lunedì 11 febbraio 2013

In venti contro i venti - eolico industriale. Giù le mani dalle nostre montagne

Documento, firmato da 20 associazioni, contro la nuova aggressione dell'industriale eolico in provincia di Enna (9 febbraio 2013):


Eolico industriale. Giù le mani dalle nostre montagne!


Li chiamano Parchi. Invece sono devastanti megaimpianti industriali. Incombono sulla piccola provincia di Enna circa cinquanta parchi eolici, ed oltre a quelli già realizzati ne stanno per partire quattro, d...i impatto inaccettabile su un territorio montano di rara bellezza, dagli orizzonti aperti a 360 gradi sull'intera Sicilia, vocato per storia e cultura a tutt'altre prospettive.

Tra questi il progetto eolico “Capobianco/Piccirillitto” della Geowind (di nuovo alla carica, pare, anche su un altro progetto, respinto due volte, insistente sulla contrada Castellazzo), quello di Cerami del gruppo Baltic in c.da Pancallo in prossimità del parco dei Nebrodi, la centrale eolica “Monte Cisterna” di Calascibetta-Nicosia della Borat a ridosso del monte Altesina e del lago Nicoletti ed il parco eolico della Zefira nel territorio di Centuripe.



In qualità di cittadini e di associazioni non intendiamo accettare questo scempio irreversibile delle nostre montagne, tra cui l'Altesina ed il Parco dei Nebrodi, e di contrade che serbatesi integre nel tempo concorrono fortemente all'immagine peculiare dell'interno Sicilia, patrimonio identitario collettivo che la Costituzione tutela in quell'articolo 9, metodicamente calpestato ed irriso da molteplici istituzioni siciliane (nonostante la Provincia Regionale di Enna e la Soprintendenza abbiano espresso circostanziato parere negativo alla stragrande maggioranza dei progetti). Il territorio ed i cittadini sono lasciati oramai sempre più soli, quando non apertamente ostacolati, nella strenua difesa di questa terra.



I Palazzi della politica in cui si prendono decisioni che bypassano antidemocraticamente la volontà dei territori non possono far finta di non vedere la contraddizione lampante in cui incorrono quando da un lato proclamano valori ambientali, istituzione di riserve, di zone protette, di parchi tematici, turismo sostenibile e contemporaneamente dall'altro consentono simili svendite e devastazioni.



I luoghi interessati sono tutti di incomparabile valore naturalistico, a stretto ridosso di aree protette naturali e di zone di importante interesse culturale e archeologico. Basti pensare al borgo di Milletarì, appena finanziato a valere delle misure LEADER per il recupero della identità rurale, alla splendida villa-masseria di Cacchiamo, alle masserie e agli insediamenti rurali, preziose testimonianze di tradizioni secolari.

La stragrande maggioranza dei progetti ricade poi nell'ambito territoriale del Geopark Rocca di Cerere, parte integrante della rete mondiale dei Geopark e per questo area di elevatissimo pregio così come stabilito dall'UNESCO che concede gli auspici alle reti Geopark Europea e Mondiale.



Diciamo NO a queste file di torri gigantesche di 150 mt d'altezza e anche più che compromettono non solo la fruizione e il godimento dei nostri paesaggi maestosi - ammirati da tutti i grandi viaggiatori del passato che definirono Enna “Belvedere di Sicilia” - ma provocano uno stravolgimento irreversibile degli assetti geomorfologici e dei delicati equilibri idrogeologici del nostro territorio. Per fare un “parco” eolico ci vuole altro che un fiore. Ci vuole una mole immensa di interventi infrastrutturali, quali reti stradali proporzionate all'accesso di mezzi pesanti di eccezionali dimensioni, scavi di notevole profondità , cabine di trasformazione (una per ogni torre), piazzole e centrali di sottostazione.

Una serie di veri e propri sventramenti che distruggono un intero ecosistema vegetale e animale. Ben documentato il rischio diretto di collisione con le pale, per gli uccelli migratori e le numerose specie di rapaci (falchi, poiane, avvoltoi, nibbi, gufi reali, aquile del Bonelli…) presenti nelle nostre contrade e inclusi tra le specie protette nell’allegato I della Direttiva 79/409/CEE da cui derivano precisi obblighi comunitari.

