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giovedì 23 maggio 2019

NON C’E’ PIU’ TEMPO – Dialoghi Su clima e ambiente

Il circolo Piazzambiente della Legambiente organizza un ciclo di incontri su tematiche ambientali allo scopo di sensibilizzare i cittadini alle problematiche ambientali che stanno interessando sempre di più i nostri territori.
Clima, energia, sostenibilità, rifiuti, compostaggio, ecologia umana ma anche cultura e volontariato, sono alcuni degli argomenti di cui si discuterà a Piazza Armerina, da maggio a luglio, il venerdì pomeriggio.
Primo incontro venerdì 24 maggio alle ore 18.00. “La scelta della data non è un caso – dichiara Paola Di Vita, responsabile dell’associazione – è la data in cui si terrà il secondo  Global Strike For Future, lo sciopero mondiale a sostegno della messa in campo di politiche per contrastare i cambiamenti climatici, ma è anche una data molto vicina a quello che è stato, per il 2019, l'Overshoot Day. la data in cui iniziamo a consumare più risorse naturali di quelle che la Terra produce. Per l'Italia, purtroppo, è stato mercoledì 15 maggio, ben otto giorni prima dell'Overshoot Day del 2018, cinque giorni dopo la media dei vicini europei ma due mesi e mezzo prima di quello ufficiale al livello mondiale.“
“I temi ambientali che affronteremo – continua la presidente – prenderanno spunto dalle situazioni globali che interessano il nostro pianeta per essere sempre e comunque declinati globalmente. Il 24 maggio parleremo di cambiamenti climatici e dell’agenda 2030”.
Si proseguirà con gli altri incontri, ogni 15 giorni e l’associazione offrirà agli intervenuti, ad ogni appuntamento, un ecoaperitivo plastic free.
Gli incontri si concluderanno alla fine di luglio con la visita al museo multimediale della montagna di Nicosia.

Tutte le informazioni sulla pagina fb dell’associazione. Fb: piazzambiente

mercoledì 11 aprile 2018

Al via "Sicilia Munnizza Free", la campagna di comunicazione ambientale di Legambiente

La Sicilia vive una profondissima emergenza rifiuti, figlia dell’assenza di politiche di gestione sostenibile a partire dagli anni Novanta. La situazione siciliana, caratterizzata ancora oggi da un massiccio smaltimento in discarica, una insignificante raccolta differenziata e una grave carenza d’impiantistica a supporto del riciclo, a partire da quella per il trattamento della frazione organica differenziata dei rifiuti, è paragonabile a quella dei primi anni 2000 in Campania. Dopo oltre 15 anni dall’esplosione dell’emergenza rifiuti in quella regione, grazie anche al lavoro di Legambiente, oggi si può raccontare di un ciclo dei rifiuti migliore fondato su alte percentuali di raccolta differenziata in tanti comuni, anche di grandi dimensioni.
Per questo Legambiente ha pensato di intervenire con lo stesso metodo già sperimentato in Campania anche in Sicilia. Nasce così "Sicilia Munnizza Free", una campagna di informazione, sensibilizzazione e volontariato ambientale finalizzata alla costruzione di un cambiamento culturale in tema di rifiuti e per promuovere l'economia circolare.

Il progetto sarà presentato venerdì 13 aprile a Catania, alle ore 10.30, al Centro Fieristico Le Ciminiere di Catania.

Saranno presenti il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci,
l’Assessore regionale all'Energia Alberto Pierobon,
il Dirigente generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti Salvo Cocina,
il responsabile progetti speciali Conai Fabio Costarella,
il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani,
il Presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna.


11 aprile 2018

L’ufficio stampa
Teresa Campagna 338 2116468

venerdì 9 marzo 2018

Rifiuti all'estero? Ma a spese di chi?

Ipotesi di inviare i rifiuti siciliani all'estero, dichiarazione di Gianfranco  Zanna, presidente di Legambiente Sicilia

“Non siamo mai stati pregiudizialmente contrari ad inviare i rifiuti siciliani all'estero come estrema soluzione per affrontare la continua emergenza e per prolungare di qualche mese la vita delle discariche. Non sappiamo se adesso saranno mai attivati i bandi emanati dalla Regione a tal fine, speriamo che si trovino altre soluzioni, anche perché riteniamo ingiusto e scandaloso che questi eventuali costi aggiuntivi, l'ordinanza prevede 40milioni di euro, siano pagati dai cittadini. Tra l'altro da tutti i cittadini, compresi quelli che, con impegno e sacrificio, fanno la raccolta differenziata.
Sia la Regione a farsi carico di queste spese o in alternative quei Comuni che se ne sono infischiati di organizzare in questi anni la raccolta differenziata.
Se questi eventuali costi invece contribuissero ad aumentare le bollette, i cittadini, anche quelli più virtuosi, non crederebbero più in quella che è e resta l'unica soluzione all'emergenza rifiuti: la raccolta differenziata, tramite il porta a porta, e si ritornerebbe gravemente indietro”.

giovedì 30 novembre 2017

Bilancio del 1° forum regionale su rifiuti ed economia circolare - presentata anche l'esperienza virtuosa dell'ecostazione

