martedì 4 aprile 2017

Tappa piazzese per l'Ecogiustizia tour di Legambiente - Ospite d'eccezione il direttore nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani

Sabato 1 aprile, presso l’aula magna dell’Istituto d’istruzione Superiore L. da Vinci di Piazza Armerina, organizzato dal circolo piazzese della Legambiente, si è tenuto l’incontro dibattito “La nuova legge sugli ecoreati, per combattere le ecomafie e risanare il territorio”, con la presenza straordinaria di Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente e coautore del libro “1994-2015: storia di una lunga marcia contro l’ecomafia in nome del popolo inquinato”.
Presenti in aula anche il sindaco dott. Miroddi e il maresciallo Sinopoli della stazione dei CC di Piazza Armerina.
Dopo il saluto di benvenuto della dirigente scolastica prof.ssa Marinella Adamo, è stata Paola Di Vita, presidente del circolo ad introdurre il tema della lunga battaglia di Legambiente in tema di ecoreati: dal 1994 anno in cui venne coniato il neologismo ecomafia al 2015, anno in cui ha visto la luce la L.68 che introduce appunto, nel codice penale, gli ecoreati, ricordando inoltre come a Piazza Armerina, nel 1997, il circolo diede alla luce il dossier archeomafia sui traffici illeciti di reperti archeologici e, nel 2001, il dossier Salvalarte Mattone Selvaggio sull’abusivismo edilizio in aree archeologiche, impegno proseguito negli anni successivi e mai abbandonato.
La tappa piazzese dell’Ecogiustizia tour, ha precisato Paola Di Vita, è inserita in un più ampio percorso di formazione sui temi dell’economia circolare e della legalità, di cui è coordinatrice ed anche promotrice, all’interno dell’istituto la prof.ssa Giusi Livoti.
Stefano Ciafani ha illustrato, ad un’aula magna gremita di studenti e docenti, come e perché si è arrivati alla legge sugli ecoreati e i risultati dei primi mesi di applicazione della stessa.
Il dibattito ha visto anche la relazione del dott. Daniele Parlascino, direttore dell’ARPA di Enna che ha spiegato ai presenti il funzionamento dell’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente.
I lavori, prima dell’apertura del dibattito, sono stati conclusi da Claudia Casa, direttore regionale di Legambiente. Interessante il dibattito che si è poi creato tra gli studenti e Ciafani che ha risposto alle domande dei giovani curiosi di capire come funziona la legge sugli ecoreati e su come possono da semplici cittadini fare la loro parte. “Quando si parla di ecoreati si parla di noi perché siamo noi a subire le conseguenze dei misfatti – ha spiegato il direttore agli studenti – motivo per il quale dobbiamo essere sentinelle del territorio. Voi giovani potete essere custodi del territorio, utilizzando i mezzi che avete come gli smartphone potete fotografare le illegalità compiute e potete denunciare anche alla nostra associazione i reati che vengono perpetrati contro l’ambiente”.
Al termine dell’incontro Ciafani ha rilasciato un’intervista audio per i microfoni di Radio Leo, la radio dell’IIS L. da Vinci.
Subito dopo Ciafani, accompagnato dai volontari del circolo, ha fatto visita all’ecostazione, ormai esempio conclamato di buone pratiche nel campo della raccolta differenziata e dell’economia circolare, soffermandosi ad ascoltare le problematiche ad oggi riscontrate ed illustrate dai volontari. E per concludere la giornata non poteva mancare la visita alla Villa Romana del Casale, altro cavallo di battaglia, più volte testimonial della campagna Salvalarte, recentemente sotto il fuoco dei riflettori per la perdita dei finanziamenti necessari al completamento del restauro e per gli atavici problemi legati al funzionamento del sito Unesco.




L’UFFICIO STAMPA PIAZZAMBIENTE

venerdì 31 marzo 2017

Beni culturali. "Dopo quasi cinque anni di governo, siamo ancora alle promesse, ai tanti 'faremo' o 'ci impegniamo a risolvere. Una vera e propria vergogna, che ci conferma, purtroppo, la totale inadeguatezza di questo governo".Dichiarazione di Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia.

