martedì 4 maggio 2021

Legambiente aderisce alla manifestazione “Faciemu scrusciu” di giovedì 7 maggio indetta da decine di associazioni contro gli incendi e promuove la partecipazione ai flash mob organizzati in tutta la Sicilia per salvare il nostro patrimonio naturalistico.

Legambiente aderisce alla manifestazione “Faciemu scrusciu” di giovedì 7 maggio indetta da decine di associazioni contro gli incendi e promuove la partecipazione ai flash mob organizzati in tutta la Sicilia per salvare il nostro patrimonio naturalistico.



Si tratta di un momento importante di mobilitazione della società civile e soprattutto di tanti giovani contro gli incendi che da alcuni anni stanno continuamente devastando i boschi e le aree naturali protette siciliane.
Occorre passare dallo sdegno alla rivendicazione di una strategia complessiva fatta di molteplici azioni, da una campagna di sensibilizzazione delle comunità al potenziamento dei servizi di prevenzione e spegnimento, dalle modifiche legislative per inasprire le pene alle misure per disincentivare la speculazione e gli affari.

Per questo Legambiente Sicilia ha dato mandato al proprio Centro di Azione Giuridica di mettere in mora tutti i Comuni per l’obbligo che hanno di redigere e tenere aggiornato il catasto incendi, unico strumento per far valere i vincoli post incendio, ed ha chiesto alla Regione interventi ispettivi nei comuni a maggiore rischio e nomina di commissari per interventi sostituivi in caso di accertate inadempienze.

 
4 maggio 2021

 

L’ufficio stampa Teresa Campagna 338 2116468

Teresa Campagna 338 2116468

venerdì 30 aprile 2021

LEGAMBIENTE CHIEDE LA REVISIONE DELL'ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI, ISTITUITO 10 ANNI FA, CON L'ADEGUAMENTO ALLA NUOVA NORMATIVA SUL TERZO SETTORE

Il D.lgs 117/2017, meglio conosciuto come "Codice del Terzo Settore", riordina profondamente il mondo degli Enti del Terzo Settore (ETS)  e in particolar modo OdV (organizzazioni di volontariato) e APS (associazioni di promozione sociale).

In ragione dell'entrata in vigore della nuova normativa e del fatto che l'albo comunale delle associazioni è vecchio di circa 10 anni, Legambiente ha pertanto inviato una nota all'amministrazione comunale chiedendo la predisposizione di  uno specifico regolamento per l'istituzione dell'albo comunale del terzo settore.

"E' dall'entrata in vigore del Codice - dichiarano i responsabili dell'associazione - che, noi come Legambiente ma anche molte delle altre associazioni piazzesi, siamo stati impegnati in un percorso di approfondimento della nuova normativa che ci ha imposto, in primis, la modifica degli statuti oltre numerosi altri e nuovi adempimenti burocratici. Nei mesi scorsi ci siamo confrontati con la maggior parte delle OdV e APS piazzesi attive e siamo stati concordi nella necessità che il settore necessiti una regolamentazione anche a livello comunale. E' per questo che chiediamo l'istituzione dell'albo comunale, che è già operativo in moltissimi comuni. La corretta applicazione del codice rappresenta un'opportunità non solo per le associazioni ma anche e soprattutto per le pubbliche amministrazione che potranno così "capitalizzare" il valore aggiunto che il mondo del terzo settore è in grado di mettere in campo".

Il CTS comporta importanti trasformazioni per gli ETS che saranno tenuti al rispetto di vari obblighi riguardanti la democrazia interna, la trasparenza nei bilanci, i rapporti di lavoro e i relativi stipendi, l’assicurazione dei volontari, la destinazione degli eventuali utili.

Da sottolineare inoltre che diventano per la prima volta esplicite in una legge alcune indicazioni alle pubbliche amministrazioni: come cedere senza oneri alle associazioni beni mobili o immobili per manifestazioni, o in comodato gratuito come sedi o a canone agevolato per la riqualificazione; o incentivare la cultura del volontariato (soprattutto nelle scuole) o infine coinvolgere gli ETS sia nella programmazione e nella progettazione. Sono state infatti recentemente emanate (DM 72 del 31 marzo 2021) le Linee guida sul rapporto tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore, anche nel rispetto dell'art. 118 della Costituzione (principio di sussidiarietà).

 

 

 

giovedì 22 aprile 2021

#GiornataMondialeDellaTerra #LiberiDaiVeleni

 #GiornataMondialeDellaTerra 

La nostra Terra, la vogliamo libera dai veleni!

Non dimentichiamo le vertenze ambientali croniche tuttora irrisolte. Il nostro Paese ancora aspetta risposte ed #ecogiustizia per molti territori contaminati. 