Oltre venti interventi, fra cui quello del presidente della Regione, Nello Musumeci, sono stati al centro del primo ‘Ecoforum sui rifiuti e l’economia circolare’, organizzato da Legambiente Sicilia, che si è svolto oggi a Palermo. Tre le sessioni: buone pratiche dell’economia circolare, idee e proposte per la gestione dei rifiuti, raccolta differenziata. Presenti imprenditori, operatori del settore ed amministratori.
“Con questo Ecoforum – dichiara Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia – inizia un percorso virtuoso nella gestione dei rifiuti che, ci auguriamo, possa finalmente vedere l’amministrazione regionale protagonista in senso positivo. Apprezziamo il fatto che Musumeci abbia pubblicamente detto che vuole ascoltare e raccogliere proposte da noi di Legambiente per uscire, finalmente, da un’emergenza che dura da ben 18 anni. Restiamo fermamente contrari agli inceneritori ed a nuove discariche, l’unica strada è quella della raccolta differenziata e la realizzazione di un sistema di impianti che trasformi i rifiuti, in particolare l’umido, in risorse, a partire dal compost per la nostra asfittica agricoltura”.
“La nostra associazione – dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – si mobiliterà nei prossimi mesi, con tutte le sue articolazioni, nazionale, regionale e circoli, per liberare la Sicilia dalla morsa dell’emergenza rifiuti che la rende maglia nera a livello nazionale. Il nostro obiettivo è quello di replicare lo sviluppo della differenziata porta a porta della Campania, che oggi ha una percentuale più alta della Toscana e della Liguria. Vogliamo trasformare la Sicilia nella prima regione dove si mette in pratica quanto previsto dalla Direttiva europea sull’economia circolare che prevede l’archiviazione di discariche ed inceneritori con politiche di riuso, riduzione e riciclo”.

28 novembre 2017

L’ufficio stampa
Teresa Campagna 338 2116468

sabato 25 novembre 2017

1° Ecoforum regionale su rifiuti ed economia circolare

Martedì 28 novembre si svolgerà a Palermo il primo ecoforum regionale su rifiuti ed economia circolare, 2 tematiche  particolarmente delicate e sulle quali Legambiente è da sempre impegnata. L'ecoforum ha ricevuto il patrocinio dell'ANCI Sicilia. Nella sessione pomeridiana verrà raccontata l'esperienza della nostra ecostazione.
Di seguito il programma della giornata:
ore 9:00
  • Presiede Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia
  • Saluto dell’Anci Sicilia
  • Introduzione di Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente
  • Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia, presentazione del progetto di Legambiente ‘Sicilia Munnizza Free’


ore 9:30/ore 12:00
1ª sessione: Idee, proposte e progetti per la gestione virtuosa dei rifiuti anche in Sicilia
-   Fabio Costarella, Conai, “La gestione dei rifiuti da imballaggio in Sicilia. Lo stato dell’arte e le opportunità per i comuni”
-          Roberto Di Molfetta, Comieco, “Più carta e cartone: l’impiego di Comieco in Sicilia”
-          Santo Oliveri, “Le nuove linee guida per regolamentare il compostaggio domestico in Sicilia”
-          Silvia Coscienza, AIC, “Compostaggio di comunità frontiera dell’economia circolare”
-          Mario Pagliaro, CNR, “Solarizzare tutte le discariche siciliane: una prospettiva concreta”
-          Rosario Varsalona, “Impianto integrato: un’opportunità per il recupero”
-        Concetta Italia, “Kalat Ambiente Srr e Impianti: dalla raccolta differenziata all’economia circolare”
-          Tommaso Castronovo, Legambiente Sicilia, “Il progetto Liberi dall’Amianto”

ore 12:00/ore 13:00
2ª sessione: Le buone pratiche dell’economia circolare
-          Gregoy Bongiorno, Agesp, “Economia circolare e prospettive della gestione dei rifiuti in Sicilia”
-          Francesco Minardi, “Valorizzazione energetica dei rifiuti in Sicilia e nuovi orientamenti normativi in Europa”
-          Stefano Arvati, “Renovo e l’Economia Circolare per la Sicilia”
-          Giovanni Milazzo, Azienda Kanesis, “Materiali termoplastici caricati con scarti agricoli”
-          Vincenzo Morreale, Bionagro-Promimprese, “La valorizzazione degli scarti del ficodindia”
coordina Alfredo Tamburino, Legambiente Sicilia

ore 13:00/ore 15:00 pausa pranzo

ore 15:00/ore 16:30
3ª sessione: La raccolta differenziata: dati e prospettive
-      Salvo Cocina, responsabile Ufficio speciale per la raccolta differenziata, “I veri dati della raccolta differenziata in Sicilia”
-   Agostino Licari, assessore Comune di Marsala, “La quinta città della Sicilia oltre il 50% di differenziata”
-    Renato Fancello, Sumus Italia srl, “La raccolta differenziata dei rifiuti come strumento di sviluppo e crescita”
-      Francesco Fichera, assessore Comune di Acireale, “L’avvio della tariffa puntuale”
-      Paola Di Vita e Anita Astuto, Legambiente Sicilia, “L’esperienza delle Ecostazioni di Legambiente”
-      Gero La Rocca, Ecoface, “La differenziata è il futuro, anche per le imprese”
-      Gaetano Rubino, Assopirec, “Piattaforme di recupero: ruolo fondamentale della catena”
coordina Maria Zammito, Legambiente Sicilia

Segue consegna premi ai Comuni ricicloni e virtuosi

ore 16:30/ore 18:00
4ª sessione: Le risposte della politica
-          Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia
-          Assessore regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità
-          Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente


E’ previsto l’intervento del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci

mercoledì 15 marzo 2017

Inchiesta Piramidi della Procura di Catania. "Vengano avviati bonifiche e risanamento del territorio martoriato dall'inquinamento e dalle discariche.

