Nuova iniziativa benefica del maestro Carlo Calcagno che, ormai da anni, è diventato un frequentatore abituale della nostra EcoStazione con lo scopo di barattare tutti i punti accumulati in opere benefiche. Questa mattina ha barattato 220.000 dei suoi punti con 22 uova pasquali da donare agli anziani ospitati presso la casa di riposo di Aidone. Ricordiamo che il maestro Carlo fa tutto questo come coordinatore del gruppo Fraternitas di Aidone che qui ringraziamo a nome di tutti coloro che ricevono in dono il loro aiuto ma anche di tutti i cittadini che apprezzano questi nobili gesti.
sabato 20 marzo 2021
lunedì 8 marzo 2021
COMUNICATO STAMPA: Museo della città e del territorio di Palazzo Trigona: si istituisca il biglietto unico Villa Romana -Palazzo Trigona prima dell'apertura del museo al pubblico
“Venga istituito immediatamente il biglietto unico Villa Romana – Palazzo Trigona prima dell’apertura al pubblico del museo”. È questa la richiesta che Legambiente ancora una volta ribadisce, con una lettera di sollecito inviata, il 4 marzo, all’assessore regionale Samonà, al sindaco Cammarata, alla deputata regionale Lantieri e a tutto il consiglio comunale della città. “Il 15 febbraio 2021 sono cominciati i lavori per l’allestimento del Museo della Città e del Territorio. Una notizia che tutti attendevamo da tempo. Lo storico palazzo, negato alla città per tantissimi anni, fu aperto al pubblico, per la prima volta, il 5 maggio del 2002 quando su nostra richiesta si celebrò un consiglio comunale straordinario per fare chiarezza sulle sorti del palazzo e contemporaneamente fu dato alla stampa il dossier “Palazzo Trigona: il museo che non c’è”, che raccontava 40 anni di incompetenze, rimpalli burocratici ed immobilismo delle istituzioni, ottenendo, in quella sede, la promessa del governo regionale che il palazzo sarebbe stato restaurato per realizzarvi, successivamente, il museo della Città e del Territorio”.
E’ da allora che
Legambiente chiede che siano messe in moto azioni sinergiche perché la Villa e
la città si presentino come i due poli di un unico asse che ruoti intorno alla
valorizzazione del patrimonio architettonico della città e di Palazzo Trigona,
intercettando flussi turistici e culturali e creando un indotto di cui
usufruirebbe tutta la città ed il territorio. “Un museo che, già dal 2000, abbiamo pensato con
soluzione di continuità territoriale proponendo al governo regionale il
biglietto unico Palazzo Trigona-Villa del Casale. Ma non ci risulta che, ad
oggi, il “Comitato Regionale per la determinazione
dei biglietti di ingresso ai musei” abbia deliberato sul biglietto di
ingresso a Palazzo Trigona e tanto meno sul biglietto unico. Condizione,
quest’ultima, che riteniamo indispensabile per far si che almeno una parte del
flusso turistico della Villa del Casale interessi anche il centro storico.
L’istituzione del
biglietto unico dipende quindi esclusivamente da un’azione politica del
territorio nei confronti dell’amministrazione regionale, presso la quale deve
esserne rappresentata la necessità strategica”. Se nell’era
pre-Covid le presenze turistiche in città si attestavano intorno alle
30.000/anno la scommessa del Trigona dovrà essere arrivare almeno a
200.000/anno. Ma per raggiungere questo risultato serve anche una politica
promozionale e un’offerta culturale ad ampio raggio, sostenuta dal governo di
città in stretta sinergia con la direzione del Parco Archeologico. “Inoltre
se consideriamo che il 70% dei visitatori della Villa Romana sono costituiti da
gruppi organizzati, legati pertanto alle dinamiche promozionali dei tour
operator, che raramente indirizzano i gruppi nel vicino sito di Morgantina pur
esistendo un biglietto unico con la Villa, c’è da chiedersi se l’allestimento
in corso del museo Trigona sarà in grado di renderlo un attrattore culturale
così caratterizzante da diventare punto di riferimento e di interesse dei tour
operator che governano i flussi turistici della Villa, e non solo”.
Nei giorni scorsi la
regione ha reso nota la riorganizzazione dell’offerta culturale e museale
siciliana anche grazie a finanziamenti importanti che saranno utilizzati per il
potenziamento di musei vicini a Piazza, 2.500.000,00 per il museo di Aidone e 7.000.000,00
per il museo di Gela, somme ingenti che contrastano con i 530.000 euro
stanziati per la musealizzazione del Trigona, e c’è da chiedersi quindi che ruolo avrà
quest’ultimo nell’intero contesto regionale.
