanza nazionale con rappresentanza a Piazza Armerina, Legambiente, Italia Nostra con Giuseppe Maria Anzaldi, Club per l’UNESCO con Anna Maria Di Rosa, Gruppi archeologici d’Italia con Roberto Scollo  e F.A.I. con Luca Vitali, scrivono all’arch. Liborio Calascibetta, direttore del Parco Archeologico di Morgantina e della Villa del Casale, rivendicano il loro ruolo di “portatori di interesse” e di soggetti attivi e propositivi per il territorio, e chiedono l’immediata attuazione del Piano di gestione UNESCO della Villa del Casale tramite, in particolare, l’istituzione della Conferenza degli Stakeholder.

Paola Di Vita, presidente del circolo piazzese di Legambiente e responsabile regionale per i beni culturali, dichiara:

“il piano di gestione è un documento obbligatorio per il mantenimento del riconoscimento UNESCO e la sua redazione deve essere il risultato di un processo partecipato. Il 6 dicembre 2022, in occasione del 25esimo anniversario del riconoscimento UNESCO della Villa, il piano è stato presentato. Ad oggi, non risulta essere disponibile sul sito internet della Villa ma, cosa ancor più grave, non si può dire che sia il risultato di un vero processo di partecipazione. A onor del vero è giusto dire che, ad inizio 2020, la società civile è stata chiamata a formulare osservazioni e proposte su un documento che era presentato come bozza del piano di gestione ma che in effetti non era altro che un abstract seriale valevole sia per la Villa che per le 8 città del Val di Noto che per Siracusa e Pantalica. La redazione del nostro piano di gestione faceva parte, infatti, di un unico progetto che comprendeva anche questi altri 2 siti UNESCO. Ma l’insorgere della pandemia ha bruscamente interrotto questo processo partecipativo in nuce che si è tradotto, quindi, in una mera proposizione di documenti cui non sono seguiti tavoli tematici di confronto. Nonostante ciò, e le numerose richieste di confronto avanzate da Legambiente Sicilia, i redattori del piano, Civita Sicilia, sono andati avanti e hanno dato alle stampe i 3 piani di gestione. A Piazza Armerina siamo reduci da un’esperienza assolutamente negativa in fatto di piano di gestione perché il precedente, redatto nel 2012, non è mai stato attuato nonostante le numerose sollecitazioni. Ed è anche per questo che esprimiamo la forte preoccupazione che, anche questo aggiornamento datato 2020, possa seguire la stessa sorte e rimanere solo un documento nel cassetto, buono per l’UNESCO ma non per il territorio.  Ma la Villa del Casale è patrimonio dell’umanità, quindi non è solo cosa di proprietà dei suoi vertici di governance, e infatti l’UNESCO a proposito dell’obbligo di un management plan fa riferimento a appropriato piano di gestione o un altro documentato sistema di gestione che dovrebbe specificare come il valore universale eccezionale del sito sarà mantenuto, possibilmente attraverso processi partecipativi”. E tutto ciò risulta in linea con gli enunciati della Convenzione di Faro che promuove una più ampia comprensione del patrimonio e delle sue relazioni con le comunità e la società e incoraggia i cittadini a riconoscere l’importanza di oggetti e siti del patrimonio culturale attraverso i significati e i valori che questi elementi rappresentano per loro, ma anche con il principio di “co-programmazione e co-progettazione” che individua e stabilisce modalità di relazione tra Enti pubblici e Terzo settore ispirate al principio di collaborazione, oggi ampiamente applicato in Italia, anche alla luce del vigente Codice del Terzo Settore. Il piano di gestione oggi è una realtà e prevede esplicitamente il coinvolgimento del territorio ed è per questo che abbiamo chiesto al direttore Calascibetta di mettere in atto i meccanismi partecipativi previsti dallo stesso. Che sia una Conferenza, un Osservatorio, un Forum o altra denominazione che si voglia individuare e che dovrebbe comunque esistere a prescindere dal piano di gestione. La società civile di questa città ha avuto un ruolo importante e determinante nel processo di costruzione del parco archeologico, probabilmente più della politica, e oggi, come sempre, è pronta e disponibile a interpretare il proprio ruolo propositivo con l’unico scopo di difesa del bene comune. Non è possibile pensare un parco archeologico fossilizzato in un castello di vetro che non dialoga con il territorio. Ci auguriamo pertanto che il direttore Calascibetta scelga di intraprendere un nuovo corso nella gestione della Villa, prima che del Parco, nel rispetto di quando detto sopra, perché solamente azioni concertate e condivise contribuiranno a far crescere, in questo territorio, quello spirito di appartenenza e di consapevolezza che fanno di un bene culturale un sito patrimonio dell’umanità”.

