domenica 2 marzo 2014

Dal Comitato No MUOS

Riceviamo e pubblichiamo:

C’è qualcosa che non mi torna a proposito delle manifestazioni popolari: mi offre l’occasione quella del primo marzo contro il MUOS. Mai che i media esprimano il dubbio del perché succeda all'ultimo minuto l'unica cosa che racconteranno con dovizia di particolari.
Un fatto che ha dell'incredibile, ma sul quale nessuno sembra interrogarsi.
Come mai un corteo lungo otto chilometri (la cui testa arriva al punto di arrivo quando ancora la coda sta partendo), colorato, rumoroso, pieno di suoni, di voci, di colori, di cori ironici e commenti goliardici, in una parola un corteo PACIFICO nel quale sfilano fianco a fianco monaci buddisti, striscioni di Pax Christi, bandiere rosse e nere e bianche e arcobaleno, papa boys, boys scout, ragazzi dei centri sociali e tante altre persone di ogni sorta di associazione, mamme e famiglie no muos, i forum per l’acqua pubblica e i comitati di base, scienziati e religiosi e, ancora, gomito a gomito parlamentari e cittadini comuni… Come mai all’improvviso e solo quando sta per sciogliersi, giusto all’ultimo minuto, il corteo diventi inaspettatamente “violento” e senza che nessuno dei presenti se ne sappia spiegare il motivo? E senza che la stragrande maggioranza dei manifestanti si accorga di nulla?
Non è che è tutto preordinato e predisposto?
Non può e non deve passare l’idea di un popolo contro MUOS, mafia e guerra, un popolo che denuncia l’asservimento dei governi all’apparato affaristico-politico-militare internazionale, e allora? Allora meglio provocare un bell’incidente, proprio al termine, proprio quando i riflettori rischiano di illuminare la realtà: e allora ecco pronta la provocazione. Che sia il sasso, che sia il manganello, purché sia. E che sia una provocazione in grado di offuscare tutto il resto. E mai che si abbia pubblica cognizione di chi l’ha davvero innescata…
Consola sapere, toccare con mano, sentire la gente esprimersi, vederla partecipare, avvertire il trucco, smascherare l’inganno. Tutti solleciti nell’indignarsi per una rappresentazione della realtà lontana dalla logica oltre che dalla verità.
E c’è un’altra cosa che non mi torna. A quei passacarte delle questure che scrivono le veline con il numero dei manifestanti cinque o sei volte inferiore al reale, vorrei chiedere: ma davvero vi sembrano poche quattro o cinquemila persone? Un quarto degli abitanti di una cittadina come Niscemi? Ma lo sapete che, in proporzione, corrisponderebbe a un milione in una grande città come Roma? Ma forse lo sapete e non potete scrivere nero su bianco che oltre metà del numero degli abitanti è sceso in strada a manifestare, forse perché il dato vero farebbe tremare le vene ai polsi alle cosiddette autorità di uno stato spergiuro.

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sabato 22 febbraio 2014

Domenica di Carnevale in allegria con il Gruppo 3F e Legambiente

Domani pomeriggio, 23 febbraio, alle ore 16.00 nell'atrio del Museo Diocesano il Gruppo 3F (Fede, famiglia, festa) animerà una mega festa di carnevale per bambini di tutte le età, con il supporto tecnico di Legambiente. Siete tutti invitati, divertimento assicurato.

martedì 18 febbraio 2014

A Piazza Armerina si parla di Gruppi di Acquisto Ecosostenibili

Il 20 febbraio, a Piazza Armerina, presentazione dei GAES – Gruppi di Acquisto Ecosostenibili

Mettersi insieme conviene!

