giovedì 29 agosto 2019
lunedì 19 agosto 2019
mercoledì 7 agosto 2019
Se questo è un parco ....
L'accelerazione imposta al "completamento" del sistema dei parchi siciliani ci lascia non poco perplessi, e non è la prima volta che lo dichiariamo.Abbiamo dovuto aspettare 18 anni prima della istituzione del parco (dicembre 2018 a firma dell’assessore Sebastiano Tusa) e nel frattempo abbiamo attraversato le fasi del Museo regionale, dei Poli museali e, oggi, di un parco archeologico dietro cui sicuramente non c’è un progetto culturale ma solo la somma di impegni politici sui territori locali. La Legambiente locale e regionale è in prima linea da 20 anni, ininterrottamente, per la Villa Romana e per il museo di Palazzo Trigona e oggi esprime forte preoccupazione per l’assenza di un vero e proprio progetto culturale che riguardi la città di Piazza Armerina. La fase di startup di un parco archeologico è sicuramente molto delicata e ancora di più lo sarà per la Villa del Casale anche considerando la miriade di siti minori collegati non contemplati nella originaria perimetrazione del parco archeologico e il fatto che il parco è stato privato, rispetto al polo, di alcuni servizi dedicati e di siti importanti per la lettura univoca del territorio.
Nei prossimi giorni, dopo aver parlato con il nuovo direttore del parco (cui esprimiamo gli auguri di buon lavoro) torneremo sull'argomento perchè i problemi da risolvere sono veramente tanti.Ne citiamo uno fra tanti, probabilmente il più semplice, sicuramente frutto di qualche refuso.
Il caso del museo archeologico di Marianopoli che il DPR del 29 giugno c.a. assegna al parco di Gela, che la circolare 34011 dell’8 luglio invece assegna al parco della Villa mentre il DA del 10 aprile lo inserisce tra i siti che potrebbero essere gestiti direttamente dai comuni di appartenenza.
Abbiamo sempre chiesto un progetto culturale d’eccellenza
per la Villa Romana, palazzo Trigona e la città antica di Piazza Armerina
perché non sarà il taglio del nastro di qualche sala del Trigona che trasformerà il centro storico in quel volano culturale indispensabile per il rilancio (non solo turistico) della città antica che tutta la città auspica.
Forse sarebbe il caso di rileggere le nostre lettere aperte ai governi regionali e ai candidati sindaci ...
domenica 28 luglio 2019
Festambiente 2019 ... ci vediamo a Rispescia
Molti amici ci hanno scritto per conoscere le date di Festambiente in Piazza. E con grande rammarico abbiamo comunicato che quest'anno osserveremo uno stop. I motivi? Tanti, ma principalmente legati al fatto che i nostri soci più attivi saranno impegnati, durante l'estate, in matrimoni, battesimi e ... purtroppo trasferimenti. E quindi, chi di noi potrà, andrà in trasferta a Rispescia, nel parco della Maremma, dove si tiene la Festambiente nazionale, per osservare, studiare e, una volta tanto, vivere la Festambiente da spettatore. Ci dispiace molto negare alla città questo avvenimento che, per 3 giorni, coinvolgeva produttori, artigiani e artisti, mettendo in circolo così una economia a Km0, sostenuta dal nostro impegno economico personale (come associazione).
Il prossimo anno la Festambiente sarà più bella, statene certi e, speriamo, più attenzionata.
Ma prima della fine dell'estate, qualcosa succederà ... seguiteci.
Il prossimo anno la Festambiente sarà più bella, statene certi e, speriamo, più attenzionata.
Ma prima della fine dell'estate, qualcosa succederà ... seguiteci.
mercoledì 17 luglio 2019
La storia sommersa: il caso Pietrarossa
Legambiente
torna a parlare della diga di Pietrarossa e lo fa in uno dei territori
direttamente interessati da quest’opera controversa e dibattuta.
L’incontro
si svolgerà venerdì 19 luglio, alle ore 18 ad Aidone, presso il Rocca di Cerere
Factory ed è organizzato da Legambiente Sicilia con il supporto dei circoli di
Piazza Armerina e Caltagirone e in collaborazione con l’Archeoclub, sezione di
Aidone-Morgantina, l’Ecomuseo "I semi di Demetra", l’Associazione
Nazionale Archeologi, oltre che il Rocca di Cerere Geopark.
La diga
di Pietrarossa è una delle incompiute forse meno nota di Sicilia. Realizzata
parzialmente durante gli anni ’90 del secolo scorso per un importo lavori di
145 miliardi delle vecchie lire, su uno studio risalente agli anni ’60, si
trova in contrada Casalgismondo tra i territori di Aidone e Mineo, in un
territorio che ha restituito molte testimonianze archeologiche, e doveva
risolvere i problemi cronici di mancanza d’acqua destinata all’agricoltura di
quei territori.
La diga
fu al centro di una vicenda giudiziaria, mai del tutto chiarita, che portò alla
sospensione dei lavori nonostante l’opera fosse completa al 95%. Diversi i
motivi, dalla mancanza di pareri ed autorizzazioni alla scoperta, proprio
all’interno dell’area dell’invaso, di un sito archeologico probabilmente
identificabile con una statio capitoniana.
Oggi la
Regione Sicilia ha bandito la gara per l’affidamento dei servizi di ingegneria
per il completamento dell’opera per circa 5 milioni di euro e con un quadro
economico dei lavori di circa 60 milioni di euro.
Legambiente
è intervenuta più volte caso Pietrarossa, a partire dal 2001 quando questo
entrò di diritto a far parte del dossier Salvalarte Mattone Selvaggio,
denunciando un’opera abusiva, che ha comportato uno spreco enorme di denaro
pubblico, che mette a rischio testimonianze archeologiche importanti e che,
probabilmente non ha una vera e propria utilità considerando le enormi quantità
d’acqua che ogni anno in Sicilia si “sprecano” per sovrapproduzioni destinate
al macero. Sovrapproduzioni che in un sistema perverso garantiscono lauti
guadagni grazie ai contributi alla produzione, ma che contestualmente provocano
un’enorme quanto inutile consumo di risorsa idrica.
Di tutto
questo si parlerà venerdì pomeriggio con Gianfranco Zanna, presidente regionale
di Legambiente, Roberto De Pietro, ingegnere, che da anni denuncia l’assurdità
ingegneristica dell’opera, Giuseppe Amato, coordinatore scientifico del Geopark
Rocca di Cerere, Andrea Arena, vicepresidente regionale dell’Associazione
Nazionale Archeologi e Anita Astuto, presidente del circolo Legambiente di
Caltagirone.
L’incontro
sarà moderato da Paola Di Vita, presidente del circolo Legambiente di Piazza
Armerina.
Al
termine, come è nello stile di Legambiente, sarà offerto un aperitivo
plasticfree per sensibilizzare i presenti alla necessità di ridurre il consumo
della plastica.
L'Ufficio stampa
Piazzambiente
Etichette:
aidone,
anita astuto,
caltagirone,
casalgismondo,
diga pietrarossa,
legambiente,
legambiente piazza armerina,
mineo,
paola di vita,
plasticfree,
roberto de pietro,
salvalarte,
zanna
Iscriviti a:
Post (Atom)