Inchiesta Piramidi della Procura di Catania. "Vengano avviati bonifiche e risanamento del territorio martoriato dall'inquinamento e dalle discariche. Tutte le autorizzazioni (AIA, VIA, ecc.) rilasciate dai funzionari inquisiti siano immediatamente sospese e riesaminate".
Dichiarazione di Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia.


L'inchiesta "Piramidi" della Procura catanese sta facendo luce sui traffici di rifiuti e sulle autorizzazioni irregolarmente rilasciate ad imprese per realizzare, in un'area ad alto rischio ambientale, enormi impianti di smaltimento fortemente contestati dalle popolazioni di Augusta, Priolo e Melilli.
"La magistratura è bene che faccia chiarezza su come e con quali complicità piccoli impianti sono diventati in breve tempo enormi discariche e grandi inceneritori per lo smaltimento di rifiuti urbani, speciali e pericolosi". Lo dichiara Gianfranco Zanna che ricorda che "Legambiente già nell'aprile del 2015 aveva segnalato e denunciato lo smaltimento del famigerato polverino dell'ILVA di Taranto proprio presso la discarica Cisma di Melilli, oggi oggetto di indagine. Il traffico si era allora interrotto per poi riprendere nell'ottobre 2016 con i trasferimenti via nave e via camion. Solo le vibrate proteste delle popolazioni avevano imposto un nuovo stop a questo insensato smaltimento. Nel contempo la Cisma, facendosi forte dei provvedimenti della Regione che l'hanno autorizzata ad installare tritovagliatori e a smaltire ingenti quantitativi di rifiuti solidi urbani, ha presentato richiesta per ampliare grandemente i suoi bacini di ulteriori 3 milioni e mezzo di metri cubi per l'abbancamento di rifiuti urbani, speciali e pericolosi. Oggi, anche in considerazione dell'inchiesta, è necessario fermare queste insensate operazioni e gli eventuali ampliamenti. Ancor più urgente e doveroso per il Ministro per l'Ambiente e per il Presidente della Regione – conclude Zanna - è avviare le bonifiche ed il risanamento del territorio martoriato dall'inquinamento e dalle discariche. Appare poi indispensabile che tutte le autorizzazioni (AIA, VIA, ecc.) rilasciate dai funzionari inquisiti siano immediatamente sospese e riesaminate".


15 marzo 2017

L'ufficio stampa
Teresa Campagna 338 2116468

mercoledì 22 aprile 2015

Ecostazione di Piazza Armerina - completati i lavori e l'infrastrutturazione

Ormai è tutto pronto per l'apertura dell'ecostazione di Piazza Armerina, il luogo dove i cittadini potranno portare i loro materiali differenziati ottenendone in cambio punti da barattare con beni di prima necessità. "I lavori di ristrutturazione dell'immobile di via Alessandro Manzoni 90, reso disponibile dal comune, sono ormai completi, come anche l'infrastrutturazione tecnologica, e quindi l'ecostazione a breve aprirà e darà un importante servizio ai cittadini  solo dopo che l'amministrazione comunale avrà definito alcuni dettagli organizzativi, come previsto dall'accordo di programma siglato l'anno scorso fra le associazioni ed il comune stesso". La realizzazione dell'ecostazione è inserita nelle azioni del progetto "Piazza verso rifiuti zero" di cui è capofila Legambiente e che ha come partners il comune di Piazza Armerina, l'associazione Armerina Emergenza Protezione Civile e Sicilia Solare. L'apertura dell'ecostazione - continua Legambiente - offrirà non solo un servizio ai cittadini ma contribuirà anche a diffondere le buone pratiche per una raccolta differenziata di qualità. I dati finora registrati a tal proposito a Piazza Armerina sono interessanti, ma occorre mettere in campo un'azione coordinata nei confronti dei cittadini per far comprendere che fare bene la differenziata è un vantaggio per tutti. Il sistema di premialità previsto dall'ecostazione sarà uno strumento utile per incentivare tutti i cittadini a fare meglio la raccolta differenziata, e sarà un importante supporto per le fasce deboli, oggi purtroppo sempre più ampie nella nostra città". L'obiettivo del progetto, che vede parte attiva tutti i partner, è quello di coinvolgere attraverso l'apertura e i servizi dell'ecostazione tutti coloro che sono attenti al rispetto dell'ambiente e vogliono fare una seria raccolta differenziata.