“L’istituzione del
biglietto unico serve oggi, prima dell’apertura al pubblico del museo Trigona,
e per questo chiediamo ai destinatari della nostra lettera di adoperarsi con
urgenza, ognuno per le rispettive competenze, per la sua istituzione”.
LEGAMBIENTE PIAZZA ARMERINA, CIRCOLO PIAZZAMBIENTE
Piazza Armerina, 5 marzo 2021
giovedì 4 marzo 2021
MUSEO DELLA CITTA’ E DEL TERRITORIO DI PALAZZO TRIGONA: SI ISTITUISCA IL BIGLIETTO UNICO VILLA ROMANA-PALAZZO TRIGONA PRIMA DELL’APERTURA DEL MUSEO AL PUBBLICO
Che la politica si attivi per l'istituzione del biglietto unico Villa Romana - Palazzo Trigona, prima dell'apertura del museo. E' quanto abbiamo sollecitato con una lettera aperta indirizzata agli enti preposti. 19 anni fa chiedevamo, provocatoriamente, l'istituzione del biglietto unico. E' arrivato il momento di far si che quella proposta diventi realtà.
martedì 2 febbraio 2021
Per un’Italia più verde, innovativa e inclusiva, Legambiente presenta il suo Piano nazionale di Ripresa e Resilienza che serve al Paese
Per un’Italia più verde, innovativa e inclusiva, Legambiente presenta il suo Piano nazionale di Ripresa e Resilienza che serve al Paese
23 priorità di intervento, 63 progetti territoriali da finanziare e 5 riforme trasversali necessarie per accelerare la transizione ecologica e rendere la Penisola più moderna e sostenibileTra i progetti sì a sviluppo di fotovoltaico, eolico, biometano e idrogeno verde, alta velocità nel centro sud e potenziamento delle reti ferroviarie regionali, elettrificazione della mobilità urbana e dei porti, decarbonizzazione delle acciaierie, bonifiche dei siti inquinati, banda ultralarga, ciclovie e turismo di prossimità.
No all’idrogeno da fonti fossili, all’impianto di cattura e stoccaggio CO2 a Ravenna, al Ponte sullo stretto di Messina.
Un’Italia più verde, più vivibile, innovativa e inclusiva. Così potrà diventare la Penisola da qui al 2030 se saprà utilizzare al meglio le opportunità e le risorse che l’Europa ha messo a disposizione dell’Italia con il Next Generation EU (NGEU). Di ciò ne è convinta Legambiente che, nel giorno in cui viene audita in Parlamento in Commissione Ambiente della Camera dei deputati, per dare una “scossa” alla recente discussione poco centrata sui contenuti presenta il suo Recovery Plan, frutto di un lungo dialogo durato 5 mesi con istituzioni, imprese, associazioni, sindacati, e di una scrittura collettiva e condivisa. Il documento in questione ci proietta verso l’Italia del 2030 e indica, per le 6 missioni indicate dall’Europa, 23 priorità di intervento, 63 progetti territoriali da realizzare - tra rinnovabili, mobilità sostenibile, economia circolare, adattamento climatico e riduzione del rischio idrogeologico, ciclo delle acque, bonifiche dei siti inquinati, innovazione produttiva, rigenerazione urbana, superamento del digital divide, infrastrutture verdi, turismo, natura e cultura - insieme a 5 riforme trasversali necessarie per accelerare la transizione ecologica del Paese per renderlo più moderno e sostenibile, dando il via ad una nuova stagione della partecipazione e della condivisione territoriale. Il faro che ha guidato Legambiente nella redazione del suo Recovery Plan è la lotta alla crisi climatica che riguarda trasversalmente le 23 priorità nazionali di intervento. Nel documento, inoltre, l’associazione ambientalista descrive, regione per regione, quelle che a suo avviso sono le opere da realizzare e quelle da evitare, indicando in maniera chiara come spendere i quasi 69 miliardi di euro destinati per la “Rivoluzione verde e transizione ecologica” e i 32 miliardi destinati alle “Infrastrutture per la mobilità sostenibile”.
In Sicilia:
I PROGET TI DA FINANZIARE
Rete ecologica siciliana. Concepire una grande infrastruttura verde che connetta gli ambienti naturali, le aree boscate e le zone umide e realizzare la continuità ecologica del territorio proteggendo la diversità biologica e paesaggistica, a partire dai Parchi e Riserve naturali, dei Siti Natura 2000 e dei Geositi. Possono sostenerla progetti di bioeconomia, agroecologia e una serie di attività fortemente radicate nelle vocazioni locali, capaci di assicurare opportunità di lavoro stabili, non assistenziali e continuative, basate sulla valorizzazione e fruizione delle risorse naturali. Puntare su una rete di territori a elevata qualità ambientale quali modelli di riferimento per l’applicazione delle politiche di sostenibilità ambientale e per il loro trasferimento ad altri territori dell’isola.
