LEGAMBIENTE DENUNCIA LO STATO DI DEGRADO DELLA VILLA ROMA
Passano gli anni, cambiano i colori delle amministrazioni, ma quello che non cambia è l’allarmante stato di degrado, incuria ed indifferenza nei confronti del verde pubblico.
Questa volta, sotto i riflettori di Legambiente, ritorna il caso della Villa Gen.le Ciancio, meglio conosciuta come Villa Roma, che negli ultimi giorni è stata oggetto di ben due gravissimi atti di vandalismo imputabili come veri e propri delitti contro il patrimonio pubblico.
“E’ con grande amarezza – dichiarano i responsabili del circolo Legambiente di Piazza Armerina – che constatiamo che nulla è cambiato negli anni nonostante i nostri appelli, le nostre petizioni e le nostre proposte. Ed è con amarezza maggiore che constatiamo l’assoluta mancanza di senso civico dei nostri concittadini”.La Villa Roma è frequentata prevalentemente di giorno, durante il periodo primaverile ed estivo, da genitori e nonni che vi si recano per fare giocare i bambini. Sembra un luogo tranquillo, perfettamente integrato nel tessuto urbano.
Ma basta guardare un po’ meglio lungo i viali per rendersi conto che la Villa deve essere oggetto di frequentazioni notturne di vario genere.
I lampioni del viale interno sono stati presi a sassate, i cordoletti delle aiuole sono in più punti distrutti e nelle aiuole fanno bella mostra di sé non le rose o altri fiori, ma le spighe. Parte dei servizi igienici presenta le porte aperte ed i sanitari a pezzi.
E sono evidenti, inoltre, scavi di vario tipo lasciati aperti e materiali di risulta accatastati e abbandonati nelle aiuole, dove è possibile riscontrare resti di fuochi notturni e bottiglie di birra e alcolici.
Qualche giorno fa qualcuno in vena di bravate ha dato fuoco alla capannina di gelsomino, sul viale principale, ultima testimonianza dello splendore della Villa di un tempo.
E non contenti, a distanza di pochi giorni, il bis: un incendio, probabilmente doloso, ha devastato la scarpata laterale della Villa danneggiando irrimediabilmente alcuni alberi.
Per usare un’espressione tipica dei social network: questo è il verde pubblico a Piazza Armerina.
“Probabilmente – continuano gli ambientalisti – l’aver programmato e realizzato in tempo utile un intervento di diserbo, avrebbe evitato il disastro”.Lo stato di degrado della Villa Roma è, infatti, sintomatico di un generale stato di incuria del nostro verde pubblico imputabile in primo luogo alla mancanza di senso civico della maggior parte dei nostri concittadini, ma anche all’indifferenza che i nostri amministratori dimostrano nei confronti degli spazi verdi.
“ Un giardino curato regolarmente, fiorito, con un arredo adeguato, con spazi gioco dedicati ai bambini difficilmente subirebbe atti di vandalismo. Occorre fare sentire la presenza delle istituzioni, affermare il principio dell’appartenenza e della gestione del patrimonio pubblico.
“Chiediamo pertanto – concludono gli ambientalisti – che l’amministrazione si adoperi per promuovere e realizzare un intervento complessivo di riqualificazione dei nostri spazi verdi perché questi diventino finalmente il primo e più evidente biglietto da visita di una città d’arte e turistica, così come viene definita la nostra”.
mercoledì 21 luglio 2010
sabato 17 luglio 2010
Sospeso il calendario venatorio e il piano faunistico regionale
IL TAR PALERMO SOSPENDE IL CALENDARIO VENATORIO ED IL PIANO FAUNISTICO REGIONALE.
ACCOLTO PER INTERO IL RICORSO DI LEGAMBIENTE ED ASSOCIAZIONE MAN.
RIAFFERMATA LA PREVALENZA DEL DIRITTO COMUNITARIO E LA TUTELA DI SIC, ZPS E ROTTE DI MIGRAZIONE.
Con ordinanza 638 del 16 luglio 2010 la Prima Sezione del TAR Palermo ha accolto per intero il ricorso presentato da Legambiente Sicilia ed Associazione MAN (Associazione Mediterranea per la Natura) ed ha sospeso il Calendario Venatorio 2010/2011 ed il Piano Regionale Faunistico Venatorio 2006/2011.