Senza contare i danni alla salute delle persone, ormai documentati da ricerche scientifiche e mediche condotte in tutto il mondo - derivanti dallo sfarfallamento, dal rumore, dalle basse frequenze e dall'elevato inquinamento elettromagnetico prodotto dai cavidotti.



Dov'è la politica e quali interessi difendono quei governanti che dovrebbero rappresentare i nostri? In una Sicilia che ha già fatto i conti col miraggio di sviluppo imposto del petrolchimico, da anni presa d'assalto da ogni genere di speculazione – cemento, trivellazioni, inceneritori, biogas, scorie radioattive, Muos – si perpetua attraverso l'eolico, l'ennesima colonizzazione da parte di capitali esteri consociati a piccole ditte e lobbies locali in un appetibile business, mascherato da “energia pulita”, fatto di certificati verdi incentivi e royalties pagati con le nostre bollette, in cui si inserisce profittevolmente la mafia e trova spazio ogni forma di corruzione politico-amministrativa. Il tutto a fronte di un contributo alla produzione energetica e riduzione di CO2 decisamente risibile.



La provincia di Enna ha i suoi punti di forza nella bellezza del paesaggio, nelle persistenze storiche archeologiche e culturali del passato, nell'agricoltura, nel cibo. Presenta aziende con produzioni certificate di agricoltura biologica, incompatibili con l'eolico industriale. E' centro di accoglienza turistica fondata su cultura e ruralità con aziende e agriturismi avviati. La dimensione industriale fortemente strutturata di questa aggressione eolica, violentemente estranea a tutto questo, rappresenta oltre che una perdita dei propri riferimenti storici culturali e ambientali, una perdita sostanziale di ogni valenza turistica e dunque economica del territorio.



Con la presente denunciamo come sia stato vilipeso dalle strategie politiche della Regione Siciliana quanto convenuto e sottoscritto dagli Stati membri all'interno della Convenzione europea del Paesaggio tenutasi a

Firenze, il 20 ottobre 2000, in cui si è pattuita la necessità di soddisfare gli auspici delle popolazioni di godere di un paesaggio di qualità e di svolgere un ruolo attivo nella sua trasformazione, nella persuasione che il paesaggio rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, e che la sua salvaguardia, la sua gestione e la sua pianificazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo.

All'interno della stessa Convenzione infatti si sancisce che :

- il paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale e costituisce una risorsa favorevole all'attività economica, e che, se salvaguardato, gestito e pianificato in modo adeguato, può contribuire alla creazione di posti di lavoro;

il paesaggio coopera all’elaborazione delle culture locali e rappresenta una componente fondamentale del patrimonio culturale e naturale dell’Europa, contribuendo così al benessere e alla soddisfazione degli esseri umani e al consolidamento dell’identità europea.

il paesaggio è in ogni luogo un elemento importante della qualità della vita delle popolazioni: nelle aree urbane e nelle campagne, nei territori degradati, come in quelli di grande qualità, nelle zone considerate eccezionali, come in quelle della vita quotidiana;



I cittadini di questa provincia, stanchi di assistere alle contraddizioni delle scelte politiche del territorio da loro abitato e vissuto ed in cui la qualità ed il benessere è messo a forte rischio da questi progetti che fanno scempio del Paesaggio, stanchi di doversi ogni giorno di più trovare di fronte alle Istituzioni come a una controparte, pretendono in nome della democrazia che la politica difenda il Bene Comune e l'Interesse Collettivo.



Le sottoscritte associazioni si riservano di intraprendere ogni iniziativa utile volta a bloccare definitivamente il saccheggio del territorio della provincia ennese, non tralasciando di denunciare anche al Consiglio d’Europa il mancato rispetto degli obblighi derivanti dalla stipula della Convenzione europea del Paesaggio di Firenze .