martedì 31 marzo 2015

RIFIUTI: ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE E RAPPRESENTANTI DI IMPRESE E LAVORATORI INCONTRANO L’ASSESSORE CONTRAFATTO

RIFIUTI: ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE E RAPPRESENTANTI DI IMPRESE E LAVORATORI INCONTRANO L’ASSESSORE CONTRAFATTO “OCCORRE UN’AZIONE COLLETTIVA PER EVITARE UNA NUOVA EMERGENZA”

Mondo dei lavoratori, delle imprese e associazioni ambientaliste si uniscono per evitare che la Sicilia piombi nuovamente nell’emergenza rifiuti, scaricando sui cittadini i costi di una “disorganizzazione organizzata”, come la Commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti ha definito la gestione del settore nell’Isola. Una situazione grave che necessita di una presa di responsabilità collettiva. Per questo ragione e con l'obiettivo di fornire un contributo unitario per l'avvio di una profonda revisione del sistema, Legambiente Sicilia, Wwf, Rifiuti Zero Sicilia, Cgil, Cisl, Uil, Confindustria Sicilia hanno incontrato ieri mattina l’assessore regionale all’Energia, Vania Contrafatto, evidenziando come organizzazioni che tutelano interessi diversi, hanno trovato una convergenza sulla strada da percorrere per allineare il sistema di “gestione integrata” dei rifiuti siciliana a quello delle altre regioni italiane.

Alla base del confronto, la necessità di organizzare l’intera filiera industriale dei rifiuti dando finalmente applicazione alle norme attualmente vigenti (LR 9/2010) e intervenendo per adottare lo strumento principe, ossia il Piano regionale di gestione dei rifiuti. Solo avendo chiari gli obiettivi e la strategia generale, infatti, sarà possibile programmare al meglio anche gli step intermedi, puntando a dare trasparenza e legalità all’intero settore e rispondendo ad un obiettivo di fondo: una gestione efficiente e sostenibile che garantisca al minor costo, il miglior servizio per i cittadini. Ciò vuol dire ribaltare l'approccio fin qui adottato da tutti gli ultimi governi che si è sempre fondato sullo smaltimento finale della parte residuale dei rifiuti occupandosi di discariche, inceneritori, gassificatori, ecc... Bisogna al contrario costruire un modello fondato sulla prevenzione, riuso e recupero di materia, come ci impongono le norme europee e nazionali. Obiettivo totalmente condiviso dall’assessore Contrafatto, che ha dato piena apertura alla collaborazione con associazioni e sindacati, impegnandosi a portare avanti in tempi stretti tutto ciò che occorre fare per garantire una vera riforma del settore.

È stato inoltre ribadito come, contestualmente al Piano rifiuti sia urgente redigere i piani degli ambiti, Srr (Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti), come strumenti conseguenti e attuativi. Solo in un contesto così pianificato e regolato si potranno correttamente innestare i piani di raccolta a livello locale. Viceversa, ci si continuerà a muovere in modo non univoco nella gestione affidata agli Aro (Ambito di raccolta ottimale) e a registrare comportamenti differenti da Comune a Comune, rendendo impossibile una “gestione integrata” efficiente e sostenibile tanto dal punto di vista ambientale quanto da quello economico. Proprio per evitare di produrre ulteriori ostacoli all'avvio di un sistema efficiente, è stato chiesto quindi all'assessore Contrafatto il blocco delle approvazione dei piani degli ARO e la revoca in autotutela di quelli già approvati in assenza di un quadro pianificatorio coerente.


31 marzo 2015

Per Legambiente Sicilia l’addetto stampa Teresa Campagna 338 2116468


mercoledì 14 gennaio 2015

Legambiente Sicilia e WWF: rifiuti, no all'emergenza

Rifiuti. Riproposizione modello cuffariano. Chi c'è dietro questo ritorno al passato? È solo l'ultima trovata a sensazione del presidente Crocetta o è la "solita idea" che il governo nazionale prova a imporre a quello regionale così come tentarono invano di fare i governi Berlusconi e Monti. Nell'interesse di chi stanno operando il governo nazionale e regionale?
Comunicato congiunto di Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia e Franco Andaloro, delegato WWF Sicilia