lunedì 6 marzo 2023

Al via il percorso didattico "Mitologia, ambiente ed energia": alla scoperta del fantastico mondo dell'energia attraverso il meraviglioso mondo dei miti raffigurati nei mosaici della Villa romana del Casale

 

Ha preso il via oggi, presso l'IC Chinnici Roncalli, la nuova edizione del nostro percorso didattico "Mitologia, ambiente ed energia", un originale progetto che accosta la scienza moderna al mondo di intendere i fenomeni naturali e fisici nel mondo antico. Paola Di Vita, presidente del circolo Legambiente, così dichiara: "L'idea di questo percorso didattico risale al 2006 quando lo realizzammo con il supporto del Parco archeologico della Villa del Casale (allora Museo regionale della Villa del Casale) proponendolo a tutte le classi della scuola primaria della città. Le chiavi di lettura della iconografia della Villa del Casale sono veramente tante ed una di queste è il racconto dei miti e delle rappresentazioni legati ai 4 elementi: acqua, terra, fuoco, aria che sono all'origine di tutta la conoscenza scientifica. E così le rappresentazioni musive legate alla terra ci ricollegano all'energia da biomassa, quelle legate all'acqua all'energia idroelettrica, quelle legate alla luce e al sole all'energia solare, quelle legate al fuoco all'energia geotermica e quelle legate al vento, motore delle antiche imbarcazioni, all'energia eolica". I ragazzi di oggi sono particolarmente affascinati dal mondo degli antichi dei e ne conoscono molti miti. E così il mito, il fatto fantastico diventa la chiave di accesso al mondo dell'energia e il progetto infatti si snoda, in parallelo, tra conoscenze scientifiche e mitologiche". E' un modo innovativo per avvicinare i ragazzi alla Villa del Casale ma, anche e soprattutto, alle energie rinnovabili. Il progetto oggi è stato presentato alle classi III B e III C del plesso Roncalli e, nei prossimi giorni coinvolgerà altre classi. Il progetto, ideato interamente da Legambiente, è stato inserito nel programma didattico del Parco archeologico di Morgantina e della Villa del Casale che consentirà la seconda puntata del progetto, e cioè la visita didattico-scientifico della Villa del Casale.


mercoledì 9 febbraio 2022

Legambiente scrive al sindaco Cammarata e all’onorevole Lantieri sollecitandone l’impegno per risolvere la farsa del biglietto cumulativo Villa-Trigona e per chiedere di mettere in campo azioni di promozione della città a sostegno dell’asse Villa-Trigona–centro storico

Che fine ha fatto il biglietto cumulativo Villa-Trigona? È quello che chiede Legambiente al sindaco Cammarata e all’onorevole Lantieri con una lunga missiva che denuncia ciò che da occasione di sviluppo della città si sta trasformando in fallimento senza possibilità di recupero.

“Nonostante siano trascorsi esattamente 20 anni dalla nostra provocatoria proposta di istituzione del biglietto unico Villa-Trigona – dichiara Paola Di Vita, responsabile regionale di Legambiente per i Beni Culturali e presidente del circolo locale, dobbiamo oggi, purtroppo, constatare che tutti questi anni sembrano essere passati invano”.

“Sono trascorsi ben 228 giorni dall’istituzione del biglietto cumulativo Villa del Casale – Museo Trigona, 175 dall’inaugurazione del Museo, 159 dall’entrata in vigore del biglietto a pagamento a Palazzo Trigona e – continua Di Vita- nonostante, la nostra denuncia di settembre perché il biglietto cumulativo non esisteva e le conseguenti rassicurazioni sul fatto che “era in stampa”, ad oggi, non ce ne è traccia (ma la stessa cosa accade per il biglietto cumulativo per tutti gli altri siti del Parco archeologico) e i turisti che vorrebbero visitare entrambi i siti  sono costretti a pagare 2 biglietti e non 1 cumulativo, senza poter usufruire della riduzione che potrebbe invogliare alla visita della città" Oggi per visitare Villa e Trigona bisogna infatti pagare infatti 10+6 euro, e non 13 come decretato dalla Regione. Tutto ciò danneggia i turisti e l’affluenza turistica in centro storico.