Beni culturali. "Dopo quasi cinque anni di governo, siamo ancora alle promesse, ai tanti 'faremo' o 'ci impegniamo a risolvere. Una vera e propria vergogna, che ci conferma, purtroppo, la totale inadeguatezza di questo governo".Dichiarazione di Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia.


"Alle nostre puntuali denunce sullo stato comatoso in cui versano i Beni culturali in Sicilia, abbiamo prima avuto la sconclusionata risposta del Presidente Crocetta, adesso un'inconsistente intervista dell'assessore Vermiglio.
Dopo quasi cinque anni di governo, siamo ancora alle promesse, ai tanti 'faremo' o 'ci impegniamo a risolvere'. Una vera e propria vergogna, che ci conferma, purtroppo, la totale inadeguatezza di questo governo anche, e direi soprattutto, sulle politiche culturali.
Dovremmo aspettare un'altra stagione politica e un altro governo per sperare che finalmente la primavera arrivi a salvare il nostro straordinario e unico patrimonio culturale".
Lo dichiara Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia.

31 marzo 2017

L'ufficio stampa
Teresa Campagna 338 2116468

giovedì 30 marzo 2017

Ecogiustizia tour: tappa piazzese sabato con il direttore nazionale di Legambiente

Sarà Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, a fare il bilancio, a Piazza Armerina, dell'applicazione della legge sugli ecoreati, approvata dopo 20 anni di battaglie da parte dell'associazione ambientalista. L'incontro, organizzato dal circolo piazzese della Legambiente si terrà nell'aula magna dell'IIS L. da Vinci, in funzione del programma di formazione "Cambio con stile" che il circolo sta conducendo in collaborazione con i docenti dell'Istituto d'Istruzione Superiore L. da Vinci e che ha già visto in scena tematiche importanti quali l'economia circolare e il tema dei rifiuti.
L'appuntamento è per sabato 1 aprile alle ore 10.30. L'incontro-dibattito è aperto al pubblico.
Oltre Stefano Ciafani sarà presente Claudia Casa, direttore regionale di Legambiente, autorità civili e rappresentanti delle forze dell'ordine.

venerdì 24 marzo 2017

L'ecostazione diventa SMART grazie all'app JUNKER che supporterà anche tutti i cittadini che utilizzano solo il "porta a porta"