Sono passati alcuni mesi da quando la chiusura della discarica di Mazzarà Sant'Andrea ha reso ancora più complicata la gestione dei rifiuti in Sicilia. Da allora il caos sembra regnare sovrano.
Da un lato c'è la corsa contro il tempo del dipartimento rifiuti nel tentativo di mettere toppe per chiudere le falle prodotte dalla totale assenza di una seria politica di gestione dei rifiuti, dall'altro un ridda di dichiarazioni del governatore Crocetta, poco ragionevoli sul piano tecnico e politico, che hanno perfettamente descritto lo stato confusionale in cui versa il settore.
Da qualche giorno è arrivata l'ultima novità: siamo alla riproposizione del modello cuffariano in versione ridotta, senza nemmeno l'ambizione criminale che contraddistinse quel progetto.
Chi c'è dietro questo ritorno al passato? È solo l'ultima trovata a sensazione del presidente Crocetta o è la "solita idea" che il governo nazionale prova a imporre a quello regionale così come tentarono invano di fare i governi Berlusconi e Monti. In quel caso ci fu la strenua ma efficace resistenza dell'assessore Giosuè Marino che riuscì a evitare il peggio.
Sorge spontanea una domanda: nell'interesse di chi stanno operando il governo nazionale e regionale?
Vogliamo per il momento evitare riflessioni politiche e ci limitiamo a ribadire gli ormai arcinoti assunti tecnici:
  1. per costruire un inceneritore o anche solo per adeguare un vecchio impianto di produzione di energia elettrica ci vogliono anni. La media italiana va oltre i cinque anni. Come si può sostenere senza suscitare ilarità che questo possa servire a evitare l'emergenza che si paventa a partire dal mese di marzo?
  2. I Paesi del nord Europa, che pure usano gli inceneritori per garantire il teleriscaldamento delle case, sono in una profonda crisi perché hanno sempre meno materiale da bruciare a seguito dell'applicazione delle direttive comunitarie che da molti anni ormai impongono percentuali sempre più elevate di recupero di materia. Anche nelle regioni del nord Italia stanno chiudendo circa 10 inceneritori. Il decreto per uscire dall'emergenza in Campania prevedeva la costruzione di cinque inceneritori ma l'avvio di una seria raccolta differenziata ha di fatto impedito che se ne costruissero altri dopo quello di Acerra. Che senso avrebbe fare oggi, cioè fuori tempo massimo, una scelta rispetto alla quale tutti gli altri Paesi stanno tornando indietro per adeguarsi alle politiche europee?
  3. Chi propone oggi gli inceneritori in Sicilia, ha chiaro come questo confligga necessariamente con gli obblighi di recupero di materia che ci vengono imposti dalla normativa europea? Conosce le sentenze della Corte di Giustizia Europea che hanno condannato l'Italia proprio per il mancato rispetto della gerarchia che da priorità al recupero di materia?
  4. Dal punto di vista economico e industriale, gli inceneritori stanno in piedi solo grazie al recupero del calore che costituisce circa l'80% dell'energia recuperata dalla combustione. Per provare a costruire gli inceneritori anche nelle regioni calde, come nel caso del piano Cuffaro, si attuò una truffa ai danni dei cittadini italiani estendendo per alcuni anni a questi impianti il sostegno economico previsto per le rinnovabili. Oggi nessuna banca presterebbe un solo centesimo per la costruzione di un impianto d'incenerimento, a meno che non si provveda a truffare nuovamente gli italiani scaricando sulle loro tasche i costi di un'attività fisiologicamente in perdita.
  5. In Sicilia non è mai partita una vera e generale Raccolta Differenziata, la sola che può consentirci di rispettare gli obiettivi di riciclo e riduzione rifiuti e ridurre le tariffe ai cittadini.
Potremmo continuare, ma pensiamo che sul punto siano sufficienti queste poche inoppugnabili constatazioni.

Per ciò che riguarda più in generale la reiterata richiesta del governo regionale della dichiarazione d'emergenza, a tutt'oggi non si capisce per quali scopi dovrebbe essere concessa. A leggere le dichiarazioni rilasciate dal presidente negli ultimi due mesi l'emergenza sarebbe servita a:
  1. distribuire alle famiglie siciliane le compostiere domestiche (metodologia che viene correntemente utilizzata da oltre vent'anni nell'ambito delle raccolte differenziate in aree extraurbane);
  2. a riaprire qualche vecchia discarica (peccato che non si possa a fare e che nel frattempo sia arrivata una condanna della Corte di Giustizia Europea proprio per quelle discariche);
  3. da ultimo per realizzare tre inceneritori;
Tutte ragioni sulle quali evitiamo ogni ulteriore commento per carità di patria, ma che chiariscono perché esista una distanza siderale tra la gestione dei rifiuti in Sicilia e nel resto d'Italia e d'Europa.

Meglio di noi l'inopportunità di una dichiarazione d'emergenza in queste condizioni è stata chiarita dai due presidenti delle Commissioni ambiente di Camera e Senato, Realacci e Marinello, in una nota ufficiale inviata al presidente del consiglio Matteo Renzi il 12 dicembre scorso, che alleghiamo