Ma Legambiente va oltre e denuncia il fatto che alla biglietteria della Villa, così come a quello del Museo di Aidone e dell’area archeologica di Morgantina, non c’è alcuna informazione sull’esistenza del Museo di Palazzo Trigona.

Ed è per questo che Legambiente chiede al sindaco Cammarata e all’onorevole Lantieri di attivarsi per porre fine alla farsa del “biglietto cumulativo che non c’è” intervenendo direttamente presso i competenti uffici regionali, ma soprattutto chiede che vengano messe in campo azioni strutturali per la promozione del territorio.

“Non è pensabile – continuano da Legambiente – ritenere che la promozione dell’asse Villa-Trigona-centro storico  (ma anche degli altri siti del parco) sia competenza esclusiva del neo parco archeologico che non possiede risorse professionali e mezzi in numero adeguato. È invece indispensabile che l’ente locale agisca in modo “sostitutivo”e complementare, quale principale portatore di interesse, garante della promozione e sviluppo del territorio e delle categorie commerciali che da questo traggono beneficio. La crescita culturale, turistica ed economica di un territorio e della comunità che lo abita non si improvvisa e non si realizza con azioni spot. È necessario mettere in campo azioni per la costruzione di uno sviluppo duraturo, che vada oltre i colori e le appartenenze, che sia condiviso e che costituisca quasi un patto tra comunità ed enti territoriali, da perseguire nel tempo, svincolato dall’amministrazione di turno. Un vero piano per le generazioni future che si occupi di recupero del centro storico, promozione della città e del territorio e creazione di opportunità per i nostri giovani.E tutto ciò deve partire anche dalle proposte del consiglio comunale che invece vediamo sempre più arroccato nel gioco di ruolo tra maggioranza ed opposizione a svantaggio dell’interesse comune per la collettività".

Legambiente conclude quindi reiterando la richiesta a sindaco e onorevole, quali principali portatori d’interesse della collettività, di attivarsi perché vengano finalmente stampati i biglietti cumulativi e perché venga data la giusta informazione su Palazzo Trigona a chi visita la Villa, in quanto è veramente difficile pensare che l’inesistenza del biglietto cumulativo presso le biglietterie, dopo tutto questo tempo, sia un problema tecnico (la pandemia ha bloccato la produzione di carta e inchiostro? non c’è nessuno che va a prendere i biglietti a Palermo?) mentre, invece, è molto più probabile sia un problema politico.

Legambiente infine auspica che, se la propria voce rimane inascoltata o non gradita, alla Regione venga almeno ascoltata quella dei nostri rappresentanti politici

giovedì 28 ottobre 2021

Torna SALVALARTE, la campagna nazionale di Legambiente per la valorizzazione e la salvaguardia del nostro patrimonio culturale, che quest'anno festeggia 25 anni

Torna Salvalarte la campagna nazionale di Legambiente, per la valorizzazione e la salvaguardia del nostro patrimonio culturale, che quest'anno festeggia i 25 anni, richiesta a gran voce con specifica mozione al congresso nazionale di Legambiente di Napoli che ha recepito la mozione presentata al congresso regionale di Legambiente a Piazza Armerina nel 2019.

"In Sicilia - dichiara Paola Di Vita, responsabile regionale Beni Culturali - la campagna non si è mai fermata, anzi è stata declinata in chiave regionale come Salvalarte Sicilia, accendendo i riflettori, negli anni, su casi di mancata tutela, valorizzazione e promozione, aprendo vertenze che hanno consentito di salvaguardare beni anche poco noti, non fruiti, che sarebbero andati irrimediabilmente perduti, protetto beni e paesaggi e avviando percorsi virtuosi nel rapporto con le istituzioni e con le comunità.

La nuova edizione della campagna viene riproposta dopo il momento difficile della pandemia, per focalizzare l’attenzione sulla possibilità di un diverso approccio nei confronti dei nostri beni culturali affinché diventino effettivamente patrimonio vissuto e condiviso delle comunità, bene comune tutelato e valorizzato, occasione di sviluppo e rinascita per il territorio. Una visione che si pone in linea con lo spirito della Convenzione di Faro, ratificata di recente dal nostro Paese, che, con il concetto di comunità patrimoniale, pone l’accento sul rapporto tra la società e i beni comuni, sulla loro possibilità di fruizione come elemento di crescita, valorizzazione e occasione di partecipazione per la comunità.