Il TAR Palermo conferma quindi una giurisprudenza costante negli ultimi 4 anni e di grande rilievo sul piano giuridico e per gli effetti positivi sulla conservazione della fauna in quanto sentenze ed ordinanze sono caratterizzate da un forte richiamo al rispetto della Normativa Comunitaria e dei criteri tecnici che devono presiedere alla disciplina della caccia.
“Siamo molto soddisfatti – dichiara Angelo Dimarca Responsabile Regionale del Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – perché questa ordinanza comporta la rigorosa tutela dei Siti di Importanza Comunitaria, delle Zone di Protezione Speciale, delle rotte di migrazione, delle specie maggiormente minacciate e soprattutto dispone la sottoposizione a preventiva Valutazione di Incidenza Ambientale del Calendario Venatorio e del Piano Regionale Faunistico Venatorio (previste e mai attuate dal 2003!). Ma, soprattutto viene smentita l’azione assurda dell’Assessorato Regionale alle Risorse Agricole che da anni emana calendari venatori su motivazioni di mera opportunità politica disattendendo Direttive Comunitarie e decisioni del TAR, del Consiglio di Stato e della Cassazione Penale.
Nei mesi scorsi avevamo chiesto di incontrare l’assessore Bufardeci per concordare un calendario venatorio moderno e rispettoso delle indicazioni fornite dall’ISPRA-Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (massimo ente di ricerca dello Stato in materia faunistica) e dalla stesso Assessorato Regionale Territorio e Ambiente per la tutela dei Siti Natura 2000.
Non è venuta alcuna risposta e l’Assessore ha incontrato soltanto le associazioni venatorie”.
Legambiente e Associazione MAN si attendono ora una radicale inversione di tendenza per evitare ulteriori contenziosi nel pieno rispetto di leggi e direttive europee.
ACCOLTO PER INTERO IL RICORSO DI LEGAMBIENTE ED ASSOCIAZIONE MAN.
RIAFFERMATA LA PREVALENZA DEL DIRITTO COMUNITARIO E LA TUTELA DI SIC, ZPS E ROTTE DI MIGRAZIONE.
Con ordinanza 638 del 16 luglio 2010 la Prima Sezione del TAR Palermo ha accolto per intero il ricorso presentato da Legambiente Sicilia ed Associazione MAN (Associazione Mediterranea per la Natura) ed ha sospeso il Calendario Venatorio 2010/2011 ed il Piano Regionale Faunistico Venatorio 2006/2011.
Il TAR Palermo conferma quindi una giurisprudenza costante negli ultimi 4 anni e di grande rilievo sul piano giuridico e per gli effetti positivi sulla conservazione della fauna in quanto sentenze ed ordinanze sono caratterizzate da un forte richiamo al rispetto della Normativa Comunitaria e dei criteri tecnici che devono presiedere alla disciplina della caccia.
“Siamo molto soddisfatti – dichiara Angelo Dimarca Responsabile Regionale del Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – perché questa ordinanza comporta la rigorosa tutela dei Siti di Importanza Comunitaria, delle Zone di Protezione Speciale, delle rotte di migrazione, delle specie maggiormente minacciate e soprattutto dispone la sottoposizione a preventiva Valutazione di Incidenza Ambientale del Calendario Venatorio e del Piano Regionale Faunistico Venatorio (previste e mai attuate dal 2003!). Ma, soprattutto viene smentita l’azione assurda dell’Assessorato Regionale alle Risorse Agricole che da anni emana calendari venatori su motivazioni di mera opportunità politica disattendendo Direttive Comunitarie e decisioni del TAR, del Consiglio di Stato e della Cassazione Penale.
Nei mesi scorsi avevamo chiesto di incontrare l’assessore Bufardeci per concordare un calendario venatorio moderno e rispettoso delle indicazioni fornite dall’ISPRA-Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (massimo ente di ricerca dello Stato in materia faunistica) e dalla stesso Assessorato Regionale Territorio e Ambiente per la tutela dei Siti Natura 2000.
Non è venuta alcuna risposta e l’Assessore ha incontrato soltanto le associazioni venatorie”.
Legambiente e Associazione MAN si attendono ora una radicale inversione di tendenza per evitare ulteriori contenziosi nel pieno rispetto di leggi e direttive europee.
sabato 10 luglio 2010
Nomina Lombardo a commissario straordinario per l’emergenza rifiuti.
Legambiente: Ribadiamo la nostra contrarietà, ma a cose fatte ci auguriamo che si usi lo stato di emergenza per provare a costruire davvero un sistema di gestione integrata dei rifiuti.