Come già annunciato in occasione della tappa siciliana del Treno verde, dedicato all’economia circolare, oggi nella Sala delle Luci, alla presenza dell’amministrazione comunale, il circolo Legambiente di Piazza Armerina presenta l’app Junker, dedicata alla raccolta differenziata.
“Ci siamo orientati verso una app differente – dichiara Paola Di Vita, responsabile di Legambiente, perché abbiamo notato che ci sono ancora tanti dubbi su come conferire i vari materiali valorizzabili, specialmente da parte di chi utilizza esclusivamente il servizio porta a porta. E poiché la vera differenza non la fa la quantità ma la qualità dei materiali differenziabili è opportuno far si che migliori la qualità del conferito. E’ per questo, per facilitare la vita ai cittadini che Legambiente Piazza Armerina ha adottato per l’ecostazione, ma messo a disposizione di tutti i cittadini, JUNKER, un servizio fruibile tramite APP (per smartphone android o apple) che riconosce con un solo clic quello che stiamo gettando e ci dice come fare secondo la normativa della nostra città. Junker è una app tanto semplice da essere rivoluzionaria. Funziona in modo veramente semplice: scansionando il codice a barre del prodotto o dell’imballaggio, Junker lo riconosce grazie ad un database interno di oltre 1,2 milione di prodotti e ne indica la scomposizione nelle materie prime e le modalità di conferimento. Basti fare l’esempio delle buste di carta con finestra di plastica, oppure delle confezioni di caffè, delle bottiglie in pvc o materBi e via discorrendo. E che fare con il Tetrapak che in alcune Regioni si smaltisce insieme alla carta e in altre con la plastica? “
Un database ‘in progress’ che viene aggiornato quotidianamente anche grazie al contributo degli utenti: se il prodotto scansionato non viene riconosciuto, l’utente può trasmettere alla app la foto del prodotto e ricevere la risposta in tempo reale, mentre la referenza viene aggiunta a quelle esistenti.
Uno strumento innovativo perfettamente in linea con la filosofia delle smartcities.
JUNKER è a disposizione gratuitamente per tutti, e dà anche la possibilità, ai cittadini, di ricevere molte altre informazioni: calendari del porta a porta, indicazioni per i rifiuti speciali. Può essere inoltre implementata con tutta una serie di servizi aggiuntivi personalizzabili.
JUNKER è una APP, unica in Italia e in Europa, che ha riscosso un notevole successo diffondendosi rapidamente in tutto il nord-est d’Italia perché offre un servizio rapido, di facile utilizzo, accurato e completo, aperto ai contributi degli utenti.
Ma come è nata Junker e quali sono i reali vantaggi della raccolta  differenziata? Dichiara Benedetta De Santis, ideatrice della APP: “Un gruppo di ingegneri e informatici che, viaggiando molto per lavoro, si trovava a dover ricominciare ogni volta a “studiare” il modello di raccolta differenziata in ogni nuova città, a un certo punto si è chiesto: “ma non ci sarà un modo più pratico e veloce di sapere come differenziare i prodotti, rispetto a cercare dépliant, istallare app sempre diverse e incomplete, visitare siti?”. Da tipi pratici di “internet of things” hanno individuato nel codice a barre l’elemento univoco per ogni prodotto e sempre presente. A quel punto hanno cercato un archivio di codici a barre dei prodotti associato ai materiali di cui sono fatti. E non c’era, da nessuna parte, né in Italia né in Europa. Nasce così Giunko, startup innovativa, che annovera tra le sue realizzazioni Junker. JUNKER nasce per ridurre la quantità di rifiuti destinati a discariche ed inceneritori a favore del riciclo delle materie prime di cui sono composti. Ma risultati significativi possono essere ottenuti solo grazie al coinvolgimento attivo dei cittadini, che, nell’era delle applicazioni in mobilità, non sono disposti a perdere tempo scorrendo elenchi infiniti o ragionando sulla possibile natura di un imballaggio per compiere un’azione semplice come gettare un rifiuto in un bidone. Quindi abbiamo avuto l’idea di un servizio semplice che identifichi i prodotti e riconosca i materiali di imballaggio con un semplice clic sul codice a barre realizzato con la fotocamera dello smartphone”.
Dichiara Filippo Miroddi, sindaco della città: “grazie all’impegno di Legambiente e all’apertura dell’ecostazione, la città di Piazza Armerina, ormai da quasi 2 anni, viene di continuo presa come punto di riferimento nell’ambito delle esperienze virtuose di raccolta differenziata, ed è anche la prima città siciliana, grazie alla convenzione sottoscritta da Legambiente a gennaio, ad adottare JUNKER, uno strumento semplice ed intuitivo che ci aiuterà tantissimo nel migliorare la qualità della differenziata”.