E oggi, discutere di protezione dei beni culturali anche in quanto espressione di una comunità, di paesaggio in termini di pianificazione e di prevenzione, è più che mai di grande attualità anche in ragione dei mutamenti climatici che impattano violentemente sulla vulnerabilità del nostro patrimonio storico e sul nostro paesaggio urbano ed extraurbano".

A livello nazionale le iniziative della campagna si concentreranno nel weekend del 29-31 ottobre, ma in Sicilia, proseguiranno, anche nel fine settimana successivo e comunque per tutto il mese di novembre e dicembre, visite guidate, laboratori, conferenze, flash mob, per tornare a condividere la bellezza del nostro patrimonio di arte e cultura. Una ricchezza straordinaria da gestire con cura per una rinascita dei territori partecipata e inclusiva.

Di seguito l'elenco dei primi appuntamenti in Sicilia, alcuni dei quali, purtroppo, potranno subire posticipi a causa delle attuali condizioni meteo.

Il 29 ottobre, il circolo di Taormina e Valle dell’Alcantara organizza una visita guidata con gli studenti del Liceo Artistico R. Guttuso al Santuario di Santa Maria la Strada, a Giarre (CT). Venerdì 5 novembre, gli appuntamenti di Salvalarte del circolo continuano con visite guidate, sempre rivolte agli studenti, alla Chiesa di Gesù e Maria a Calatabiano (ME) e con una conferenza sulle comunità patrimoniale e la convenzione di Faro. 

Il 30 ottobre, il circolo di Piazza Armerina (EN), in collaborazione con il Gruppo Archeologico L. Villari, organizza una visita guidata all’area archeologica di Sofiana, statio lungo l’itinerario che collegava Catania ad Agrigento, uno dei siti meno noti del Parco archeologico della Villa Romana del Casale, sito UNESCO, per accendere i riflettori sui problemi di gestione del parco archeologico e dei siti dipendenti.

Il 30 ottobre, il circolo Legambiente del Longano di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), organizza una iniziativa di promozione e valorizzazione della Cupola Rosata di Rodi Milici finalizzata alla conoscenza del sito e della Valle del Patri, che ospita diverse Cube Paleocristiane, per promuovere la realizzazione di un percorso turistico che si snodi da Barcellona Pozzo di Gotto, località Gala Monastero, fino alla Cupola Rosata.

Il 30 ottobre, il circolo Peloritani di Messina, organizza più visite guidate, nel corso della giornata, lungo il viale Boccetta, una delle principali arterie della città, per far conoscere i mosaici dell’artista Yrina Drobish che ha realizzato le sue opere, riproducendo celebri dipinti di Antonello da Messina o rievocando personaggi mitici della storia cittadina, inserendole al posto delle mattonelle divelte.

Il 31 ottobre, il circolo l’Anatroccolo di Priolo-Solarino-Floridia (SR), organizza un’escursione guidata nell’area archeologica di Thapsos a Priolo Gargallo, per visitare la necropoli e chiedere l’apertura dell’area di scavo dove sono stati rinvenuti resti dell’abitato.

Il 6 novembre, i circoli Palermo Futura e Mesogeo (PA), in collaborazione con il comune di Palermo e il Forum per il Contratto di Fiume Oreto, organizzano una iniziativa per discutere del sistema dei ponti sull'Oreto e, in particolare, del Ponte delle Teste Mozze,  importante testimonianza architettonica, più volte ricostruito, e riemerso a seguito degli interventi di riqualificazione dell’area fluviale e dei lavori di scavo per la costruzione della linea tramviaria. L’area attualmente non è visitabile. 

Il 6 novembre, il circolo di Noto (SR) organizza un'iniziativa presso l'Eremo di San Corrado per salvare una tela di Sebastiano Conca, pittore del XVII-XVIII sec.

Il 7 novembre, il circolo Ancipa di Troina (EN) organizza un’iniziativa di volontariato per la pulizia dell’area del Bevaio di Ummuro. A seguire si terrà un breve confronto con i partecipanti in merito all' importanza storico-culturale della tradizione dei bevai come luoghi di socializzazione dei cittadini e dei viaggiatori in epoca passata. L'iniziativa sarà realizzata in collaborazione con l'associazione Coolturalmente e con il patrocinio del comune di Troina.