“Ribadiamo, ancora una volta, la nostra contrarietà alla dichiarazione di emergenza, che fino ad oggi ha sempre aggravato la situazione rifiuti in Sicilia. Ad ogni modo, a cose fatte, ci auguriamo – dichiara Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia - che, per la prima volta, si usi lo stato di emergenza per provare a costruire davvero un sistema di gestione integrata dei rifiuti, coerente con le direttive europee, la normativa nazionale (decreto legislativo 152/2006) e la legge regionale approvata lo scorso aprile. Un sistema centrato, quindi, sulla raccolta differenziata che dovrà raggiungere l’obiettivo del 65 per cento entro il 2015. e ancora, ci auguriamo che il presidente Lombardo resista alle indebite pressioni del Governo Berlusconi che vuole fare rientrare dalla finestra gli inceneritori dell’ex governatore Cuffaro. una vicenda pesantemente inquinata dalla mafia, così come scritto dalla Corte dei Conti nel 2007 e così come stanno accertando alcune Procure siciliane”. Il presidente regionale di Legambiente chiede che si concluda al più presto l’iter di redazione del nuovo piano, già avviato a maggio, coerentemente con le linee guida redatte nel dicembre del 2009 che proponevano tre scenari alternativi per la parte residuale dei rifiuti, a valle della raccolta differenziata:
- un’ulteriore la selezione meccanica,
- la produzione di combustibile da rifiuti
- incenerimento.
“Quest’ultima opzione – dichiara Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente - in assenza del teleriscaldamento che, invece, viene ovviamente preferito nelle città del nord Italia e dell’Europa, poco utile in Sicilia e certamente lo scenario più costoso per le tasche dei cittadini siciliani. In ogni caso, ad essere trattata sarebbe una quantità assolutamente residuale: 4/500 mila tonnellate annue per la Sicilia. Quantità decisamente lontana da quella auspicata dal governo Berlusconi ( tre inceneritori da 500 mila tonnellate ciascuno) che vuole tutelare interessi che certamente non sono quelli dei cittadini siciliani. Per finire, non vorremmo che la dichiarazione di emergenza servisse a Berlusconi per coprire le enormi responsabilità della scellerata gestione della sua maggioranza al Comune di Palermo che ha portato al dissesto finanziario l’Amia creando le condizioni di grave rischio sanitario ed ambientale per la città ”.
“Ribadiamo, ancora una volta, la nostra contrarietà alla dichiarazione di emergenza, che fino ad oggi ha sempre aggravato la situazione rifiuti in Sicilia. Ad ogni modo, a cose fatte, ci auguriamo – dichiara Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia - che, per la prima volta, si usi lo stato di emergenza per provare a costruire davvero un sistema di gestione integrata dei rifiuti, coerente con le direttive europee, la normativa nazionale (decreto legislativo 152/2006) e la legge regionale approvata lo scorso aprile. Un sistema centrato, quindi, sulla raccolta differenziata che dovrà raggiungere l’obiettivo del 65 per cento entro il 2015. e ancora, ci auguriamo che il presidente Lombardo resista alle indebite pressioni del Governo Berlusconi che vuole fare rientrare dalla finestra gli inceneritori dell’ex governatore Cuffaro. una vicenda pesantemente inquinata dalla mafia, così come scritto dalla Corte dei Conti nel 2007 e così come stanno accertando alcune Procure siciliane”. Il presidente regionale di Legambiente chiede che si concluda al più presto l’iter di redazione del nuovo piano, già avviato a maggio, coerentemente con le linee guida redatte nel dicembre del 2009 che proponevano tre scenari alternativi per la parte residuale dei rifiuti, a valle della raccolta differenziata:
- un’ulteriore la selezione meccanica,
- la produzione di combustibile da rifiuti
- incenerimento.
“Quest’ultima opzione – dichiara Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente - in assenza del teleriscaldamento che, invece, viene ovviamente preferito nelle città del nord Italia e dell’Europa, poco utile in Sicilia e certamente lo scenario più costoso per le tasche dei cittadini siciliani. In ogni caso, ad essere trattata sarebbe una quantità assolutamente residuale: 4/500 mila tonnellate annue per la Sicilia. Quantità decisamente lontana da quella auspicata dal governo Berlusconi ( tre inceneritori da 500 mila tonnellate ciascuno) che vuole tutelare interessi che certamente non sono quelli dei cittadini siciliani. Per finire, non vorremmo che la dichiarazione di emergenza servisse a Berlusconi per coprire le enormi responsabilità della scellerata gestione della sua maggioranza al Comune di Palermo che ha portato al dissesto finanziario l’Amia creando le condizioni di grave rischio sanitario ed ambientale per la città ”.
domenica 4 luglio 2010
Legambiente su riorganizzazione dipartimento regionale Beni Culturali
Riorganizzazione del Dipartimento regionale dei Beni culturali: “Confusione e disordine in un settore fondamentale per la Sicilia. Armao convochi gli Stati Generali dei Beni culturali siciliani”. Dichiarazione di Mimmo Fontana, presidente Legambiente Sicilia, e Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali Legambiente Sicilia.