Giovedì 20 febbraio alle ore 17.00 il circolo Legambiente di Piazza Armerina in collaborazione con il gruppo GAS Piazza Armerina 1 organizza un seminario di presentazione dei GAES – Gruppi di Acquisto Eco-Sostenibili.
Mettersi insieme conviene per risparmiare e avere soprattutto garanzie sulla qualità dei prodotti da acquistare. E’ questa l’idea che spinge migliaia di cittadini ad unirsi ai gruppo di acquisto per la fornitura di diversi prodotti: alimentari biologici, fotovoltaici, termico solare, caldaie a biomasse, pompe di calore, bicicletta elettrica, elettrodomestici, tecnologie per il risparmio idrico, e anche per smaltire correttamente i serbatoi o le tettoie in amianto.
Dopo i risultati più che lusinghieri raggiunti tra il 2009 ed il 2012 attraverso l’adesione, in tutta la Sicilia, di centinaia di famiglie ai Gruppi d’Acquisto Solare, la Rete degli Ecosportelli di Legambiente Sicilia, con il sostegno di Fondazione con il Sud,  rilancia e propone una serie di iniziative con l’obiettivo di sensibilizzare, informare ed assistere le famiglie, le piccole imprese, le associazioni di categoria e gli enti pubblici sulle opportunità e i vantaggi economici e ambientali legati all’utilizzo delle fonti rinnovabili, agli interventi di efficienza energetica negli edifici, al risparmio idrico, al corretto smaltimento dei rifiuti, alla mobilità sostenibile, agli acquisti verdi, nonché alla tutela ed alla salvaguardia del territorio attraverso l’adozione di nuovi stili di vita e di comportamenti responsabili da parte di ogni singolo cittadino.
“Strumento di punta per concretizzare questi obiettivi – dichiara Paola Di Vita, presidente del circolo, saranno i GAES-Gruppi d’Acquisto Eco-Sostenibili che, di fatto, estendono l’idea dei gruppi di acquisto solare anche ad altri prodotti in grado di migliorare la qualità della vita e dell’ambiente. Ai cittadini ed alle imprese verrà, quindi, offerta la possibilità di mettersi insieme per acquistare impianti fotovoltaici e termici ma anche pompe di calore, bici elettriche, prodotti alimentari di qualità. Nonché per smaltire correttamente l’amianto, migliorare l’efficienza energetica del proprio immobile, il tutto con un occhio di riguardo per il risparmio, mantenendo un elevato standard di qualità dei prodotti e dei servizi acquistati”.
Oramai è imprescindibile per le famiglie e le imprese essere oculati nella gestione quotidiani dei consumi, e i prodotti e i servizi  EcoSostenibili sono quelli che oggi garantiscono di consumare meno e risparmiare denaro e, in questo modo, combattere la crisi. 
Al seminario saranno presenti Tommaso Castronovo, responsabile regionale della Rete degli Ecosportelli di Legambiente Sicilia e Alfredo Tamburino, responsabile del Dipartimento Agricoltura di Legambiente Sicilia.
L’appuntamento è fissato alle ore 17.00 del 20 febbraio presso il Centro di Educazione Ambientale del parco urbano San Pietro. La partecipazione è libera.

                                                                                                                                                                                                                                                                                    
L’Ufficio Stampa Piazzambiente

www.piazzambiente.blogspot.com

sabato 15 febbraio 2014

Appello dei lavoratori IPAB di Piazza Armerina

riceviamo e pubblichiamo:

14 febbraio 2014                                              APPELLO DEI LAVORATORI
I lavoratori della casa di riposo per anziani sono stanchi di parole ,tutte buone e giuste, ma in questa situazione di rischio chiusura ci servono atti di solidarietà concreta, occorre che le istituzioni comunali , dai singoli consiglieri, agli assessori ci aiutino a risvegliare dal letargo gli amministratori regionali sordi al grido di aiuto che proviene dall’unico servizio socio-assistenziale pubblico della nostra cittadina di 22mila abitanti. 
Chiediamo altresì sostegno concreto anche ai nostri deputati regionali in quanto interlocutori privilegiati.
Chiediamo che ognuno di loro attivi, i rispettivi partiti di appartenenza , affinché all’ARS si discuta della possibilità di incrementare il capitolo di spesa relativo alle IPAB in Sicilia e si favorisca un piano di rientro per salvare lo Stato Sociale in Sicilia. La regione più povera dell’Italia, non può per una questione di giustizia sociale e di solidarietà vera, affidare i servizi socio-assistenziali esclusivamente al privato sociale, che pure serve. A breve a Piazza Armerina potrà fruire di assistenza solo chi avrà le risorse economiche per pagarsela. Tra i nostri ospiti, solo la metà circa supera i 500,00 euro di pensione che faranno Tizio, Caio e Sempronio. Badate non sono numeri, ma persone bisognose in carne e ossa. E come loro anche noi operatori socio assistenziali , socio-sanitari, infermiere..ecc. anche noi abbiamo bisogno della nostra retribuzione .
Si attivino gli enti locali siciliani
Si attivino le amministrazioni delle Ipab in difficoltà
E noi lavoratori saremo a vostro fianco per fare sit-in, manifestazioni, tavoli tecnici, ma siete voi ISTITUZIONI che ci lasciate senza retribuzione a dovervi  operare e trovare la giusta soluzione per levarvi dall’incostituzionalità in cui versate.
COMITATO DI LOTTA PER LA DIFESA DELL’IPAB DI PIAZZA ARMERINA

GIOVANNA COSENZA  3334761382

lunedì 10 febbraio 2014

Abusivismo edilizio. La Sicilia non è la repubblica delle banane!

Abusivismo. Legambiente: “In forza di una giurisprudenza della  Consulta, della Cassazione Penale e del Consiglio di Stato, di segno opposto rispetto alle conclusioni a cui perviene il CGA, impugneremo in ogni sede qualunque atto dovesse maturare in coerenza con il parere del Consiglio. Sostegno a ogni iniziativa, come quella del presidente della IV Commissione Trizzino, volta a chiarire – anche in  sede legislativa - che la Sicilia non è la repubblica delle banane e che gli abusivi  siciliani non hanno maggiori tutele rispetto a quelli di qualunque altra regione d’Italia”.