I primi firmatari:

Gruppo Contro l'eolico selvaggio

Siciliantica Enna

Siciliantica Piazza Armerina

Associazione Altrementi Enna

WWF Regione Sicilia

Legambiente Enna – circolo Erei

Legambiente Piazza Armerina – circolo Piazzambiente

Lipu Enna

Italia Nostra

Consorzio Agriturismi Enna

Rappresentanza proprietari e residenti Castellazzo

Alphadog Associazione animalista Enna

Slow food – Condotta di Enna

Associazione O.PER.A. Enna

Comitato Nazionale Contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi

Associazione Culturale I Zanni – Enna

Associazione "Hisn Al Giran" Calascibetta

Coordinamento delle Associazioni Ennesi per il Rispetto e la Tutela del Territorio e dell'Ambiente.

Movimento “Assoro prima di tutto”

Circolo AIAB (Associazione italiana per l'Agricoltura Biologica) di Enna

venerdì 1 febbraio 2013

Il "poliziotto di quartiere" in classe con Legambiente e Libera

AMBIENTE, LEGALITA' E SVILUPPO SOSTENIBILE AL CENTRO DEI CONCORSI PER LE SCUOLE PROMOSSI DA LEGAMBIENTE, LIBERA E DAL DAS.


GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON LA QUESTURA DI ENNA ARRIVA IN CLASSE IL POLIZIOTTO DI QUARTIERE

Straordinario consenso per i 2 concorsi per le scuole promossi da Legambiente e Libera, inseriti tra le attività del Centro di Educazione Ambientale di Piazza Armerina, nell’ambito delle iniziative collegate al progetto di sviluppo locale “Il ponte sul di-stretto” che la Fondazione con il Sud sta realizzando, tramite una rete di 16 partners, sul territorio del distretto socio-sanitario 24.

Ben 40 le classi aderenti per un totale di quasi 1000 bambini e ragazzi.

I 2 concorsi rivolti alle scuole primarie e secondarie di primo grado dei comuni di Piazza Armerina, Aidone, Barrafranca e Pietraperzia, mettono al centro del percorso educativo il rapporto tra ambiente, legalità e sviluppo sostenibile.

Le scuole primarie partecipano al concorso “Mettiamoci in gioco 2013” e le scuole secondarie di primo grado, invece, al concorso “Ecoreporter 2013”.

I concorsi sono strutturati in 2 fasi: la prima, ormai in fase di conclusione, ha visto la realizzazione di un percorso di azioni e testimonianze sui temi del progetto. In questo contesto è stata chiesta la collaborazione ad associazioni, enti ed istituzioni.

Particolarmente significativa è stata la collaborazione della Questura di Enna che, grazie al supporto del sostituto commissario Mario Martello, ha messo a disposizione dell’azione educativa di Legambiente e Libera l’esperienza del progetto “Poliziotto di quartiere”.

La scorsa settimana infatti, a Piazza Armerina, alcune classi della scuola primaria Rocco Chinnici, del III circolo didattico (plesso Fontanazza e Teatini), partecipanti al concorso “Mettiamoci in gioco 2013” hanno accolto i poliziotti di quartiere, coordinati dall'ispettore capo Michele Messina. Relatori dei due incontri sono stati l'ispettore capo Messina Michele e l’assistente capo Calì Vincenzo, supportati da due agenti di supporto: l’assistente capo Mentegna Gianpaolo e l’assistente capo Nicoletti Luigi.

Straordinario l’entusiasmo dei bambini che hanno gradito molto la presenza in classe dei poliziotti tanto da chiedere di poterli incontrare ancora e straordinaria la disponibilità degli agenti che hanno, con grande pazienza e simpatia, nel rispetto del loro ruolo, spiegato ai bambini che è importante imparare a rispettare le regole sin da piccoli perché solo in questo modo, anche con il loro piccolo contributo oggi, potranno essere, domani, cittadini di un mondo più giusto, attenti e rispettosi delle tante persone che incontreranno nel loro personale cammino di vita.

L’UFFICIO STAMPA PIAZZAMBIENTE

giovedì 31 gennaio 2013

MUOS - Perplessità di Legambiente Sicilia sul ricorso alla magistratura per bloccare i lavori da parte del Governo regionale

Muos di Niscemi: “il ricorso alla magistratura ci lascia perplessi. Il presidente Crocetta revochi in autotutela le autorizzazioni ambientali che sono palesemente illegittime. La politica si assuma fino in fondo le proprie responsabilità senza cercare scorciatoie”. Dichiarazione di Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia.