Il 27 novembre, il circolo Gino Scasso di Partinico (PA), con la collaborazione del comune e la presenza della Pro Loco Cesarò, organizza l'apertura straordinaria di Palazzo RAM, casa forte del XVI sec., con l'intento di renderlo fruibile nel più breve tempo possibile.

A dicembre, a Palermo presso lo Spazio Mediterraneo dei Cantieri Culturali alla Zisa sarà inaugurata la mostra POLIEDRICA e SUBLIME “Palermo piccola capitale dell’Art Nouveau” che sarà visitabile dal 3 dicembre al 9 gennaio.

Sempre a dicembre si terrà la presentazione della quarta edizione del dossier "UNESCO alla siciliana".

 

 

domenica 3 ottobre 2021

Al via il fondo di solidarietà per i parchi archeologici - una nuova spinta in direzione di una gestione manageriale ed oculata

Con Decreto n. 63 del 29 settembre, a firma dell'assessore regionale Alberto Samonà, è stato approvato il Regolamento per il fondo di solidarietà per i parchi archeologici, secondo il quale nel triennio 2021-2023 il 10% delle risorse derivanti dallo sbigliettamento dei parchi archeologici di maggiore rilevanza sarà versato sul bilancio Regionale, per finanziare le spese di funzionamento, fruizione e valorizzazione dei parchi con minori entrate economiche. Il Fondo di solidarietà è destinato a tutti i Parchi archeologici in condizione di insufficiente dotazione economica. A tale proposito interviene Legambiente, da oltre 20 impegnata per la valorizzazione della Villa Romana: "Il decreto dell’assessore regionale può essere interpretato come l’azione di un buon padre di famiglia che dà pari dignità economica ai parchi archeologici “minori” perché privi di potenti attrattori da inserire nei circuiti internazionali, come invece avviene per i parchi “maggiori” con siti UNESCO o con testimonianze di rilievo, come Taormina, Selinunte, Segesta solo per citarne alcuni, che fortunatamente godono annualmente di importanti incassi. E quindi con una oculata politica di gestione ha deciso che i Parchi più ricchi devono contribuire a sostenere il bilancio economico dei meno fortunati ma ugualmente di grande valore culturale. I parchi archeologici sono distinti in tre fasce sulla base dell’incasso medio maturato nel triennio precedente. In fascia A) incasso inferiore a € 100.000; fascia B) incasso compreso tra € 100.000 e € 500.000; e fascia C) incasso superiore a € 500.000. Pertanto a tutti i Parchi archeologici di fascia “A” saranno assicurati € 100,000 come dotazione finanziaria minima. La restante dotazione del Fondo di Solidarietà sarà ripartita in parti uguali tra i Parchi di fascia “A”/ “B”. Quindi, anche il Parco archeologico della Villa del Casale - Morgantina dovrà destinare il 10% dei proventi derivanti dallo sbigliettamento al Fondo di solidarietà. Che ben venga questa forma di mutuo soccorso a favore del patrimonio archeologico regionale, ma ciò vuol dire – conclude Legambiente - che i direttori dei parchi “maggiori”, il cui bilancio sarà decurtato del 10% delle entrate derivanti dallo sbigliettamento, dovranno attuare una gestione che elimini gli sprechi e aumenti l’efficienza tecnica ed economica. I direttori, considerati manager, dovranno adoperarsi per intercettare fondi e finanziamenti diversi da quelli derivanti dai ristori regionali e nazionali, dimostrando che la tanto attesa autonomia finanziaria finanziaria non si traduce esclusivamente nella gestione autonoma di un bilancio ma nella costruzione di una governance partecipata che coinvolga anche i dei comuni che fanno parte dell’Ente parco, capace di attrarre finanziamenti e partnership privati per promuovere il parco e il patrimonio culturale del territorio di riferimento. Cosa che finora non è accaduta, basti pensare alla mediocre promozione della Dea di Morgantina, di fama internazionale, e alla neo promozione del Museo Trigona".

martedì 8 giugno 2021

AL VIA IL BIGLIETTO UNICO PALAZZO TRIGONA - VILLA ROMANA DEL CASALE. LEGAMBIENTE: A DISTANZA DI 19 ANNI DALLA NOSTRA PROPOSTA SI CONCRETIZZA IL PRIMO PASSO PER IL COLLEGAMENTO TRA IL SITO UNESCO E IL CENTRO STORICO