La #bonifica della Terra dei Fuochi, della Val Sacco, dei SIN, delle falde acquifere da Pfas e dell’#amianto dagli edifici, lo #smog in Pianura Padana e la mancata #depurazione. Chiediamo il risanamento ambientale dei territori contaminati e il #diritto alla salute nei territori dell’Italia inquinata. 

Il popolo inquinato aspetta da troppo tempo.

#LiberiDaiVeleni

 

lunedì 12 aprile 2021

Montagna di Marzo: si intervenga per la tutela, valorizzazione e promozione del sito archeologico e lo si sottragga alle rotte dell'archeomafia

Il circolo Legambiente di Piazza Armerina accoglie favorevolmente la notizia che la deputata regionale Lantieri ha proposto al governo regionale il prestito temporaneo di alcuni dei reperti provenienti da Montagna di Marzo in occasione della prossima inaugurazione del Museo della città e del Territorio di Palazzo Trigona e approfitta della notizia per denunciare lo stato di abbandono e di degrado dell’area archeologica di Montagna di Marzo.

“Che nelle sale del Trigona – dichiarano i vertici dell’associazione – al di là delle difficoltà legate allo smembramento delle collezioni archeologiche, si alternino mostre temporanee è un fatto estremamente positivo e necessario per rendere attrattivo e dinamico un museo che altrimenti, risulterebbe troppo statico”.

E ritornando sul caso Montagna di Marzo dichiarano: “L’area archeologica è tristemente nota per trovarsi sulle rotte del traffico illecito dei reperti tanto che sarebbe purtroppo necessario fare un vero e proprio excursus delle campagne di scavo illegali che, nel corso degli anni, hanno vandalizzato e depredato uno dei siti archeologici che molto avrebbe potuto raccontare della storia del territorio, mentre invece molto ha aggiunto alle tristi vicende delle rotte dell’archeomafia. Proprio qualche giorno fa alcuni escursionisti ci hanno inviato delle foto che mostrano evidentissime le tracce del passaggio di tombaroli e di animali da pascolo”.

Il sito oggi è di competenza del parco archeologico della Villa del Casale, insieme ad altre aree minori che meriterebbero comunque un’attenzione particolare. E’ per questo che, con una lettera aperta già inviata il 7 aprile c.a., l’associazione si rivolge alla deputata Lantieri, e per suo tramite al governo regionale, per chiedere un impegno concreto per individuare il canale di finanziamento per mettere in campo una campagna di scavo di ampio respiro che comprenda anche la messa in sicurezza del sito, la valorizzazione, l’accessibilità del sito (di fatto oggi non esiste strada di accesso) e la sua conseguente fruizione.

Ma quanto detto per Montagna di Marzo – continua Legambiente – ha validità anche per tutti gli altri siti afferenti al parco e il problema, che non è nato certamente oggi, non potrà essere risolto impegnando le risorse economiche del bilancio del parco che sono troppo esigue per le necessità di un’area di competenza troppo vasta. Necessita quindi intervenire con azioni concrete e definitive per salvaguardare quel poco che la mano dell’uomo ci ha lasciato e garantire alle generazioni future la memoria del passato. E’ questo rappresenta sicuramente una priorità per far si che la memoria si tramandi nei luoghi che hanno visto nascere la storia del nostro territorio, e non solo sulla carta.

 

LEGAMBIENTE PIAZZA ARMERINA, CIRCOLO PIAZZAMBIENTE

domenica 11 aprile 2021

Quale futuro per Piazza Garibaldi e il centro storico?

COMUNICATO STAMPA

Le associazioni, Legambiente, Italia Nostra, Gruppi Archeologici, Università popolare del tempo libero, UCIIM, Gruppo CIF APS, Donne Insieme, da anni impegnate in azioni di tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale della nostra città in quanto portatrici di interessi diffusi, dopo aver appreso da notizie di stampa dell'imminente avvio del progetto di restyling della Piazza Garibaldi, per secoli fulcro della vita cittadina, hanno richiesto un incontro al Sindaco di Piazza Armerina perché venga chiarito il motivo che ha condotto l’amministrazione comunale ad escluderle, rispetto all’avvenuto coinvolgimento delle associazioni di categoria e comitati di quartiere, da un momento pubblico di presentazione e confronto del progetto di Piazza Garibaldi, anche in considerazione del fatto che l'istituto della "partecipazione" è ormai prassi comune nella pubblica amministrazione. 

L’incontro sarà utile anche per discutere la “visione” dell’amministrazione nei confronti del recupero e rifunzionalizzazione della città antica in quanto gli spazi pubblici, e la città nella sua interezza, devono essere considerati “beni comuni” e come tali vanno trattati.