 
“Il fatto che il Governo abbia deciso di rivolgersi alla magistratura invocando un provvedimento d’urgenza, ai sensi dell’art. 700 del codice di procedura civile, per bloccare i lavori del MUOS lascia molto perplessi”. A dichiaralo Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia.

“Se da un lato – continua Fontana - si condivide l’obiettivo, dall’altro non si può non sottolineare la scarsa coerenza della scelta. L’intervento della magistratura dovrebbe essere quello di ultima istanza, dopo che si è fatto tutto ciò che è nelle facoltà della “politica” per bloccare la realizzazione dell’istallazione radar. Invece, l’autorizzazione della Regione (rilasciata dal Dipartimento Regionale Ambiente) che ha consentito la realizzazione delle opere all’interno di una riserva naturale ed in violazione dei vincoli ambientali e paesaggistici, non è stata ancora né revocata in autotutela da chi l’ha rilasciata né annullata dal presidente Crocetta, e il ricorso alla magistratura creerebbe inevitabilmente una situazione a dir poco paradossale: la Regione chiederebbe alla magistratura di fermare un cantiere inibendo gli effetti di una sua autorizzazione, non revocata, in forza della quale si stanno realizzando i lavori.

Al momento ci risulta che il Governo abbia formulato solo un invito a sospendere i lavori e non abbia invece disposto il fermo del cantiere, circostanza obbligata qualora fosse annullata ai sensi di legge l’autorizzazione da parte del presidente Crocetta.

Auspichiamo – conclude - che la politica si assuma fino in fondo le proprie responsabilità senza cercare scorciatoie”.





31 gennaio 2013



L’Ufficio stampa

Teresa Campagna 338 2116468

martedì 22 gennaio 2013

Ars. Approvazione della mozione per la revoca definitiva del progetto di costruzione del ponte sullo Stretto.

Ars. Approvazione della mozione per la revoca definitiva del progetto di costruzione del ponte sullo Stretto.
Dichiarazione di Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia.




“Accogliamo con soddisfazione il voto dell’Ars che ribadisce il fatto che la Sicilia non ha bisogno di progetti faraonici, inutili e dannosi. Secondo i sostenitori del ponte, questa infrastruttura sarebbe stata essenziale per completare il corridoio Berlino – Palermo. Peccato che, negli ultimi decenni, è cambiato radicalmente il modo in cui gli uomini si muovono: ha prevalso la variabile tempo. E ancora, chi può essere davvero convinto che nel terzo millennio per spostare merci e persone dal Nord Europa si debba puntare ancora sulla gomma? Per il futuro sarà più conveniente spostare le merci via nave e gli uomini si sposteranno, per i tragitti medio lunghi, prevalentemente in aereo, tendenza peraltro in corso da due decenni. Il ponte sullo Stretto è stato solo, fino ad oggi, una gigantesca occasione di spreco di denaro pubblico. Speriamo che il voto di oggi faccia calare il sipario su questa sciagurata idea”.









22 gennaio 2013



L’Ufficio stampa

Teresa Campagna 338 2116468

lunedì 21 gennaio 2013

Muos di Niscemi all'ordine del giorno del direttivo regionale di Legambiente

Inaccettabili i ritardi del Governo regionale nella revoca delle autorizzazioni ambientali, palesemente illegittime.

Dossier all’unione europea per aprire la procedura di infrazione contro la Sicilia.


Domenica prossima, 27 gennaio, il direttivo regionale di Legambiente Sicilia si riunirà a Caltagirone. All’ordine del giorno la vicenda del Muos di Niscemi.

Come già chiesto più volte da Legambiente, il vero atto che il governo Crocetta deve fare è la revoca delle autorizzazioni, a partire da quella finale che ha dato il via ai lavori rilasciata il 28 giugno 2011 dall’Assessorato regionale Territorio e Ambiente.

Nel frattempo, l’associazione ambientalista sta preparando un dossier da presentare alla Commissione Europea per aprire una procedura di infrazione contro la Regione Siciliana per violazione del diritto comunitario.

Infine, in caso di processo Legambiente Sicilia si costituirà parte civile.

21 gennaio 2013



L’Ufficio stampa

Teresa Campagna 338 2116468