giovedì 28 agosto 2014

Al via il nuovo corso della gestione rifiuti a Piazza Armerina

“Apprendiamo con soddisfazione che l’amministrazione comunale ha dato finalmente il via al nuovo corso per la gestione della raccolta dei rifiuti a Piazza Armerina, autorizzando la sottoscrizione del contratto con un nuovo gestore, sotto le riserve di legge. E’ un importante passo avanti per la città che da anni attende un servizio di raccolta più efficiente attraverso l'avvio della raccolta differenziata come previsto dalle norme vigenti. Entro il mese di settembre dovrebbe esserci la stipula definitiva del contratto e riconosciamo che l'amministrazione ha saputo affrontare i non facili rapporti con l’ATO EnnaEuno, attraverso un percorso costellato da repentini cambi di direzione e colpi di scena determinati dalle varie vicende politiche e amministrative regionali che, purtroppo, in materia di rifiuti stentano a fare chiarezza”. A tutti i cittadini sarà chiesta la massima collaborazione ed il rispetto di regole ed orari come comunicati dal nuovo gestore. Solo così, con un enorme sforzo di partecipazione collettiva, la città potrà veramente cambiare volto. Da quanto si apprende già ad ottobre potrà essere avviata la raccolta differenziata e questo permetterà, come previsto dal nuovo contratto, in ossequio alle delibera GM 163 del 25/08/2014, l’avvio del progetto "Piazza verso rifiuti zero"  realizzabile grazie al parternariato tra l'amministrazione comunale e Legambiente, Armerina Emergenza Protezione Civile e Sicilia Solare. "Abbiamo dovuto tenere in stand-by il progetto - dichiarano i responsabili di Legambiente, capofila della partnership - in attesa del nuovo corso sui rifiuti, e oggi lo si potrà realizzare grazie all’impegno dell'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Miroddi, che sin dal suo insediamento ha condiviso la mission a ricaduta sociale di “Piazza verso rifiuti zero”. Per la realizzazione del progetto sarà reso disponibile un locale comunale ed il supporto logistico, a riprova che vi è collaborazione fra Legambiente e l'amministrazione, al di là di ogni strumentalizzazione politica e polemiche dell’ultima ora". Piazza verso rifiuti zero, presentato alla fine della legislatura precedente, è un progetto complesso che prevede l'apertura di un punto di consegna di materiali riciclabili dove i cittadini potranno barattare carta, plastica, vetro e altri materiali, puliti, con generi di prima necessità grazie al sistema premiante della raccolta punti. Saranno inoltre attuate azioni di informazione e sensibilizzazione per la cittadinanza sulla raccolta differenziata, percorsi di formazione sugli stili di vita sostenibili ad impatto zero e azioni a sostegno della RiciclART.

UFFICIO STAMPA PIAZZAMBIENTE

venerdì 19 ottobre 2012

Legambiente scrive ai candidati presidenti


Legambiente Sicilia ha stilato un documento che intende sottoporre all’attenzione dei candidati alla Presidenza della Regione Siciliana. Molte delle politiche ambientali sono in Italia demandate alle regioni e per questa ragione Legambiente ritiene doveroso dare un contributo concreto alla campagna elettorale per l’elezione del nuovo Presidente della Regione proponendo ai candidati alcune questioni dirimenti per valutare i diversi progetti di governo.

I temi sui quali l’associazione “interroga” i candidati vertono su acqua e referendum: economia e green economy; conservazione della natura; difesa del suolo e forestazione, beni culturali e paesaggio; pianificazione territoriale e rifiuti.

18 ottobre 2012 -L’ufficio stampa - Teresa Campagna tel. 338 2116468

Si riporta il testo del documento:   Ai candidati alla Presidenza della Regione siciliana



Il dibattito internazionale sul riscaldamento del clima, le assise e i protocolli internazionali volti alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera e allo sviluppo della produzione energetica rinnovabile dimostrano quanto la questione ambientale sia diventata centrale nel nuovo millennio. Oggi, la politica e l’economia sono costretti a riconoscerlo sotto la spinta della crescente attenzione delle pubbliche opinioni, sempre più coscienti che vivere in un ambiente sano sia un diritto e non un lusso.

Questa consapevolezza ha avuto nel nostro paese una indiscutibile consacrazione con la schiacciante vittoria dei referendum contro la privatizzazione dell’acqua e contro lo sviluppo di una nuova strategia energetica nucleare.

Molte delle politiche ambientali sono in Italia demandate alle regioni e per questa ragione riteniamo doveroso dare un contributo concreto alla campagna elettorale per l’elezione del nuovo presidente della regione siciliana proponendo ai candidati alcune questioni dirimenti per valutare i diversi progetti di governo.

Il documento non ha la pretesa di esser esaustivo perché abbiamo preferito fare uno sforzo di sintesi


Acqua e Referendum:

- Vi adeguerete all’esito del referendum, obbligo peraltro ribadito da una recente sentenza della Corte Costituzionale? Eventualmente, entro quante settimane proporrete la modifica della normativa regionale?

- Nella considerazione che troppo tempo si è finora perso per risolvere il problema della carenza idrica in Sicilia, vi chiediamo quali azioni volete mettere in atto per: ridurre le perdite di rete e i fenomeni di inquinamento delle acque da destinare al consumo umano, stimolare i cittadini a un utilizzo corretto dell'acqua potabile, spingere le amministrazioni locali ad adeguare i regolamenti edilizi ai principi dell’efficienza?.



Economia:

Spesso viene confusa la green economy con la produzione di energia da fonte rinnovabile che, pur essendo parte importante dell’economia verde, ne rappresenta solo un settore.

Per green economy s’intende un vero e proprio cambiamento di paradigma, un nuovo modo di produrre beni e servizi tenendo conto degli effetti non solo in termini di sostenibilità ambientale ma anche sociale ed economica. Questa nuova economia che in Italia interessa circa il 27% delle imprese (il 20% in Sicilia), in ogni settore, dal manifatturiero all’energetico, passando per l’agricolo, è stata capace non solo di resistere bene alla crisi ma addirittura di espandersi sia nel mercato interno che in quello estero.



- Ritenete che la green economy, e cioè una radicale modifica della cultura della produzione, sia la migliore risposta per uscire dall’attuale crisi economica?

