629 prodotti alimentari ed ecocompatibili consegnati ai
cittadini nel mese di novembre 2019 in cambio dei loro materiali
differenziabili conferiti in ecostazione. E' questo l'eccezionale bottino che
decine di cittadini differenti hanno conquistato nell'ambito del progetto
"S-cambiamoci: non rifiutiamoci: barattiamoci" sostenuto dall'
Ottox1000 della chiesa Valdese.
giovedì 5 settembre 2019
venerdì 30 agosto 2019
Legambiente Piazza Armerina lancia l’iniziativa “#usaegettanograzie: la classe non è acqua … in bottiglia” e chiede l’adozione di una politica plasticfree nelle scuole a partire dall’uso della borraccia al posto della bottiglietta di plastica.
Il circolo
Legambiente di Piazza Armerina lancia l’iniziativa:
“#usaegettanograzie:
la classe non è acqua … in bottiglia”.
Con una specifica
lettera i Dirigenti Scolastici piazzesi sono stati invitati, in avvio di nuovo
anno scolastico, a far si che gli studenti utilizzino la borraccia di acciaio o
di alluminio al posto della bottiglietta di plastica.
Sono sempre di più le
istituzioni scolastiche che hanno istituzionalizzato l’uso della borraccia: si
tratta di un piccolo gesto che rende gli studenti protagonisti della lotta
quotidiana all’inquinamento o allo spreco, e che mira alla riduzione della
quantità di rifiuti prodotti.
Ipotizzando l’uso della borraccia da parte di
1000 alunni si ottengono dei risultati sicuramente importanti in termini di
minore/mancato impatto ambientale: 1000 alunni x 50 centilitri x 200 giorni,
equivalgono a 100.000 litri di acqua in un anno scolastico che equivalgono a
200.000 bottiglie in Pet da 0,5 litri in meno ogni anno la cui mancata
produzione comporta una riduzione di circa 2,70 tonnellate di rifiuti plastici,
105 chili di idrocarburi, 66 chili di ossidi di zolfo, 53 chili di ossidi di
azoto, 48 chili di monossido di
carbonio, 6 tonnellate di anidride carbonica (il gas responsabile dell’effetto
serra) e circa 2600 litri di acqua.
Già durante l’estate
i volontari di Legambiente hanno donato ad un centinaio di bambini frequentanti
un Grest cittadino le borracce sensibilizzandoli, contestualmente, alla
necessità di produrre meno rifiuti.
giovedì 29 agosto 2019
lunedì 19 agosto 2019
mercoledì 7 agosto 2019
Se questo è un parco ....
L'accelerazione imposta al "completamento" del sistema dei parchi siciliani ci lascia non poco perplessi, e non è la prima volta che lo dichiariamo.Abbiamo dovuto aspettare 18 anni prima della istituzione del parco (dicembre 2018 a firma dell’assessore Sebastiano Tusa) e nel frattempo abbiamo attraversato le fasi del Museo regionale, dei Poli museali e, oggi, di un parco archeologico dietro cui sicuramente non c’è un progetto culturale ma solo la somma di impegni politici sui territori locali. La Legambiente locale e regionale è in prima linea da 20 anni, ininterrottamente, per la Villa Romana e per il museo di Palazzo Trigona e oggi esprime forte preoccupazione per l’assenza di un vero e proprio progetto culturale che riguardi la città di Piazza Armerina. La fase di startup di un parco archeologico è sicuramente molto delicata e ancora di più lo sarà per la Villa del Casale anche considerando la miriade di siti minori collegati non contemplati nella originaria perimetrazione del parco archeologico e il fatto che il parco è stato privato, rispetto al polo, di alcuni servizi dedicati e di siti importanti per la lettura univoca del territorio.
Nei prossimi giorni, dopo aver parlato con il nuovo direttore del parco (cui esprimiamo gli auguri di buon lavoro) torneremo sull'argomento perchè i problemi da risolvere sono veramente tanti.Ne citiamo uno fra tanti, probabilmente il più semplice, sicuramente frutto di qualche refuso.
Il caso del museo archeologico di Marianopoli che il DPR del 29 giugno c.a. assegna al parco di Gela, che la circolare 34011 dell’8 luglio invece assegna al parco della Villa mentre il DA del 10 aprile lo inserisce tra i siti che potrebbero essere gestiti direttamente dai comuni di appartenenza.
Abbiamo sempre chiesto un progetto culturale d’eccellenza
per la Villa Romana, palazzo Trigona e la città antica di Piazza Armerina
perché non sarà il taglio del nastro di qualche sala del Trigona che trasformerà il centro storico in quel volano culturale indispensabile per il rilancio (non solo turistico) della città antica che tutta la città auspica.
Forse sarebbe il caso di rileggere le nostre lettere aperte ai governi regionali e ai candidati sindaci ...
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