L’UFFICIO STAMPA PIAZZAMBIENTE




JUNKER: SCHEDA DI PRESENTAZIONE

Si chiama Junker, con un riferimento al “junk”, la spazzatura.
Perché la app creata da alcuni giovani
informatici italiani e sostenuta dal programma di accelerazione Climate Kick dell’Istituto Europeo di Tecnologia (EIT), ha a che fare con lo smaltimento dei rifiuti. Ideata due anni fa a Bologna, si ripropone
di aiutare i cittadini a risolvere un problema molto comune: come effettuare  Correttamente la raccolta differenziata.
«Abbiamo creato un database di oltre un milione di prodotti, con abbinati i relativi codici a barre –
spiega la co-fondatrice Noemi De Santis – l’utente non deve far altro che inquadrare il bar code con lo
smartphone per ricevere tutte le informazioni sullo smaltimento».
Non si tratta di indicazioni generiche: uno dei problemi della differenziata è che le regole variano da
Comune a Comune. Grazie alla geolocalizzazione, però, la app è in grado di capire dove si trova la
persona e fornire le istruzioni corrette in base al luogo di residenza. La personalizzazione è anche alla
base del modello di business di Giunko , la società di Noemi, della sorella Benedetta e degli altri
fondatori Todor Petkov e Giacomo Farneti che ha creato l’applicazione.
La start-up si sostiene grazie agli abbonamenti sottoscritti dai Comuni che pagano per poter
comunicare ai cittadini i giri della raccolta, gli orari dei centri di smaltimento dei rifiuti ingombranti, e
altre informazioni utili.
A differenza di tante altre imprese innovative che trattano argomenti magari più intriganti ma un po’
fumosi, Giunko è in attivo e la sua presenza sul territorio è in costante crescita. «Siamo operativi in
alcuni Comuni del Lazio, della Lombardia e in tutta l’Emilia-Romagna grazie a un accordo con il Gruppo
Hera – spiega De Santis, e adesso anche in Sicilia».
Ora, sfruttando anche il sostegno dell’EIT, punta ad espandersi in tutta
Europa.

A partire dalla Svizzera, dove sta muovendo i primi passi grazie a un partner locale, che ha preso
la tecnologia in franchising.

mercoledì 15 marzo 2017

Inchiesta Piramidi della Procura di Catania. "Vengano avviati bonifiche e risanamento del territorio martoriato dall'inquinamento e dalle discariche.

Inchiesta Piramidi della Procura di Catania. "Vengano avviati bonifiche e risanamento del territorio martoriato dall'inquinamento e dalle discariche. Tutte le autorizzazioni (AIA, VIA, ecc.) rilasciate dai funzionari inquisiti siano immediatamente sospese e riesaminate".
Dichiarazione di Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia.


L'inchiesta "Piramidi" della Procura catanese sta facendo luce sui traffici di rifiuti e sulle autorizzazioni irregolarmente rilasciate ad imprese per realizzare, in un'area ad alto rischio ambientale, enormi impianti di smaltimento fortemente contestati dalle popolazioni di Augusta, Priolo e Melilli.
"La magistratura è bene che faccia chiarezza su come e con quali complicità piccoli impianti sono diventati in breve tempo enormi discariche e grandi inceneritori per lo smaltimento di rifiuti urbani, speciali e pericolosi". Lo dichiara Gianfranco Zanna che ricorda che "Legambiente già nell'aprile del 2015 aveva segnalato e denunciato lo smaltimento del famigerato polverino dell'ILVA di Taranto proprio presso la discarica Cisma di Melilli, oggi oggetto di indagine. Il traffico si era allora interrotto per poi riprendere nell'ottobre 2016 con i trasferimenti via nave e via camion. Solo le vibrate proteste delle popolazioni avevano imposto un nuovo stop a questo insensato smaltimento. Nel contempo la Cisma, facendosi forte dei provvedimenti della Regione che l'hanno autorizzata ad installare tritovagliatori e a smaltire ingenti quantitativi di rifiuti solidi urbani, ha presentato richiesta per ampliare grandemente i suoi bacini di ulteriori 3 milioni e mezzo di metri cubi per l'abbancamento di rifiuti urbani, speciali e pericolosi. Oggi, anche in considerazione dell'inchiesta, è necessario fermare queste insensate operazioni e gli eventuali ampliamenti. Ancor più urgente e doveroso per il Ministro per l'Ambiente e per il Presidente della Regione – conclude Zanna - è avviare le bonifiche ed il risanamento del territorio martoriato dall'inquinamento e dalle discariche. Appare poi indispensabile che tutte le autorizzazioni (AIA, VIA, ecc.) rilasciate dai funzionari inquisiti siano immediatamente sospese e riesaminate".


15 marzo 2017

L'ufficio stampa
Teresa Campagna 338 2116468