Il circolo Legambiente di Piazza Armerina apprende con soddisfazione che l’istituzione del biglietto unico “Villa Romana del Casale – Palazzo Trigona”, avanzata dal direttore del Parco archeologico arch. Liborio Calascibetta, è stata deliberata il 7 giugno dal Comitato regionale per la determinazione dei biglietti d’ingresso ai siti culturali siciliani, e che adesso si aspetta solo la ratifica con decreto dell’assessore regionale Samonà. Un biglietto unico  che arriva a 19 anni di distanza dalla proposta di Legambiente che plaude al direttore Calascibetta ed al governo Regionale, unici autori di questo traguardo, cui va esclusivamente il merito.

“Lo avevamo chiesto provocatoriamente nel febbraio del 2002 – dichiara Paola Di Vita, presidente dell’associazione – in occasione di un convegno sulla Villa Romana e Morgantina tenutosi a Piazza Armerina su iniziativa dell’allora on. Tumino ed alla presenza dei massimi vertici regionali della gestione dei beni culturali, proprio pochi mesi prima della presentazione del dossier “Palazzo Trigona: il museo che non c’è”. E formalizzato attraverso una lettera aperta, firmata dall’allora presidente Riccardo Calamaio, inviata all’assessore regionale Fabio Granata. Richiesta, quella del biglietto unico, che abbiamo continuamente ribadita, attraverso azioni costanti di sensibilizzazione e di vertenze durate ben 19 anni, sempre con garbo, rispetto verso le istituzioni ma senza fare sconti ad alcun colore politico, convinti da sempre che il museo a Palazzo Trigona era sicuramente un obiettivo importante per la città ma che doveva essere accompagnato da una visione culturale a medio/lungo termine per la valorizzazione del centro storico. Era, ed è maggiormente oggi, necessario creare un collegamento con la Villa del Casale, come occasione di rilancio culturale, sociale ed economico per la città e i cittadini. Il biglietto unico è il primo passo per la creazione di questo collegamento che noi abbiamo sempre interpretato come un asse unico con 2 poli finora contrapposti ma da collegare, la Villa del Casale e il centro storico con al centro Palazzo Trigona. Il passo successivo adesso è affidato alla governance del Museo della Città e del Territorio di Palazzo Trigona, la cui inaugurazione è ormai imminente, a conclusione di un iter tormentato e decisamente troppo lungo.

L’inaugurazione del Museo – continua Di Vita - non rappresenta la fine di una storia, bensì l’inizio di un nuovo percorso, tutto in salita, perché il Trigona dovrà dimostrare di essere veramente attrattivo, motore culturale che dialoga con il territorio, con le altre emergenze culturali e non solo, capace di elaborare crescita culturale ed economica, sottraendo la città a quel lento ed inarrestabile degrado che provoca l’andar via dei giovani e di famiglie intere alla ricerca di un futuro lontano dalla propria terra. Il vero petrolio dei nostri territori sono i beni culturali ed ambientali. Cerchiamo di sfruttare questo giacimento nel migliore dei modi”.

mercoledì 29 gennaio 2020

LEGAMBIENTE CHIEDE L’AVVIO DI UN PERCORSO PARTECIPATO E CONDIVISO CON GLI ATTORI SOCIALI DEL TERRITORIO PER LA REVISIONE DEL PIANO DI GESTIONE UNESCO DELLA VILLA ROMANA DEL CASALE