“La nuova riorganizzazione del Dipartimento regionale dei Beni culturali crea confusione e disordine in un settore fondamentale per la Sicilia. E’ un pasticcio, improntato sull’improvvisazione perchè crea strutture totalmente avulse dalle realtà locali, mortifica i funzionari e il personale dell’Assessorato, riduce ad un ruolo meramente amministrativo e non più tecnico-scientifico le Soprintendenze, non rispetta e viola norme e procedure previste dalle leggi regionali di settore. L’esempio più clamoroso è la cancellazione di esperienze positive come quella del Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento. Peraltro, proprio la cancellazione di questo ente, dimostra la confusione su cui si fonda questa riorganizzazione. I Parchi devono svolgere un compito rivolto soprattutto alla valorizzazione dei territori ed è quindi indispensabile che siano coinvolti i rappresentati delle comunità locali oltre che di quella scientifica. Ritenere che possano essere trasformati in semplici servizi significa sottovalutarne la funzione.
La società civile, i sindacati, le fondazioni e le associazioni culturali si devono mobilitare per fermare questo progetto di controriforma in ogni modo e con tutti i mezzi possibili.
Se bisogna apportare dei cambiamenti e delle innovazioni nella gestione del nostro patrimonio culturale è giusto e doveroso farlo dopo un confronto di idee e di proposte e non nel chiuso di una stanza.
Chiediamo all’Assessore Armao di convocare subito gli “Stati Generali dei Beni culturali siciliani” per discutere e dibattere il futuro di questa nostra unica e meravigliosa risorsa che il mondo ci invidia. Speriamo ancora per molti lustri”.
“La nuova riorganizzazione del Dipartimento regionale dei Beni culturali crea confusione e disordine in un settore fondamentale per la Sicilia. E’ un pasticcio, improntato sull’improvvisazione perchè crea strutture totalmente avulse dalle realtà locali, mortifica i funzionari e il personale dell’Assessorato, riduce ad un ruolo meramente amministrativo e non più tecnico-scientifico le Soprintendenze, non rispetta e viola norme e procedure previste dalle leggi regionali di settore. L’esempio più clamoroso è la cancellazione di esperienze positive come quella del Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento. Peraltro, proprio la cancellazione di questo ente, dimostra la confusione su cui si fonda questa riorganizzazione. I Parchi devono svolgere un compito rivolto soprattutto alla valorizzazione dei territori ed è quindi indispensabile che siano coinvolti i rappresentati delle comunità locali oltre che di quella scientifica. Ritenere che possano essere trasformati in semplici servizi significa sottovalutarne la funzione.
La società civile, i sindacati, le fondazioni e le associazioni culturali si devono mobilitare per fermare questo progetto di controriforma in ogni modo e con tutti i mezzi possibili.
Se bisogna apportare dei cambiamenti e delle innovazioni nella gestione del nostro patrimonio culturale è giusto e doveroso farlo dopo un confronto di idee e di proposte e non nel chiuso di una stanza.
Chiediamo all’Assessore Armao di convocare subito gli “Stati Generali dei Beni culturali siciliani” per discutere e dibattere il futuro di questa nostra unica e meravigliosa risorsa che il mondo ci invidia. Speriamo ancora per molti lustri”.
martedì 29 giugno 2010
Non scherzate con il fuoco 2010

Ritorna Non scherzate con il fuoco, la campagna di Legambiente che mira alla sensibilizzazione della popolazione nei confronti dei pericoli rappresentati dagli incendi boschivi, sempre più frequenti in questa stagione.
A Piazza Armerina i volontari di Legambiente incontreranno, giorno 2 luglio, i bambini e ragazzi del GREST organizzato dalle suore della Chiesa della Neve e da Giovani Orizzonti, per condurli in una passeggiata didattica nel Parco Urbano San Pietro e per spiegare loro i pericoli che gli incendi (e il non rispetto del bosco) rappresentano per il nostro ecosistema.
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