- In Sicilia i due settori più sviluppati della green economy sono quello energetico e quello agricolo, su quali scelte concrete impernierete le vostre politiche? Quali saranno le principali misure dei prossimi PSR e Piano energetico regionale?

Per esempio:

• Sceglierete di sostenere la multifunzionalità delle imprese agricole in materia di manutenzione e conservazione del territorio come avviene da tempo in Francia e Gran Bretagna. Vincolerete i sostegni del PSR ad interventi concreti di prevenzione antincendio, difesa idrogeologica, conservazione della biodiversità, ecc..?

• Supererete gli approcci all’energia rinnovabile degli ultimi due governi (Cuffaro e Lombardo), entrambi sbagliati e dannosi, partendo da quanto prevedono le linee guida nazionali, e cioè l’individuazione delle aree non idonee, a maggiore garanzia sia degli interessi delle comunità locali che delle imprese?

- Anche in considerazione del fatto che dopo la crisi ambientale dell’ILVA esplosa a Taranto nulla resterà immutato nelle politiche industriali del nostro Paese, quali scelte v’impegnate a sostenere per imporre la riqualificazione ecologica della produzione nei poli industriali siciliani come è avvenuto per quelli francesi e tedeschi?

Per esempio:

• Imporrete limiti alle emissioni più rigidi come avviene da anni in Puglia, per spingere le imprese ad accelerare il processo di riqualificazione?

• Vieterete l’uso dei combustibili maggiormente inquinanti (carbone e petcooke)?



Conservazione della natura:

Ancora oggi la politica siciliana pare considerare la conservazione della biodiversità una sorta di capriccio, un vezzo intellettuale che male si sposa con le esigenze dello sviluppo. A dimostrazione di ciò basterebbe fare due esempi: dalla loro istituzione (in media 15 anni) è stata costantemente erosa la limitata disponibilità economica delle 75 riserve naturali; la gestione dei quattro parchi regionali negli anni ha assunto sempre più connotati clientelari che li hanno fatti percepire come carrozzoni inutili e spreconi.

Senza volere in questo contesto entrare nel merito scientifico dell’importanza della conservazione della biodiversità quale unica condizione per la sopravvivenza dell’uomo, sottolineiamo invece come in altre regioni i parchi e le riserve naturali siano diventati uno strumento per lo sviluppo di comunità fisicamente marginali, ma che proprio nella valorizzazione dell’alta naturalità garantita da questa marginalità hanno trovato il modo per frenare lo spopolamento e l’abbandono delle attività economiche tradizionali.



- Quali scelte opererete per costruire una vera politica di conservazione della natura intesa quale precondizione per lo sviluppo economico della Sicilia?

Per esempio:

• Adeguerete la legge siciliana alla legge quadro nazionale (394/1991) in particolare in ordine alla costituzione degli organi?

• Sosterrete convintamene l’istituzione dei quattro parchi nazionali previsti in Sicilia e osteggiati da interessi particolaristici?

• Entro quante settimane proporrete l’istituzione del sesto parco regionale, quello dei Peloritani?

• Entro quante settimane nominerete i presidenti di tutti i parchi regionali visto che per ragioni clientelari negli ultimi anni sono stati tutti commissariati?



Una riflessione ulteriore va riservata al tema della caccia. Da molti anni ormai le associazioni ambientaliste vedono accolti regolarmente i ricorsi presentati contro il calendario venatorio. Ciò perché anche in questo ambito le scelte degli ultimi governi sono state condizionate da una logica clientelare che ha assecondato le pretese di una minoranza delle associazioni venatorie con forzature del tutto illegittime regolarmente censurate dai TAR.



- Ritenete di dover modificare questo andazzo sottoponendo il piano e il calendario faunistico venatorio alle valutazioni di sostenibilità e alle norme dei piani di gestione di SIC e ZPS?



Difesa del suolo e forestazione:

La straordinaria vulnerabilità del territorio siciliano non è stata minimamente ridotta dalle politiche forestali che pure in questi decenni hanno assorbito una grandissima quantità di risorse. Risorse che non sono servite nemmeno a preservare il patrimonio boschivo dagli incendi.



- Intendete riformare profondamente le scellerate politiche del settore?

Per esempio:

• Intendete prevedere l’impiego degli operai per tutte le attività di spegnimento degli incendi oggi svolte solo da un piccola parte di essi?

• Impegnerete gli operai prioritariamente in attività di manutenzione del territorio in zone ad alto rischio di dissesto idrogeologico piuttosto che esclusivamente nelle aree demaniali?

• Cancellerete la riforma che ha unificato Azienda Foreste e Corpo forestale, mettendo insieme controllori e controllati?

• Sopprimerete il Corpo forestale regionale accorpandolo con il Corpo forestale dello Stato?



Beni Culturali e paesaggio:

Una commissione dell’UNESCO sta valutando la possibilità d’inserire anche l’Etna nella lista dei beni dell’umanità. Nonostante questa straordinaria attenzione riservata al territorio siciliano il sistema dei nostri beni culturali sta vivendo una gravissima crisi: scarsità di risorse investite, caos organizzativo, controllo rigidamente clientelare di ogni ruolo apicale.