Correva l’anno 2012 e nelle sale di palazzo Trigona si presentava il piano di gestione Unesco della Villa del Casale, strumento obbligatorio richiesto dall’Unesco stesso a tutti i siti patrimonio dell’umanità, il cui percorso era iniziato già nel 2006.
Un piano di gestione realizzato in virtù dei finanziamenti previsti dalla L. 77/2006 per i siti Unesco, con la cura scientifica del prof. Giovanni Campeol dell’Università di Venezia
Si legge nell’introduzione: “Il Piano di Gestione dei siti UNESCO rappresenta un indispensabile strumento per la gestione, la tutela e la valorizzazione del Patrimonio. Il Piano di Gestione permette di piani­ficare, in una visione strategica, le azioni e le attività da porre in essere affinchè il Sito, riconosciuto quale Patrimonio dell’Umanità, possa avere garantita la sua conservazione a testimonianza della Storia della Civiltà e diventare luogo di incontro e di scambio di conoscenze, nella vasta rete dei Siti mondiali”
Il piano di gestione – dichiarano gli ambientalisti - è uno strumento di pianificazione e di programmazione che affonda le sue radici in logiche partecipative, come del resto sancito dall’Unesco stesso che, a proposito dell’obbligo di un management plan fa riferimento a “appropriato piano di gestione o un altro documentato sistema di gestione che dovrebbe specificare come il valore universale eccezionale del sito sarà mantenuto, possibilmente attraverso processi partecipativi”.
Dal 2012 ad oggi, essendo fra l’altro citati tra gli stakeholder del territorio in virtù delle storiche battaglie per la Villa del Casale e palazzo Trigona, abbiamo chiesto più volte l’attuazione del piano di gestione ma senza alcun esito.
Da qualche mese a questa parte si è avuta notizia dell’avvio di un vecchio progetto, finanziato nel 2010 sempre con i fondi della L.77/2006, realizzato in rete con le 8 città Unesco del val di Noto (Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa e Scicli ) e Siracusa-Pantalica (con Cassaro, Ferla e Sortino) che prevede, la revisione dei piani di gestione Unesco, tra cui quello della nostra Villa.

Che ben venga! I sistemi di gestione devono essere dinamici e devono prevedere strategie innovative per la gestione del sito, ma che lo si faccia in modo partecipato e condiviso come richiesto dall’Unesco.

E’ per questo- continuano gli ambientalisti – che con una lettera aperta inviata al direttore del parco archeologico e per conoscenza al sindaco, abbiamo chiesto formalmente l’istituzione del tavolo degli stakeholder, propedeutico alla revisione del piano, perché lo stesso non si trasformi in un mero esercizio di stile finalizzato alla rendicontazione di un progetto, ma possa essere veramente uno strumento utile per la gestione del sito nelle mani del direttore del parco.

Oggi un piano di gestione deve necessariamente tenere conto del territorio perché deve comprendere un’approfondita analisi, l’individuazione dei punti di forza e di criticità e l’individuazione di possibili soluzioni, e tutto ciò non può essere fatto senza il coinvolgimento attivo del territorio.

Oggi un Piano di gestione deve necessariamente dialogare con una rinnovata idea di città e di territorio, un territorio allargato che comprende comunità e realtà che lavorano alla costruzione di un rinnovato concetto di bene comune.

E in tutto ciò deve trovare una collocazione adeguata palazzo Trigona, il museo della città e del territorio che aspettiamo da oltre 60 anni.

L'Ufficio Stampa Piazzambiente

domenica 4 novembre 2012

A Palazzo Trigona convegno internazionale sull'edilizia residenziale tardoantica e la Villa del Casale

Dal 7 al 10 novembre si terrà a Piazza Armerina, presso la prestigiosa sede di Palazzo Trigona, il Convegno Internazionale "La villa restaurata e i nuovi studi sull'edilizia residenziale tardoantica". Promosso dal CISEM (Centro Interuniversitario sull’edilizia abitativa tardoantica nel Mediterraneo, w3.uniroma1.it/cisem/), ed organizzato in collaborazione con il Parco Archeologico della Villa del Casale e delle aree archeologiche di Piazza Armerina e dei comuni limitrofi e la Città di Piazza Armerina, il convegno si articolerà in tre giornate dedicate all’approfondimento e alla discussione di tematiche generali sull’edilizia residenziale tardoantica, sviluppate dai rappresentanti delle diverse sedi italiane del Centro (Roma, Bologna, Padova, Foggia ed Enna), e delle Università ed Istituti di ricerca italiani e stranieri che vi aderiscono, oltre che da studiosi che presenteranno una sintesi delle proprie ricerche con comunicazioni brevi e posters.


Si tratta di un’occasione importante – ha dichiarato il prof. Patrizio Pensabene, Ordinario di Archeologia alla Sapienza- Università di Roma e direttore del CISEM- per avviare le attività di un Centro di Studi interuniversitario che tra i suoi obiettivi ha non soltanto il confronto tra ricercatori che lavorano sugli stessi temi da diverse prospettive, ma anche la valorizzazione di monumenti e siti archeologici. Le ricerche condotte sin dal 2004 dall’Università La Sapienza presso la Villa del Casale hanno arricchito in maniera significativa le conoscenze su uno degli edifici più importanti della tarda antichità, ed il convegno vuole essere un’occasione per presentare i più recenti risultati delle indagini alla comunità scientifica e ad un più vasto pubblico di non addetti ai lavori. La conclusione dei lavori di restauro e di sostituzione delle coperture della Villa, darà inoltre ai partecipanti l’opportunità di visitare la Villa “restaurata” con la guida dell’arch. Meli, responsabile del progetto di restauro ed ora direttore del Parco Archeologico della Villa, che illustrerà le metodologie e i risultati dei complessi lavori effettuati negli ultimi anni”.