L’attivismo di alcune Procure siciliane che hanno diffidato nell’ultimo anno e mezzo le  amministrazioni comunali perché applicassero la legge, con l’acquisizione e la  demolizione degli abusi non sanati, ha prodotto il disorientamento e la resistenza di chi aveva trovato finora tutti gli alibi possibili per evitare un atto obbligatorio ma che veniva considerato impopolare.
“Da qualche mese a questa parte – dice Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia - si sono potuti apprezzare i primi positivi effetti con demolizioni importanti come quella di Scala dei Turchi, ma non sono mancate reazioni di senso contrario”.
Solo per fare qualche  esempio si può ricordare: il governo Lombardo che tentò di bloccare le demolizioni ordinate dal sindaco di Marsala - si arrivò al paradosso di chiedere la VAS per l’attività di ripristino ambientale (mentre gli stessi uffici concedevano la deroga a questo obbligo per i piani più impattanti) -, il sindaco di Licata che voleva vendere le case agli abusivi per regolarizzare la loro posizione, l’ANCI che ha recentemente inviato un’accorata lettera al governo Crocetta con la quale si chiede di concordare una soluzione.
“In questo quadro un po’ paradossale – continua Fontana -  in cui diverse istituzioni si scontrano sull’applicazione di una norma dall’importante rilievo penale oltre che amministrativo, si inserisce inevitabilmente anche la riapertura del dibattito circa l’ammissibilità all’ultimo condono degli immobili ricadenti in aree di “vincolo relativo” a seguito di un parere del CGA. Si tratta di una circostanza che desta molte perplessità, ma soprattutto una domanda. Come mai questa lettura secondo la quale il recepimento della sanatoria edilizia 2003 sarebbe avvenuto solo parzialmente – escludendo i limiti imposti dalla norma nazionale – arriva a ben undici anni di distanza dall’approvazione della norma? Eppure sono stati anni in cui il contenzioso sul tema è stato sostenuto: più regioni hanno adito la Corte Costituzionale e anche in Sicilia non sono certamente mancati i ricorsi degli abusivi che si vedevano rigettate le istanze di sanatoria ai sensi del comma 27 dell’art.32 della L.326/2003 che li escludeva esplicitamente”.
Il fatto che l’interpretazione più restrittiva della norma abbia retto a qualunque verifica, ha provocato in questi anni i reiterati tentativi di riaprire il condono motivati dall’asserzione che escludere gli abusivi che ricadevano in zone di “vincolo relativo” fosse discriminatorio rispetto agli altri abusivi. Ben ventuno tentativi andati a vuoto non per un caso, ma grazie alla sempre maggiore consapevolezza di quanto incalcolabili siano i danni prodotti al nostro Paese dall’abusivismo e al rafforzarsi di una giurisprudenza che ha ribadito sempre più decisamente il dettato dell’art.9 della Costituzione che impone a tutti gli organi dello stato la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione. Ed è proprio a partire dall’elusione di questo principio fondamentale della Costituzione che non appare condivisibile il parere del CGA. Non minori dubbi suscita il mancato riconoscimento della L.326/2003 quale legge di grande riforma economico sociale, ma soprattutto la constatazione che la diversa interpretazione andrebbe a incidere sulla punibilità penale del reato. Ci si potrebbe trovare nella paradossale situazione di un immobile sanato in via amministrativa per cui, però, la demolizione verrebbe imposta ugualmente da una sentenza penale di condanna.
“Per questi e per altri profili – continua Fontana - ma soprattutto in forza di una giurisprudenza della  Consulta, della Cassazione Penale e del Consiglio di Stato, di segno opposto rispetto alle conclusioni a cui perviene il CGA, impugneremo in ogni sede qualunque atto dovesse maturare in coerenza con il parere del Consiglio. Contestualmente facciamo appello alle Procure perché incentivino ulteriormente il loro  impegno nel fare rispettare anche in Sicilia la legge che si applica in tutto il resto  d’Italia. Ai partiti presenti all’ARS – conclude - chiediamo invece un sussulto d’amore per il nostro  territorio e, in applicazione dell’art.9 della Costituzione, il sostegno a ogni iniziativa come quella del presidente della IV Commissione Trizzino volta a chiarire – anche in  sede legislativa - che la Sicilia non è la repubblica delle banane e che gli abusivi  siciliani non hanno maggiori tutele rispetto a quelli di qualunque altra regione d’Italia”.

Palermo 10 febbraio 2014


L’Ufficio stampa      Teresa Campagna 338 2116468