Questo contesto ha prodotto lo stato di abbandono in cui versano molti siti archeologici e soprattutto i tanti siti UNESCO, ma anche la mancata entrata a regime della gran parte dei piani paesaggistici. Sono costati molti milioni di fondi europei e sono ancora in gran parte bloccati dagli interessi particolaristici degli speculatori edilizi e dallo scarso interesse della politica regionale.



- Intendete puntare sulla tutela del paesaggio anche per riqualificare l’offerta turistica siciliana? Eventualmente, entro quanti mesi v’impegnate a completare l’approvazione di tutti i piani paesaggistici?

- Intendete concretamente realizzare un parco geo-minerario regionale per valorizzare il diffuso patrimonio di archeologia industriale mineraria legata alle attività estrattive dello zolfo e del sale, come già fatto in altre regioni d'Italia?



Pianificazione territoriale:

La nostra regione è l’unica a non aver aggiornato la propria normativa urbanistica negli ultimi trentacinque anni.

Non serviva perché molte modifiche estemporanee, e quindi peggiorative, sono state apportate inserendo surrettiziamente norme urbanistiche all’interno di leggi finanziarie o leggi omnibus. Come è evidente l’idea predatoria, di trasformare il territorio attraverso continue varianti, non ha certamente portato ad uno sviluppo equilibrato, ma all’abbandono della gran parte dei nostri centri storici e alla crescita di orrende periferie prive di qualsivoglia qualità.

La stessa idea ha causato la devastazione di una parte importante delle nostre coste, sottraendole alla possibilità di un’offerta turistica di qualità, e ha portato l’ultimo governo a valutare incredibilmente la possibilità di accettare una proposta di concessione cinquantennale di tutto il demanio costiero per la realizzazione di una gigantesca opera di cementificazione.

Tutto questo mentre, sia a livello internazionale che nazionale, è ormai maturata la convinzione che siano necessarie modifiche normative finalizzate a ridurre il consumo di suolo, per ragioni ambientali ma anche economiche.



- Intendete adeguare la normativa urbanistica siciliana ai nuovi indirizzi che scaturiscono dal dibattito culturale in corso: blocco di nuovo consumo di suolo agricolo e rigenerazione urbana finalizzata al recupero dei centri storici, oltre ché all’adeguamento del patrimonio edilizio esistente ai principi dell’efficienza energetica?



Rifiuti

Pochi esempi virtuosi hanno dimostrato come anche in Sicilia, se solo la politica avesse spinto nella giusta direzione, sarebbe stato possibile organizzare una efficiente raccolta differenziata e gestire i rifiuti secondo il dettato delle normative europee e nazionali. Normative che si fondano sulla riduzione della produzione di rifiuti e sul recupero di materia.

Nonostante il disastro creato dai tredici anni di gestione commissariale quasi ininterrotta, oggi la Sicilia ha un piano dei rifiuti utile per cambiare registro.



- Darete applicazione a quanto prevede il piano che punta sul recupero di materia o lo metterete in discussione per riaprire il dibattito sugli inceneritori?

- Darete attuazione alla riforma del sistema rifiuti approvata nel 2010 e rimasta inapplicata per oltre due anni?



venerdì 13 luglio 2012

Approvazione piano regionale dei rifiuti

Approvazione piano regionale dei rifiuti. Legambiente Sicilia: “ottima notizia, ma perso troppo tempo. Ci auguriamo che il prossimo governo possa dare gambe a questo piano creando un sistema di gestione integrata dei rifiuti di livello europeo”. Dichiarazione di Mimmo Fontana, presidente regionale Legambiente Sicilia.



“Esprimiamo soddisfazione per il raggiungimento dell’intesa con il Ministero dell’Ambiente sul nuovo piano dei rifiuti siciliano. La proposta approvata - dichiara Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia – è un compromesso avanzato comunque imperniato sulle scelte strategiche che ci stanno più a cuore: la raccolta differenziata al 65 per cento; un’impiantistica spinta che servirà a recuperare quanta più materia possibile da riciclare e la flessibilità sufficiente per modificare il sistema in progress.

L’ottima notizia, comunque, non cancella l’amarezza per il tempo perduto a cercare un’intesa con il governo Berlusconi. Questi aveva un’idea diversa dalla gestione integrata dei rifiuti che ha visto in Sicilia la sintesi di ambientalisti, industriali, sindacati e la maggioranza del governo regionale. Un’intesa prevista dall’ordinanza di Protezione civile con cui fu dichiarata l’emergenza rifiuti nell’isola nell’estate del 2010. Un’emergenza inesistente – sottolinea Fontana – e, quindi, una dichiarazione immotivata concordata da Lombardo e Berlusconi che, come sempre avviene in questi casi, non ha risolto il problema dei rifiuti, ma ha contribuito in modo determinante al suo incancrenimento.

A questo punto, voltiamo pagina, pensiamo al futuro. Ci auguriamo che il prossimo governo possa dare gambe a questo piano creando un sistema di gestione integrata dei rifiuti di livello europeo”.



13 luglio 2012



L’ufficio stampa

Teresa Campagna tel. 338-2116468r