Tutela del territorio. Interventi che contrastino il dissesto idrogeologico, il consumo di suolo, i processi di desertificazione, gli incendi ed i fenomeni di degrado del paesaggio e dello spazio rurale.
Infrastrutture ferroviarie. La Sicilia ha bisogno di una robusta cura del ferro. In particolare vanno predisposti i collegamenti verso l’alta velocità Palermo-Catania-Messina tra la nuova stazione di Enna ed Enna Bassa, dove si trovano l’università e il polo ospedaliero; il potenziamento, a partire dalla stazione di Xirbi-Caltanissetta, della linea che va a Canicattì fino ad Agrigento; l’elettrificazione della linea che da Canicattì va verso Gela, Comiso, Vittoria e Ragusa. Inoltre va realizzata una nuova linea ferroviaria che colleghi i centri di Agrigento, Realmonte/Siculiana, Montallegro/Cattolica, Ribera, Sciacca e Menfi con Castelvetrano e quindi la città di Trapani, compiendo un percorso costiero e utilizzando, laddove possibile, porzioni d’infrastrutture ferroviarie esistenti, in particolar modo le gallerie, della linea a scartamento ridotto in funzione fino al 1985 e definitivamente abbandonata nel 2004.
Economia circolare. In Sicilia sono ancora troppi i tasselli che mancano per completare la rete impiantistica. Le raccolte differenziate sono partite in molti comuni, alcuni anche di grandi dimensioni (si pensi ai capoluoghi Agrigento e Ragusa che superano abbondantemente la percentuale del 65%), mentre le più gravi lacune sono quelle relative alle tre città più grandi - Palermo, Catania e Messina - che tengono sotto scacco il panorama regionale. C’è anche una drammatica carenza di impianti per trattare l’organico differenziato in digestori anaerobici con cui produrre biometano e compost di qualità (ogni provincia deve dotarsi di questa tecnologia per rendersi autosufficiente). Questa tecnologia va spinta anche nel settore agricolo regionale che deve realizzare impianti di questo tipo per gestire gli scarti agricoli, i sottoprodotti agroalimentari, i reflui zootecnici e per produrre biocarburante a km zero per decarbonizzare anche le lavorazioni in campo (con i nuovi trattori a biometano) e i trasporti verso i luoghi di vendita (con i Tir a biometano liquefatto).
Elettrificazione dei tre porti di Palermo, Catania e Messina. Avrebbe un forte impatto sull’abbattimento dei livelli d’inquinamento nelle città e di emissioni di CO2 .
Piano per le Isole Minori Sostenibili. Finanziare progetti di decarbonizzazione riguardanti le isole minori siciliane, dalle con nessioni via cavo sottomarino alla terraferma all’utilizzo delle energie rinnovabili, all’efficientamento energetico degli edifici pubblici per renderle indipendenti. Devono essere estesi a tutte le isole minori siciliane la raccolta porta a porta dei rifiuti domestici e la gestione in loco della frazione organica dei rifiuti per la produzione di compost per le campagne.
I PROGET TI DA NON FINANZIARE O NON REALIZZARE
Tra i progetti presentati dalla Regione Siciliana per il PNRR non sono da finanziare le seguenti opere:
- il Ponte sullo Stretto di Messina e qualsiasi altra forma di collegamento stabile tra le due sponde;
- l’aeroporto hub del Mediterraneo da posizionarsi tra Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo;
- il porto hub del Mediterraneo da realizzarsi a Marsala;
- la funivia di collegamento tra il versante Etna Nord ed il fiume Alcantara;
- la pedemontana di Palermo; - la strada intervalliva Tirreno - Ionio.
I PROGETTI DELLA REGIONE SICILIANA
Il pacchetto di proposte presentato dalla Regione Siciliana è privo di visione strategica e del tutto incoerente con le linee guida UE e con gli obiettivi nazionali del PNRR. Oltre il 60% della dotazione finanziaria verrebbe destinata ad opere pubbliche tradizionali, con un residuo del 16% di risorse economiche da attribuire alle opere e ai programmi per la transizione ecologica. Inoltre, manca un’analisi delle condizioni economiche, ambientali e sociali della Sicilia su cui si intende intervenire per rilanciare la Sicilia nel post pandemia nell’ottica della transizione ecologica dei processi economici.
2 febbraio 2021
L’ufficio stampa
Teresa Campagna 338 2116468
domenica 17 gennaio 2021
Zona rossa: chiusura dell'Ecostazione dal 17 al 31 gennaio 2021
Comunichiamo ai nostri utenti che l'ecostazione rimarrà chiusa dal 17 al 31 gennaio 2021, a seguito della dichiarazione della Sicilia "zona rossa" per emergenza COVID 19