Il Convegno sarà articolato per sessioni che prevedono la presentazione in forma sintetica del tema proposto da parte di uno o più rappresentanti di ciascuna università o centro di ricerca che aderisce al CISEM, con l’intervento di specialisti italiani e stranieri, seguita da un’ampia discussione. Si partirà dalla Sicilia, con la presentazione dei risultati delle ultime ricerche in contesti urbani e rurali, per ampliare le indagini al resto dell’Italia e del Mediterraneo romano; tra i temi in discussione il rapporto tra edilizia residenziale e potere pubblico, i programmi architettonici e decorativi, la produzione, le grandi residenze di prestigio in età tardoantica ed altomedievale. Una particolare attenzione sarà naturalmente dedicata alla Villa del Casale, ed una sessione sarà incentrata sui temi del restauro e della conservazione dei resti archeologici di edifici residenziali.

Segreteria tecnico-scientifica CISEM

lunedì 30 aprile 2012

Approvata la perimetrazione del parco archeologico della Villa del Casale


LEGAMBIENTE ESPRIME SODDISFAZIONE E AUSPICA CHE QUESTO ATTO POSSA COSTITUIRE UNA INVERSIONE DI ROTTA PER IL FUTURO DELLA VILLA E DELLA CITTA’


Il 23 aprile il consiglio comunale di Piazza Armerina ha approvato la perimetrazione del Parco archeologico della Villa del Casale e dei comuni limitrofi.

A metà marzo il sindaco di Piazza Armerina aveva trasmesso la documentazione relativa alla proposta di perimetrazione anche alle associazioni culturali e ambientaliste che negli anni hanno intrapreso azioni costanti a sostegno della Villa.

“E’ questo un segnale importante – dichiara Benedetto Lo Piano, presidente del circolo piazzese di Legambiente - perché sottolinea il ruolo fondamentale che la società civile ha avuto nella vicenda Villa. Ruolo che dovrà interpretare con più forza proprio adesso che il sito archeologico si pone al centro di dinamiche non soltanto culturali, ma anche economiche e sociali che incideranno notevolmente sul rilancio del sistema turistico che gravita intorno al sito Unesco”.

Era il 1998 quando Legambiente, insieme ad altre associazioni, chiedeva l’istituzione del Parco Archeologico. Grazie alla pressione esercitata il governo regionale nel 2000 emanò la Legge Regionale n° 20 che discilinava l’istituzione dei parchi archeologici in Sicilia. Oggi finalmente, dopo anni di sollecitazioni, le cose stanno cambiando e la Villa Romana del Casale potrà avere ciò che merita in termini di autonomia, valorizzazione e tutela.

L’idea di parco archeologico è molto cambiata nell’ultimo decennio perché pone l’oggetto archeologico al centro di un contesto territoriale complesso e stratificato, con il quale e verso il quale dovrà dialogare, senza negare le caratteristiche del contesto produttivo e sociale locale.

“La nostra analisi della proposta di perimetrazione è andata in questa direzione - continua il presidente - e condividiamo l’individuazione di una zona C intesa come “luogo di promozione e valorizzazione del territorio del Parco che ne costituisca la cornice all’interno della quale il Parco possa operare iniziative economiche e culturali strettamente legate alle proprie attività e finalità” alla luce della possibilità, per esempio, di accedere a finanziamenti specifici per le aree incluse in zona C dei parchi archeologici, anche se abbiamo evidenziato, per questa zona, alcuni limiti di carattere normativo che, se non supportati da regolamenti specifici, potrebbero danneggiare le attività agricole e produttive, specialmente nella diffusione delle energie rinnovabili.

Gli ambientalisti concludono auspicando, inoltre, che il Museo della Città e del Territorio di Palazzo Trigona possa essere reso fruibile, in breve tempo, così come ampiamente descritto nella relazione elaborata dalla Soprintendenza di Enna a sostegno della perimetrazione del Parco.

L’UFFICIO STAMPA PIAZZAMBIENTE